Diventare umani

Piccole riflessioni su una stagione teatrale conclusa lo scorso aprile al Teatro Astra che ho seguito con gioia e interesse! Prima dell’inizio della nuova in cui scopriremo le nuovi voci e il nuovo tema di quest’anno, un piccolo ripasso!

Ricordo che al centro della stagione teatrale appena conclusa 2013 – 2014 è l’uomo al centro della ricerca delle compagnie, come del resto ci ricordano Nina Zanotelli e Sergio Meggiolan de La Piccionaia – I Carrara. L’uomo è carnefice, vincitore, perdente, santo e diavolo. Sicuramente un uomo complesso e probabilmente spesso solo. 11 spettacoli tra quelli in stagione e quelli fuori stagione, 1 perso (da me), 1 annullato e sostituito, una rinviato. Il bello del teatro del resto! Una serie di appuntamento con l’umanità tra incoerenze e bellezze alla ricerca, nel corso di tutta una vita di diventare almeno la metà di quello che vorremmo essere! Dura prova, il compito più difficile da compiere il tutto per il fine della felicità.

Cominciamo la stagione con Saverio La Ruina e la sua Dissonorata – delitto d’onore in Calabria, in cui l’attore racconta la storia di una donna semplice e innamorata, che con la stessa semplicità si innamora, ma la sua buona fede non è ben riposta! Viene tradita dall’uomo su cui aveva riposto tutto, lasciata con una creatura, ma non è sposata non ha il diritto neppure di esistere figuriamo di guardare in faccia la gente. L’appuntamento è stato inserito nel calendario per le celebrazioni contro la violenza sulle donne.

Il secondo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena il 30 novembre, ma viene dapprima spostato a data da destinarsi e poi sostituito da un altro spettacolo…

Discorso giallo.. perso, una data molto importante per me!

E così siamo arrivati al nuovo anno, il 18 gennaio il primo appuntamento fuori stagione con Onorata Società – Il Vajont dopo il Vajont, uno spettacolo che rende noti tutti i fatti che hanno preceduto e seguito una tragedia annunciata, che ha spezzato la vita a tantissime persone. Patricia Zanco, attraverso prove, relazioni stilate da esperti, ha fatto riaprire una ferita che per questo territorio non è ancora rimarginata.

La stagione con motus – Nella tempesta. La compagnia ci parla dei molti mali che affliggono la nostra società, utilizzando come base il testo omonimo di Shakespeare! Le tempeste sono spesso dentro di noi, una società alla costante ricerca di un posto sicuro. La voglia della compagnia di esplorare le tempeste personali della gente che hanno incontrato in un viaggio tra le mille difficoltà. L’appuntamento si è arricchito grazie alla donazione da parte del pubblico presente in sala di coperte, spesso l’unico rifugio per molte persone. Tra i ricordi più vivi quello del palco sotto i piedi, sensazione nuova e inebriante che ha scoperto le mie debolezze.

L’appuntamento successivo è quello con Antonio Rezza e il Fratto X. Non nascondo adesso come nemmeno all’epoca la difficoltà che ho avuto durante lo spettacolo. Trovarmi nella situazione di non riuscire a ridere quando tutto attorno il pubblico ride fino alle lacrime. L’uomo anzi l’umanità è presentato cattivo e prevaricatrice. Ma quello che indubbiamente ricordo con stupore, e non le parti basse e all’aria del protagonista, ma l’ingegnosità tecnica di una scenografia e attrezzatura che nel teatro contemporaneo deve adattarsi a qualsiasi esigenza e funzione.

Il secondo spettacolo fuori stagione ci fa inabissare insieme a Naturalis Labor con Naveneva che con molta poesia e altrettanti riferimenti alle opere letterarie che hanno causato incubi e sogni ai più piccoli, ma con un’eredità custodita fino a grandi! Tra scenari a pelo d’acqua, sulle banchine in cui si affaccendano marinai bonari e improvvisati, un mondo marino fatto come in ogni mondo che si rispetti di creature cattive e buone. Ma comunque il sapore di favola mi irretisce e il ritornello con la stessa dolcezza…

Nà veniva e vedeva a levante sul viso diviso vibrante di gocce lavato il vestito: Leva la leva. Vela di lino. Luna di lana

… e Chiara Guglielmi e Paolo Ottoboni ideatori più di un viaggio che di uno spettacolo.

I successivi artisti che ho incontrato sempre sul palco del Teatro Astra, sono i Fratelli Dalla Via che presentano un dramma del Nordest in Mio figlio era come un padre per me! L’agiatezza e la posizione sociale raggiunta dai genitori, non è necessariamente l’eredità che i figli vogliono. genitori distratti, fieri del proprio lavoro onesto o almeno si spera, per poi trascurare i figli. Allora è normale che questi decidano di punirli, tentando attraverso vite dissolute, diete estreme e sbagliatissime di farli soffrire. Ma dovremmo saperlo che il male e il male di vivere,  si annida in quelle persone che conducono una vita regolare ma piena di affanni! I genitori battono sul tempo i figli! Un padre suicida per un’azienda che porta a caratteri cubitali il suo nome ed una madre vittima del tempo che fa sfiorire la sua bellezza. Da ex reginetta non è ammissibile. Lo spettacolo proposto in prima regionale, ha ricevuto il premio come spettacolo vincitore al Premio Scenario 2013. Una piacevole sorpresa vedere un fratello e sorella collaborare nel teatro, dei talenti del teatro veneto ma no! Sarebbe riduttivo quindi… talenti del teatro nazionale, che mettono in evidenza i limiti di un territorio che per molto tempo ha creduto di poter essere autonomo.

Passa quasi un mese quando assistiamo al nuovo spettacolo! Ritorna a calcare il palco Tindaro Granata che dopo Antropolaroid ci parla di un orrendo delitto. Se vivo in un palazzo i cui affreschi ammoniscono  che l’invidia porta solo guai. Il peccato capitale è al centro di Invidiatemi come io ho inviadiato voi. Il testo si basa su un fatto di cronaca realmente accaduto, che anche all’epoca della rappresentazione teatrale ricordav0 molto bene. Un dramma dell’ignoranza e dell’infelicità in cui il tipico triangolo amoroso, invece che culminare in una separazione ha dovuto sfociare nella violenza! E su una bambina di tenera età! L’insoddisfazione è parte integrante della natura umana e la madre che ha lasciato che si commettesse tutto questo era indubbiamente una donne forse non preparata a questo compito. Spero non cieca di fronte a lividi e altri segnali che svelavano una violenza assurda! Il padre e marito, la cui colpa più grande è quella di essere pazzo d’amore per una donna al punto da accettare un tradimento palese. Mentre colui che si è macchiato di un gesto, che lo rende un mostro a tutti gli effetti. Sbruffone! Faccia da schiaffi ed altri termini che vi risparmio! Equilibri e nefandezze di gente povera e semplice, che con altrettrettanta semplicità ha condannato a morte l’unico barlume e speranza per il futuro! Una bimba! Tindato è stato affiancato da attori di uno straordinario talento che hanno saputo prendere il carattere ed esprimere la tragicità dei diversi caratteri.

Sempre nel mese di marzo, conosciamo Mario Perrotta che porta in scena il ritratto di Antonio Ligabue. Lo spettacolo dal titolo Un Bès ci parla della parola esistenziale di un uomo che era quasi un apolide! Madre italiana, nato in Svizzera e a seguito di numerosi abbandoni, anche da parte della sua nazione natia, è finito per vivere nella città originaria del suo presunto padre! Ma se uno si sente già estraneo se vive  e cresce nello stesso posto in cui è nato, come ha vissuto in un posto con un’altra lingua e altre abitudini? In un paesino dell’Emilia in cui il genio, almeno creativo di Ligabue è stato riconosciuto tardi e dove è costretto a vivere. Gli alberi sono i suoi muri e il cielo il suo tetto e dipinge grazie all’unico in paese che ha capito che dalla sregolatezza può uscire un genio! Mario Perrotta ha fatto un lavoro incredibile, del resto il testo presentato quella sera è solo la prima parte di un progetto più ampio che qualche mese fa (maggio) ha visto portare in scena il secondo capitolo. Lo spettacolo si è arricchito, oltre dalla presenza scenica dell’attore, anche del disegno con veloci ma efficaci schizzi a mano libera che hanno evidenziato i punti salienti della vicenda di un uomo che in fondo non voleva altro che un bacio!

Ad aprile tocca alla sceneggiata! Anzi più esattamente alla canzone neomelodica! La compagnia nO (DANCE FIRST. THINK LATER) presenta Treno fermo a – katzelmacher. Ambientato in una provincia del sud, in cui i dialetti del sud si mescolano per farlo apparire ancora più dilatato, i giovani vivono, come tanti Palamati! Nel precedente post sull’argomento appunto li ricordavo così, ragazzi nullafacenti che ciondolano da una sedia all’altra, magiando un gelato o fumando una sigaretta, sognando il vero amore o la vera…insomma senza nessuna aspettativa! Il ritmo ripetitivo e noioso viene sconvolto dall’arrivo nel paesello di uno straniero che attirerà l’attenzione di tutti, uomini o donne è indifferente. Gli uomini ingelositi e le donne affascinate. Ma sicuramente oltre all’odio e alla prepotenza la sua presenza sarà la scusa per fare delle riflessioni sulla propria vita e scoprire anche dei lati che non erano stati considerati. Ma questa trasformazione, tra una canzone e l’altra, non è tanto duratura! Appena riescono a mandare via lo straniero che rischiava di sconvolgere la loro vita troppo rilassata e stravaccata, il ritmo appunto ritorna lo stesso in attesa del prossimo treno!

Venerdì 11 aprile il finale di stagione nel segno della passione pura! La compagnia Atir e Carmelo Rifici portano sulla scena la passione che dalla scrittura è trasposta nel teatro. Dall’opera di Federico Garcìa Lorca scopriamo la passionale figura di Yerma, sposata ad un uomo che prova ad amare disperatamente ma dal quale non riesce ad avere un figlio, mentre intorno a lei tutte sembrano in grado di procreare! Ma non è un difetto fisico, probabilmente è come se lei non amando veramente l’uomo che ha dovuto sposare non fosse in grado di dargli un erede. Un’assenza che diventa un’ossessione per una donna e per una famiglia! La storia attuale anche adesso per ciò che la maternità significa, per le donne che vorrebbero sentirsi libera di fare una scelta nel bene o nel male e che non sia il destino o la natura a farla!

Come avete visto una stagione ricca che ci ha messo a confronto con l’umanità nella sue contraddizioni, nei suoi pregi e nei moltissimi difetti. Difficile del resto capire quale sia la strada giusta da perseguire, se una scelta avrà determinate conseguenze. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, ricordandoci in tutte le occasioni di essere degli umani migliori! Il teatro per scegliere quale testo proporre non sceglie altro che alcuni aspetti della nostra vita e in particolare quello contemporaneo atttinge dal vissuto anche da quello più crudele per dirci che non è possibile dimenticare la varietà del nostro essere umani!

A presto con la nuova stagione!

Saverio La Ruina - Dissonorata
Saverio La Ruina – Dissonorata
Patricia Zanco - Onorata Società
Patricia Zanco – Onorata Società
Motus - Nella tempesta
Motus – Nella tempesta
Antonio Rezza - Fratto X
Antonio Rezza – Fratto X
Naturalis Labor - Naveneva
Naturalis Labor – Naveneva
Fratelli Dalla Via - Mio figlio era come un padre per me
Fratelli Dalla Via – Mio figlio era come un padre per me
Tindaro Granata - Invidiatemi come io ho invidiato voi
Tindaro Granata – Invidiatemi come io ho invidiato voi
Mario Perrotta - Un Bès
Mario Perrotta – Un Bès
no (dance first. think later) - Treno fermo a- Katzelmacher
no (dance first. think later) – Treno fermo a- Katzelmacher
Atir/Carmelo Rifici - Yerma
Atir/Carmelo Rifici – Yerma

Tintarella color latte

Nella famosa canzona Mina osannava la tintarelle di luna, che invece di abbronzare la pelle, la rendeva bianca e vellutata come il latte! Magra consolazione per colore che vorrebbero una pelle ambrata frutto di riposo e nuotatine in acqua! Ma è così e noi ancora costretti alla vita cittadina con giornate in ufficio protette dal sole, non ci resta che uscire la sera.

Presso il Giardino del Teatro Astra, possiamo quindi non solo abbronzarci alla luna ma assistere ad uno spettacolo vero e proprio.

Titino Carrara con Giorgia Antonelli – La Piccionaia Teatro Stabile di Innovazione presentano al pubblico quattro storie, luoghi che evocano bellezza con Il giardino del tempo. Un viaggio nella nostra terra con rabbia e sorrisi. I racconti sono liberamente ispirati da James Graham Ballard, Italo Calvino, un sogno di Arlecchino e una vecchia canzone del nonno di Hugo Pratt, dedicata a Venezia!

Ingresso con biglietto unico a 8 euro (con consumazione).

estate a vicenza

La basilica e le sue voci

A bassa voce, anzi solo in ascolto tra le attività dell’estate 2014. Silent Play a cura de La Piccionaia in cui scoprire attraverso gli attori e le voci guida, un posto con tante vite, la Basilica Palladiana.

In programma il 10 luglio e il 17 luglio entrambi di giovedì. Presso il Monumento Nazionale un percorso teatrale Silent Play nel doppio appuntamento delle 20 e delle 22. Con uno sguardo che a 360° che si poserà su tutta la città. Con le musiche di Michele Moi e le opere di Alberto Salvetti.

A causa dei posti limitati è necessaria la prenotazione contattando gli uffici del Teatro Astra a info@teatroastra.it oppure telefonando al 0444 323725.

Ricordo che l’ingresso sarà da Piazza delle erbe.

Un nuovo Silent Play, dedicato alle voci della basilica si terrà il 31 luglio sempre nel doppio orario delle 20 e delle 22.

estate a vicenza

Illuminiamoci senza consumare troppo

Dieci anni di M’illumino di meno, l’iniziativa di sensibilizzazione contro gli sprechi! Anche Vicenza aderisce all’iniziativa con un appuntamento che coinvolge l’intera cittadinanza!

Venerdì 14 febbraio non è soltanto San Valentino ma anche una festa più profonda! E vediamo come possiamo passarla da cittadini virtuosi.

Le iniziative si svolgeranno dalle 14 del pomeriggio e fino alle 18 passate, le prime quattro ore si svolgeranno presso il Palazzo delle Opere Sociali con un seminario di confronto intitolato Tra carcere e città a partire dalle problematiche dei detenuti con dipendenze – La città dentro la città fuori. Incontro organizzato dal Ser.T di Vicenza. Partecipazione gratuita per informazioni e prenotazioni sert.vicenza@ulsssvicenza.it oppure telefonate al 335 8014094 ecco la scaletta degli interventi:

  • Saluti dell’Amministrazione comunale;
  • Perché un documento del Ser.T sul carcere? Giuseppe Chemello, Responsabile U.O.;
  • Cos’hanno da dirsi oggi carcere e città? Pietro Buffa Provveditore Amministrazione penitenziaria del Triveneto;
  • Curare la dipendenza nel tempo della pena. Leopoldo Grosso Vicepresidente Gruppo Abele di Torino;
  • Siamo più sicuri se isoliamo i problemi. Vincenzo Balestra Direttore Ser.T Vicenza;
  • Essere volontari nella città dentro nella città fuori. Don Agostino Zenere Cappellano Casa Circondariale di Vicenza;
  • La città, la rete, la comunità. Isabella Sala, Assessore alla Comunità Comune di Vicenza;
  • Interverranno inoltre Stefano Tolio, Direttore Sanità penitenziara Ulss 6; Monica de Bortoli Associazione Culturale E-ducere e Saloua Ghirjbi dell’Unione immigrati.
  • Coordinerà Francesco d’Angella, Studio Ars Milano

Alle ore 18,15 nella piazza antistante il Palazzo delle Opere Sociali, partirà la fiaccolata (candele, pile con batterie ricaricabili, fiaccole e torce. Organizzazione de La Piccionaia I Carrara con Paola Rossi e Carlo Presotto e i musicisti Bruno Montorio e Bobo Righi e la partecipazione dei volontari dei Donatori di Voce. Il percorso autoilluminato con candele, fiaccole etc. condurrà fino alla Casa delle Suore Orsoline in Contrà San Francesco Vecchio attraverso le parole di brani di Pasolini e Alda Merini.

m'illumino di meno

Teatro alla vicentina: Ultima portata

Ultimo appuntamento con lo spettacolo che vede in scena le maggiori compagnie cittadine. Chiudono la rassegna gli ospiti, La Piccionaia – I Carrara.

Il 9 novembre alle ore 21 Noi Veneti.

di David Conati, con canzoni e musiche originali di David Conati, Giordano Bruno Tedeschi e Marco Pasetto, con David Conati (voce narrante e chitarra), Marco Pasetto (voce, chitarra, clarinetto, sax, ocarina ukulele) Giordano Bruno Tedeschi (voce, bombardino, fisarmonica, tromba pocket, basso e percussioni).

Lo spettacolo parte dal celebre detto sulle caratteristiche delle varie provincie venete! Ma questo costituisce solo il punto iniziale di una storia che si snoda per più di mille anni, tra un passato glorioso, per arrivare alla potenza delle attività produttive che ne hanno fatto una potenza economica. Ma come sono i veneti, cosa mangiano? Ma come tralasciare aneddoti e curiosità?! Uno spettacolo tra musica e narrazione alla scoperta di noi (voi) Veneti!

Ingresso con biglietto unico a 6 euro. Per gli abbonati ai quattro spettacoli ricordatevi di portare con voi il biglietto!

Chiamati in Borgo

Un’occasione per vivere un antico borgo di Vicenza! Ora deturpada dal tribumostro e dagli altri scempi commerciali e viari. Come già l’anno scorso l’ultimo week end di settembre e il primo pienamente autunnale sarà dedicato alla vita, ai suoi abitanti e alle attività che resistono, come le testimonianze storiche.

Due giornate il 28 e il 29 ricche di iniziative, vediamole nel dettaglio.

28 settembre:

Alle ore 16 due appuntamenti, in Via X Martiri, l’inaugurazione dell’area verde ristrutturata, mentre sul sagrato della Chiesa di Santa Caterina, inizia la visita guidata La via dei conventi, un’ora e mezza di percorso con la guida volontaria Chiara Bombardini,  a cura dell’Archivio di Stato di Vicenza.

Alle ore 21, in Via X Martiri l’istallazione multimediale e performance I martiri allora, la strada oggi! Per ricordare i fatti del ’44 Wohin, dove, ovvero la performance di teatro danza dedicata alla storia dei 10 martiri. Appuntamento allo spiazzo monumentale in Via X Martiri. Con la regia di Giorgio Bordin, performer Jolanda Bertozzo, interventi visivi di Leonardo. A cura di Arti della rappresentazione. Illuminazione offerta da L&L

29 settembre

La mattina di domenica comincia presto! Ore 9.30 pronti ad affrontare la salita delle scalette di Monte Berico, guidati da Agata Keran che vi accompagnerà fino al Santuario Mariano per visitare la mostra Ricordati di Monte Berico.

Dalle 15.30 Borgo Berga sarà chiuso al traffico,per la commemorazione civile e religiosa delle vittime della strada. Con la partecipazione di Ferdinando Laverda, Presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada e don Albino Bizzotto Beati.

Dalle 16 alle 19 Borgo Berga rimarrà chiuso al traffico veicolare con la mostra di autoproduzioni artistiche e con le seguenti iniziative:

  • Era la strada degli umiliati … esposizione del materiale della mostra curata dall’Archivio di Stato di Vicenza.
  • Le Sgrexende, musica popolare, canti di protesta politica, sociale, ballate epiche di origine trovadorica, canti di lavoro, struggenti serenate al chiaro di luna e sboccate provocatorie e crudeli, canzoni da osteria.
  • Leggere le scalette, con i donatori di voce. Un gioco letterario salendo le scalette di Monte Berico.
  • IKTOME, istallazione di Elland performed by Radici Aeree. Iktome è il ragno, tessendo idealmente la sua ragnatela nel cerchio. Con la collaborazione del pubblico che produrrà frequenze con i cristalli.
  • Oblio Aureo, performance artistica di Francesco Rugiero Sgorbia. Realizzazione di un mandala, raffigurante l’arco delle scalette di Monte Berico. Il pubblico verrà invitato a lasciare la propria impronta.
  • I Balzi del Mulo. Poesia in musica, incastro fra musica e poesia, si differenzia dal classico reading musico – letterario in quanto le musiche inedite e scritte dalla band non svolgono una semplice funzione di accompagnamento di versi.

Dalle 16 alle 17.30 invece la visita guidata a cura della guida volontaria Chiara Bombardini e del parroco don Gino Bassan, uno dei borghi antichi della città, sede del porto, dei magazzini del sale, di un’ospedale a dire una chiesa che custodisce preziosi tesori.

Visita guidata organizzata grazie all’Archivio di Stato e al Corpo Forestale dello Stato.

Alle ore 17.30 appuntamento all’Arco delle Scalette per il Silent Play, Geometrie Palladiane, un’opportunità per scoprire gustose curiosità su luoghi che magari conosciamo da sempre, clic per scoprire la mia esperienza.

Alle ore 18.30 da Spazio Nadir, Annamaria Ghirardello presenta la sua raccolta di poesie Il marketing degli animali. Le poesie contengono: logica, matematica ma anche di spensieratezza e levità.

Due grandi giornate per BORGO BERGA

L’ultima notte di tintarella

Tradizionalmente di venerdì, l’ultimo appuntamento con Tinterella di Luna. Non di venerdì ma di domenica in concomitanza con la festa religiosa della città, potrete anche “ammirare” la rua dall’alto, pensate che fortuna!

Musiche e letture unite in una serata estiva con musica antica e tradizionale. Quintana Ensemble del Mediterraneo con Ilaria Fantin al liuto, voce e percussioni e Katerina Ghennudi con l’arpa barocca, voce e percussioni.

Letture Sotto il Verone, basate su brani sussurrati da Rostand e Shakespeare.

Ingresso con biglietto unico a 10 euro compresa la consumazione.

Per la prenotazione, contattate i seguenti numeri:

Società del Quartetto 0444 543729

Ufficio del Teatro Astra 0444 323725.

La terrazza illuminata dalla luna

Nella cornice della terrazza della Basilica Palladiana, terza serata di tintarella di luna.

Venerdì 30 agosto alle ore 21.30 jazz per due con il Jazz Duo. Si esibiranno Mauro Baldassarre al sax contralto e Danilo Memoli al pianoforte.

Le letture si svolgeranno sul tema La città al lavoro, pensieri ad alta voce con Italo Calvino.

Biglietto unico a 10 euro più consumazione.

Prenotazione consigliata ai seguenti numeri:

Società del Quartetto al 0444 543729

Ufficio del Teatro Astra 0444 323725

Un bagno di luna in terrazza

Secondo appuntamento con Tintarella di Luna, musica e letture in terrazza, qualla panoramica della Basilica Palladiana!

Venerdì 23 agosto alle ore 21.30 con un programma musicale  dal titolo Piazzolla e dintorni, con la violinista Maria Vicentini e la fisarmonica di Thomas Sinigaglia. Il programma delle letture invece si intitola Oltre gli sguardi, un viaggio nel sentimento con Eric Emmanuel Schmitt.

Biglietto unico 10 euro con consumazione.

Prenotazione consigliata, potete chiamare i seguenti numeri:

La Società del Quartetto 0444 543729

Ufficio del Teatro Astra 0444 323725

Tra luglio e agosto: un’estate al centro

La settimana a cavallo tra luglio e agosto, 4 giorni di appuntamenti per scoprire l’arte e la musica della città e non solo.

Si comincia mercoledì 31 luglio, con il primo Silent Play della settimana, Le voci della Basilica, in tre orari alle 18, alle 20 e alle 22. Il costo di 4 euro con prenotazione obbligatoria all’ufficio del Teatro Astra al num 0444 323725 oppure passando direttamente in Stradella Barche 5.

Venerdì 2 agosto altri due appuntamenti, il Silent Play Le voci della Basilica, alle 18 alle 20 e alle 22, come per mercoledì prenotazione obbligatoria al numero che ho già riportato in alto. La sera terzo Openight a Palazzo Leoni Montanari, il programma prevede un Jazz Duo con Ettore Martin (sax tenore) e Michele Calgaro (chitarra). Alle ore 20 è prevista una visita guidata al palazzo e alle collezioni e alle 21 concerto. Il costo per entrambe le iniziative è di 10 euro, per i singoli eventi 5 euro. Consigliata la prenotazione al numero verde 800  578875.

Sabato 3 agosto, terzo Silent Play, che vede protagoniste Le geometrie palladiane alle ore 17 e alle ore 19,  con partenza dalle Scalette di Monte Berico. Il costo è di 4 euro e modalità di prenotazione sono le stesse.

La sera un nuovo Openight nel Giardino del Teatro Olimpico. Alle 21 il concerto  Jazz & Cinema – Thelorchestra, con l’orchestra Laboratorio della Scuola di Musica Theolonius di Vicenza. Sono previste due visite guidate alle 18.30 e alle 19.30. Per entrambi (visita + concerto) 10 euro, per i singoli eventi 5 euro. Per prenotazioni contattate la Società del Quartetto al num 0444 54379 o presso l’Ufficio in Vicolo Cieco Retrone, 24.

L’ultimo appuntamento della settimana è domenica 4 agosto, con l’ultimo Silent Play, Voci della Basilica alle ore 11, 18, 20 e 22. Il costo è di 4 euro e con prenotazione obbligaria ai numeri che trovate sopra dell’Ufficio del Teatro Astra