We Art

Sabato 17 dicembre presso Cantiere Barche 14, in Contrà Barche a Vicenza, un nuovo appuntamento artistico con No Title Gallery, che ha scelto nuovamente Vicenza per il suo nuovo progetto artistico. Si tratta di una collettiva d’arte contemporanea We art.

Il tutto nasce come concorso che si ispirava a quello che adesso riporterà sotto, scritto proprio dall’Associazione

Nell’immaginario collettivo l’artista è una figura mitica, quasi un’entità: non ha contorni ben specifici, è un soggetto dal profilo sfumato e manca di una sostanza realmente tangibile.

Osservando lavori artistici, infatti, si ha talvolta l’impressione che siano stati generati da un “qualcosa” di indefinito, da una forza non comune. Realizzare che dietro ad ogni opera c’è una persona in carne ed ossa è uno sforzo mentale non sempre semplice.

Conoscere direttamente queste persone, poi, magari in occasione di inaugurazioni, conferenze o interviste e ascoltare la loro opinione, cogliere le loro emozioni e il loro punto di vista, completa la percezione dello spettatore costruita parzialmente attraverso il solo contatto con l’opera d’arte. L’origine di quest’ultima si ritrova nell’interiorità e nell’identità dell’artista ed è proprio per questo motivo che essa è unica. Un’opera d’arte è dunque una parte di ciò che è l’artista, quella che lui sceglie di mostrare.

Un’opera d’arte è un’affermazione d’identità.

Gli artisti partecipanti provengono da diversi ambiti, scultura e istallazione, fotografia e video. Coloro che sono stati selezionati sono: Li Chen, Anna Lorenzini, Federico Fusetti, Valeria Pontremoli, Marta Dal Sasso, Fabio Valerio Tibollo, Davide Sgambato, Annalisa Zegna, Giulia Magagnini, Lorenzo Palambini, Cristiano Vettore, Stefani Bonari

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Il cuore di Schio ritorna a pulsare

Tra gli appuntamenti più attesi dell’estate quello con Pulsart Restart – Contemporary Evolution in cui Schio per una settimana diventa un importante centro dell’arte contemporanea. L’edizione 2014 si differenzia anche per questo, abbandonando la formula week end!

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Il tema di quest’edizione è RITUAL, inteso nel senso più ampio, come atto sociale e performativo. Numerose le iniziative ma soprattutto i le realtà artistiche che si uniscono a creare un’unico cuore che pulsa di arte! Vediamo giorno per giorno gli appuntamenti dell’edizione e naturalmente le mostre che troveremo per tutta la settimana!

Venerdì 4 luglio

dalle ore 17 si svolgerà l’inaugurazione del Festival:

RITUAL presso lo Spazio Shed di Via Pasubio 99 con un’esposizione di arte contemporanea con una selezione degli artisti emergenti del territorio.

URGE – Spazio Ex Lanificio Conte, Piazza Alvise Conte n.7 con Street Art project.

NTG (No Title Gallery) a Palazzo Toaldi Capra in Via Pasubio 52 “Nella notte: un botto, una stella e poi il nulla. Atto primo: la sfida di Marsia” mostra personale di Graziano G. Meneghin.

VIA PASUBIO PROJECT CORNER, Via Pasubio diventa una zona pedonale, in un un percorso lungo che parte dall’ex Lanificio Conte, toccando lungo il percorso lo Spazio Shed e Palazzo Toaldi Capra con piccoli salottini che ospitano alcuni tra i più interessanti progetti idipendenti: Lahar Magazine, Short Movie Festival, L’identità Aumentata, NTG, Collettivo La Qasba, Veneto Factory, Olivares Cut e Franz Magazine.

L’APPARTAMENTO un progetto di residenza artistica in collaborazione con Dada Project (UK).

Nei vari spazi espositivi ci saranno delle performance; Lungo Via Pasubio Francesca Arri, presso il Lanificio Conte Francesca Cola, Graziano G. Meneghin a Palazzo Toaldi Capra e Marianna Marchioro allo Spazio Shed.

A Palazzo Toaldi Capra la musica inizia alle 21 e fino alle 24 con Let’s Party.

Sabato 5 luglio

Oltre alle mostre che vi ho appena descritto si aggiungono altri appuntamenti, conferenze e dibattiti.

In Piazza Falcone e Borsellino dal pomeriggio e fino alla sera una performance di graffiti e street art a cura di URGE – Urbane Gestures.

Alle ore 18.30 presso l’Ex Lanificio Conte la conferenza Impresa contemporanea: un gesto artistico? se ne parlerà con M.a.c.lab Dipartimento Management Cà Foscari Venezia e presentazione del progetto  Art_Imprendo. Interverranno il Sindaco di Schio Valter Orsi, il docente di Ca’ Foscari Fabrizio Panozzo, Matteo Lavezzo di Project Officina Creativa, Maurizio Zordan di Zordan Group s.r.l.m, Massimo Pupin per Artworks Italy infine Gianluca d’Incà Levis di Dolomiti Contemporanee. Su prenotazione si svolgerà “Una notte allo Shed”.

Domenica 6 luglio

Le attività collaterali della domenica riguardano.

Spazio ex Lanificio Conte alle ore 21 Le ragazze del porno dibattito e presentazione del progetto di cinema erotico al femminile curato da Tiziana Lo Porto. Moderatore Carlo Migotto, direttore generale di Laggo Film Fest.

A seguire After Party presso Skiosko Beer and Garden.

Lunedì 7 luglio

Alle ore 18.30 presso lo Spazio Shed Dance and Health with Parkinson, una lezione di danza aperta a tutti in collaborazione con CSC Centro per la Scena Contemporanea.

Sempre alle ore 18.30 presso l’Ex Lanificio Conte si terrà il seminario dal titolo Arte, marginalità, disabilità : i nuovi confini del welfare. Con Fabrizio Panozzo dell’Università Cà Foscari, la Dott. Alberta Basaglia psicologa e vice presidente della Fondazione Franca e Franco Basaglia, Giovanna Garzotto insegnante di danza, “Dance and Health”, Alberto Leoni Direttore dei Servizi Sociali, ULSS 4 Alto Vicentino, Giuseppe Dal Ben Direttore Generale ULSS 12  Veneziana), Franco Balzi (Sindaco di Santorso), Maurizio Busacca (Università Ca’ Foscari).

Mentre alle ore 22 in una location segreta si assisterà a CORTINFINITI in collaborazione con Lago Film Fest.

Martedì 8 luglio

Alle ore 10.30 lo Spazio Shed ospita un Workshop

Mentre alle ore 22 in una location segreta si assisterà a CORTINFINITI in collaborazione con Lago Film Fest.

Mercoledì 9 luglio

Alle ore 10.30 lo Spazio Shed ospita un Workshop

Mentre alle ore 22 in una location segreta si assisterà a CORTINFINITI in collaborazione con Lago Film Fest.

Giovedì 10 luglio

Skiosko Beer and Garden, dalle ore 19 e fino alle 2 di notte TIME TO PLAY una serata di musica in vinile e design corner.

Venerdì 11 luglio

Ultimo giorno di Pulsart, presso lo Spazio Shed si terrà la chiusura del festival con la presentazione dei lavori degli artisti in residenza.  Mentre a Palazzo Toaldi Capra si terrà il Finissage Party.

 

 

Una mente piena di pregiudizi

La mia mente è piena di pregiudizi culturali! Bisogna ammetterlo ed è bene che certa arte lo dica chiaramente!

In occasione della mostra Idola Mentis, in corso presso Cantiere Barche 14, che per l’occasione ha accolto moltissima gente e finalmente tanti giovani che si sono uniti alla ricerca, nelle opere d’arte, del loro limite! Che cavolo non solo io ne avrò!

iappena dentro ci accoglie una particolare istallazione con uno dei cibi dei quali sono più ghiotta e che maggiormente ingrassano del resto, le patatine fritte, appese tramite mollettine sui fili, l’istinto mi diceva MANGIA con l’acquolina in bocca alla Homer Simpson, ma i segni a penna o a matita mi hanno fatto desistere! Quante persone le hanno maneggiate? Ed ecco il primo pregiudizio servito non su un piatto d’argento ma su fili!

Attirata dalla moltissima gente che si trovava al piano superiore della galleria ecco si spiega il perchè, è in corso la performance musicale di Leonardo De Marchi, chitarrista dei Son Ensemble, forse non la concentrazione ideale per una musica che richiede silenzio! A questo punto non rimane che scoprire il resto degli artisti, tornando sui miei passi e scendendere dall’altra scaletta, ed ecco che si incontra Roberta Feoli con l’opera La habitaciòn de Berta, portandoci in Messico. Pareti ricreate con la colorazione bicolore che ricorda le pareti di casa mia, in una parete senza respiro in cui ricordi di famiglia si mescolano a disegni di un’inquietante personaggio, l’imperatore azteco adesso citato per la maledizione che colpisce l’intestino e sempre per pregiudizi culturali, fermo lì. Ma posso dire che l’argomento mi ha stimolato, nessun tipo di commenti, sull’origine ed ecco che il fantastico mondo del web viene nuovamente in mio aiuto. Il primo a sperimentare questo disturbo è stato da quando Hernàn Cortèz nel 1519, una volta sbarcato si trova davanti la popolazione Azteca, i quali aveva un apparato governativo strutturato. Gli spagnoli si unirono alle altre tribù locali stanche dello strapotere del popolo Azteco, lo stesso Cortés fu creduto da Montezuma il dio Quetzalcoalt. Così gli spagnoli furono accolti con oro e grandi onori e così Montezuma dichiara la sua fedeltà al re spagnolo. Ma il patto stabilito da Cortés con il popolo azteco venne meno quando dopo l’assenza del comandante giusto, l’altro comandante pedro de Alvarado, compie il massacro del grande tempio. Molti nobili aztechi furono fatti uccisi e l’imperatore prima fatto prigioniero e poi ucciso con una bevanda a base di oro fuso.  A questo avvenimento seguì la conquista vera e propria e l’accaparramento di tutto l’oro ma non andò tutto liscio (è proprio il caso di dirlo), seguirono molti eventi funesti in cui i problemi intestinali si trasformavano in febbri violente e causavano a volte il decesso. Un tipo di infezione che è sopravvissuta a secoli mantenendo il nome di quell’episodio..

Tornando alla mostra, la produzione di Roberta Feoli si caratterizza per l’uso della grafica che utilizza per realizzare disegni in cui le anime degli aztechi trucidati trovano spazio come se fossero della famiglia, inframezzati troviamo collane, immagini votive e vere foto di famiglia che se da un lato possono essere ricordi piacevoli, con questa nuova sistemazione cambia tutto il significato.

La fotografa Giulia Bersani ci pone davanti immagini che non possiedono nessun titolo e così aprono la nostra mente alle più svariate considerazioni. La quotidianità è catturata dalla fotografia con la poetica della fotografa, la mia preferita è l‘Untitled # x…so solo che il soggetto maschile è all’interno di un vagone solitario. Il tipo dei sedili mi fa ritornare alla mente la piccola linea ferroviara che correva nei piccoli paesi della Piana di Gioia Tauro, la calabro-lucana che specie nei suoi ultimi anni di attività era un aggeggio su rotaie semi distrutto da molteplici fattori, non ultimo la mancanza di rispetto di coloro che l’hanno utilizzata per anni.

Altro artista altro mio sconcerto! Francesco Pio Chierici che si pone allo sguardo con una provocazione non da poco, a casa mia si diceva Scherza con i fanti ma lascia stare i Santi! Propone al pubblico die opere San Pio da Vicenza, quindi con un’operazione di fotoritocco cambia volto ad uno dei santi più amati di sempre, Padre Pio, utilizzando l’immagine più nota. Di fianco invece troviamo i Crani gioiosi, simpatici e sorridenti crani per l’appunto, che sono stati variamente colorati. A me hanno ricordato delle gomme da cancellare che tempo fa vendevamo al bookshop del museo e che avevano assoluto successo sui bambini! Io mi divertivo a simulare LA SCENA di Amleto! Ma i crani gioiosi o meno hanno oltrepassato quella fase di disgusto e di paura che una volta c’era. La moda ma ancora prima i cartoni animati come la famosa Skeleton Dance hanno reso le ossa anche divertenti, o forse perchè da piccola frequentavo una casa in cui in bella mostra un teschio vero mi guardava intontito da uno scaffale???

Comunque sia mi avvicino alla saletta, nascosta e protetta in cui trviamo l’istallazione di Christian Palazzo intitolata La percezione contagia il pensiero – Sinottica, opera composta da laser, vetro, specchio e legno, ma prima di addentrarmi la cosa che mi colpisce è un’altra cartellino con le raccomandazione seguente ATTENZIONE!!! I puntatori laser utilizzano una sorgente luminosa a laser verde che possono essere potenzialmente pericolosi per gli occhi – Non guardare mai direttamente la sorgente luminosa. – Non guardare direttamente il fascio di luce da distanza ravvicinata o prolungata, da me si dirette chi si guardai si sarvau… pertanto entro ma troppo piena di pre giudizi creati dalla scritta preferisco uscire e viaggiare per altri lidi, già ho i miei problemi.

Dopo momento chiacchiere e aspettando un po’ di calma, posso osservare finalmente gli ultimi lavori. Nella sala principale le suggestive tele di  Maurizio L’Altrella, l’olio risplende in tutta la sua bellezza, e le presenze sulla tela si fanno liquide e come tracce di qualcosa che c’era ma adesso non più, come se fosse una traccia di energia. In I’m here la coscienza si identifica in quella di un gatto, ripreso nel momento in cui sembra distratto ma invece apre le orecchie per carpire i suoni, le altre presenze ci avvicinano all’idea di sacrificio, del resto l’animale, l’agnello sacrificale siamo noi stessi. Tac! Altro concetto creato dalla tradizione e da quello che ci hanno trasmesso. Mi allontano con la sensazione di essermi già imbattuta in lui…

Alla fine mi accosto alle fotografie di Massimiliano Boschini, fotografo di posti abbandonati, e vediamo come la natura si riappropria di spazi tolti dall’uomo che evidentemente non aveva creato niente di eterno, se nel giro di qualche anno l’asfalto lascia il posto all’erba e alle ortiche, ma dove saranno questi posti isolati, vicino a noi, possibile che non ci accorgiamo di tanta bruttezza, al sud? Altro pregiudizio, magari a pochi passi da casa nostra, ma del resto è il mondo casa nostra e dovremmo renderlo bello e armonioso.

Testati i miei pregiudizi e le mie chiusure, quasi mi vergogno di me, ma siamo fatti, oltre che di carne e sangue anche di quello che abbiamo vissuto e conosciuto, attraverso l’esperienza diretta ma anche attraverso quella indiretta e quindi me li impacchetto e li porto via!

La mostra è aperta fino al 9 febbraio, testate anche voi i vostri limite e le vostre libertà.

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Roberta Feoli
Roberta Feoli
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Roberta Feoli
Roberta Feoli
Roberta Feoli
Giulia Bersani
Giulia Bersani
Giulia Bersani
Giulia Bersani
San Pio da Vicenza
San Pio da Vicenza
Crani giocosi
Crani giocosi
Maurizio L'Altrella
Maurizio L’Altrella
Maurizio L'Altrella
Maurizio L’Altrella
Massimiliano Boschini
Massimiliano Boschini

Idola Mentis: No Title Gallery

L’Associazione Culturale No Title Gallery, arriva a Vicenza!

Lo scopo dell’Associazione è quella di lavorare con giovani artisti e non, per creare esposizioni ed eventi su tutto il territorio nazionale e internazionale.

Durante il mio esilio veneziano (durato tre giorni), ho avuto l’occasione di vedere uno delle loro mostre, vicinissimi al Teatro La Fenice!

A Vicenza il 26 gennaio arrivano e sbarcano in Cantiere Barche 14, con la mostra curata da Silvia Bignetti dal titolo Idola Mentis: mostra d’arte contemporanea. Un evento multi-mediale che coinvolgerà il pubblico che verdrà l’esposizione, in programma fino al 9 febbraio 2014.

L’intento è quello di abbattere gli Idola Mentis, ovvero i pregiudizi che la nostra mente ha, per ragioni socio-culturali la gente ha! Gli artisti scelti per questa mostra sono Giulia Bersani, Massimiliano Boschini, Pio Francesco Chierici, Roberta Feoli, Maurizio L’Altrella, e Christian Palazzo.

Inaugurazione ore 18, con la musica di Leonardo De Marchi e i Son Ensemble

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