La storia aggrappata alla fibra

Arrivata al fotofinish, ma per fortuna ce l’ho fatta! A fare cosa? A vedere la mostra di Pino Guzzonato a Palazzo Cordellina. Una storia fatta di carta, tanto lavoro e di moltissime storie. Entrando nelle sale in cui era allestita la mostra ho pensato a moltissime cose, prima fra tutte se non ci fosse stata la carta, chi avrebbe raccolto le testimonianze di tutto quello che in questo strano, scomodo ma unico  mondo succede? Magari anche solo le annotazioni personali senza un vero interesse storico ma che a qualcuno ha però comunque cambiato la vita.

Come si farebbe ad accarezzare le parole di qualcuno, a riempirsi gli occhi di una frase che ha cambiato la vita?

Ma il lavoro che ha realizzato Guzzonato è molto altro, da cultore della materia ha accarezzato pagine delle epoche più disparate e ha permesso attraverso la sua selezione di riportare fuori dagli scaffali, che custodiscono scrupolosamente sapere ed esperienze di vite fuori dal comune. Ma ecco che se per me l’assaporare la carta è già vederla nella forma di taccuino, diario o quaderno per un artista come Guzzonato, significa crearla! Assaporando la grammatura, scegliendone la dimensione, il colore. Carta che come tessuto viene creato dal telaio, viene scelta la trama la fibra e sui cui poi vengono annotati quei frammenti che più ci hanno colpito.

Ma in un mondo in cui la scrittura non è unicamente destinata alla carta ma è applicabile anche ad altri materiali? Ecco che anche l’artista si adegua e se in una sala troviamo tutta la sua carta colorata, nell’altra troviamo il plexiglass scritto con il laser, ma il significato è uguale, incise e incancellabili troviamo date fondamentali, per la nostra vita e per l’umanità. Il mio occhio è andato direttamente a quello che ora non sarebbe stato possibile. Il 1997, quando in America nasce il primo blog, come diario digitale. Una data che è stata a dir poco fondamentale!

Nell’arte di Pino Guzzonato, come si è visto in particolare in mostre che permettevo istallazioni di grande formato, si accostano materiali che sono diversi tra di loro, come una sorta di sfida tra la carta e la pietra, riproducendo su quello che è apparentemente un materiale fragile quello che sulla pietra di inciso anche con il sudore. Oppure la bella porta che trasmette la superficie del legno consunto. Se l’arte è illusione Guzzonato è un’illusionista catturando lo spettatore tra le fibre della carta che le sue mani fabbricano.

Esco con un unico rimpianto, quello di non aver saputo raccogliere le parole e di non riuscire a comprendere la scrittura di colui il quale mi ha lasciato le nostre storie da parte, ma forse il tempo mi darà la capacità di comprenderle.

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Voglio prendermi un bidone!

Generalmente stiamo molto attenti a prenderci delle fregature! Ma altre volte siamo consapevoli e determinati a prendere un bel BIDONE!

Così, se volete trovare quello che fa al caso vostro, dovete andare da Spazio Nadir, che sabato 6 dicembre ci invita a vedere come anche un oggetto di nessun valore artistico possa diventare qualcosa di nuovo e di stimolante e assolutamente inconsueto.

Come l’anno scorso, da scatole di confezioni per merendine si sono creati veri e propri diorama e tutto quello che la fantasia ha escogitato. Ancora più di 30 artisti sono stati chiamati a reinterpretare i famosi bidoni di Nadir, che nelle occasioni di teatro sono usate come sedute.

Ma a Natale siamo tutti più buoni ed è giusto che il ricavato dalla vendita vada alla Cooperativa La Vigna di Longare, la quale gestisce una casa famiglia con una decina di bambini ospiti.

Per arricchire il clima di festa, sono sempre graditi dolci e bevande!

Forza prendetevi l’unico BIDONE bello di tutta la vostra vita! Appuntamento sabato 6 dicembre ore 18.30.

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Gli artisti coinvolti nel progetto sono: Davide Ceccon, Fabiano Verza, Elia Nascimben, Oreste Olimini, Carlo Sandri, Michela Mika Fusato, Francesca Zambon, Nicola Rubin, Sofia Terzo, Stefano Zattera, Francesca Vignaga, Marina Menti, Greta Bastelli, Antonillo Bastelli, David Riganelli, Igi Meggiorin, Denis Corà, il Duca, Teo Faust, Marylin Soldino, Lidia, Silvia Lazzarin, Osvaldo Casanova, Margherita Olivieri, Valentina Rosset, Daniele Dal Maso, Simone Garbin, Giuliano Piccinino.

 

Wall, division and demolition in: Berlin 1989-2014

Dopo le iniziative in corso questo sabato e con un protagonista come Attilio Pavin, domenica 9 novembre presso la Galleria Celeste in Contrà XX settembre 56, si inaugura la mostra dal titolo Walls, division and demolition: Berlin 1989 – 2014.

La mostra in programma fino al 21 dicembre che vedrà protagonisti i seguenti artisti: Paolo Apolloni, Renato Apolloni, Luca C. Matteazzi, Antonio Bevilacqua, Aurelio Fort, Pino Bassetto, Domenico Scolaro, LuieLeo ovvero il suo formato da Luigi Sequenza e Leonardo Capitanio, Antonio Centomo, Claudio Dal Prà, Gianluca Vecchi, Daniele Bianchi, Franco Tonello, Roberto Fontanella, Claudio Dal Pozzolo con Paolo Moretto, Alfreda Chalvien, Claudio Brunello, Carlo Tisato, Elena Ester e Accardo, Emiliano Movio, Elena Livia Pogutz, Caterina Romano e Alberto Pivo.

Inaugurazione per domenica 9 novembre alle ore 17.

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