Nerina, una donna per la festa in giallo

Sabato 8 marzo si celebra il giorno della donna, una festa per ricordare una volta di più, quanto noi siamo necessarie per la società, anche solo perché possiamo donare la vita!

Una festa amata e odiata da molte donne, ma possiamo decidere di renderla meno sterile e di non fermarci al dono della mimosa! Francesca De Munari nel suo spazio nel cuore di Vicenza, ci ricorda di una donna speciale per la città Nerina Noro, artista che per alcuni anni è stata accantonata! Francesca da qualche tempo ha avuto l’onore e il compito di rendercela più familiare, facendoci conoscere un’artista a tutto tondo, subissata nel corso degli anni dai colleghi uomini!

Alle ore 18 di Sabato 8 marzo potrete conoscerla anche attraverso i suoi versi, che i partecipanti (anche gli uomini perché no), potendo scegliere voi stessi un verso! L’evento proseguirà anche la Domenica, ma sappiate che potrete far visite alle donne di Spazio D anche nei giorni successivi!

Da Spazio D Via San Francesco Vecchio 9.

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Ocio al vicentino

Da ormai una settimana abbondante è in svolgimento da De Munari Servizi per l’arte, quindi nell’attiguo spazio D, la mostra curata da Francesca De Munari Sguardi Vicentini.

Una mostra antologica che comprende un vasto corpus di opere e di nomi. Sfido i vicentini a scoprirli tutti, a ricordare persone che hanno vissuto una vita in città, che attraverso i loro pennelli o semplicemente le loro mani hanno modellato i volti, magari sconosciuti, che ha ispirato il loro lavoro. Ha immortalato scorci che ci riempiono di orgoglio e che ci fanno riflettere che tutto sommato abitiamo in una bella città. Un vasto lavoro che potrebbe diventare quasi infinito, come testimonia la stessa curatrice, la quale ci racconta della “gara” fatta da tutti nell’aiutare la preparazione della mostra, pezzi che sono di privati e che lo rimarranno, ma che non vogliono essere trascurati e fare bella mostra in sala!

Dopo una prima visita, sempre piacevolissima, è necessario tornare per sedimentare, ma anche per prendere qualche appunto! Olio, incisioni, oggetti in ceramica! Ad ogni foto un nome, possibilmente e naturalmente nel sito della galleria clic, trovate tutte le informazioni e gli orari. Proviamo a vedere:

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Come possiamo vedere, l’attenzione al dettaglio e gli accostamenti, qui possiamo ammirare gli oli di Angelo Pavan , artista che Vicenza ha forse dimenticato presto per essersi poi trasferito a Venezia. Della sua nuova città ha immortalato una delle moltissime vie fatte di acqua, mentre accanto una paesaggio di un paese montano, in cui la matericità del colore contribuisce a creare un’effetto di pietra. Sulla mensola invece il Vaso di Tarcisio Tosin, vivace ceramista che crea oltre che questi vasi, anche vivaci bamboline di ceramica! Accanto le collane di Otello De Maria, quasi da scartare e da masticare.

Francesco Noro

Francesco Noro

Andando ancora avanti nella nostra rassegna di pittori vicentini, incontriamo Francesco Noro, pittore considerato dalla figlia più come decoratore e di cui è esposto anche quello che per mano della figlia è diventato un dittico. Il soggetto non è chiaro, Nerina voleva dividere il lungo dipinto per donarlo a diverse persone, individuando due gruppi e sacrificando quella che sembra una colomba. Forse il soggetto si basa si Eros e Anteros, ovvero l’amore corrisposto. Il piccolo Eros senza la vicinanza con il fratello Anteros non poteva crescere e ogni qualvolta si allontanava, Eros ritornava piccolo. Ma potrebbe essere anche qualche altra allegoria. Lo stile si fa divisionista, forse fu influenzato da questo stile durante il soggiorno in Svizzera, nel 1908 nasceva la figlia Nerina. Troviamo anche altre opere dell’artista  e un oggetto prezioso e affascinante, la tavolozza di colore che Francesco e Nerina hanno utilizzato.

Ubaldo Oppi

Ubaldo Oppi

Ubaldo Oppi, non vicentino di nascita, ma incredibilmente ha scelto Vicenza come sua città di residenza, al Museo Civico di Palazzo Chiericati è conservato il celebre quadro I Chirurghi, ultimamente in viaggio in lungo e in largo per farsi ammirare in numerose esposizioni, emblema del Realismo Magico. Il disegno che rappresenta l’ultima cena dell’alpino è stato esposto anche nella retrospettiva dedicata all’artista nel 1969, è un’opera in inchiostro su acquerello. Mentre il dipinto rappresenta la Valle di Cadore e risale al 1927.

Otello De Maria - Gino Tossuto

Subito dopo troviamo un duo di artisti che collaboravano: De Maria e Gino Tossuto, un artista che ci ha lasciato una produzione limitata a causa di una morte precoce. I due pittori collaboravano, Tossuto producendo le ceramiche e De Maria dipingendole.
Otello De Maria - Tarcisio Tosin

Ancora De Maria con la tela del 1950 che raffigura la Valletta del Silenzio, il cipresso anche se mutato nel corso di questi ultimi 60 anni, mantiene il suo posto sulla collina con una visuale privilegiata. Accanto …

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… la bambolina dal sapore bucolico di Tarcisio Tosin. Questa è del 1950, ma realizzata su un modello di quasi dieci anni prima, ancora oggi, del resto, circolano riproduzioni di queste bambole con gli stampi originali.

Enrico Mitrovich - Girolamo Dalla Guarda

Volgendo un attimo gli occhi al cielo, due opere di artisti che potremmo incontrare per le strade della città, Enrico Mitrovich e Girolamo Dalla Guarda. Opere irriverenti e non tradizionali, Enrico ci pone in faccia la nuova religione del secolo, l’indifferenza e l’omertà nei confronti nei confronti del prossimo. Attraverso dei packman fantasmi che ci guardano come spesso ci guardano le persone, senza convinzione. Girolamo Dalla Guarda invece ci “aggredisce” con un colore violento e sanguigno.

Giorgio Scalco

Giorgio Scalco, pittore scledense che attualmente vive a Roma. Un pittore dalla raffinata pittura che si è formato anche in America e Russia. I suoi paesaggi sono silenziosi e vibranti. Il vuoto non è per mancanza di contenuti ma per svuotamento dei pensieri.

Tarcisio Tosin

Abbianati ad altri bambinetti di Tosin che fanno riscoprire il gusto dell’infanzia, forse troppo breve. E se da un lato abbiamo lo sciatore, dall’altro una discesa spericolata!
Otello De Maria

Otello De Maria alle prese con la ritrattistica, pittore molto ricercato dalla buona società cittadina che se lo contendeva  per farsi realizzare il ritratto. Che dire è un dipinto che esprime solo eleganza, una bella e cortese donna che non si permette di guardare frontalmente ma offre il suo profilo migliore.

Otello De Maria Su questa parete troviamo invece un dipinto non firmato e che viene esposto per la prima volta in questa occasione, la coppia di bambini dagli abiti inconfondibilmente anni ’40, sicuramente di De Maria per la figura femminile riconosciamo la bimba mesta, di altre opere. Accanto si vedono parzialmente alcune opere di Francesco Noro, in una di questa, la ragazza vestita in azzurro è quasi certamente Nerina, almeno sulla base delle fotografie riportate nel catalogo e che io e Francesca abbiamo sfogliato.

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Cambio di parete per osservare altri due pittori a confronto. Neri Pozza con una punta secca (possiamo qui osservare il secondo stato), incide una veduta dei colli Berici con i monti degradanti nella pianura, che si fa vedere in una scacchiera di coltivazioni. Sotto un bel dipinto di Miraldo Beghini che con una tecnica che accomuna il figurativo e l’astratto, immortala il lago di Fimon, il blu così profondo dello specchio d’acqua e la materia grassa.

Neri Pozza
Altre incisioni di Neri Pozza, con gli inconfondibili tetti di Vicenza nella sua tipica alternanza di neri e di bianchi che mi danno la sensazione di vedere la città sotto la pioggia autunnale. Angelo Colla, l’editore, ha gentilmente partecipato alla collettiva mettendo a disposizione opere della sua collezione. Presenti in mostra anche collage che ripropone il tema della città.

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Salendo le scale ancora Neri Pozza

Giovanni Turria
E sul soppalco incontriamo un artista contemporaneo, Giovanni Turria che rappresenta in questa incisione la sua musa, Stefania …
Sotto trovate ancora lavori di Miraldo Beghini, alle prese con incisioni astratte e omaggi, come quello a Morandi!
Miraldo Beghini

Miraldo Beghini

 

Omaggio a Morandi
Omaggio a Morandi

 

Gueri da Santomio e Otello De Maria
Due ritratti a confronto, Gueri da Santomio con un ritratto virile, in cui la superficie pittorica è più liquida ed è soggetta a maggiori giochi di luce. Accanto un ritratto di Otello De Maria, che si avvicina a quello visto sotto, non solo per il mondo realistico di ritrarre la donna, ponendola davanti a una tenda verde di cui si riconoscono le falde, la somiglianza delle donne, infatti entrambi hanno comune proprietario e quindi famiglia.

Gueri da Santomio
Ho fatto un piccolo salto giù, e vi mostro altri dipinti di Gueri da Santomio, tra questi quelli riconoscibilissimi è quello che raffigura un angolo molto noto della città, la Loggia del Capitaniato, in una visuale che unisce due dei più importati monumenti palladiani. Gli altri scorci sono più propriamente montani, con le viuzze di ciottoli, la via invasa dalla vita e dal lavoro.

Nereo Quagliato
Assolutamente da non dimenticare la bellissima testa femminile di Nereo Quagliato, artista scomparso i prematuramente. Un ritratto tenero e dallo sguardo languido.

Miraldo Beghini
Ancora una volta, l’artista ci parla di Veneto, di quella campagna modellata sulle esigenze dello sfruttamento della terra, senza rinunciare ad una adeguata residenza, come nel dipinto analizzato in precedenza anche qui l’astratto concede qualcosa al figurativo e viceversa.

 

Otello De Maria
Tornando giù, continuiamo la nostra scoperta con Otello De Maria, un artista che è molto presente e non solo sotto forma di lavori. Ma anche per essere stato il maestro di una generazione di aspiranti e giovani pittori. Qui vediamo un oggetto strano e quasi inquietante che dimostra il potere della cultura cattolica nella Vicenza degli anni ’60, una città cattolicissima del resto! Il rosario in ceramica verniciato con smalti e ossidi esaspera e ingigantisce il tradizionale rosario, difficile da sgranare, difficile da indossare, abbinato ad una statuina di vescovo senza volto.

Nerina Noro

Nerina Noro
Una menzione speciale all’unica donna che ha trovato il suo habitat proprio presso lo spazio De Munari. Una donna in mezzo a tanti uomini, ma non fatevi contagiare dall’immagine di Nerina con foulard in testa e un po’ appesantita dall’età! È una donna artista, che deve al padre più di quello che vorrebbe ammettere, una donna dotata da un’imagerie incredibile e ricca di riferimenti, una donna che ha amato figli amanti e lo esprime nei suoi dipinti come nelle incisioni. Il mondo delle farfalle che il segno inciso trasporta fuori dalla scatola in cui il figlio Fausto le aveva rinchiuse, proposte in dialogo con le farfalle di Neri Pozza che assumono la forma grafica di una X! I soffici ventagli che solo a guardarli mi fanno il solletico, i suoi mondi popolati di esseri incantati e idee politiche fanno del mondo di Nerina un mondo ricco e da scoprire.

Tarcisio Tosin
In mezzo a tante farfalle ecco l’abbinamento perfetto di un vaso stupendo, che con tutte quelle coccinelle deve portare fortuna per forza.

Nerina Noro

Nerina Noro

Nerina Noro
Questa è solo una parte di quello che fino al 28 novembre potrete vedere e vi lascio con un’avvertenza per la visione della mostra: avere calma, i pezzi sono molti e visto che non sappiamo esattamente quando le rivedremo tutte assieme, sarebbe giusto dedicargli un po’ di tempo.
Pomeriggio alle ore 17 presso lo Spazio D, il Prof. Menato terrà un incontro per farvi entrare nel mondo artistico vicentino.

 

Nerina Noro e le altre donne

Pomeriggio all’insegna dell’arte al femminile! Francesca De Munari, in occasione della mostra su Nerina Noro in programma fino al 31 maggio, ha proposto questo pomeriggio un appuntamento per conoscere una figura di donna di artista e di intellettuale che è stata un po’ lasciata da parte in questi lunghi anni. A introdurci nel mondo di Nerina Noro, la Prof.ssa Giovanna Grossato.

L’appuntamento ufficiale è per le 18.45, sempre in anticipo ne approfitto per vedere la mostra che è corre parallela a quella su Nerina e all’attività antiquaria, ambientata nella nuova sala eventi e inaugurata sabato scorso! Anche qui l’arte parla donna con delle artiste che ci propongono le rispettive produzioni, di pittura, di ceramica e grafica!

Maria Berica Buzzacarini con i dipinti ariosi e dalla pennellata vibrante e corposa, ci trasporta in montagna, in cui le cime si confondono con le nuvole cariche di neve, e la rifrazione del sole vene il bianco abbagliante di un intonazione ametista, colore e quindi pietra che l’artista ama…la capisco è anche la mia pietra preferita!!!! La stessa rifrazione della luce è esposta sulla tela attraverso l’effetto che ad occhio nudo non notavo… Ad affiancarla le sculture di Maria Cristina Barbon che da donne riprende la vita di donne e di bambine…sia nel piccolo formato dove le sue donnine giocano con un parallelepipedo rettangolo (ah che precisione e dire che tutta sta roba non l’ho mai capita!), il colore della terra presenta lievi tracce estranee ….mentre al soppalco creato altre statue giocano su proverbi che da verbali si concretizzano nelle varie pose delle donne con caschetto…irrinunciabile! Al piano superiore troviamo lavori ad acquerello sempre di Maria Berica Buzzacarini sempre a soggetto naturalistico! La terza protagonista, anche nel post che ho scritto in occasione dell’inaugurazione, è stata una sorta di mistero e scoperta, una donna amica e compagna di studio di Maria Berica, insieme studiano all’estero e poi a Venezia, ma per Luisa Rossi la pittura e la grafica in particolare sono stati probabilmente un mondo tutto suo! Quello che presenta sono grafiche che rappresentano animali domestici e selvaggi, insetti e strani pesci, praticamente lische fluttuanti nel mare ma vivissime! L’attenzione al dettaglio è mitigata da uno sguardo più dolce, probabilmente non si semplice studio, più umano insomma!

Quindi si passa infine alla scoperta di Nerina Noro, dal 1930 al 1980, Giovanna Grossato decide di farcela scoprire attraverso le mostre che l’hanno vista protagonista postuma! Questa volta ho fatto la brava non ho studiato a fondo la vita della pittrice (e non solo).

Nata nel 1908 a San Gallo in Svizzera, suo padre era originario di Arzignano e dipingeva affreschi per le chiese, quindi Nerina ha compiuto un passo quasi obbligato, un fatto naturale! Anche se con lo stile del padre non aveva e non voleva averci molto a che fare, considerandolo troppo decorativo. Come succedeva agli artisti di quel periodo una volta entrata a Venezia in Accademia, la giovane artista ha modo di scoprire e sperimentare varie tecniche, anni in cui era ancora il mestiere a essere importante! Incisore, poetessa in italiano e dialetto, affrescava anche lei (dimostrando pertanto non una completa lontananza dalla via tracciata dal padre!).

A Venezia è guidata da Guidi e da Saetti e si avvicina al mondo di valori e di suggestioni che il momento offriva e come poi i suoi quadri tradiscono: Valori Plastici, la Scuola Romana, Realismo Magico, sono alcune delle esperienze che vive e riproduce, successivamente i pittori tonali. Con la provinciale Vicenza i rapporti saranno strani, e la sua personalità colta in maniera differente da tutti, collezionata tra gli altri da Neri Pozza, che poi donerà alcuni suoi quadri al Museo Civico. Tra gli elementi ricorrenti nella sua pittura e nella grafica abbiamo la maschera, il ventaglio in cappello maschile e gli insetti che favorivano anche un lato simbolista della sua pittura. Una menzione anche alla Nerina poetessa, il suo esordio poetico risale al 1955 e a notarla è anche Pasolini, nel 1994 per Neri Pozza  esce con un volumetto curato da Faggin e intitolato Polvere de ala, mentre la sua prima raccolta di intitola Di notte gli alberi piangono.

Dal lato personale la sua vita è travagliata e si sposa con il pittore Arturo Cussigh che già negli anni dell’Accademia si mostra un pochino impietoso con Nerina, con lui ebbe 2 figli. La sua passione per gli insetti la trasmise ad uno di loro Francesco, che diventò entomologo e scoprì addirittura il coleottero vicentinus.

A Nerina Noro sono state dedicate due mostre dopo la sua scomparsa nell’agosto del 2002, nel 2004 nel Salone degli Zavetteri e nel 2007 a Sarego entrambe per cura di Giuliano Menato. Per fortuna da De Munari trovate un’ampia collezione dai dipinti alle grafiche, dipinti onirici che risalgono agli anni ’50 e anche il suo ritratto realizzato dal marito e la produzione del padre Francesco.

La prossima volta,che si parli di Nerina o meno, spero che a parlarcene sarà la stessa Francesca De Munari, che vive il suo spirito e la sua visione dell’arte ogni giorno e parla con una passione che nessuno può toglierle! Vi lascio con qualche immagine… e chi lo sa qualche investimento nell’arte….?