Un antico pappagallo

Presso il Museo Diocesano di Vicenza martedì 16 dicembre si inaugura la mostra Il piviale dei pappagalli, dal trono all’altare.
La mostra è promossa e realizzata in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e con il sostegno della Fondazione Giuseppe Roi.

Il tessuto di provenienza siciliana fu realizzato nel XIII secolo ed è giunto secondo la tradizione da Luigi IX di Francia al Vescovo Bartolomeo da Breganze.
Sarà inoltre l’occasione per conoscere la manifattura del periodo del piviale, che raramente abbiamo modo di vedere in un museo. Inoltre il percorso comprende manoscritti e testi antichi che servono per ripercorrere le vicende del vescovo, ancora testimonianze pittoriche e incisioni che ricordano le persistenze del tema del pappagallo nella cultura figurativa cristiana.
In programma dal 17 dicembre 2014 al 12 aprile 2015.

Inaugurazione oggi (martedì) alle ore 17.30 ma è necessario confermare all’indirizzo mail segreteria@fondazioneroi.it con Maris a Elisa Avagnina e Fernando a Rigon.

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Una vita dedicata all’arte

Il Museo Diocesano di Vicenza, apre domani Sabato 18 ottobre 2014 un’importante retrospettiva dedicata al grande pittore Bepi Modolo, dal titolo La pittura di Bepi Modolo. Una vita dedicata all’arte. Artista d’origine trevigiana dopo la formazione presso la Scuola d’arte e mestieri di Conegliano diventa allievo di Riccardo Granzotto (Fra Claudio), che lo avvicina all’arte sacra.

Attraverso il contatto diretto con maestri come Ubaldo Oppi, entrerà in quella che sarà una vivace stagione alla riscoperta dell’afresco, per poi dedicarsi alle vetrate artistiche che gli verranno commissionate in tutto il mondo. In mostra a Vicenza oltre 70 opere.

Del resto l’artista è il padre di una vera e propria dinastia di artisti, con i tre figli e anche il nipote.

Una mostra da vedere!

Inaugurazione sabato 18 ottobre ore 17 presso il Palazzo delle Opere Sociali (piazza Duomo), in cui è allestita la mostra.

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Ritmi sinuosi tra reperti e giardini

L’estate metereologica non sembra voler arrivare stabilmente, ma nulla ci distoglie e ci impedisce di ricercare la bellezza nei luoghi della città.

Ieri sera si è svolto il terzo appuntamento con Vicenza salotto urbano,  eventi organizzato da Theama Teatro, in collaborazione con il Comune di Vicenza, che ci fa vivere musei in maniera inconsueta, scoprire giardini che sono praticamente sempre chiusi da pesanti portoni!

L’appuntamento è alle 21 al Museo Diocesano in Piazza Duomo, molta gente, me compresa siamo arrivati presto, già alle ore 20.30 e come nella buona tradizione italiana, non siamo minimamente capaci di metterci in coda! Comincio pertanto a farmi domande sullo svolgimento ma soprattutto su cosa la gente sarà disposta a fare pur di vedere.

Si aprono i portoni e la fiumana di gente di distribuisce, ma attenzione dove mettete i piedi! Davanti a noi infatti una delle Coltri Stanche, Tiziana Bolfe, parte con il suo rito, come una sacerdotessa ci conduce all’interno del museo che custodisce con altre due compagne, interpretate da Lucy Briaschi e Vallina Meneghini.
Partenza dall’uovo che campeggia all’ingresso del museo ed è come se il grande oggetto di marmo, quasi rappresentante dell’oracolo di Delfi, segni l’inizio e la fine della scoperta del museo attraverso gli occhi e le movenze di tre statue neoclassiche che stufe della loro condizione d’immobilità si riappropriano del loro corpo. I reperti, altomedievali e longobardi che si trovano durante il percorso, rivivono! Nel seguire il corteo, quasi tragico, composto dalle donne, l’ansia di perdersi un solo prezioso attimo, rischiando così di inciampare o peggio di strappare il lungo peplo delle “statue”.

Tra i momenti più intensi del persorso, quello che ha visto riunite le tre donne presso la vasca di origine romana e utilizzata per un lungo periodo come fontana pubblica, utilizzata per giocare con un’acqua fantasma, simulando giochi d’acqua rifrenscanti ma anche simbolici. Nel momento in cui si arriva alle sculture colossali, un tempo collocate in cima alla facciata del Duomo, il caos, ed ognuno di noi deve scegliere chi seguire. Ognuna di loro era in un posto diverso, con la consueguente curiosità da parte di tutti di vedere cosa facevano le altre….ma è il momento di ritornare verso l’uscita, ritorniamo all’uovo, sulla cui sommità di uniscono le tre grazie, pronte a chiedere qualcosa, all’oracolo che protegge quel luogo.

Usciti dal museo, scopriamo un altro posto, il brolo e il chiostro che chiuso generalmente dalla vista e dal diletto finalmente si apre al pubblico…qui ci aspetta primo un momento di letture, sul tema della bellezza con Carlo Properzi Curti e poi sotto la Loggia Zeno, un’elegante costruzione della fine del Quattrocento, i suoni di Giuseppe Dal Bianco. Musicista e compositore, il suo ricco armamentario musicale, comprendeva una collezione ampia di strumenti a fiato proveniente per lo più da luoghi esotici, pochi e piccolissimi strumenti a corda…prima restia ad un ritmo così lontano, poi mi sono avvicinata lentamente e aspettanto, da un momento all’altro, un serpente sibilante uscire da un cesto. Con amore e silenzio zen il musicista lasciava parlare la musica e ogni volta che si apprestava a suonare uno strumento, la perfezione del momento costituiva un vero e proprio rito. Prendendo anche lo strumento più massiccio con la delicatezza che ognuno di noi useremmo con l’oggetto più prezioso che abbiamo!

La fredda notte, e siamo a luglio, comincia a farsi sentire ma coperti dalla sensazione della bellezza, che si manifesta in molteplici arti, ritorno a casa soddisfatta! Appuntamento a lunedì prossimo con l’ultimo salotto urbano per un’estate strana!

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Invasioni per tutti i formati

Circa un anno fa partecipavo alla Prima edizione delle Invasioni Digitali, quindi mi stupisco già parlare della seconda edizione, ampliata rispetto alla prima!

Il successo della passata edizione ha infatti convinto molti altri direttori e responsabili museali ad aprire le loro sedi ad un popolo pronto ad invadere con le diavolerie tecnologiche di varia natura, ma anche armati di zaini, passeggini etc…tutto quello che può servire per un’invasione con i fiocchi.

Vicenza si prepari! Tre giorni di invasioni: giovedì 1 maggio, venerdì 2 maggio e sabato 3 maggio!

PRIMA INVASIONE – GIOVEDÌ 1 MAGGIO

La prima giornata è interamente dedicata alla famiglia con le invasioni di Palazzo Leoni Montanari e del Museo Diocesano, ma vediamo nel dettaglio…

La mattinata si passerà nel palazzo barocco di Santa Corona, Palazzo Leoni Montanari con due invasioni alle 10.30 e alle 14, qui i bambini potranno seguire un percorso narrativo ispirato alla storia della sede museale dal titolo I muri raccontano. Immagini e figure di un luogo gremito di antiche storie, reali e immaginarie, massimo 30 persone per gruppo; mentre gli adulti scopriranno e faranno un ripasso di storia contemporanea con la mostra fotografica Magnum Contact Sheets, in una visita guidata a loro dedicata!

Nel pomeriggio dello stesso giorno, il popolo invasore si sposta al Museo Diocesano per altri appuntamenti dedicata a tutta la famiglia. Alle ore 15 e alle ore 16.30 con Il pappagallo di Antonello, un viaggio attraverso l’arte sacra custodita all’interno del museo (massimo 40 persone per gruppo).

SECONDA INVASIONE – VENERDÌ 2 MAGGIO

I musei che saranno invasi nella giornata di venerdì 2 maggio saranno la Pinacoteca Civica di Palazzo Chiericati e il Palladio Museum…

A Palazzo Chiericati appuntamento alle ore 10.30 e alle 15, sia con la mostra d’arte contemporanea ospitata nei piani interrati del palazzo palladiano, La pittura è cosa mortale del pittore Nicola Samorì e naturalmente visita gratuita con guida e visita alle collezioni permanenti della Pinacoteca appena rinnovata. Massimo 30 persone per gruppo.

Alle ore 12 e alle 16.30 invece al Palladio Museum con l’iniziativa 300 metri di Palladio Street: Invadiamoli. L’anno scorso è stato proprio tra i musei che hanno aperto le porte all’invasore! Il programma proposto prevede un itinerario guidato in esterno, attraverso il quale si scopriranno cinque edifici tra pubblici e privati realizzati dall’architetto che ha reso famosa la città nel mondo!

TERZA INVASIONE – SABATO 3 MAGGIO

Con sabato 3 maggio si conclude la seconda edizione delle Invasioni targate Vicenza, presso la Chiesa di Santa Corona, la doppia invasione è prevista per le 10.30 e le 15. All’interno della chiesa verrà organizzata la caccia al tesoro 2.0 per un pubblico di tutte le età, con una guida reale e digitale a caccia di tesori, con accesso anche in zone normalmente non visibile al pubblico. A queste invasioni possono partecipare un massimo di 40 persone per gruppo.

Ma come partecipare? Attraverso il sito www.eventbrite.it, se conoscete l’iniziativa dovreste sapere già lo spirito…scattate fotografie con smartphone e tablet e diffondete la cultura, liberandola attraverso i social network, è necessario usare hashtag come quelli ufficiali #invasionidigitali oppure #liberiamolacultura ma anche attraverso l’hashtag personalizzato #invadiamovicenza

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