L’arte è buona come il pane

Il pane! Uno degli alimenti che più amo e di cui non resisto. Alimento semplice e ricco dall’inconfondibile profumo portatore di inconfondibili ricordi. Da piccola infatti abitavo di fronte ad una panetterie e spesso nell’uscire di casa venivo investita da quell’odore fragrante e genuino. Grano dorato da cui ricavare la farina bianca e vellutata, lievito il simbolo della vita, lasciando poi stare altri tipi di implicazioni.

Molto significativa appare la scelta di ospitare una collettiva di artisti in un mulino dismesso, chiuso alla produzione dalla fine dagli anni ’90, dal grano farina bianca e farina per la polenta, un imponente edificio che campeggia ancora in un punto strategico per il paese e che dava lavoro a moltissime persone.

Un posto affascinante quanto pericoloso per i non avvezzi a frequentare fabbriche attive e non, scalette sulle quale arrampicarsi, fori dai quali si può sbirciare l’intera altezza dell’edificio. Ma per l’arte si può anche correre un po’ di pericolo anche piccante … vestiti e vestitini svolazzanti e gambe finalmente libere da stivali e da pantaloni pesanti con addetto a cadute imbarazzanti, pronto a raccogliere le dame e i nuovi cavalieri dotati di 600 cavalli almeno! Ma l’occhio ci guadagna tutto! L’importante che tutto sia in piega!

Saggiamente in scarpe sportive, personalmente mi diverto di più che al Luna Park, scoprendo un luogo insolito nel suo affascinante abbandono e ancora si percepiscono ombre di un lavoro vorticoso! Tra gli artisti che da sabato e fino al 22 giugno vivono lo spazio, anche il Collettivo Jennifer rosa con D’istante, che mi emozionano come sempre! Eteree, belle, delicate,  istanti di generazioni si uniscono tra ricordi e luoghi in cui la poesia non era ingrediente da macinare. Sole e insieme unite in una danza che smette di essere solo corporea, si distaccano per unirsi  dal corpo come ombre bianche e pure!

Poi gli artisti tanti e diversi in uno spazio che diventa luogo d’arte ma anche luogo della parola, quella affidata a Luciano Battaglin e le sue Poesie Da Tasca, riflessioni brevi sugli affanni  del quotidiano e poche parole di guerriglia.

Il crudele Maurizio Bonato con il “Lamento” per un naufragio (dell’eredità industriale italiana), rosso sangue che si scioglie sulla tela e donne che si offrono spudoratamente al pubblico. L’artista uso un argomento simbolico per il luogo geografico che è stato per decenni il fulcro della cultura industriale italiana.

Giovanni Canova propone un’istallazione composta da molti elementi, se da un lato troviamo specchi, un po’ alla Pistoletto, che oltre a restituirci la nostra immagine, ci immergono nelle sagome di bovini e suini con le relative parti che il macellaio taglia quotidianamente, in un’altra parete invece si contrappongo gigantografie di piatti con cibi a base di pesce. L’artista affronta quindi uno dei tempi più scottanti della nostra epoca, il cibo e il nostro rapporto con esso, sulle scelte etiche che ognuno di noi compie anche semplicemente facendo la spesa. Nello stesso spazio un sparabolle che ci mostra l’effimero e la caducità delle cose.

Alessandro Lucca al nostro arrivo condivido lo spazio con Claudio Brunello, quest’ultimo nella veste di un nuovo messia. Lucca in questo spazio propone Germinale I° e II° in cui mette a confronto e in dialogo l’uomo e la donna nella differenza più eclatante che li caratterizza, nelle parti genitali! I corpi che sembrano quelli di sculture ma di cui percepiamo le peculiarità del fisico. Le parti più sensibili sono nascoste da germi di cereali che nidificano e cominciano a espandersi con le loro radici.

Affrontando scalette, che con le mie doti ginniche ho superato con estrema facilità, si esplorano delle zone interessanti e particolari, alla scoperta della storia del mulino e artisti, coma l’acquerellista Jane Minter, che da buona inglese ama molto questa tecnica donandole nuova linfa e nuova popolarità e con un tratto che trova l’anima e la poesia anche di oggetti che si crede non ne posseggano!

Tra gli artisti che seguo assiduamente, Enrico Mitrovich, con la speranza un giorno di poter avere almeno un suo quadro appeso a casa, tra le opere che ha proposto mi sono innamorata a prima vista di A child meets one “Friendly Floatees” ed è attraverso il suo sito che scopriamo questa storia: questi Friendly Floatess sono giocattoli protagonisti di uno strano destino, infatti un’imbarcazione di cui era carina naufraga e anche il suo carico, ovvero le paperelle gialle di plastica. Enrico quindi ci regala questa storia di un tenero incontro tra un bambino e la paperella, un puntino giallo sulla tela! Le paperelle e la storia, quasi fantastica è al centro anche di Una piccola papera. Immense campiture di blu su lastra sulla quale sono praticate piccole bruciature e lì gongolante e imperterrita la paperella!

Rossella Pavan è in veste di doppia artista, in quanto parte del collettivo Jennifer rosa. L’apprezzata artista si studia nei due pannelli realizzati in cui l’istallazione fotografica, in cui è alle prese con il suo autoritratto. Da sempre nella storia dell’arte tematica affrontata e che in ogni suoi tassello e trasposizione mantiene il suo fascino come segno dello studio di sé da parte dell’artista! Un mettersi a confronto con la propria stessa arte e poetica, nonché con le persone! Non cancello quello che ho scritto ma lo modifico in corsa… grazie alla precisazione della autrice delle foto assieme a Rossella Pavan dell’opera esposta al Molino. Caterina Romano fotografa e performer che ha ritratto l’artista come filtro dell’opera stessa fino a narrarla! A questo punto gli altri ritratti realizzati negli altri riquadri sono si di Rossella e l’acetato conserva una traccia sempre più labile dell’immagine.

Il percorso mi conduce anche all’ultimo piano, quando il grano ancora verde esce e invade il posto una volta riservato ai tubi che portano nel giro vorticoso le granaglie! Ma oltre ai fori di erba, altri da tener sott’occhio prima di finirci dentro altri, due, contenevano video!

Qui nei piani alti ritrovo Alessandro Lucca con il video A la plage, in cui la protagonista viene spiata mentre è nel momento di relax di una giornata al mare, rinfrescata dalle onde. Dato il caldo abbiamo penso guardato con estrema invidia la protagonista e cercato quantomeno di illuderci di essere nella stessa situazione. Nello stesso spazio le sculture di ferro recuperato di Maurizio Maltauro, creature fantastiche, grilli medievali o uscite dalla tele di artisti fiamminghi con la passione con questi assemblaggi, alla fine creature che vorrebbero essere più feroci di quelle che sono.

Scendendo non posso che non soffermarmi sulle tele in tecnica mista dell’artista Roberta Bassetto, la quale si trova anche nella situazione di presentare la collettiva! Ci porta attraverso le sue tele verso Luoghi, metaforici e reali alla ricerca dell’aria che nonostante gli interventi materici sulla tela mi fanno librare in un cielo ma in cui scorgiamo terre lontane e affascinanti!

Scoprite loro e gli altri, eccoli tutti citati: Luciano Battaglin, Maurizio Bonato, Claudio Brunello, Giovanni Canova, Diego Dall’Osto, Alessandro Lucca, Maurizio Maltauro, Jane Minter, Enrico Mitrovich, Paolo Pasetto, Rossella Pavan, Roberta Rossetto, Joseph Rossi, Ludovico Sartor

Ovviamente come ogni mio pomeriggio post lavorativo il tutto è sempre condito da estrema fretta per impegni che si accavallano e mi resta solo il sapore amaro del lievito a dover scappare presto e non avere nemmeno un’altra opportunità per tornarci! La mostra prima del finissage nella sede di TERMA, come vedremo, è aperta il sabato e la domenica dalle 10 alle 18 (14 e 15 e 21 e 22 giugno). Ecco alcune foto del pomeriggio…frettoloso ma importante in mulino.

Il Molino Benedetti dall'esterno
Il Molino Benedetti dall’esterno
Roberta Bassetta durante la presentazione
Roberta Rossetto durante la presentazione

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Roberta Bassetto Luoghi
Roberta Rossetto – Luoghi
Alessandro Lucca Germinale I° e II°
Alessandro Lucca – Germinale I° e II°
Jane Minter
Jane Minter

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Giovanni Canova - Rifelssi - oni
Giovanni Canova – Rifelssi – oni

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Enrico Mitrovich - A child meets one "Friendly Foatesees"
Enrico Mitrovich – A child meets one “Friendly Foatesees”
Roberta Pavan
Roberta Pavan

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Claudio Canova
Claudio Brunello

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Maurizio Bonato "Lamento"  per un naufragio (dell'eredità industriale italiana)
Maurizio Bonato “Lamento” per un naufragio (dell’eredità industriale italiana)
Maurizio Maltauro - Memorie fantasticanti: figure di animali curiose, amabili e redente
Maurizio Maltauro – Memorie fantasticanti: figure di animali curiose, amabili e redente

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Alessandro Lucca - A la plage
Alessandro Lucca – A la plage

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Luciano Battaglin
Luciano Battaglin
Poesia di Luciano Battaglin con opera di Enrico Mitrovich dal titolo Pulcini
Poesia di Luciano Battaglin con opera di Enrico Mitrovich dal titolo Pulcini
Il collettivo Jennifer rosa durante D'istante
Il collettivo Jennifer rosa durante D’istante

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La trasformazione come rivolgimento

Tre cambi d’abito oggi, la mise della mattina adatta ad una triste incombenza, nuovo cambio per affrontare degnamente la montagna, nuovo cambio per arrivare in ordine da DER RUF, la sede dell’Associazione Culturale Le cinigie, che propongono un pomeriggio tra arte e danza! Anche io nel mio piccolo ho fatto una trasformazione, e ogni giorno, ognuno di noi è portato a trasformare e perdere qualcosa di sé, cambiare stato, cambiare città, cambiare lavoro, forse l’unico cambiamento che auspico in questo momento!

Io e la mia piccola squadra, siamo arrivati già a performance  iniziata, accidenti! E un muro di persone mi impediva di gustare nel modo giusto i delicati accordi corporei delle due performer, Maria Bosio e Monica Zucchetti, che accordavano attraverso la struggente musica i movimenti! I Jennifer rosa, li seguo ormai da tempo, e quello che ammiro in più è la straordinaria capacità che hanno di attrarre la mia (ma naturalmente non solo attenzione (ma naturalmente non solo), nella capacità di dare senso ai silenzi, alle attese! E spingere a vedere nell’inevitabile cambiamento d’età che tutti noi facciamo (e ci auguriamo di farlo), un valore aggiunto, esperienze ma anche coraggio nell’essere belle senza artifici!

Nella sala che ospitava la performance, sono custodite anche le opere di Rossella Pavan, protagonista dello spazio fino al 24 novembre!

L’artista ci fa scoprire lo spazio che per l’occasione si trasforma in un cabinet des sciences, ci offre il mondo di Rossella in tutto la potenza di significati che la natura ci può offrire e da cui sfuggo, spesso e volentieri! Dalle tele con la raffigurazione della rospa, raffigurata in una radiografia dettagliatissima con tutti le sue terminazioni nervose, istallazioni in cui la tela è tenuta assieme dalle forcine da parrucchiera, diventando delle voliere di volativi simpatici e comunicativi, in una saletta attigua le tenebre fanno apparire sui muri le parole di Andrej Tarkovskij, tratte da Lo specchio (1975)…lo specchio d’acqua in quale riflettersi e riflettere vicini al lago di Fimon in un rapporto simbiotico con la natura e la parte più intima dell’essere anche donna, tale intimità è espressa in particolare in una serie di opere su tela, in cui la classica visione amena, di un paesaggio di campagna con il laghetto, si pone un’intervento più personale e che ci pone a molti interrogativi. Come mi racconta Patrizia Peruffo, tra le organizzatrici della serata e membro dell’Associazione Culturale Le cinigie, Rossella Pavan è partita dalla studio del suo riflesso sull’acqua e dopo molteplici prove con fogli d’acetato e china ha riprodotto queste ombre, anzi tracce, sulla tela! Le figure si impongono per la loro sessualità, carnalità, ma all’interno contiene molteplici altre spiegazioni, riprende la posa della rospa, l’animale prevalentemente notturno, che esce maggiormente nei periodi di riproduzione, che le possono essere fatali, a causa ad esempio delle macchine. Quindi con tale figurazione assume la valenza della violenza che subiscono le donne, ma non dimenticherò che l’acqua, che sembra essere l’elemento che costituisce poi la donna riprodotta, è un elemento di purificazione, con una valenza poi di vita! Insomma dentro ad un significato una miriade di altri significati, non sempre negativi.

Ancora disseminati in mostra un modo di vedere da vicino i simboli che la nostra fantasia e la mente ci consiglia, un microscopio e i vetrini relativi che mi ricordano le tavole usate per i Test di Rorschach, una Teresa scientifica…! Ancora le rospe sono in ogni angolo ricordandoci che l’unica trasformazione che possiamo attuare è quella dentro di noi, cambiare con un po’ di fatica è possibile, speriamo solo che non lo sia per catastrofe!

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La mostra aperta fino al 24 novembre è aperta dal unedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 mentre nel week-end su appuntamento. 

 

Metamorfosi per catastrofe

L’Associazione culturale “Le cinigie”, presenta il loro nuovo evento, un nuovo evento. Il 26 ottobre nello Spazio Der Ruf di Contrà Porta Padova n. 89, una serata che avrà inzio alle 18.30 e che prevede diversi momenti.

L’esposizione pittorica di Rossella Pavan dal titolo MPC – Metamorfosi per catastrofe, con l’intervento critico di Ilaria Beghin.

Alle 19.30 è previsto un momento performativo con Maria Bosio e Monica Zucchetti del collettivo Jennifer rosa.

Seguirà un piccolo buffet.

La mostra sarà aperta fino al 24 novembre, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 mentre nel weekend su appuntamento. Per info e prenotazioni lecinigie@virgilio.it oppure collegatevi al loro blog lecinigie.blogspot.com