Stagione teatrale 2014-15: Sopravvissuti

Dopo la stagione del Teatro Astra, comincia anche quella del Teatro Spazio Bixio con la compagnia Theama Teatro che provocatoriamente decide di intitolare la stagione Momentaneamente sooravvissuti. Il lavoro quello dell’uomo o donna di spettacolo non è storicamente il classico lavoro da dipendente, ma certo la crisi infinita economica ma anche di valori e di iniziative di valore, hanno ridotto ulteriolmente i fondi. Non il pubblico che è sempre più attento, è alla riscoperta di un momento di condisione insostituibile come il ritrovarsi al teatro.

La compagnia quindi è sopravvissuta, almeno momentaneamente e si prepara a debuttare con una stagione ricca e interessante.

Primo appuntamento il 28 novembre con Theama Teatro e lo spettacolo dal titolo L’incredibile fuga di Claude e Margot;

Dicembre:

Sabato 6 Gruppo Teatrale La Formica con Tutto esaurito!;

Domenica 7 dicembre con Massimo Luca in Rock The Monkey/I miei amici cantautori;

Venerdì 12 dicembre Roberto Jonata con Infinity;

Sabato 13 dicembre e Domenica 14 Daniele Timpano ed Elvira Frosini in Zombitudine;

Venerdì 19 L’Archibugio con La Guerra;

Sabato 20 Theama Teatro con l’Ex marito in busta paga (il tecnico);

Sabato 27 dicembre la Compagnia Terracrea in Cancaro alla Roba!;

Mercoledì 31 il mese si conclude con Theama Teatro in Leto Grando (Letto Matrimoniale);

Gennaio

Dopo le feste gli appuntamenti con il teatro riprendono il…

Venerdì 9 gennaio con il Trio Hegel in occasione di Bixio Chamber Music;

Sabato 10 gennaio i The Jashgawronsky Brothers in Trash!;

Sabato 17 i Ventichiaviteatro in Ladyoscar;

 Sabato 24 gennaio i Bon Voyage/Frosinone Teatro in L’assassino e il suo doppio;

Venerdì 30 gennaio Quartetto Indaco in occasione di Bixio Chamber Music;

Sabato 31 Nautilus Cantiere TeatraleLa moglie, l’amante e… il monsignore.

Febbraio

 Domenica 1 febbraio secondo appuntamento con Nautilus Cantiere TeatraleLa moglie, l’amante e… il monsignore;

Sabato 7 febbraio Stefano Questorio con God is my Dj;

Venerdì 14 febbraio Accademia degli antichi/Alessandra Borin con Musica come miele;

Venerdì 20 Ars Magnifica per un nuovo appuntamento con Bixio Chamber Music;

Sabato 21 febbraio Teatro della caduta/Marco Bianchini –  L’amleto;

Sabato 28 febbraio Diego Carli e Antonio Mignolli – The last comedy show.

Marzo

Sabato 7 marzo il Collettivo Jennifer rosa con Here you are;

Domenica 8 marzo Giulia Pont con Ti lascio perchè ho finito l’ossitocina;

Sabato 14 Farmacia Zoo:È/9841 con Rukeli;

Sabato 21 marzo Paolo Rozzi e Theama Teatro con Dal vivo!;

Mentre sabato 28 marzo Theama Teatro presenta Sui Campi di Fiandra sbocciano i papaveri.

Aprile

 L’ultimo mese di appuntamenti teatrali vedrà protagonisti sul palco del Bixio…

Venerdì 10 aprile Nautilus Cantiere Teatrale con Il misterioso caso del condominio Acquascura (Waterproof), evento riproposto anche sabato 11;

Venerdì 17 aprile Satiro Teatro con Diversamente pettinabili:

Sabato 18 Compagnia della Torre con Le impiegate;

La stagione si conclude Venerdì 24 Thierry Di Vietri con Primo Amore.

I biglietti hanno i seguenti costi, 10 euro intero e 8 ridotto (over 60 e under 30) ad eccezione dell’evento del 31 dicembre che avrà un costo di 25 euro. Mentre l’evento del 7 marzo di 8 con inizio alle ore 19.

Il resto degli spettacoli inzia alle ore 21 con prenotazione consigliata scrivere a info@spaziobixio.com Tel. 0444 322525 oppure 345 7342025.

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Alma: la dura vita di una musa

Ultima notte della bellezza! Le iniziative di Theama Teatro sono terminate lunedì sera e per colpa dell’ennesima giornata di pioggia la location è cambiata, dal giardino segreto di uno dei palazzi storici della città, Palazzo Angaran  Vaccari/ Schio… chiamatelo pure come credete ma insomma la minaccia della pioggia non ha permesso di poter ammirare un luogo così segreto! Tutti allora a Palazzo Cordellina, che ha visto una presenza massiccia di pubblico in una serata in cui la musica e la letteratura hanno scandito la serata.

La protagonista è stata Alma Mahler ricordata nella serata in cui si celebrava il suo anniversario di morte (è manca esattamente l’11 dicembre) e anche il ricordo di Eriberto Allamprese, figlio di colei che doveva aprire le porte del suo giardino.

Ad accompagnarci gli attori di Theama Teatro, Piergiorgio Piccoli, Anna Zago e Aristide Genovese accompagnati dalla pianista Paola Bandini e dalla soprano e flautista Claudia Burlenghi.

Tra lieder composti dalla stessa Alma e una fitta corrispondenza, ma anche attraverso le pagine intime di un diario che quando si tratta di persone veramente con una vita eccezionale, non sono più tanto intime.

Tre matrimoni, due vedovanze, un amante ufficiale, tanti amori e tanto dolore, ma non solo! Il ritratto che abbiamo di Alma è di una donna caparbia e risoluta. Del resto non fa parte solo delle donne contemporanee essere indecise sul proprio destino, anche se naturalmente proprio la modernità rende noi più facilitate alla scelta.

Il primo marito è Gustav Mahler, il cui cognome porterà alla fine fino alla morte, non per amore certo! Alma compone e non vorrebbe smettere per essere moglie e madre, ma eguagliare il marito nella fama e nella carriera! Ma Gustav, in una lettera che una donna moderna gli avrebbe bruciato davanti agli occhi ma prima stampandola, consiglia alla sua musa che si deve rassegnare a fare la moglie e la madre. Due figlie una sola sopravvive! Anche Gustav dopo dieci anni muore lasciando la bella Alma alla mercè di nuovi amanti. Così compone alla fine 14 lieder ma quando sarà finalmente libera, molti anni dopo la composizione comporterà troppe energie.

Round due: Walter Gropius, dal quale avrà Manon, anche lei però non supera l’infanzia, del resto il matrimonio nasce sotto i peggiori auspici, conosce Gropius dopo una turbolenta e focosa storia d’amore con Oscar Kokoshka. Questi non certo bello, con un sacco di difetti fisici, ma sicuramente innamorato e amante generoso il quale dedicata alla sua musa bellissimi ritratti, che Alma stessa terrà tutta la vita. Il matrimonio dicevo è caratterizzato dalla Prima Guerra Mondiale, in Austria! Insomma i due sposi si vedevano solo in occasione delle licenze e comunque il tempo era dedicato anche agli acquisti personali del soldato, come scegliere la pelle più pregiata per gli stivali! Ma Alma ignorava il lavoro del marito, ma con tale attenzione ai materiali non poteva che essere un architetto! Primo divorzio e secondo marito archiviato. Ma senza essere sprovvista di un’alternativa. A teatro incontra il terzo uomo della sua vita Franz Werfel, scrittore questa volta e anche di lui Alma rimarrà vedova e passerà un momento di estremo cambiamento. L’abbandono della sua patria per la terra delle opportunità e delle leggi che non sono contro gli ebrei. Qui Alma vivrà prevalentemente a New York e rimane vedova di un uomo che in fondo non aveva capito decidendo così di portare avanti e far fruttare i diritti della prima vedovanza! Werfel del resto a differenza di altri scrittori della sua generazione è meno conosciuto e quindi l’eredità di libri che Alma possiede in tutte le edizioni e lingue non gli consentono di viaggiare e di vivere gli anni che le rimangono, poco meno di venti, a favorire la sua fama postuma! Ha l’occasione come vedova di Mahler di tornare in Europa, ma non Vienna che non rivedrà mai più.

Ma oltre a questi Alma ha vissuto una grandissima passione per Gustav Klimt, in un certo senso anche una idolatria nei confronti del maestro, di cui non accettò il matrimonio con una donna qualunque e non degna di tanto genio!

Alma rappresenta, con tutte le storie che i suo i diari hanno custodito, lo spirito di molte donne influenti che hanno vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento ma a differenza di molte, come ad esempio Misia Sert, che ha influenzato soprattutto le arti figurative, ha avuto un ruolo in tutte le arti, musica, pittura, architettura e scrittura! Ma essere stata una donna assetata di arte, è rimasta sola vivendo della grandezza riflessa e ricevuta in eredità. Stretta e comoda nel ruolo di donna! Soffrendo ovviamente da madre!

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In salotto con Alma Mahler

Diciamo la verità quanti di noi vorrebbero non solo essere dei supereroi ma poter chiacchierare amabilmente con personaggi che hanno vissute in una sola vita, tantissime vite. Quando certe volte ti pare di fare una fatica atroce solo a viverne una!

Quindi attraverso l’ultimo salotto urbano organizzato da Theama Teatro per allietare la notte vicentina ecco una delle storie belle. La protagonista è Alma Mahler – La sposa delle arti;  donna amata da molti uomini ma baciata soprattutto dall’arte. Amante, moglie e madre che soffre tremendamente per il destino che la vita riserva alla sue figlie. Donna che vorrebbe amanciparsi suonando e componendo.

Lunedì 28 luglio alle ore 21 presso il Giardino di Palazzo Angaran Vaccari in Contrà San Marco 39. Musica e recitazione con la soprano Claudia Burlenghi, Paola Bandini al pianoforte e gli attori di Theama Teatro. La serata è organizzata in ricordo di Eriberto Allamprese. Ingresso libero.

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Ritmi sinuosi tra reperti e giardini

L’estate metereologica non sembra voler arrivare stabilmente, ma nulla ci distoglie e ci impedisce di ricercare la bellezza nei luoghi della città.

Ieri sera si è svolto il terzo appuntamento con Vicenza salotto urbano,  eventi organizzato da Theama Teatro, in collaborazione con il Comune di Vicenza, che ci fa vivere musei in maniera inconsueta, scoprire giardini che sono praticamente sempre chiusi da pesanti portoni!

L’appuntamento è alle 21 al Museo Diocesano in Piazza Duomo, molta gente, me compresa siamo arrivati presto, già alle ore 20.30 e come nella buona tradizione italiana, non siamo minimamente capaci di metterci in coda! Comincio pertanto a farmi domande sullo svolgimento ma soprattutto su cosa la gente sarà disposta a fare pur di vedere.

Si aprono i portoni e la fiumana di gente di distribuisce, ma attenzione dove mettete i piedi! Davanti a noi infatti una delle Coltri Stanche, Tiziana Bolfe, parte con il suo rito, come una sacerdotessa ci conduce all’interno del museo che custodisce con altre due compagne, interpretate da Lucy Briaschi e Vallina Meneghini.
Partenza dall’uovo che campeggia all’ingresso del museo ed è come se il grande oggetto di marmo, quasi rappresentante dell’oracolo di Delfi, segni l’inizio e la fine della scoperta del museo attraverso gli occhi e le movenze di tre statue neoclassiche che stufe della loro condizione d’immobilità si riappropriano del loro corpo. I reperti, altomedievali e longobardi che si trovano durante il percorso, rivivono! Nel seguire il corteo, quasi tragico, composto dalle donne, l’ansia di perdersi un solo prezioso attimo, rischiando così di inciampare o peggio di strappare il lungo peplo delle “statue”.

Tra i momenti più intensi del persorso, quello che ha visto riunite le tre donne presso la vasca di origine romana e utilizzata per un lungo periodo come fontana pubblica, utilizzata per giocare con un’acqua fantasma, simulando giochi d’acqua rifrenscanti ma anche simbolici. Nel momento in cui si arriva alle sculture colossali, un tempo collocate in cima alla facciata del Duomo, il caos, ed ognuno di noi deve scegliere chi seguire. Ognuna di loro era in un posto diverso, con la consueguente curiosità da parte di tutti di vedere cosa facevano le altre….ma è il momento di ritornare verso l’uscita, ritorniamo all’uovo, sulla cui sommità di uniscono le tre grazie, pronte a chiedere qualcosa, all’oracolo che protegge quel luogo.

Usciti dal museo, scopriamo un altro posto, il brolo e il chiostro che chiuso generalmente dalla vista e dal diletto finalmente si apre al pubblico…qui ci aspetta primo un momento di letture, sul tema della bellezza con Carlo Properzi Curti e poi sotto la Loggia Zeno, un’elegante costruzione della fine del Quattrocento, i suoni di Giuseppe Dal Bianco. Musicista e compositore, il suo ricco armamentario musicale, comprendeva una collezione ampia di strumenti a fiato proveniente per lo più da luoghi esotici, pochi e piccolissimi strumenti a corda…prima restia ad un ritmo così lontano, poi mi sono avvicinata lentamente e aspettanto, da un momento all’altro, un serpente sibilante uscire da un cesto. Con amore e silenzio zen il musicista lasciava parlare la musica e ogni volta che si apprestava a suonare uno strumento, la perfezione del momento costituiva un vero e proprio rito. Prendendo anche lo strumento più massiccio con la delicatezza che ognuno di noi useremmo con l’oggetto più prezioso che abbiamo!

La fredda notte, e siamo a luglio, comincia a farsi sentire ma coperti dalla sensazione della bellezza, che si manifesta in molteplici arti, ritorno a casa soddisfatta! Appuntamento a lunedì prossimo con l’ultimo salotto urbano per un’estate strana!

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La bellezza nella danza

Nuovo appuntamento con la bellezza nelle notti vicentine. Il luogo, una scoperta per molti vicentini, figuriamoci per me!

Infatti alle ore 21 all’interno del Brolo e del chiostro del Palazzo Vescovile, La scultura nella danza – Musica e arte. Danza, musica e letteratura con Tiziana Bolfe de Le coltri stanche, Giuseppe Dal Bianco silenzio e incanto e Carlo Properzi Curti da Antichi Maestri di Thomas Bernhard.

Organizzato da Thema Teatro, ingresso libero.

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Pomo pero, prosa veneta in villa

Continuano gli appuntamenti con il teatro in villa. Lo scenario rimane Villa Cordellina a Montecchio Maggiore.
Alle ore 21 la Compagnia Terracrea presenta Pomo Però, dime ‘l vero. Uno spettacolo in prosa veneta liberamente tratto da Luigi Meneghello con Valerio Mazzuccato e Laura Cavinato per la regia di Giorgio Sangati.
In un periodo in cui l’opera di Meneghello sta avendo una grande rivalutazione, anche il teatro usa un testo che ci conduce in un viaggio popolare, commovente ed esilarante di un Nord Est che rimane solo nei ricordi di pochi. Un testo che affronta tutti i passaggi fondamentali della vita.

Appuntamento giovedì 24 luglio alle ore 21. Biglietto intero 8 ridotto 5 info@theama.it per avere ulteriori informazioni e prenotazioni.

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Casanova uomo di città o di campagna?

Ieri sera si è svolta la seconda notte della belleza, in un diverso salotto urbano, quello di Palazzo Chiericati.

L’evento a cura di Theama Teatro era inserito nelle inizitive estive della Città di Vicenza. Lo spettacolo Maison Casanova ha cambiato location, arrivando dalla campagna alla città! Ma con il cambiamento l’effetto sarà stato lo stesso?

Ho voluto fare il bis per due ragioni, la prima capire se le sensazioni che ho provato qualche settimana fa a Montecchio si fossero mantenute, ma anche scoprire quali zone del Palazzo sono state scelte per creare le situazioni attorno al Casanova nazionale!

Palazzo Chiericati ricordo che è stato riaperto con parte delle collezioni, è ancora in corso la ristrutturazione dell’ala del ‘900, nel dicembre scorso e sicuramente l’aspetto attuale è di un museo più moderno, ispirato ai  canoni della museologia attuale, ma sempre con il riguardo verso l’architetto che l’ha concepito! Con più un freddo glaciale!

Il gruppo delle 21 parte compatto alla scoperta delle voci delle donne, accompagnati ancora una volta da una delle Bonnes de la Maison, Martina Canton. Donne che sono rimaste loro malgrado attaccate ad un passato ricco e pieno, fatto di passione e di un amore che sfida gli anni. Questa volta il primo gruppetto che incontriamo è quello composto da Maria Morosini nella Venezia del 1793, Gigliola Zoroni, Clarissa Battaglino, Daniela Calvene, Arianna Guglielmi, Alessia Traverso.

Il secondo incontro avviene nella Sala del Firmamento, sempre al piano terra del Museo. Qui incontriamo la delicata ma fiera Jeanne Marie d’Albert de Saint Hippolyte interpretata da Anna Farinello, che come la storia ci insegna ha fatto di tutto per vivere la sua storia d’amore con Casanova, anche travestirsi da uomo.

A questo punto, per incontrare le prossime amanti è necessario scendere nei sotterranei, che offrono allo spettacolo quel tocco drammatico. Rincontriamo Lia la figlia dell’oste che nel 1767 a Lugano, incontra e carpisce dal “vecchio” conquistatore molteplici conquiste. L’attrice Alessandra Niero è la vivace interprete di una donna che anche con l’arma del cibo ha saputo conquistare un uomo.

Le nostre visite ai sotterranei continuano con l’attrice e regista Anna Zago nella parte, sempre intensa, di Marianna Charpillon, la fenditura nel muro che collega i sotterranei, diventa una vera e propria  questione mentale, fisica, della labilità della mente di una donna il cui corpo è stato venduto troppo presto, che ha subito violenze e adesso? La cortigiana che ha tenuto testa a Casanova, è in balia della sua guardiana, ma soprattutto del vino che offre, centillinato alla carcerata.

Dal basso, al piano nobile! Qui incontriamo le ultime protagoniste di questa vicenda, che ha fatto esprimere solo una piccolissima parte delle donne che Casanova ha irretito. Un carattere capriccioso? Forse insoddisfazione per la sua condizione di eterno squattrinato, colto e raffinato, plurilingue e giramondo, fortunatamente amato non solo dalle donne, ma anche dagli uomini!

Al piano nobile “andiamo” dapprima a Napoli nel 1760 a ritrovare Lucrezia Castelli e la sua fedele confidente nel momento della toletta, parlando di un passato ancora dolce, le attrici sono Daniela Padovan e Federica Omenetto. Il piano nobile è lo scenario anche per l’ultima silenziosa presenza che si aggira per le stanze, gelide, e vuote di persone (non nel senso delle presenze di ieri, numerosissime) della famiglia Chiericati che effettivamente animava quei lughi attraverso eventi strettamente familiari e altri più ampi. Questa presenta è Cécile de Roggendorf, qui nella veste di dinoccolata ballerina, interpretata da Lara Campigato. Nelle cui movenze ricorda quelle dei burattini che vengono gestiti sempre da qualcun’altro.

Quale sarà il destino delle donne che hanno incontrato Casanova? Come tutte le donne che amano tipi del genere! Facendo paragoni dei vari amanti…

Quale è la mia scelta del tipo di rappresentazione, personalmente vedo Casanova un uomo più da campagna che da città, libero tra giardini che consentono anfratti e distrazioni piacevoli, che un uomo alla prese con gli impegni di città.

Ma comunque e sempre un successo per Theama Teatro e Maison Giacomo Casanova, con le bravissime interpreti che ci hanno condotto in un viaggio nel Settecento. Lunedì prossimo alla scoperta di un nuovo giardino…

Visto che non si potevano scattare fotografie, metto giusto un’immagine della passata rappresentazione a Villa Cordellina Lombardi.

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Il venerdì delle donne

Il 17 luglio ore 21 continuano le serate in Villa. Quella più importante di Montecchio Maggiore con Nautilus Cantiere teatrale, con la commedia brillante proposta già nella scorsa stagione al Bixio.

Donne di venerdì, racconta di sei amiche che riescono, nonostante gli impegni della vita di tutti i giorni, a dedicarsi almeno una serata. Il venerdì, con tutto il carico della settimana passata e dei relativi problemi di uomini e di lavoro. Durante una di queste serate irrompe nel gineceo un uomo che turba l’atmosfera…

Di Antonio Zanetti, con Clarissa Battaglino, Daniela Calvene, Valentina Ferrara, Arianna Guglielmi, Federica Omenetto, Daniela Padoavan, Daniele Berardi, Gianfranco Cardone. Regia di Anna Zago e Piergiorgio Piccoli.

Biglietto intero 8 euro, ridotto 5 per info e prenotazioni potete contattare Theama teatro tramite mail a info@theama.it oppure al numero 0444/322525

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Casanova prende Maison in centro

Dopo la bella serata a Montecchio Maggiore alla scoperta della villa di campagna del fimmanaro Giacomo Casanova. La compagnia Theama Teatro ha deciso di trovargli una residenza adeguata in centro storico.

La Pinacoteca Civica di Palazzo Chiericati per una notte si trasformerà nella residenza di un nutrito gruppo di donne che ricorda a suo modo un uomo evidentemente che ti resta nel cervello.

Lo spettacolo itinerante avrà i seguenti orari, ore 21, ore 21.30 e ore 22.

Per partecipare è necessario prenotare al numero 0444322525 oppure una mail a info@theama.it

estate a vicenza

La bellezza ci salverà dal diluvio?

Dopo l’afa è normale che arrivi la pioggia!  Ma se fosse stato un sonnacchioso lunedì, come ogni tipico mio giorno libero passii! Ma almeno per luglio un’alternativa c’è, quella fornita da Theama Teatro che con il Comune di Vicenza ha ideato notti, o pomeriggi, della bellezza.

Il primo appuntamento si è svolto  nel Giardino della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, ma appunto il tempo non è dei migliori e le Lune di Galileo di Margherita Michelazzo suonano un po’ di più a causa del vento che si insinua tra le foglie! Ma nonostante questo  vedo che non sono la sola a sfidare il vento e la possibilità di pioggia. Posti quasi esauriti!

Dopo i saluti, di Anna Zago, di Mario Bagnara e di Isabella Sala che si trova non solo in veste di Assessore ma anche di spettatrice attenta! Colui che ci accompagnerà, Tiziano Scarpa, prova a sfidare il tempo e ci fornisce la sua idea di bellezza! Argomento quanto meno complesso e vasto, da che parte cominciare? Quale bellezza deve essere presa in considerazione? Sarebbe facile evidentemente parlare della bellezza pura e più conosciuta, attraverso canti e rime in cui la donna è eterno oggetto di devozione nelle parole dei poeti e degli scrittori di tutte le epoche.

Scarpa comincia con il sonetto dedicato alla sua donna. Quello di Francesco Berni, poeta e drammaturgo che visse tra il’400 e il ‘500 tra Firenze e Roma. Il suo stile è caratterizzato dalla farsa, dedicando alla sua donna un poema in cui inserisce aggettivi di Petrarca, che così rimescolati danno un effetto stridente, una dichiarazione d’amore? Ebbene si!

Chiome d’argento fino, irte e attorte
senz’arte intorno ad un bel viso d’oro;
fronte crespa, u’ mirando io mi scoloro,
dove spunta i suoi strali Amor e Morte;

occhi di perle vaghi, luci torte
da ogni obietto diseguale a loro;
ciglie di neve, e quelle, ond’io m’accoro,
dita e man dolcemente grosse e corte;

labra di latte, bocca ampia celeste;
denti d’ebeno rari e pellegrini;
inaudita ineffabile armonia

costumi alteri e gravi: a voi, divini
servi d’Amor, palese fo che queste
son le bellezze della donna mia.

Un omaggio alla donna che si accetta di avere per tutta la vita, accettando anche il naturale corso della vita, in un’epoca in cui l’artificio non era assolutamente paragonabile a quello di oggi!

Ma quello della bellezza femminile nei versi di Beni è l’unico accenno a questo tipo. D’ora in poi si parla della bellezza che abbiamo attorno e Tiziano Scarpa lo ricerca nei versi, accenni alla bellezza del paesaggio! L’aspetto del nostro mondo, una grossa eredità da tutelare!

Prima del diluvio e sempre con il sottofondo delle lune di Galileo, si passa a Mark Twain, il cantore del Mississipi, con il fantastico personaggio di Tom Sawyer, libro tappa per ogni adolescente, ambo sessi! Ma il giocoso e umoristico cantore del sud americano, dopo vicende personali, diventa un crudele cronista della vanità. Ha viaggiato in Europa e quando si trova a Firenzem è scandalizzato dall’opulenza delle chiese e non solo! Tali sentimenti di sdegno, saranno forse derivati da una bruciante invidia nei confronti del vecchio continente? 1 a 0! Europa batte America!

A questo punto si scappa dal giardino prima che la pioggia ci bagni, visto che non siamo nel pineto di D’Annunzio, evitiamo di diventare silvestri e fradici salvandoci all’interno.

Il viaggio a l’interno della bellezza continua con uno scrittore Brasiliano ma veneziano di adozione, amico intimo di Scarpa. Doigo Mainardi. Infatti Tiziano Scarpa ha  tradotto il libro La Caduta. In questo libro l’autore narra di una vicenda familiare molto toccante, la malattia del figlio, per errore medico. Mainardi vive a Venezia con la moglie italiana, decide di far nascere il bambino nell’Ospedale della città, capolavoro di arte ed architettura, iniziato da Pietro Lombardo e pare completato dal Sansovino. Dei genitori fiduciosi perché consapevoli di non affidarsi ad un’ospedale con un reparto ginecologico eccezionale! Ma lui, secondo Scarpa, è stato attratto dalla bellezza della fregatura, fiducioso che la bellezza di un posto simile, creato per essere bello, non potesse succedere nulla!

Si rimane in Italia ma si cambia città! La Roma ai tempi di Leopardi, riportato nell’Epistolario! Un giudizio estremamente negativo quello di Leopardi, che considera la città eterna una città di giganti. Della seria come rovinarsi la vita per ogni cosa! Recanati vista prima come una prigione ora visto come un paradiso! Ma Tiziano scarpa ci fornisce un altro motivo per diffidare della città, considerata dallo scrittore come una città deleteria per ogni genere di artista, in quanto la bellezza della città risolve ogni problema, ogni film si può salvare anche solo grazie ad una ripresa sulla silhouette panoramica della città. Un tipo di bellezza al quale si sono abituati anche gli stessi abitanti della città, che arriva in soccorso in ogni situazione!

Il paesaggio e la sua importanza sono alla base anche dell’opera di Pier Paolo Pasolini. Il quale affermava che la bellezza paesaggistica era rimasta inalterata nell’Italia fascista post. Quando ancora le città avevano una fine, avevano i loro viali alberati. Mentre il boom economico ha creato effettivamente dei mostri, le periferie iper urbanizzate e che sono spesso state le scenografie dei film più celebri dell’intellettuale!

La parte finale dell’incontro si concentra sui libri dedicati proprio da Scarpa all’argomento! Si trova a Zara quando scrive  Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto. Nella solitudine di questa città che può vantare la frase celebre di Alfred Hitchcock che affermava che il tramonto di Zara fosse il più bello del mondo. Durante il soggiorno comincia a pensare a questo… come definirlo… effetto luminoso?! E sulla difficoltà di rappresentarlo che produce per lo più degli effetti dozzinali e kitsch! Appena affermato questo, pensavo a quegli orribili poster in cui con colori fortissimi sono raffigurati i tramonti in posti esotici! Insomma Scarpa ha ideato tutto un discorso che un’ipotetica guida turistica sciorina a dei turisti, di fronte a questo spettacolo. Si può ridurre il tramonto, che spesso corrisponde alla fine anche di fasi della nostra vita oppure di carriere, ad una descrizione di effetti luminosi e di cambiamenti cromatici?! La parola tramonto è  anche usata all’interno di numerosi e celebri film.

Tiziano Scarpa chiude il pomeriggio con alcuni consigli pratici per affrontare la bellezza! In un mondo che ci circonda di bellezza, questa può diventare anche un problema! Specie se abitiamo in una delle più belle città del mondo. Dei consigli che si trovano anche in In gita a Venezia con Tiziano Scarpa. È facile essere seducenti in luoghi già belli, essere in grado di formulare una dichiarazione in un luogo che parla da solo. Allora alleatevi con la città per fare colpo, ma magari in posti in cui la cosa più bella siete proprio voi.

La bellezza costituisce un argomento inesauribile, ognuno di noi ha la propria concezione, può essere più o meno bella una persona, più o meno bella un’opera d’arte, più o meno bella una città. Ad esempio le città sono più belle quando i luoghi che ogni giorno viviamo sono animati da altra bellezza e non contemplati nell’immutabilità! Mi sento un po’ custode della bellezza quando lavoro nel museo, per questo non sopporto spesso la superficialità e l’invasione di persone che la sfruttano solo attraverso lo schermo dei loro apparecchi. Ma è anche vero che ci si può abituare alla bellezza! Ed è proprio attraverso lo sguardo di visitatori attenti che riscopro un luogo…

La ricerca e la diffusione della bellezza è anche alla base del mio blog. Alcune volte ci riesco altre volte no…ma almeno ci provo!

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