L’anima dentro la scultura

Sabato pomeriggio si è svolta l’inaugurazione della retrospettiva dedicata a Mariano Pinton, scult0re vicentino prematuramente scomparso. Un momento, almeno per me, di importante conoscenza di una personalità artistica che si presta alla visione migliore, quella attraverso le sue opere. Una serata anche commovente, le parole di Giusto Pilan, piuttosto commosso, in qualità di amico e collega artista e poi attraverso le parole della critica Marica Rossi.

Le sculture presenti, riferibili a vari periodi artistici, sono stati prestati per l’occasione dai suoi collezionisti.

Tali manufatti, scandiscono lo spazio della sala più grande e della saletta, ed erano pienamente intrisi della sua essenza e come ha detto lo stesso Giusto, l’anima dello scultore è andata direttamente nella materia che ha manipolato, come l’argilla e in quella che ha scalfito come la pietra. Allievo di Marzù si distingue però dal suo maestro in un secondo tempo, quello in cui sono protagoniste le figure abbozzate, che sembrano nascondere volti, atteggiamenti ma soprattutto sensazioni che rimangono letteralmente imprigionate. Non posso pensare del resto che appunto la pietra così dura e fredda, non sia stata sbozzata con fatica. Figure, molte delle quali, appena vorrebbero uscire ma forse sono trattenute! Naturalmente in quella che è la mia personale percezione.

Non voglio cadere nell’errore, come quello fatto dagli storici dell’arte o comunque come le persone che come amano questa materia e cercano di farne un lavoro, ovvero attribuire un’ispirazione ad un determinato movimento artistico. Ma cercare soltanto nella valenza di Mariano Pinton quale artista autonomo, le ragioni della sua arte.

Allora penso a quello che dona l’arte e quello che a volte toglie ma soprattutto come straordinario mezzo di comunicazione delle persone più sensibili! Se gli artisti trasmettono attraverso le loro opere il dolore o la felicità, lo stesso riesce a trasmetterlo lo scrittore attraverso le opere, naturalmente quando non assecondano una moda. Ma le persone che in realtà non sanno né dipingere e nemmeno scrivere? Io credo che vivono queste passioni attraverso le opere di altri, alla ricerca delle parole come dell’opera che riesca a trasmettere il proprio stato d’animo. Per fortuna esiste anche l’arte che serve come terapia ad un dolore recondito che non può essere legato ad un momento particolare, ma dalla natura stessa dell’uomo, in quanto essere imperfetto!

Per tornare quindi a Mariano Pinton, io ho vissuto la sua mostra con tanti sentimenti insomma, che vanno a toccare corde che pensavo sopite da qualche anno! Il dolore palpabile e latente in sculture in cui l’umanità è contenuta in un bozzolo di sensazioni.

IMG_9519

IMG_9522

IMG_9524

IMG_9525

IMG_9526

IMG_9527

IMG_9528

IMG_9529

IMG_9530

IMG_9533

IMG_9534

IMG_9537

 

La mostra da Der Ruf  è fino al 25 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 e gli altri giorni su appuntamento telefonando al numero 340 2810242. Altre opere dello scultore li trovate anche da Studio 60 in Contrà Porta Santa Lucia 60 e Galleria Ghelfi. 

Omaggio a Pinton

La città si prepara ad omaggiare uno scultore che è mancato da poco, Mariano Pinton!

Per questo omaggio o retrospettiva si sono uniti tre spazi che connotati da una diversa natura, si sono uniti nel rendere omaggio anche ad un amico.

Lo spazio che conserva ed espone la maggior parte delle opere è lo Spazio Der Ruf spazio dell‘Associazione Culturale Le Cinigie (Corso Padova 89). La mostra dal titolo Mariano Pinton scultore 1954 – 2013. Alle ore 18.30 tutti ad ascoltare la critica d’arte Marica Rossi che parlerà della vicenda artistica dello scultore prematuramente scomparso.

Ma come dicevo si può parlare di una mostra diffusa, in quanto anche presso la Galleria d’arte Ghelfi (Contrà Pescherie Vecchie  29) e Studio 60 (Contrà Porta Santa Lucia 60) potrete trovare alcune opere dello scultore.

Gli orari di visita sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 mentre nei week end visita previo appuntamento telefonico al num  340 2810242. Aperta fino al 25 ottobre

invito PINTON

 

In The Sketch Book

Per questo progetto sono partita da una semplice domanda, cosa trasmette il foglio immacolato di un taccuino? Probabilmente ad alcuni dispersione, ad altri possono invece venire in mente numerose frasi da scrivere, agli artisti tante storie o forse solo una! Gli undici artisti protagonisti della mostra, risponderanno a questa domanda. Come? Attraverso i tanti modi di vedere il bianco della pagina, con lo sguardo di grafici, illustratori, pittori e acquarellisti, ognuno con il loro prezioso libro!

Lo sketchbook o album da schizzi è da sempre utilizzato per fissare un’idea preliminare da trasportare poi in formato più grande. Per questo è richiesto un formato pratico, da poter infilare facilmente in borsa o in tasca! Leonardo Da Vinci, Rembrandt Van Rijn, Goya, Paul Cézanne sono solo alcuni dei nomi degli artisti che ci hanno lasciato un patrimonio di schizzi, oltre che di dipinti, che testimoniano come un’idea è in grado di evolversi. Se penso invece al piccolo formati è il libro d’ore che immagino. Quei piccoli libricini a portata di mano che erano compagni fedeli di molte ore della giornata, si sono via via arricchiti di immagini e decorazioni preziose e delicate. Si è creato così un oggetto d’arte da custodire gelosamente. I più famosi miniaturisti hanno adornato le pagine che scandivano le ore lunghe di mesi e di anni.

Ecco gli elementi che sono alla base di questa mostra, il formato ridotto e la scelta di comporre il taccuino in piena libertà e undici modi diversi per concepirlo.

La mostra renderà protagonisti gli schizzi da sempre considerati strumenti di supporto. Gli artisti coinvolti nel progetto provengono da diversi ambiti dell’arte, proponendo diversi modi di usare un identico taccuino e un identico formato. I taccuini saranno gli assoluti protagonisti e l’allestimento sarà un invito per in visitatori ad immergersi in  nuove storie o magari nei futuri progetti che gli artisti hanno in serbo per il futuro.

L’esposizione in programma da Studio 60 in Contrà Porta Santa Lucia 60 a Vicenza. Sarà visitabile dal 10 al 19 ottobre.

Greta Bastelli, Anna Berton, Giovambattista Fonti, Jane Minter, Patrizia Peruffo, Arianna Piazza, Giusto Pilan, Valentina Rosset, Suvi Maaria Tirronen, Elisabetta Zanetti.

Inaugurazione venerdì 10 ottobre alle ore 19.

Visitabile con i seguenti orari: lunedì pomeriggio dalle 16 alle 19.30 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.

Eventi collaterali: Sabato 18 ottobre Workshop sei degli undici artisti protagonisti, introdurranno a due diverse fascie d’età il loro modo di parlare d’arte. Per scoprirne di più andate nella pagina dedicata.

LOCANDINA MOLESKINE x stampa-1