Nessi e…

Inizio col botto per il Teatro Astra, che venerdì sera ha cominciato la nuova stagione con un campione di incassi e di consensi!

Alessandro Bergonzoni ha presentato Nessi, il suo ultimo lavoro!

Quando si pronuncia questa parola naturalmente sono le connessioni che mi saltano in mente, in un’epoca in cui essere connessi è l’essenza stessa dell’essere! Se qualcuno decidesse di scollegarsi, probabilmente metterebbe in dubbio la propria esistenza. Ma quello che nel lungo monologo si evidenzia è la necessità da parte dell’attore bolognese di confessare davanti a tutti la propria visione esistenziale! Il palco nudo nella semplicità delle luci e di questi incubatori vuoti, come simbolo di una domanda sulla nostra crescita personale. Siamo maturi o siamo fintemente grandi? Forse per questo la necessità di restare aggrappati ad un incubatore che con il calore emesso ci permette di crescere!

Lo spettacolo è complesso e accattivante, dimostrando l’arguzia e l’intelligenza di un autore e attore dalle molte sfaccettature e anime, che torna al teatro con un testo pieno di mirabolanti avventure linguistiche, che la mia mente, effettivamente più lenta, ha fatto fatica a starci dietro!

Spesso un nostro gesto nei confronti di questa terra genera un effetto che riscontreremo più avanti, lo stesso semplice gesto che in un posto x di questo immenso mondo, che magari eseguiamo senza pensarci è vissuto da altre persone, magari per salvarsi la vita. Ma le mie parole sconnesse sono inadeguate per in concetto che mi ha fatto riflettere. E preferisco citare quelle dello stesso Bergonzoni

Se ti inchini per allacciarti le scarpe a Roma, fai nesso con l’uomo che in Siria si inchina per non farsi colpire da un cecchino

Un pensiero prima di far male o anche bene! Insomma ogni gesto del nostro io può essere conseguenza anche di altro. Ma collegare diventa un fatto necessario soltanto per il nostro egoistico desiderio di far sapere ad altre persone quello che facciamo, dove andiamo etc… ma non sarebbe meglio collegarci per condividere un universale senso comuntario? Speranza vana?

Per decretare il successo, assolutamente personale, che attribuisco ad uno spettacolo devo necessariamente basarmi sulle sensazioni che ho la mattina, la notte porta consiglio, distende i muscoli anche del cervello e metabolizza quello che è successo nelle ore di veglia. Le mille domande si moltiplicano in una ricerca di dialogo interiore e si aggiunge anche questo…quali e quanti sono gli elementi presenti nello spettacolo? Tantissimi e per quali, bisogna ancora rifletterci! Intanto mi sento più ricca per un’esperienza che rischiavo di perdere e come inizio di una stagione teatrale direi che non è niente male!

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Teatro occupato da Terrestri

L’autunno è cominciato regalandoci pazzie primaverili, ma il calendario non sbaglia ed eccoci quindi ad una nuova stagione teatrale. Il sipario si apre, il palco torna a risuonare dei passi, i fondali si muovono!

Ed ecco che il Teatro Astra, di cui la scorsa stagione ho seguito l’intera programmazione, ci propone un calendario con nove spettacoli in rassegna e cinque fuori!

Con la speranza di essere diventati umani adesso nella stagione 2014/15 cominciamo a prendere confidenza con il pianeta terra per diventare degni abitanti!

Inizia perciò la nuova campagna abbonamenti ma anche pacchetti per coloro che fossero interessati a qualcosa in particolare.

Ecco il calendario per gli eventi in rassegna:

  • Venerdì 14 novembre Alessandro Bergonzoni Nessi
  • Sabato 19 novembre Giulio d’Anna ooooooo 
  • Venerdì 12 dicembre I sacchi di Sabbia Piccoli suicidi in ottava rima
  • Sabato 24 gennaio Roberto Latini I giganti della montagna
  • Venerdì 6 febbraio Ricci/Forte Darling
  • Venerdì 27 febbraio César Brie/ Eco di fondo Orfeo ed Euridice
  • Sabato 14 marzo Antonio Viganò Il suono della caduta
  • Venerdì 27 marzo Anagoor Virgilio brucia
  • Venerdì 10 aprile Serena Sinigaglia / Tindaro Granata Il libro del buio

L’abbonamento completo ha un costo di 100 se intero e 80 ridotto

E’ inoltre possibile l’abbonamento a 5 spettacoli a scelta libera (no Bergonzoni) 60 intero oppure 50 ridotto

Percorsi terrestri che comprende 4 spettacoli al costo di 50 euro intero e 40 ridotto, questi hanno tre tipologie:

 A) classicicontemporaneo (Roberto Latini, Ricci/Forte, César Brie – eco di fondo, Anagoor);

B) cittàsociale (Giulio d’Anna, César Brie – eco di fondo, Antonio Viganò, Serena Sinigaglia – tindaro granata);

C) zapping (I sacchi di sabbia, Roberto Latini, Antonio Viganò, Serena Sinigaglia – Tindaro Granata)

Biglietti per i singoli spettacoli 14 intero 12 ridotto.

Mentre per lo spettacolo di Alessandro Bergonzoni 15 euro intero ridotto 13

Ecco invece la lista per gli spettacoli fuori rassegna:

  • Mercoledì 21 gennaio Sorelle Marinetti con risate sotto le bombe 15 euro
  • Sabato 31 gennaio Livello 4 Furioso Mondo 5 euro
  • Sabato 14 febbraio Carlo & Giorgio Visti da vicino 10 euro
  • Venerdì 6 marzo Patricia Zanco Medea Metamorfosi 10 euro
  • Sabato 18 aprile Eccentrici Dadarò Il saltimbanco e luna 10 euro

La campagna abbonamenti parte oggi quindi abbonatevi e conoscete i terresti che con voi condividono questo strano posto!

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Diventare umani

Piccole riflessioni su una stagione teatrale conclusa lo scorso aprile al Teatro Astra che ho seguito con gioia e interesse! Prima dell’inizio della nuova in cui scopriremo le nuovi voci e il nuovo tema di quest’anno, un piccolo ripasso!

Ricordo che al centro della stagione teatrale appena conclusa 2013 – 2014 è l’uomo al centro della ricerca delle compagnie, come del resto ci ricordano Nina Zanotelli e Sergio Meggiolan de La Piccionaia – I Carrara. L’uomo è carnefice, vincitore, perdente, santo e diavolo. Sicuramente un uomo complesso e probabilmente spesso solo. 11 spettacoli tra quelli in stagione e quelli fuori stagione, 1 perso (da me), 1 annullato e sostituito, una rinviato. Il bello del teatro del resto! Una serie di appuntamento con l’umanità tra incoerenze e bellezze alla ricerca, nel corso di tutta una vita di diventare almeno la metà di quello che vorremmo essere! Dura prova, il compito più difficile da compiere il tutto per il fine della felicità.

Cominciamo la stagione con Saverio La Ruina e la sua Dissonorata – delitto d’onore in Calabria, in cui l’attore racconta la storia di una donna semplice e innamorata, che con la stessa semplicità si innamora, ma la sua buona fede non è ben riposta! Viene tradita dall’uomo su cui aveva riposto tutto, lasciata con una creatura, ma non è sposata non ha il diritto neppure di esistere figuriamo di guardare in faccia la gente. L’appuntamento è stato inserito nel calendario per le celebrazioni contro la violenza sulle donne.

Il secondo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena il 30 novembre, ma viene dapprima spostato a data da destinarsi e poi sostituito da un altro spettacolo…

Discorso giallo.. perso, una data molto importante per me!

E così siamo arrivati al nuovo anno, il 18 gennaio il primo appuntamento fuori stagione con Onorata Società – Il Vajont dopo il Vajont, uno spettacolo che rende noti tutti i fatti che hanno preceduto e seguito una tragedia annunciata, che ha spezzato la vita a tantissime persone. Patricia Zanco, attraverso prove, relazioni stilate da esperti, ha fatto riaprire una ferita che per questo territorio non è ancora rimarginata.

La stagione con motus – Nella tempesta. La compagnia ci parla dei molti mali che affliggono la nostra società, utilizzando come base il testo omonimo di Shakespeare! Le tempeste sono spesso dentro di noi, una società alla costante ricerca di un posto sicuro. La voglia della compagnia di esplorare le tempeste personali della gente che hanno incontrato in un viaggio tra le mille difficoltà. L’appuntamento si è arricchito grazie alla donazione da parte del pubblico presente in sala di coperte, spesso l’unico rifugio per molte persone. Tra i ricordi più vivi quello del palco sotto i piedi, sensazione nuova e inebriante che ha scoperto le mie debolezze.

L’appuntamento successivo è quello con Antonio Rezza e il Fratto X. Non nascondo adesso come nemmeno all’epoca la difficoltà che ho avuto durante lo spettacolo. Trovarmi nella situazione di non riuscire a ridere quando tutto attorno il pubblico ride fino alle lacrime. L’uomo anzi l’umanità è presentato cattivo e prevaricatrice. Ma quello che indubbiamente ricordo con stupore, e non le parti basse e all’aria del protagonista, ma l’ingegnosità tecnica di una scenografia e attrezzatura che nel teatro contemporaneo deve adattarsi a qualsiasi esigenza e funzione.

Il secondo spettacolo fuori stagione ci fa inabissare insieme a Naturalis Labor con Naveneva che con molta poesia e altrettanti riferimenti alle opere letterarie che hanno causato incubi e sogni ai più piccoli, ma con un’eredità custodita fino a grandi! Tra scenari a pelo d’acqua, sulle banchine in cui si affaccendano marinai bonari e improvvisati, un mondo marino fatto come in ogni mondo che si rispetti di creature cattive e buone. Ma comunque il sapore di favola mi irretisce e il ritornello con la stessa dolcezza…

Nà veniva e vedeva a levante sul viso diviso vibrante di gocce lavato il vestito: Leva la leva. Vela di lino. Luna di lana

… e Chiara Guglielmi e Paolo Ottoboni ideatori più di un viaggio che di uno spettacolo.

I successivi artisti che ho incontrato sempre sul palco del Teatro Astra, sono i Fratelli Dalla Via che presentano un dramma del Nordest in Mio figlio era come un padre per me! L’agiatezza e la posizione sociale raggiunta dai genitori, non è necessariamente l’eredità che i figli vogliono. genitori distratti, fieri del proprio lavoro onesto o almeno si spera, per poi trascurare i figli. Allora è normale che questi decidano di punirli, tentando attraverso vite dissolute, diete estreme e sbagliatissime di farli soffrire. Ma dovremmo saperlo che il male e il male di vivere,  si annida in quelle persone che conducono una vita regolare ma piena di affanni! I genitori battono sul tempo i figli! Un padre suicida per un’azienda che porta a caratteri cubitali il suo nome ed una madre vittima del tempo che fa sfiorire la sua bellezza. Da ex reginetta non è ammissibile. Lo spettacolo proposto in prima regionale, ha ricevuto il premio come spettacolo vincitore al Premio Scenario 2013. Una piacevole sorpresa vedere un fratello e sorella collaborare nel teatro, dei talenti del teatro veneto ma no! Sarebbe riduttivo quindi… talenti del teatro nazionale, che mettono in evidenza i limiti di un territorio che per molto tempo ha creduto di poter essere autonomo.

Passa quasi un mese quando assistiamo al nuovo spettacolo! Ritorna a calcare il palco Tindaro Granata che dopo Antropolaroid ci parla di un orrendo delitto. Se vivo in un palazzo i cui affreschi ammoniscono  che l’invidia porta solo guai. Il peccato capitale è al centro di Invidiatemi come io ho inviadiato voi. Il testo si basa su un fatto di cronaca realmente accaduto, che anche all’epoca della rappresentazione teatrale ricordav0 molto bene. Un dramma dell’ignoranza e dell’infelicità in cui il tipico triangolo amoroso, invece che culminare in una separazione ha dovuto sfociare nella violenza! E su una bambina di tenera età! L’insoddisfazione è parte integrante della natura umana e la madre che ha lasciato che si commettesse tutto questo era indubbiamente una donne forse non preparata a questo compito. Spero non cieca di fronte a lividi e altri segnali che svelavano una violenza assurda! Il padre e marito, la cui colpa più grande è quella di essere pazzo d’amore per una donna al punto da accettare un tradimento palese. Mentre colui che si è macchiato di un gesto, che lo rende un mostro a tutti gli effetti. Sbruffone! Faccia da schiaffi ed altri termini che vi risparmio! Equilibri e nefandezze di gente povera e semplice, che con altrettrettanta semplicità ha condannato a morte l’unico barlume e speranza per il futuro! Una bimba! Tindato è stato affiancato da attori di uno straordinario talento che hanno saputo prendere il carattere ed esprimere la tragicità dei diversi caratteri.

Sempre nel mese di marzo, conosciamo Mario Perrotta che porta in scena il ritratto di Antonio Ligabue. Lo spettacolo dal titolo Un Bès ci parla della parola esistenziale di un uomo che era quasi un apolide! Madre italiana, nato in Svizzera e a seguito di numerosi abbandoni, anche da parte della sua nazione natia, è finito per vivere nella città originaria del suo presunto padre! Ma se uno si sente già estraneo se vive  e cresce nello stesso posto in cui è nato, come ha vissuto in un posto con un’altra lingua e altre abitudini? In un paesino dell’Emilia in cui il genio, almeno creativo di Ligabue è stato riconosciuto tardi e dove è costretto a vivere. Gli alberi sono i suoi muri e il cielo il suo tetto e dipinge grazie all’unico in paese che ha capito che dalla sregolatezza può uscire un genio! Mario Perrotta ha fatto un lavoro incredibile, del resto il testo presentato quella sera è solo la prima parte di un progetto più ampio che qualche mese fa (maggio) ha visto portare in scena il secondo capitolo. Lo spettacolo si è arricchito, oltre dalla presenza scenica dell’attore, anche del disegno con veloci ma efficaci schizzi a mano libera che hanno evidenziato i punti salienti della vicenda di un uomo che in fondo non voleva altro che un bacio!

Ad aprile tocca alla sceneggiata! Anzi più esattamente alla canzone neomelodica! La compagnia nO (DANCE FIRST. THINK LATER) presenta Treno fermo a – katzelmacher. Ambientato in una provincia del sud, in cui i dialetti del sud si mescolano per farlo apparire ancora più dilatato, i giovani vivono, come tanti Palamati! Nel precedente post sull’argomento appunto li ricordavo così, ragazzi nullafacenti che ciondolano da una sedia all’altra, magiando un gelato o fumando una sigaretta, sognando il vero amore o la vera…insomma senza nessuna aspettativa! Il ritmo ripetitivo e noioso viene sconvolto dall’arrivo nel paesello di uno straniero che attirerà l’attenzione di tutti, uomini o donne è indifferente. Gli uomini ingelositi e le donne affascinate. Ma sicuramente oltre all’odio e alla prepotenza la sua presenza sarà la scusa per fare delle riflessioni sulla propria vita e scoprire anche dei lati che non erano stati considerati. Ma questa trasformazione, tra una canzone e l’altra, non è tanto duratura! Appena riescono a mandare via lo straniero che rischiava di sconvolgere la loro vita troppo rilassata e stravaccata, il ritmo appunto ritorna lo stesso in attesa del prossimo treno!

Venerdì 11 aprile il finale di stagione nel segno della passione pura! La compagnia Atir e Carmelo Rifici portano sulla scena la passione che dalla scrittura è trasposta nel teatro. Dall’opera di Federico Garcìa Lorca scopriamo la passionale figura di Yerma, sposata ad un uomo che prova ad amare disperatamente ma dal quale non riesce ad avere un figlio, mentre intorno a lei tutte sembrano in grado di procreare! Ma non è un difetto fisico, probabilmente è come se lei non amando veramente l’uomo che ha dovuto sposare non fosse in grado di dargli un erede. Un’assenza che diventa un’ossessione per una donna e per una famiglia! La storia attuale anche adesso per ciò che la maternità significa, per le donne che vorrebbero sentirsi libera di fare una scelta nel bene o nel male e che non sia il destino o la natura a farla!

Come avete visto una stagione ricca che ci ha messo a confronto con l’umanità nella sue contraddizioni, nei suoi pregi e nei moltissimi difetti. Difficile del resto capire quale sia la strada giusta da perseguire, se una scelta avrà determinate conseguenze. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, ricordandoci in tutte le occasioni di essere degli umani migliori! Il teatro per scegliere quale testo proporre non sceglie altro che alcuni aspetti della nostra vita e in particolare quello contemporaneo atttinge dal vissuto anche da quello più crudele per dirci che non è possibile dimenticare la varietà del nostro essere umani!

A presto con la nuova stagione!

Saverio La Ruina - Dissonorata
Saverio La Ruina – Dissonorata
Patricia Zanco - Onorata Società
Patricia Zanco – Onorata Società
Motus - Nella tempesta
Motus – Nella tempesta
Antonio Rezza - Fratto X
Antonio Rezza – Fratto X
Naturalis Labor - Naveneva
Naturalis Labor – Naveneva
Fratelli Dalla Via - Mio figlio era come un padre per me
Fratelli Dalla Via – Mio figlio era come un padre per me
Tindaro Granata - Invidiatemi come io ho invidiato voi
Tindaro Granata – Invidiatemi come io ho invidiato voi
Mario Perrotta - Un Bès
Mario Perrotta – Un Bès
no (dance first. think later) - Treno fermo a- Katzelmacher
no (dance first. think later) – Treno fermo a- Katzelmacher
Atir/Carmelo Rifici - Yerma
Atir/Carmelo Rifici – Yerma

Una questione di desiderio

L’ultimo appuntamento al Teatro Astra è caratterizzato dalla sensualità. Direttamente dalle pagine di Federico Garcìa Lorca una tragedia, una storia d’amore e di disperazione!

Yerma, portata in scena da Atir/ Carmelo Rifici, si rifà all’opera del maestro spagnolo e costituisce il secondo capitolo della trilogia lorchiana.

Sul palco tre attori che si giostrano in molti ruoli. Ma Yerma è interpretata da Maria Pilar Pérez Aspa intensa donna e attrice, che con il suo bell’accento spagnolo riesce a farci calare ancora di più nella vicenda. Che lingua particolare, così delicata e sensuale quando parla d’amore, ma al contempo terribile quando deve pronunciare parole d’odio!

Una Spagna degli anni ’30, a pochi anni da una Rivoluzione che avrebbe cambiato il volto di un Paese. Ma questo è un dramma del desiderio, una donna che non riesce a capire da dove derivi la sua sterilità, forse un destino che si porta già nel nome, che in spagnolo significa deserto, sterile. Lei si vorrebbe sentire feconda dopo anni di matrimonio che ancora non è coronato dall’arrivo del tanto desiderato figlio. Nella vita di Yerma monta l’invidia nei confronti delle amiche, delle vicine che dopo pochi mesi di matrimonio possono già dire di aver concepito, che portano a lei abile sarta, tessuti e merletti per realizzare i corredini dei nascituri.

Ma se analizzassimo la sua vicenda matrimoniale? Il matrimonio tra Yerma e Juan è nato dall’amore o dall’obbligo? Siamo negli anni in cui i matrimoni d’amore sono rari anche tra gente di estrazione bassa,  ed è così che rispettando il volere del padre la bella Yerma accetta un matrimonio di dovere, in cui si impegna a farlo diventare d’amore, rispettando il marito. Ma la passione se non può infiammare il corpo può infiammare il cuore, come nei confronti di Victor. Uomo probabilmente meno concreto ed affidabile, ma dotato di una voluttà che il buon Juan non possiede. La vita per la donna diventa un inferno, la pazzia e l’ossessione del desiderio di avere qualcuno da amare avere qualcosa di suo, è talmente forte che arriva a rivolgersi, trasformando le proprie preghiere  in riti, a streghe che le rivelano che la sua sterilità deriva dalla mancanza di desiderio, di passione nei confronti del marito!

A questo punto deve compiere una scelta, rimanere fedele alla promessa nei confronti del marito, oppure raggiungere il suo scopo a qualsiasi costo. Il marito è indifferente, per lui non avere figli vuol significare meno spese, non dividere la moglie con nessuno.

Yerma compie  così un gesto, estremamente violento, dettato dal desiderio e dalla disperazione per un destino che non crede meritarsi. Chi può giudicarla, nessuno capisce la sua disperazione, nessuno comprende la portata di un sacrificio!

La questione della maternità è sempre e comunque una questione difficile, la storia più recente si è molto divisa sul diritto da parte delle donne, di poter decidere se il proprio corpo e la propria vita potessero essere adatti ad introdurre un bambino! Gravidanze considerate come un dono o viste come un’ostacolo?! In una società che non si riconosce più solamente nel ruolo di madre, che vuole essere moglie, madre e manager, il grande desiderio di Yerma come sarebbe interpretato da una donna contemporanea? Se il compagno che abbiamo accanto non è in grado di farci diventare madri, riusciremmo a rimpiazzarlo, avremmo gli stessi dubbi morali? Tante domande, che la protagonista cercava in altre parole, magari proprio quelle del suo stesso autore, che per una scelta di vita, ha dovuto rinunciare egli stesso alla paternità.

Oltre alla protagonista già citata, la versatile Mariangela Granelli che impersona molte figure femminili in questa vicenda e Francesco Villano nel doppio ruolo di Juan e Victor.

Durante lo spettacolo così dolorante, non manca un tocco di leggerezza dato dal ballo e dal canto, in cui i tre protagonisti riescheggiano (… sbaglio o era una versione simile a Historia de un amor?), canzoni, reinterpretate della tradizione iberica.

Una nota alla scenografia, composta da numerose file di bucato, che in questa storia nella soleggiata Spagna, si donano alla luce! Si abbassano e risalgono a seconda delle esigenze, creando così diversi ambienti e  la luce calda mi irretisce e mi ammalia appena giunta al mio posto. Il tutto viene modulato dagli stessi attori.

Le scene ed i costumi sono di Marcherita Baldoni e le musiche di Daniele D’Angelo, luci di Alessandro Verazzi, assistente alla regia Angostino Riola, tecnici Giulia Pastore e Giuliana Rinzi. Lo spettacolo è stato realizzato con la collaborazione de La Corte Ospitale, E45 Napoli Fringe Festival, Proxima Res e Next – Laboratorio delle Idee – Regione Lombardia.

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Alziamo il sipario: settimana dal 25 novembre al 1 dicembre

Tre giorni di intensi spettacoli questa settimana, si comincia con…

Venerdì 29 novembre alle ore 21, Teatro Spazio Bixio, con lo spettacolo Che cò sex? La risposta all’uomo ai monologhi della vagina. Corso superiore di sessuologia maschile. Alle ore 21. Tratto da Talking Cock di Richard Herring, versione italiana di David Conati, adattamento e regia di Gianluca Ramazzotti. Lo spettacolo riesce a trattare il delicato tema, senza volgarità, quindi il famoso coso è al centro cercando di capire cos’è veramente! Ricreando l’atmosfera da aula universitaria, il professore tenterà di rispondere ai dubbi e alle curiosità di un pubblico di involontari studenti. Attraverso sondaggi, domande e rivelazioni. Tutto su quell’oggetto che può dare principio alla vita ma che viene anche utilizzato per violare.

Lo spettacolo andrà in scena anche sabato 30 novembre alle ore 21.

Intero 10 euro, ridotto 8 info@theamateatro.it, 0444322525 (dal lun al ven dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18); oppure al 3457342025 (tutti i giorni dalle 10 – 18).

Sabato 30  un nuovo appuntamento anche al Teatro Astra con il secondo spettacolo della stagione. Alle ore 21 andrà in scena Parkin’son con il concept e la direzione di Giulio D’Anna, la creazione e la performance di Giulio e Stefano D’Anna, assistente alla direzione e produzione Agnese Rosati, musiche originali di Maarten Bokslag, disegno luci e scene Theresia Knevel, Daniel Cabellero. Prodotto da Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Officina Concordia e Civitanova Casa della Danza, con il supporto di Danceworks di Luana Bondi-Ciutti, Anna Maria Quinzi in collaborazione con Versiliadanza. Sul palco due generazioni a confronto, un sessantaquattrenne terapista e un trentenne coreografo. Due generazione che per conoscersi lo fanno attraverso il corpo, perchè il padre Stefano è affetto dal morbo di Parkinson e la loro coreografia è un album che si sfoglia…

Intero 13 ridotto 11, per info e prevendite 0444 323725 o info@teatroastra.it.

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Alziamo il sipario settimana dall’11 al 17

In questa settimana dall’11 al 17 novembre segnalo in particolare un appunramento che segna l’apertura della stagione del Teatro Astra di Vicenza. La nuova stagione si chiama Siamo Umani, e come ci spiegano Nina Zanotelli e Sergio Meggiolan. è una rassegna che mette al centro l’essere umano nelle sue vittorie, quando è perdente, appressore e oppresso. Insomma un’umanità multiforme nella quale siamo chiamati a riconoscerci.

Il debutto è previsto per venerdì 15 novembre con lo spettacolo dal titolo Disonorata – un delitto d’onore in Calabria. Di e con Saverio La Ruina, musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco, collaborazione alla regia di Monica De Simone, luci Dario De Luca. Organizzazione Settimio Pisano.

L’attore parte da una storia dalla nostra terra, la Calabria, per parlare di una donna che si fa portatrice della voce di molte altre donne. Una terra piena di elementi grotteschi e surreali che sconfinano nel comico.

L’evento rientra nelle iniziative peomosse dall’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Vicenza, in occasione della Giornata contro la Violenza sulla donna. Intero 13, ridotto 11 euro. Per info e prenotazioni 0444 323725 info@teatroastra.it

Il 16 novembre l’appuntamento previsto al Teatro Spazio Bixio, rientra in Profili 2013 e quindi troverete il post dedicato.

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