El Greco architetto di altari

Si è aperto da ieri un’altra interessante mostra targata Palladio Museum.

Dal titolo El Greco, architeto de ratablas/ El Greco, architetto di altari. Fotografie di Joachim Bérchez.

Un evento organizzato in collaborazione con l’Istituto Cervanctes, Real Academia de Bellas Artes de San Carlos Valencia, Municipality of Heraklion. Nel 2014 si è celebrato il quarto centenario dalla morte di Doménikos Theotokópoulos detto “El Greco” (1541 – 1614). La particolarità della mostra sta nel prendere in considerazione la sua attività di architetto, certo forse quella meno famosa. Ma non architetto qualunque ma architetto di altari. Con il figlio Manuel, si occupa del disegno, dell’intaglio e della doratura degli elementi architettino delle pale d’altare. Il suo uso dell’oro brunito era una reminiscenza e tradizione di Creta.

In mostra, le fotografie dello storico dell’architettura e del fotografo Joaquim Bérchez prendono in esame le opere dell’artista conservate a Toledo, dalla chiesa di San Domenico Antico, la chiesa dell’Ospedale Tavera, oppure a Illescas (Toledo) nella Chiesa dell’Ospedale della Carità.

La mostra sarà aperta fino al 14 giugno e sarà compresa nel biglietto del museo. Dal martedì alla domenica dalle 10-18 con ultimo ingresso alle 17.30

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Un foglio di carta pesante come una montagna

Dopo aver visto riunite le allegorie di Veronese, che dopo Vicenza sono partite per farsi ammirare in altri luoghi, il Palladio Museum, si prepara ad ospitare un altro maestro.

Da Museo dedicato al genio di Palladio, è naturale dedicare ad un altro architetto una mostra!

Donato Bramante sarà protagonista della mostra Donato Bramante e l’arte della progettazione, dal 9 novembre all’8 febbraio 2015.

Bramante per lo stesso Palladio fu infatti colui che riscoprì la grande architettura, rivoluzionando il concetto di soazio e reinventando l’immagine della chiesa e del palazzo rinascimentale.

La mostra è realizzata in collaborazione con Biblioteca Hertziana di Roma, il Gabinetto di Disegni e Stampe degli Uffizi e la Fondazione Piero Portaluppi di Milano. Al centro dell’esposizione il progetto, ormai leggendario, della Basilica di San Pietro.

La mostra aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30). Il biglietto d’ingresso è compreso nella Vicenza Card fino al 18 novembre oppure singolarmente intero 6 euro. Poi da quella fatidica data cambierà qualcosa…

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Un Veronese che si divide in cinque

Un Veronese per cinque mostre!

Verona, Vicenza, Padova, Castelfranco Veneto e Bassano del Grappa da questo mese e fino a gennaio 2015 si apprestano a celebrare un importante pittore veneto, che grazie al suo acceso cromatismo ha creato una caratteristica che lo fa riconoscere in tutto il mondo! Soprattutto per il rosso. Accennando alle città ho così anticipato che nel corso di questi mesi ci sarà un vero e proprio itinerario volto a scoprire un pittore ma anche gli artisti contemporanei.

Le mostre saranno cinque e acquistando un biglietto sarà possibile avere la riduzione negli altri posti. Le prime mostre in ordine di data sono quelle di Verona e Vicenza.

A Verona con Paolo Veronese. L’illusione della realtà in programma al Palazzo della Gran Guardia da 5 luglio al 5 ottobre.

A Vicenza invece, sempre nello stesso periodo, al Palladio Museum la mostra dal titolo Quattro Veronese venuti da lontano. Le allegorie ritrovate.

Le vicende della mostra sono affascinanti, è stata una giovane laureanda dell’Università di Milano, Cristina Moro che mentre stava svolgendo riceerche sulla collezione d’arte conservata nella Villa San Remiglio a Verbania Pallanza, a scrutare con maggiore attenzione le tele!

L’autenticità e l’attribuzione è stata accertata dalla prof.ssa Vittoria Romani dell’Università di Padova. Sono due allegorie, che si presenteranno fresche di restauro, il quale ha restituito le qualità coloristiche del dipinto. A Vicenza saranno affiancate dalle gemelle americane, provenienti dal Country Museum of Art di Los Angeles. Il ciclo, finalmente ricomposto sarà visibile per la prima volta, ma ancora è avvolta nel mistero la sede alla quale era destinata. La mostra al Palladio Museum è significativo nell’intento di affiancare nuovamente i due artisti, Palladio e Veronese che lavorarono in stretto contatto sia a Villa Porto ma soprattutto a Villa Maser. Anche se la leggenda vuole che l’architetto si sia un po’ risentito delle architetture dipinte dal pittore nella grande villa!

La mostra apre anche un nuovo capitolo sulla storia del collezionismo e saranno esposti due tele di Umberto Boccioni dal titolo Paesaggi, dipinte dalla terrazza di Villa San Remigio nel 1916.

La mostra sarà anche ricca di materiali in uso nei cantieri rinascimentali, e libri risalenti alla metà del ‘500 ma anche materiale fotografico di inizio Novecento che ritraggono i proprietari della Villa e la loro collezione di arte antica e moderna.

Apertura dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30), ingresso con il biglietto del museo 5 intero, ridotto 4 e con ViCard.

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Onore, distinzione e violenza#4

L’ultimo appuntamento con la seconda edizione di Sabato al Palladio Museum e con il tema scelto quest’anno Onore, distinzione e violenza nella Vicenza di Palladio si conclude sabato 31 maggio.

Alle ore 11.30 Claudio Povolo (Università Ca’ Foscari) parlerà di Diritto e istituzioni.

Ingresso 3 euro con prenotazione obbligatoria al numero 0444 323014 oppure scrivendo a eventi@palladiomuseum.org

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Onore, distinzione e violenza#3

Il terzo appuntamento con questa seconda edizione di Sabato al Palladio Museum con il ciclo di conferenze sul tema Onore, distinzione e violenza nella Vicenza di Palladio è previsto per sabato 24 maggio alle ore 11.30.

In questa occasione sarà Guido Beltramini (CISA Andrea Palladio) con Aristocrazia e distinzione nell’architettura di Palladio e Scamozzi.

Ingresso 3 euro e ingresso su prenotazione telefonando al 0444 323014 oppure scrivendo a eventi@palladiomuseum.org

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Onore, distinzione e violenza#2

Ecco il secondo appuntamento della seconda edizione di Sabato al Palladio Museum. Il tema affrontato quest’anno è Onore, distinzione e violenza nella Vicenza di Palladio.

Il secondo incontro si terrà sabato 17 maggio alle ore 11.30 con l’intervento di Luciano Pezzolo (Università Ca’ Foscari di Venezia) tratterà di Aristocrazia vicentina e professione militare in Europa.

Ingresso euro 3 – Gratuito per gli Amici del Palladio Museum e prenotazione obbligatoria allo 0444 323014 eventi@palladiomuseum.org

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A trip in …Vicenza Musei 2014

Sabato 17 maggio 2014 al via la nuova e nona edizione della Notte dei Musei, un’iniziativa che nasce a livello europeo e che unisce tutte le realtà museali cittadine. La serata ha inizio alle ore 21 e proseguirà fino alle ore 24 (ultimo ingresso alle ore 23.30), con una serie di iniziative che uniranno tutto il centro storico: i musei civici quindi dal Teatro Olimpico, la Pinacoteca di Palazzo Chiericati, il Museo Naturalistico Archeologico e il Museo del Risorgimento e della Resistenza, si è previsto l’accesso gratuito con la possibilità di accedere alla terrazza Superiore della Basilica Palladiana.

Poi il Museo della Scienza e della Tecnica dell’Istituto Rossi.

Ancora il Museo Storico Naturalistico del Seminario Vescovile con la possibilità di visitarne le collezioni.

Il Palladio Museum

Al Museo Diocesano di Vicenza sarà possibile partecipare alle visite guidate dedicate alla mostre di illustrazione previste nei seguenti orari: 21, 22 e 23. La mostra dal titolo La narrazione. Molti hanno posto mano a stendere un racconto (Lc 1,1), in cui si potranno vedere le opere originali di illustratori che hanno collaborato con Edizioni San Paolo per la realizzazione di libri su racconti biblici. Una sezione è anche riservata alle opere dei giovani illustratori che si sfidano per il concorso “Ester regina di libertà”.

Presso le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari invece sono previste moltissime attività. Il Museo ospita l’esposizione Pagine imperdibili, la mostra ospita libri di diversi generi, creati dai ragazzi delle scuole della città con le relative illustrazioni. La mostra è realizzata in collaborazione con l’Assessorato della Formazione del Comune di Vicenza e Ufficio Scolastico provinciale di Vicenza. Due percorsi narrativi dedicato alla storia del Palazzo, I muri raccontano e A casa di Apollo ed Ercole. L’attività è consigliata a bambini dai 3 ai 7 anni  e sarà su prenotazione al numero verde 800.578875, è un appuntamento alle ore 21. Sempre alle ore 21 la fiaba musicale dal titolo Il giorno in cui la mucca starnutì, tratto dal romanzo di James Flora in collaborazione con le scuole d’infanzia ed il Liceo Musicale Pigafetta. Mentre alle ore 22 e 23 visite guidate al Palazzo e alle collezioni permanenti riservate agli adulti!

La Notte dei Musei 2014 si svolge in concomitanza con la chiusura dell XIX edizione del Festival New Conversation Jazz e quindi è in programma un’esibizione itinerante della Sauro’s Band con partenza dalle ore 21 dal Museo del Risorgimento e della Resistenza per passare lungo il centro della città, Piazza Matteotti, Piazza Duomo, Contrà Porti e Contrà Santa Corona!

Il passato rimane sulla carta

Nuova visita a Palazzo Barbaran Da Porto in arte il Palladio Museum, questa volta in occasione della cospicua donazione di Alberto Caldana al CISA, che raccoglie circa quattrocento pezzi, con carte e mappe che arrivano a coprire un lasso temporale fino al 2000.

Il museo ormai l’ho descritto parecchie volte, apprezzando la sua caratteristica interattiva, rendendo visionario e suggestiva  una disciplina come l’architettura che rischia di rimanere, per profani come me, fossilizzata e statica come pesanti fondamenta. Una mostra che ha visto l’aprirsi di nuove sale pronte ad ospitare a rotazione tutto questo materiale. Del resto questa acquisizione rende visibile che anche se conoscessimo perfettamente Roma, non riusciremmo a cogliere nella sua completezza, con la mostra Mamma Roma. Con Pasolini e Piranesi.

Per questo ci aiuta la cartografia! La raccolta Caldana infatti propone mappe e rilievi, una tecnica importante per misurare le dimensioni delle nostre città, adesso per farcene un’idea basta andare su Google che dall’alto riprende i cambiamenti urbanistici. E quando questi mezzi non c’erano? La cartografia ci veniva in aiuto come quel ramo delle scienze geografiche che si interessa del territorio ed esiste da quando l’uomo ebbe la necessità di spostarci e perciò conoscere il territorio in cui viveva, così da avere proficui rapporti commerciali e si pensa abbia origine dal periodo babilonese anche se per l’utilizzo di mezzi scientifici bisogna aspettare la civiltà greca.

Via via che le epoche passano, arrivano anche le migliorie scientifiche e rappresentative e proprio attraverso questi documenti scopriamo in particolare Roma, la città eterna che ha veramente attirato l’interesse di numerosi studiosi, tra architetti, ingegnere, archeologi nonché incisori che hanno analizzato le stratificazioni e le nuove costruzioni, naturalmente anche il padrone di casa, Palladio non poteva prescindere dalla conoscenza delle antichità romane.

Il nostro Grand Tour parte dalla mappa di Luigi Canina, architetto, studioso e archeologo che nel 1856 realizza un grande foglio con La rappresentazione della campagna romana, affascinante in quanto pone non solo come rappresentazione del territorio ma proprio valevole come foglio di lavoro, ricco di appunti e note. La prima stampa della mappa risale al 1838, la seconda, quindi quella in mostra, differisce dalla prima per l’inserimento degli acquedotti.

Paul Acler, incisore, nella Parigi del 1897 realizza la litografia con una grande veduta di Roma antica. Torna parecchio indietro, nella Roma dell’Anno Domini 337 riprendendo i passi di Pirro Ligorio nel 1561. Un’intreccio di edifici dell’epoca della Repubblica che convivono con edifici di epoca imperiale e con le prime chiese cristiane.

Nella stessa sala ritorna Luigi Canina il quale nel 1830 realizza la Pianta topografica di Roma antica, collocando le planimetrie dei monumenti antichi sopra il tessuto dei monumenti moderni e utilizzando come base la mappa settecentesca creata da Nolli. La complessità visiva non si limita a questo, infatti attorno alla mappa sono collocati 157 frammenti della Pianta Severiana risalente all’epoca dell’Imperatore Settimio Severo e scoperta nel 1562.

Con questo incisore e cartografista la nostra bussola temporale torna indietro di parecchio, conosciamo così Pirro Ligorio, intellettuale, pittore, che nel 1540 si avvicina alle ricerche archeologiche. Per la realizzazione delle sue mappe ricorre agli elementi architettonici visibili delle città antiche, ma arricchendola di numerose altre fonti e informazioni: descrizioni di fonti latine o greche, le architetture raffigurate sulle monete, immagini fuse su piombo, bronzo, pietra e terracotta. Punta infatti a ricostruire l’intero tessuto urbano comprendente giardini e altri spazi generalmente ignorati. Il suo fare cinquecentesco si vede anche nella tecnica utilizzata, ovvero la prospettiva assonometria schiacciata, immedesimandosi nella Roma dell’antichità.

Arriviamo così ad uno dei protagonisti della mostra, Giovanni Battista Piranesi, originario di Mogliano, compie nella vicina Venezia la sua formazione architettonica e ingegneristica. Ma sarà solo con il trasferimento a Roma nel 1740, che avrà modo di sperimentare pienamente le sue potenzialità come incisore e architetto. Nella maturità si espresse pienamente con l’acquaforte e con i complessi affetti prospettici e chiaroscurali. Risalente al 1762 vediamo La scenografia Campi Martii. Nella sua visione ci sono molteplici aspetti che si intrecciano: archeologia, mito e invenzione prendono come punto focale un preciso luogo della città il Campo Marzio descritto nella Geografia di Strabone, il quale ricorda le magnifiche architetture: strutture per lo sport, teatri, templi, basiliche e mausolei. Sulla base storica e materiale Piranesi unisce la sua visione puramente di fantasia.

Con l’ultima mappa presente in questa sala, facciamo un ulteriore passo in avanti, con Rodolfo Lanciani, archeologo che seguì per molti anni gli scavi di Roma. Dal 1893 al 1901 lavora alla realizzazione della Forma Urbis Romae, un lavoro immane comprendente 46 fogli in cui tutta l’esperienza sul campo fu fondamentale. 26 anni per avviare la pubblicazione e altri 8 per completare l’opera. Le linee rosse rappresentano la città moderna, in blu le nuove opere Piano Regolatore aggiornate fino al 1892 e in nero gli edifici di cui rimangono i resti, mentre in azzurro i corsi d’acqua e gli acquedotti. Lanciani si servì dell’opera per sostenere una vera e propria battaglia contro il degrado e difendere il patrimonio archeologico.

Chiudo la rassegna di questa prima sala con un’altra mappa, quella della Roma di Pasolini. Sono segnate le abitazioni dell’intellettuale, i luoghi d’incontro della Bella Roma, l’ambientazione dei suoi romanzi e naturalmente quello dei suoi film. Nello schermo si alternano spezzoni di due importanti film Mamma Roma e La Ricotta, il primo girato nel 1962 e l’altro nel 1963. Frammenti di film che ripropongono le borgate in cui sono inglobati i frammenti di acquedotti, svuotati di qualsiasi valore, forse quasi un ostacolo, negli anni del boom economico, dell’avanzare della città con i suoi nuovi quartieri. Nella Ricotto, ricordo film ad espisodi, troviamo Orson Welles che recita i versi dello stesso Pasolini infatti attraverso la poesia esprime il suo senso di estraneità ad un futuro di cui già negative sembrano le premesse!

Dopo aver passato la seconda saletta ecco in una sala che raccoglie, tra le teche e i materiali appesi alle pareti, materiali e mappe di pregio. Il materiale è molto ricco e vario e va dal 1500 almeno fino appunto ai nostri giorni. In programma una rotazione del ricco materiale che va apprezzato e visto con occhio attento e particolareggiato …troppi e ognuno particolare meriterebbe una scheda ad hoc.. però vi lascio solo alcune immagini per invogliarvi ad andare e vedere da vicino quello che la cartografia svela della città affascinante e come ogni città si rispetti che oscilla tra un passato importante e un futuro architettonico che ci stupirà… o inorridirà!

In programma fino al 18 maggio 2014, anche se la collezione trova nel museo il suo luogo d’elezione! Ingresso  intero 6 ridotto 4 oppure con biglietto commutativo Vicenza Città Bellissima che vi da diritto di visitare i 7 musei della città! 

Luigi Canina - La campagna romana - Roma 1856
Luigi Canina – La campagna romana – Roma 1856
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Paul Aucler - Roma, Anno Domni 337 - Parigi 1897
Paul Aucler – Roma, Anno Domni 337 – Parigi 1897
Luigi Canina - Pianta topografica di Roma antica - Roma 1830
Luigi Canina – Pianta topografica di Roma antica – Roma 1830
Pirro Ligorio -  Anteiquae urbis imago - Roma 1561
Pirro Ligorio – Anteiquae urbis imago – Roma 1561
(part.)
(part.)
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Rodolfo Lanciani - Forma Urbis Romae - Milano 1893/1901
Rodolfo Lanciani – Forma Urbis Romae – Milano 1893/1901
La Roma di Pasolini
La Roma di Pasolini
Orson Welles in "La Ricotta"
Orson Welles in “La Ricotta”

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Anonimo - Post 1572
Anonimo – Post 1572
Gerhard de Jode (da O. Panvinio) Post 1565 (ma ristampa dopo il 1650)
Gerhard de Jode (da O. Panvinio) Post 1565 (ma ristampa dopo il 1650)
Alò Giovannolli - Pianta di Roma antica e moderna - 1616 (ma ristampa sec. XVIII)
Alò Giovannolli – Pianta di Roma antica e moderna – 1616 (ma ristampa sec. XVIII)
Charles Cameron - The Bath of the Romans … - 1772
Charles Cameron – The Bath of the Romans … – 1772
Hermann Rheinhard - Roma Vetus - 1863 ca
Hermann Rheinhard – Roma Vetus – 1863 ca
(part.)
(part.)
Luigi Rossini - Frontespizio dell'Opera delle Porte, e delle Mura del Recinto di Roma … - 1829
Luigi Rossini – Frontespizio dell’Opera delle Porte, e delle Mura del Recinto di Roma … – 1829
Alfonso Lasor a Varea (pseudonimo di R. Savonarola) - Roma Antiqua - 1713
Alfonso Lasor a Varea (pseudonimo di R. Savonarola) – Roma Antiqua – 1713
Incisore anonimo (dal Brambilla) - Antiquae urbis perfetta et nova delineati o - 1637?
Incisore anonimo (dal Brambilla) – Antiquae urbis perfetta et nova delineati o – 1637?
George Braun ( o Bruyn), Franz Hogemberg - Antiquae urbis Roma imago accuratiss - 1588
George Braun ( o Bruyn), Franz Hogemberg – Antiquae urbis Roma imago accuratiss – 1588

Mamma Roma, tra Piranesi e Pasolini

Siamo cresciuti con in testa questo mondo Roma Caput Mundi ed infatti molti artisti, specie nell’epoca del Grand Tour, si sono ispirati ai reperti romani, alle nuove architetture della Città Eterna, che ogni volta che la visitiamo ne subiamo il fascino come se si trattasse di una bella donna o di un bell’uomo!

IIl tema dell’incisione, dei film che più recentemente hanno usato Roma anche il degrato morale e materiale, saranno in mostra al Palladio Museum, in programma da domenica 9 febbraio e fino al 18 maggio 2014 dal titolo Mamma roma. Visioni di Roma antica con Piranesi e Pasolini.

Una mostra che vedrà esposti fotogrammi tratti dal celebre film di Pierpaolo Pasolini Mamma Roma, che vede protagonista la magistrale Anna Magnani, praticamente nell’ultimo film importante della sua carriera, ambientato nello squallore del suburbio della grande città, e alle prese con le tematiche della prostituzione e di un iniziale riscatto che non serve poi a niente. Ma anche del film La Ricotta quarto episodio del film RoGoPaG, che vede impegnati come registi, Rossellini, Godard e Gregoretti. Si narra la vicenda di una comparsa di un film sulla passione, che interpreta il ruolo di un ladrone la scena ripresa è ingombra dalla troupe. Ad un certo punto della giornata il protagonista riceve la visita dell’intera famiglia, al quale dona il cestino destinato ad ogni attore, misero per un’intera famiglia ma che questi consumano su un prato, con un travestimento riesce ad assicurarse un altro ma non riuscirà comunque a mangiarlo. Insomma ancora la denucia sociale di una vita disgraziata.

Tutto questo messo a confronto con la corposa donazione fatta dal collezionista e studioso Alberto Caldana documentarista vicentino, collaboratore di Il Giornale di Vicenza, consigliere nazionale della FICC.

Tale donazione è composta da rarissime opere a stampa come l’Antiquae urbis Romae e molte vedute del Piranesi, le piante topografiche di Roma e del Lazio. Vedute architettoniche e urbane nel tempio dedicato a Palladio, confrontando i diversi stili.

La raccolta entrerà a far parte delle collezioni del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio

Aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso mezz’ora prima. Biglietto solo del Museo oppure ingresso con Vicenza Card

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Ho flirt… con la mia città

La vita ti porta a vivere in una determinata città o paese e la missione dura è quella di riuscire a vederla sempre con gli occhi da innamorata! Io sono effettivamente scappata dal mio paesino, trovando la mia dimensione a Vicenza. Città piccola e non caotica, vicina alle città più grandi e caotiche ma con il vantaggio di tornare nella tranquillità, ogni tanto ci vuole! Una città che ha sia arte antica, grande architettura che vuole affermarsi e far sentire la sua voce contemporanea! Ma lo sappiamo i ritmi lavorativi e familiari o altre cose, ci fanno dimenticare che le bellezze e organizzare piuttosto una gita fuori porta piuttosto che riscoprire il patrimonio che abbiamo sempre a nostra disposizione.

Quindi eccomi in pausa da una giornata di lavoro per riappropriarmi di questo tempo e coltivare una relazione con la città che un po’ mi è capitata e un po’ ho scelto! Da un lato devo ancora vedere il rinnovato ( e in via di rinnovamento) Museo di Palazzo Chiericati e ritornare per vedere le novità del Palladio Museum.

La mia prima tappa è proprio questo museo, poco dopo la sua apertura ne ho parlato ampiamente e continuo a pensare che si tratti di un museo dinamico, divertente, certo come in ogni relazioni che si rispetti ti trovi a non accettare completamente difetti e limiti del partner, ma le critiche sono costruttive, il più delle volte. Insomma quello che mi aspettavo era una rotazione più veloce delle sale, una velocità che si aspetterebbe appunto da un museo dinamico, ma nulla è cambiato, poi tra l’altro dopo la mostra Genealogie, aspettavo un’esposizione più complessa e che aprisse anche sale finora celate, ma arrivando rapidamente all’ultima sala mi trovo in Home Sweet Home, una mostra che documenta l’amore e la lunga e mai dimenticata lezione che Andrea Palladio ha lasciato a molte generazioni di architetti. Il logo della mostra è stato pensato come un classico lavoro di punto croce, tolto dal muro di qualche casa in Mississipi. 17 grandi conoscitori, da ogni parte del globo ci parlano dell’edificio palladiano che amano di più! L’edificio che viene più citato, con un po’ di delusione devo dire, è La Rotonda! Non che non sia un edificio straordinario ma certo pensavo che menti eccelse fossero colpite da altri tipi di edifici. In questo frangente ho particolarmente apprezzato il professore emerito Werner Oechslin dell’ETH di Zurigo! Lui afferma di amare il palladianesimo che è presente in molti architetti contemporanei che trasformano le sue classiche forme per architetture moderne! E se ami Palladio, ami tutta la sua produzione! Naturalmente si cita Villa Emo, Villa Poiana e la chiesa di San Giorgio Maggiore. Ecco il link del sito del CISA!

Home Sweet Home IMG_2506 IMG_2507Ed eccomi pronta per la mia prossima tappa, la Pinacoteca Comunale di Palazzo Chiericati, l’odore di malta fresca è penetrante nelle narici! Vediamo un po’ da dove si comincia! Prima zona da visitare sono le stanze al pianterreno dell’ala nord, le sale risalgono al completamento seicentesco ed i restauri sono stati condotti nel XIX secolo dall’architetto Miglioranza, con l’intento di ristabilire la purezza palladiana e si accede mediante il vestibolo a forcipe con le nicchie ritrovate già nella prima parte dei restauri.  Nella prima sala grandi tele ci accolgono, tra quelle esposte Giambattista Piazzetta con l’Estasi di San Francesco, accanto a tele del Veronese, Bassano, Tintoretto e Tiepolo, in quella accanto Montagna e il bellissimo e il prezioso Memling!  Nella sala video,  la proiezione de Il museo che verrà a cura di Fabbrica Lumiere! Riattraversiamo il cortile a forcipe ed ecco nell’ala che l’anno passato ospitava la mostra Cinque secoli di Volti, la Stanza dello Zodiaco, la Stanza del Concilio degli Dei e quella dedicata ad Ercole! In cui soprattutto i soffitti ci regalano stupore e meraviglia, come le pietre in fondo al camino recuperati dai depositi del museo.

Torniamo indietro e saliamo le scale per raggiungere il piano nobile, loggiato in cui constatiamo l’avanzata dei lavori per una completa visita del Museo Civico, si arriva al salone centrale, attorno a questo ambiente si articolavano anche tutti gli altri e si celebravano nozze, ricevimenti, spettacoli teatrali e come lo stesso Palladio ricorda, simili sollazzi…ci accolgono quadri e meravigliosi mappamondi che testimonia l’arte e l’artigianato che si univano per creare tutto questo! Su un lato si trovano altre raccolte, con le effigi delle illustri famiglie vicentine che probabilmente vivevano abitualmente queste stesse stanze, la memoria dell’antico è bene presente, oltre a ritratti in cui vengono raffigurati in posa classica, bronzetti e sculture i posa desunta dalla medaglistica! Facendo le scale la sala del Torricino Sud, segnerebbe il vero e proprio accesso e l’unione con l’ala novecentesca, attualmente in lavorazione! Ritorno ancora una volta sui miei passi, attraverso il salone e inforco l’ultima parte del piano nobile dedicata alla quadreria barocca! Con esempi di pittura italiana e fiamminga attraverso il genere delle nature morte, con i bellissimi fiori dal significato tutto da scoprire! Terminando nella Sala con L’apoteosi dei Chiericati, la figura femminile al centro è stata interpretata come Vicenza, intorno altre figure allegoriche che ci parlano della famiglia che ha voluto la decorazione e costruito il palazzo! Ritorno indietro e uscendo sul loggiato non mi resta che visitare altri due ambienti, ancora salendo di trova il lascito Roi, sale che già conoscevo ma che è un piacere rivedere, per trovare un’atmosfera colta ma anche familiare, intima e calda, ma anche stimolante! Stanze ricche di libri da sfogliare e dipinti e disegni da guardare con religioso raccoglimento, in quanto gran parte della storia dell’arte è contenuta lì! Sempre che il Marchese Roi stia per entrare da un momento all’altro, per illustrarci le foto di una vita, gli incontri con gli artisti anche solo attraverso mercanti e gallerie! Tra i libri riconosco anche quelli di Palazzo Leoni Montanari, ovviamente dono a Roi, mi accorgo così che nonostante certe volte mi vada stretto non posso dire di odiarlo! Ritorno indietro e giù giù fino ai sotterranei, dove prevale il vuoto che sottolinea la bellezza nella scelta delle luci, e delle forme, in cui sono conservate le opere di Nereo Quagliato, tra Omaggi a Neri Pozza, il ritratto di Virgilio Scapin, Bagnanti. Opere che si legano all’ambiente!

Il mio andirivieni tra scalini e stanze è terminato, con tutti la munificenza e la freschezza del museo stesso, non posso negare che problemi permangono, sicuramente alla fine dei lavori il percorso risulterà più fluido, la necessità anche per un museo moderno è quello di avere servizi per accogliere il visitatore, da un bookshop, biglietteria alle semplici indicazioni che rendano autonomo il fruitore degli spazi. Vogliamo parlare del biglietto!   La necessità di non cadere nell’errore di un museo statico che parli solo con le opere ma che si apra anche ai nuovi fermenti culturali della città. Ma tutto con il suo tempo, intanto vi invito a conoscere la città che vi è capitata o avete scelte, ma comunque con la quale dovete avere una relazione anche molto lunga!

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