C’è teatro qui?#9

Due appuntamenti questa settimana! Il primo previsto per Giovedì 25 settembre alle 20.45 a Santorso.

La location della serata è Casa Chiappin in Via Summano 46 con Vodisca Teatro i quali saranno a disposizione dei visitatori prima e dopo.

Ingresso libero

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C’è Teatro qui? #2

Gli appuntamenti con Teatro in Casa 2014, vanno avanti a ritmo sostenuto e giovedì 11 settembre vi aspetta un altro appuntamento in un nuovo quartiere, in una nuova via con nuove persone da conoscere! Impronta culturale lascia lo zampino ancora!

Dopo Monte di Malo ci si sposta a Santorso. Ore 20.45 Casa Broccardo in Via Timonchio 2 vi aspetta l’attore Andrea Pennacchi.

Appuntamento a ingresso libero.

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Ferragosto sul Monte

Tra i modi per passare il Ferragosto ecco uno davvero originale!

I Musei dell’Alto Vicentino vi invitano a partecipare ad un Ferragosto particolare.

Esattamente a Santorso alla scoperta del Monte Summano tra storia e musica. Un luogo ricco di storia, di storie e di luoghi magici pronti ad accogliervi sulle tracce del passato. Ma non sarebbe Ferragosto senza musica.

La partecipazione è gratuita e per sapere il programma dettagliato dovete collegarvi sul sito dei Musei Alto Vicentino.

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Le attività a cielo aperto ricominciano a settembre!

 

Io sono Villa Rossi

Una volta che si vede Villa Rossi è colpo di fulmine!

Vi ricordate il mio giretto tra interno ed esterno in occasione dei FAV?

Allore venerdì 18 luglio nuovo appuntamento attraverso la fotografia e i fotografi che hanno anche loro subìto la stessa fascinazione. Lo vedremo attraverso le fotografie di quattro artisti: Beppe Calgaro, Alessandro Settenvini, Francesca Balasso, Luca Raffaello.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 18 luglio alle ore 19 con Dj-set di Kali.

Sarà possibile vederla fino al 3 agosto.

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…e cinema d’autore

Il parco storico e la sua arte nel tardo pomeriggio non è che solo l’assaggio della sera! E dopo l’arte visiva, l’arte cinematografica! Ma in attesa che calasse la giusta oscurità, si scopre il più possibile la villa, bella, affascinante e terrificante nel suo stato di abbandono…

Con una guida speciale entro in luoghi non coinvolti dall’esposizione la grande lavanderia, sicuramente molto utile nella trasformazione della villa in orfanotrofio e poi quatti quatti anche dietro, in maniera da vedere e comprendere pienamente la mole dell’edificio! Finestre rotte, tetti sfondati e tanta natura che piano piano si riappropria del luogo! Nell’oscurità oltre quelle stesse finestre rotte, una stretta al cuore nel pensare a tutti i visini che lì hanno trovato un tetto ma anche la desolazione della loro condizione.

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Nella barchessa decorazioni pompeiane che esprimono pienamente i gusti dell’architetto e del committente e l’accesso alla zona dell’orfanotrofio, certo atmosfere da brivido ma una certa voglia di entrare, ma cerco di guardarmi la pellaccia e anche un po’ di fifa mi fanno desistere dall’entrarci.

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Andando nell’ala padronale altre meraviglie e brividi mi aspettano! Ancora decorazioni pompeiane e in uno stile molto precedente a quello dell’edificazione della villa, ci danno il gusto delle pretese che il Senatore Rossi aveva della sua magione, una casa che pur trovandosi in un posto piuttosto isolato, non mancavano però tutti i confort e i divertimenti! L’atrio della parte padronale è elegante e ricercato, con la bella pavimentazione in bianco e nero e anche un messaggio di benvenuto per l’ospite. Ma il fulcro dell’ambiente è la scala che porta ai piani superiori, al culmine spiccano due angeli che tengono su la struttura. Sono attirata naturalmente anche in questi ambienti in cui Alessandro Rossi ha lasciato la sua vita mortale, per essere portato via da quegli stessi angeli oppure spinto più giù? All’esterno invece ci accolgono due arieti dal vello folto e paradossalmente morbido, visto che sono di pietra, sicuramente tra gli animali che hanno decretato la fortuna del Senatore.

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Adesso è il momento del cinema, la sera sta calando su Santorso e dopo un po’ di sano shopping di borse di tela, spillette e pizzette prendo posto per lo spettacolo! Prima della presentazione sullo schermo le immagini dei corti delle passate edizioni. Lì il colpo di fulmine per uno dei corti Luminaris di Pablo Zaramella... che dire se non poesia pura!

Al via quindi la premiazione dell’edizione 2014, la presentazione a cura della giornalista de Il Giornale di Vicenza Sara Panizzon con i doverosi ringraziamenti a quanti hanno contribuito alla realizzazione del Festival e delle attività collegate, come la mostra Extrart, segue l’intervento di Giulia Grotto, tra coloro che hanno selezionato i cortometraggi e organizzato la mostre e poi la parola al Presidente Alessandro Zaffonato che parla con emozione di questa ottava edizione, realizzata grazie al sostegno degli sponsor, ripercorrendo le tappe di un’esperienza cresciuta edizione dopo edizione e che in quella attuale ha contato più di 1500 corti.

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e quindi non ci resta che scoprire i corti vincitori delle varie sezioni! Nella serata Villa Rossi è stata invasa da moltissima gente curiosa di vedere le proiezioni.

Per il MIGLIOR CORTOMETRAGGIO AMATORIALE  è stato premiato il corto di 1′ e 10” di Jaebin Han (Corea del Sud)  dal titolo Kiss of Feet; Breve ma simpaticissimo, solo un consiglio per il futuro se volesse ancora concentrarsi sui piedi, fai tagliare le unghie!

Per il MIGLIOR MONTAGGIO è stato premiato il corto della durata di 15′ di Daina Papadaki (Cipro) dal titolo 5 Ways 2 Die; La reale storia la capiamo solo alla fine, infatti per tutta la durata del corto veniamo colti da una profonda tristezza nel vedere il protagonista così afflitto e intento a cercare in un modo o nell’atro la morte. Appena conosciamo la moglie capiamo subito il problema che lo affligge. Ma comunque veniamo sorpresi dall’epilogo.

Per la MIGLIORE REGIA è stato premiato il corto della durata di 14′ di Lorenza Indovina (Italia) dal titolo Un uccello molto serio; Simpaticissimo e con attori che sono un pilastro del cinema italiano contemporaneo, il corto ci fa capire i danni…materiali che un uomo preso dal panico può combinare, dopo aver tradito la moglie! Una casa devastata e un uomo che riporta delle serie ferite, spero anche dentro!

Il premio per il MIGLIOR INTERPRETE è stato assegnato al protagonista del corto Bruce Lee played badminton too, corto della durata di 14′ 20” di Corrie Chen (Australia). Il protagonista è l’adolescente Nathan Derrick nella parte di Nic Wooding. Una storia tenerissima di un tipico adolescente con i propri sogni, in questo caso il volano. L’impacciato protagonista ha da portarsi dietro una zavorra non indifferenze ma la sua determinazione è più grande e nell’incontro più importante solo l’amore che prova nei confronti dell’avversaria non gli permette di vincere.

Il premio per la MIGLIOR SCENEGGIATURA  è stato assegnato al film di Broncos (Spagna) della durata di 13′ dal titolo Pacifier & Blowpipe. Il corto che mi è piaciuto di meno, probabilmente per i temi trattati. Ambientato in uno squallido fast food americano, i due protagonisti sono dei ragazzi che si improvvisano rapinatori ed omicidi per realizzare il loro sogno, fare un film! Il cui tema portante sarà la violenza.

Prima di passare al corto vincitore il premio per la MIGLIORE FOTOGRAFIA è stato assegnato al film del regista Liam Engle (Francia) della durata di 13′ dal titolo Mecs Meufs. In un mondo in cui le donne si sentono spesso trattate come prede da parte degli uomini e ne vivono a volte alcuni vantaggi, ad esempio entrare nei locali per prima e spesso gratis, Bob vive un’esperienza unica! Arriva in uno spazio temporale all’opposto in cui sono gli uomini che vengono irretiti e cacciati da donne pronte a tutte, ancora gli uomini hanno i vantaggi che prima era il gentil sesso a vantare! Ma anche esperienze negative coma la violenza! Ma il viaggio di Bob è appena cominciato, proverà infatti un altro tempo in cui il mondo sarà solo arcobaleno.

Il premio come MIGLIOR CORTOMETRAGGIO invece spetta al film del regista Mark Gill (Inghilterra) della durata di 13′ dal titolo The Voorman problem. La motivazione della giuria è la seguente “Per l’originalità della storia e la metafisica profondità di sguardo con il quale racconta la relatività dei ruoli e l’introspezione del confine tra follia e normalità”. Il preciso Dott. Freeman arriva nel carcere dove il detenuto Voorman crede di essere Dio. Lo scettico dottore naturalmente non ci crede, neanche quando il Belgio viene cancellato dalla geografia e dalla memoria della gente. L’interprete del medico è Martin Freeman già visto in Lo Hobbit e nella recente serie tv Sherlock.

La serata a Santorso continua con la premiazione del regista e l’intervista, ma visto il lavoro che mi aspetta il giorno dopo, ho giusto il tempo di fare un’immancabile visita al parco by night, inutile dire quanto sia spettacolare, nonostante che mi stavo perdendo un ponticello rischiando così di finire la serata con i piedi nell’acqua! Ecco, per chi crede che la cultura non comporti rischio ed emozione, posso assolutamente smentirlo!

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magiche...
magiche…

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Spiritelli del bosco…

Un libro tipico dell’infanzia è Il Giardino Segreto scritto nel 1910 dalla scrittrice inglese Frances Hodgson Burnett e parla della Mary Lennox che rimasta orfana deve lasciare l’India e ritornare in Inghilterra dall’unico parente rimasto un zio! Questo zio ha un figlio della stessa età e Mary dovrà faticare un pochino per riuscire ad adeguarsi al clima della vecchia Inghilterra. Ma dopo molte peripezia riesce a trovare un posto speciale, un giardino così diverso dalla sterminata brughiera. Un recinto alto ma soprattutto una porta chiusa a chiave ma appena riuscirà ad entrare lì scoprirà una nuova vita. Io dal pollice nero e con tanto di teschio non posso che sorprendermi e rimanere affascinata del Parco Storico di Villa Rossi a Santorso, in cui fino all’altra sera si è svolto il Festival Alto Vicentino dedicato ai corti d’autore. A questi si uniscono e arricchiscono la manifestazione una mostra d’arte contemporanea collettiva che vende gli artisti selezionali cimentarsi con il bel parco e tutte le specialità arboree ivi presenti. Gli artisti seminano la loro arte come tanti spiritelli del bosco che lasciano la loro magia fatta arte per tutto il Parco.

Questo evento è anche un modo per avventurarsi per Santorso, paesino sulle pendici del monte  Summano ed è come isolarsi dai tumulti del mondo e conoscere nel suo luogo naturale la figura di un uomo che oltre che politico ed industriale era un vero mecenate delle arti.  Costruire per sé e la sua famiglia un complesso ampio e grandioso, avvolto dalla naturale ed inevitabile decadenza che forse le sue troppe opere hanno subito … e subiranno ancora. Percorrendo in macchina via Alessandro Rossi, una via stretta che ci porta nella parte alta del paese, subito l’edificio principale ci cattura come una cattedrale nel deserto. A piedi invece lo sguardo ci conduce a valle la meraviglia è  grande quando di scorge la vasca con le ninfee e il parco che scende.

Il parco storico e la villa sono apparentemente divisi dalla strada quando poi in realtà una galleria li unisce al di sotto, comincio la visione della rassegna esattamente dal contrario. I miei piedi vogliono percorrere ogni sentiero, passare ogni ponte, sedersi su ogni sedile e immortalare ogni rivolo d’acqua. Sentendomi proprio come Mary, quando per la prima volta entra nel parco e sento nelle mani la chiave di quel posto speciale.

Gli spiritelli del bosco lasciano tra quelle testimoniante della ricerca del tempo le loro creature, che già alla luce del bosco fanno pensare ad un posto magico. Cominciano dalla fine conosco Pisces di Silvia Ciracò la quale applica nella sua professione l’arte all’arredamento. In questo caso la decorazione è pensata per il rivestimento di un bagno in cui le curve sinuose arrivano a formare per l’appunto il pesce, che quasi diventa il simbolo dell’infinito ma anche un abitante ideale per ambienti umidi. La prossima artista che incontro è Elisabetta Roan con un’istallazione in tecnica mista dal titolo Danza di luce. Avvolta nell’oscurità e abbagliata da una luce quasi mistica una donna, si muove in questo ambiente seguendo la luce e turbata dal vento che quasi la libra in alto. La resa della luce e l’effetto che dona all’opera è una delle ricerche maggiori che l’artista compie in ogni epoca, attira la donna come una falena. Dopo incontriamo Mary Roan, la quale porta nel parco la sua passione evidente per Venezia e le sue tradizioni, come il Carnevale di Venezia ed espone due istallazioni. Ed entrambe si ispirano alla terra legame imprescindibile e che ognuno di noi trattiene. Da un lato troviamo Alchimia in cui la matrice veneziana è straordinariamente evidente, con una scultura a grandezza naturale, sulla gonna a balze del vestito ci sono numerosi simboli che rimandano alla pratica alchemica, pericolosa ma sicuramente affascinante. Oltre ad Alchimia anche Radice Madre, ma io ho avuto più difficoltà a coglierlo pienamente.. ah ecco perché! effettivamente manca dove sarà l’abito? Forse rubato da uno spiritello del bosco? Divertenti e impegnativi da realizzare gli siate di Annaviola Faresin con P, M, L, S la quale dimostra un’abilità straordinaria. Incidere il legno non morbido dell’oggetto e applicare un disegno, con animali orientali, anzi equatoriali non certo tipici del nord Italia. Per realizzarlo non solo viene utilizzata la tecnica silografica che certo non viene usata per poi stamparla su carta, e poi altre tecniche di stampa e inchiostri. Da ogni punto  del parco vediamo altre istallazioni e altri particolari e così ci avviciniamo alle istallazioni di Elvezia Allari, amica e collaboratrice quindi si! Sono un po’ di parte per buona pace di tutti! La mia cara Elvezia propone due opere che sono fissate agli alberi e arricchiscono la di fascino e magia il parco, la Danseuse realizzata in maglia metallica si lascia condurre dalla danza del vento, il ritmo lo decide l’albero e la musica la fornisce direttamente la ballerina con il corpetto prezioso coperta di cristalli. L’affianca Medusina, una delle poche meduse dalla quali non ho assolutamente paura di essere punta, formata da un vero e proprio ricamo di silicone in cui il movimento si crea in maniera autonoma e gioiosa. Credo però che la luce del giorno per il momento non renda giustizia alle creazioni, non resta che aspettare la notte. Lascio Elvezia per incontrare uno dei due uomini che come folletti e spiritelli sempre buoni e produttivi pone nelle vicinanze del laghetto una grande istallazione, come spiegavo nel post dedicato alla presentazione della collettiva, Marco Zanrosso in questa istallazione riassume tutte le sue precedenti esperienze. Hydrogea è composto da materiale piuttosto flessibile e da forme circolari che si sposano con il paesaggio e con l’essenza dell’acqua, le sue bolle e le sue particelle. Tra ruderi e una folta vegetazione spunta l’opera di Miha Pěcar con l’opera Gigantisflora realizzato con una tecnica mista. Il grande fiore è quasi mimetizzato tra la vegetazione e le rovine artistiche la forma avvolgente, impressionanti i pistilli ma del resto è tutto gigante! Si arriva al tempio che nasconde però un acquario e al cui interno troviamo un’altra amica Ivana Galli che usa le quattro finestre, in cui i pesci vivono languidi, come delle cornici in cui esplorare il mondo delle stagioni! La scoppiettante Ivana ha posizionato di persona le foto calandosi come un vero sub! Le quattro stagioni… effetto incredibile, con quella poca luce che illumina l’acqua e rende quasi iridescente e le quattro figure vivono in questo regno sottomarino come delle sirene alle quali hanno tolto la madreperlacea coda. Ancora un luogo vissuto dalle fate dunque… Vicinissima ad Ivana Iam (Miriam Elettra Vaccari) che ripropone un fiore simbolo dell’effimero, Ànemos… il mito vuole che il fiore sia nato dal sangue del giovane Adone, giovane innamorato di Venere per una freccia scagliata male! Il giovane però viene ucciso da un cinghiale e appunto dal suo sangue nasce questo fiore fragile  e che ha vita breve, il suo nome significa vento. Come gran parte delle simbologie classiche anche l’Anemone viene donato di un significato cristiano! Realizzati con una tecnica mista, l’artista attraverso quest’opera vuole rendere omaggio al tempo sospeso che vive il Parco Storico di Villa Rossi, al tempo stesso luogo fragile e immutato. Laura Meneguzzo ricerca attraverso la sua opera intitolata Permeabilità, anche questa artista sceglie di legare la sua opera all’acqua e alla terra, del resto due elementi fondamentali e complementari nel Parco. La struttura è composta da scheletri di ombrelli composti a formare un volume ovoidale che lambisce una riva dello stagno! Quegli oggetti che sono generalmente impermeabili si svuotano e parlano da soli mostrando la fragilità della loro struttura!

 

Il mio pomeriggio a Villa Rossi non finisce qui, pertanto vi invito a seguirmi nel prossimo post che arriverà a breve… intanto le foto!

 

La Cappella pertinente a Villa Rossi
La Cappella pertinente a Villa Rossi
Primo approccio con la Villa...
Primo approccio con la Villa…
Cosa succede quando si guarda verso valle?
Cosa succede quando si guarda verso valle?

 

Villa Rossi
Villa Rossi

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Silvia Cicarò - Pisces
Silvia Cicarò – Pisces

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Elisabetta Roan - Danza con la luce
Elisabetta Roan – Danza con la luce
Elisabetta Roan - Danza con luce
Elisabetta Roan – Danza con luce

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Come resistere a non fare un pochino la scema!
Come resistere a non fare un pochino la scema!

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Mary Roan - Alchimia
Mary Roan – Alchimia
Annaviola Faresin - P, M, L, S
Annaviola Faresin – P, M, L, S
Annaviola Faresin _ P, M
Annaviola Faresin _ P, M

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Elvezia Allari - Medusina
Elvezia Allari – Medusina
Elvezia Allari - Danseuse
Elvezia Allari – Danseuse
Marco Zanrosso - Hydrangea
Marco Zanrosso – Hydrangea

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Miha Pečar - Gigantiflora
Miha Pečar – Gigantiflora
Ivana Galli - Le quattro stagioni
Ivana Galli – Le quattro stagioni

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Ivana Galli - Le quattro stagioni
Ivana Galli – Le quattro stagioni

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Ivana Galli - Candore
Ivana Galli – Candore
Ivana Galli - Apoteosi
Ivana Galli – Apoteosi
Ivana Galli - Estasi
Ivana Galli – Estasi
Ivana Galli - Consapevolezza
Ivana Galli – Consapevolezza
Iam (Miriam Elettra Vaccari) - Ànemos
Iam (Miriam Elettra Vaccari) – Ànemos
Iam - Ànemos
Iam – Ànemos

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Marco Zanrosso - Hydrangea
Marco Zanrosso – Hydrangea

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Laura Meneguzzo - Permeabilità
Laura Meneguzzo – Permeabilità

 

Il festival è corto ma l’arte è EXTRA

Il Festival Alto Vicentino porta con se tante belle iniziative e i film corti di respiro internazionale. E sfrutta la prestigiosa e bellissima location e con tanti angoli artistici per inserirvi altra arte, anche solo per due giorni.

Tanti gli artisti protagonisti di Extrart che animeranno le diverse parti del parco. Conosciamoli meglio che possiamo:

Marco Zanrosso, presidente dell’Associazione Arte Oltre di Schio, presenterà nel parco di Villa Rossi a Santorso un’opera che racchiude tutte le passate esperienze. Si chiamerà Hydrangea. Un’opera che racchiude le istallazioni che l’artista ha realizzato presso il fiume Astico.

Annaviola Faresin, illustratrice e video artista. Il suo indirizzo blog è off line, ma per un suo profilo possiamo accedere al sito FRIZZI FRIZZI. Giovane artista vicentina che penso stia ancora a Milano per ragioni di studio. In occasione della mostra presenterà una serie di tropicale su siate incisi. Ne parla su un altro sito hangar – y spiegando di essere arrivata agli siate incidendo il linoleum e poi passando al legno.

Miriam Elettra Vaccari, in arte Iam. Altra giovane artista di Schio. Ma ancora una volta l’arte è capace di farci arrivare in luoghi in cui l’arte diventa espressione completa attraverso i materiali giusti. Ed eccola a Carrara, per cimentarsi con il marmo ma anche con l’alabastro di Volterra. Al centro delle sue sperimentazioni e delle sue partecipazioni a concorsi. A Santorso propone l’opera Ànemos, omaggio al tempo sospeso in cui vive il magico Parco di Villa Rossi.

Laura Meneguzzo, anche lei componente di Arte Oltre, proporrà un’opera che mette in relazione gli elementi dell’acqua e dell’aria, la Permeabilità.

Elisabetta Roan fotografa di Thiene ha partecipato a numerose collettive come la Biennale d’Asolo. Cosa porterà a Santorso? Una danza di luce con istallazione fotografica.

L’artista sloveno Miha Pečar, scultore che da anni vive in Italia precisamente a Carrara. Abbandonando la sua professione di ingegnere nautico, si dedica alla scultura prima come autodidatta e partecipa a numerosi simposi.

Elvezia Allari, mia cara amica e collaboratrice. Chi segue il mio blog non ha bisogno di ulteriori presentazioni, per coloro che invece si collegano con me per la prima volta, le mie pagine sono zeppe di Elvezia, ma io vi consiglio in particolare questa. A Santorso porta le istallazioni Danseuse e Medusina.

Mary Roan, di lei sappiamo questo “ed esco dalla mia terra, certa che Lei mi sostiene…continuo il mio cammino. Le mie radici ciò che ero ciò che sarò. Sento il mio corpo che si trasforma nel tronco, elevo le mie braccia all’universo ed ecco sono i miei rami… e sorrido … Porta Radice Mare e Achimia.

Ivana Galli, anche qui troviamo una persona che conosco e con la quale ho collaborato. Durante il Festival Internazionale di Film esporrà un lavoro inedito ispirato alle quattro fasi della donna, le fotografie diventano istallazione e si fondono con l’acquario della Villa.

Silvia Ciracò, tra le promesse di Artimprendo interessante iniziativa che si è svolta a Schio. Fomazione architetto presso lo IUAV di Venezia. In questa occasione da spazio al suo lato creativo con l’opera inedita in legno Pisces.

 

Ecco i nomi, non vi resta che scorprirle Sabato 21 giugno con inaugurazione alle ore 18.30.

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Festival Alto Vicentino

Dal 19 al 22 giugno al via l’Ottava edizione del Festival Alto Vicentino.

Il festival dedicato al cortometraggio sarà amimato da autori che arrivano da tutto il mondo. Più di venti corti e produzioni di registi amatoriali. I corti presentati saranno poi giudicati da una commissione composta dal Prof. Marco Melanco docente di Tecniche Cinematografiche del Corso di Laurea D.A.M.S. di Padova, che sarà il presidente di giuria, poi il Dott. Sergio Dal Maso appassionato di cinema e membro del direttivo del cinecircolo “Verdi” di Breganze. La Dott. Carla Urban conduttrice di programmi televisivi e radiofonici prima per la RAI, dal 2000 si occupa del territorio dell’alto vicentino. Paolo Agostini, compositore e autore di colonne sonore per il cinema, tv e documentari. Infine il Dott. Antonio Seganfreddo laureato al D.A.M.S. di Padova è autore di cortometraggi e videoclip.

La location è la Villa Rossi di Santorso, con il parco voluto dal Senatore e Industriale che tanto ha fatto per il territorio scledense. Con uno stupendo parco di matrice romantica che arriva a lambire il Summano. Le proiezioni avverranno per l’appunto nella villa, ma vediamo in dettaglio in programma e i corti che parteciperanno.

Giovedì 19 giugno

Alle ore 20 si aprirà il Parco storico di Villa Rossi con la proiezione del film Bumba Atomika con la regia di Michele Senesi che sarà presente. Il fim indipendente che vede per la prima volta alla regia Michele Senesi, ed è ambientato nella provincia marchigiana ed è tutto da scoprire.

Venerdì 20 giugno

Alle ore 20 l’apertura del Parco storico di Villa Rossi con la musica di Salvinorin. Alle ore 21.15 avrà inizio la proiezione dei corti nei cinque punti selezionati all’interno della Villa e nel Parco del Laghetto. All’1 è prevista la chiusura.

Sabato 21 giugno

Alle ore 16.30 workshop con Michele Senesi sul tema Sopravvivenza in un set indipendente. Alle ore 18.30 inaugurazione della mostra Extrart con aperitivo e dj set con Dry & Wet. La mostra rimane in programma per tutta la durata del festival. Alle ore 21.15 premiazione e proiezione dei cortometraggi sempre nei cinque punti della Villa e del Parco. Dopo le premiazioni ci sarà la proiezione del documentario dal titolo La montagna infranta di Mirco Malanco, realizzato in occasione del 50° anniversario del disastro del Vajont. Dall’1 notte bianca del cinema, con proiezioni fino a tarda notte.

Domenica 22 giugno

Alle ore 15 proiezioni dei corti vincitori e selezione delle opere in concorso per l’edizione 2014. Alle ore 19 termine proiezioni e chiusura del Festival.

INGRESSO LIBERO

Per visionare i moltissimi corti in programma vi mando il link alla pagina interner del Festival.

Buona visione

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Il nostro corpo libero

Nel mese di settembre un appuntamento con due donne speciali, Anna Piratti e Silvia Gribaudi, che nel Parco di Villa Rossi a Montorso, portano in scena ACORPOLIBERO + TOYS?move on. Conosciuta nella umida primavera vicentina, vissuta in prima persona e seguita attraverso le tappe successive. 1 2!

Ingresso Intero 7 euro, ridotto 5, alle ore 21.

Puoi acquistare di persona alla Biglietteria del Festival, a Bassano in Via Vendramini 35 (accesso da Piazza Garibaldi) oppure telefonando allo 0424 524214 nei seguenti orari: dal lunedì al sabato 9.30/12.30-15.30/18.30.I biglietti sono acquistabili anche presso i botteghini dei rispettivi teatri la sera dello spettacolo a partire da un’ora prima l’inizio.

San Vito e Santorso per il teatro

Ed eccoci al 23 agosto, e per questa giornata sono previsti due momenti, urge una scelta!

Il primo a San Vito di Leguzzano, Casa Stella, Via Matteotti n. 2, con Andrea Pennacchi alle ore 21.

Il secondo, sempre alle ore 21, invece a Sartorso, V.lo del reno (laterale di Via E. Da Ca Zeno) con Marta Dalla Via.

Entrambi con ingresso libero.

Per ulteriori informazioni potete contattare  l’ufficio informazioni e accoglienza di Schio e Val Leogra, IAT. Oppure i siti istituzionali dei comuni aderenti all’iniziativa.