La ghisa è anche bianca?

Atto terzo della manifestazione Ghisa Art Fusion! Domenica 7 dicembre a Schio, presso lo Shed di Via Pasubio 99, l’ambiente già bianco della sede espositiva, si tingerà ancora di più di questo colore candido ed innocente!

La ghisa bianca è una particolare qualità di ghisa che contiene cementite, tra le sue qualità la resistenza all’abrasione, la resistenza all’usura. Insomma di alta qualità.

Per il bianco la fusione, cibo, arte e musica!

L’arte visuale con SCORRE con l’esposizione delle opere ed istallazione site specific di Patrizia Polese.

L’affiancherà la videoistallazione liquida di Andrea Santini.

Mentre la parte musicale con I madrigali del rimpianto con l’esucuzione del gruppo vocale Civis Ensemble.

ghisa

A 1200 gradi la ghisa diventa rossa

Domenica sera tutti alla Fabbrica Saccardo per il secondo appuntamento di Ghisa Art Fusion, organizzata dall’Associazione Culturale Metamorfosi Gallery con la collaborazione del Comune di Schio nell’ambito di That’s all folks!

Come molti sanno, specie per chi seguono di anno in anno la rassegna, lo scopo è quello di abitare con l’arte e con la cultura i luoghi industriali che sono stati dismessi dal loro uso originario, ospitando altre realtà. La ghisa si trova in tutti quei particolari architettonici oltre che strutturale anche decorativi. Il suo punto di fusione è 1200 gradi in cui diventa rossa come il fuoco. Ed è il rosso il colore che dominerà la serata, il secondo colore dopo il nero.

Anche in questa cornice sono tre gli elementi: l’arte visuale con l’esposizione delle opere “site specific” di Denis Riva il rosso è anche il colore del flamenco con la performance della compagnia di danza UNyDOS ma anche la musica emetterà le onde con un colore caldo con le interpretazioni sonore di David Caliaro.

Appuntamento a ingresso libero Domenica 26 ottobre alle ore 18.

Anche per questo nuovo appuntamento l’aperitivo SPIZZICHI sarà a cura di Anna Indri Raselli in collaborazione con La Mia Cantina, Villa Sceriman e Tenute Tomasella.

ghisa

Nero il colore della Ghisa

Nell’ambito delle iniziative scledensi Thant’s Alla Folk ecco una nuova rassegna curata da Metamorfosi Gallery con i tre appuntamenti di Ghisa Art Fusion.

Ancora la chiave di volta e lo spirito dell’intero progetto gira intorno agli edifici dell’archeologia industriale, riconvertiti per ospitare eventi culturali, ma non trascurando il suo primario uso!

Quest’anno un percorso a colori, il nero, il rosso e il bianco.

Il primo appuntamento è con il Nero, domenica 21 settembre alle ore 18 con il primo atto del tema affrontato dall’Associazione. Il commiato, che può essere diverso, almeno con tre possibili finali, ma che potrebbero anche essere interpretatoti come nuovi inizi.

In questo primo appuntamento le contaminazioni, anzi le fusioni prevedono questi elementi:

Si parte con un omaggio all’artista scledenze Giancarlo Scapin, istallazioni audio-video, site – specific, l’esposizione degli scritti, frasi anche brevi che fino alla fine l’artista propose a coloro che passavano davanti al suo atelier. A rafforzare questo i ritratti di Alessandro Settenvini e l’azione performativa di Adriano Marcolini con la violoncellista Anna Grendene.

Durante la rassegna un aperitivo SPIZZICHI a cura di Anna Indri Raselli.

Domenica 21 settembre ore 18 Lanificio Conte via XX Settembre, Schio.

ghisa

La mia materia è la ghisa #3

Siamo arrivati all’ultimo appuntamento con Ghisa Art Fusion che per l’occasione si trasferisce nello spazio Shed, sempre afferente all’ex Lanificio Conte.

Per l’ultimo appuntamento ancora il trio Metamorfosi Gallery ci ragalano una fusione di esperienze!

Le immagini Ritratto di signora attraverso gli scatti di Andrea Garzotto.

La parte performativa è a cura di Officina della danza.

Per la parte musicale la dj music impazza, con il djset Lady Gisa, che nel nome ricorda la materia e il titolo stesso della rassegna! Carino!

Appuntamento ore 18.00 allo shed per brindare insieme all’altra metà del cielo!

C’era una volta una fabbrica nella valle dell’orco

Primo appuntamento per la nuova edizione di Ghisa Art Fusion, che ci porta per questa prima tappa nel territorio scledense e nelle ex aree industriali, questa volta presso la Fabbrica Saccardo! Un posto da un fascino incredibile, che risponde pienamente al mio gusto un po’ gotico, favorita dalla prima giornata totalmente autunnale, stagione che ci regala colori caldi e avvolgenti., ma anche secchiate d’acqua!

Tralasciando il fatto che una volta parcheggiato non riuscivo (ma non solo io e la mia dolce metà) a trovare l’ingresso, una volta entrati è tutto stupefacente! Il recupero è fatto a regola d’arte, ma con la capacità di non musealizzare un posto ricco di storia e ancora piena di macchinari che una volta venivano utilizzati quotidianamente, ma rendendolo un posto vivo e creativo, piene di energie che si rinnovano in un costante scambio di idee e progetti, con posti condivisi e la possibilità di creare il proprio angolo (per modo di dire) e pensare!

Davanti si apre la  grande sala centrale con il soffitto in legno, sostenuto da archi in ghisa, e sull’estremità il suono femminile del Daffodils Duo che rendono omaggio, alle donne della scena musicale ottocentesca,  si diffonde nella sala, la quale è  avvolta dalle note del violoncello, ma purtroppo per problemi audio non si è potuta apprezzare al meglio. Sapendo da fonti certe che la performance sarebbe cominciata alle 19.45, c’è stato tutto il tempo di conoscere meglio il posto, sbirciando qua e là! Alla scoperta delle terrazze affacciate sul Tretto e sulla Valle dell’Orco e che via via portano fino al Summano. Il nome evocativo di questo posto me lo dice Giacomo Guzzonato, figlio del famoso artista che proprio più in su, ha il suo rifugio, la sua casa a contatto con la natura e l’acqua, la carta…  vorrei saperne di più, Giacomo se sei in lettura aiutami a scoprire di più!!!! Poi ritorno dentro, per salutare tutte le padrone di casa che hanno avuto un successo strepitoso! Tanta gente!

All’interno del grandioso complesso si va a curiosare tra Atelier, con laboratori permanenti, Berlinda Guerriero, Fabio Guerra, Guerrono Ferrari, Barbara Gonzato e Piero Martinello! Solo per citare alcuni nomi!

Ma c’è anche un’altra artista protagonista della serata in corso, Giulia Pesarin, un’artista che espone in una serata per le donne e foto di donne, le quali si sentono imprigionate nel loro corpo, magari dagli abiti che indossano, magari dal mondo che li circonda! Come non capirle! Le foto mosse, rendono ancora più sfuggenti le movenze della protagonista, la quale nasconde il proprio viso e si ribella o almeno prova, attraverso la nudità, l’indossare un tutù, simbolo di eleganza eteree e perfetta. Nell’immaginario comune la ballerina riesce a rendere indolore e facile anche un momento doloroso come quello dell’indossare le scarpette e stare sulle punte, la protagonista delle foto indossa invece delle bellissime scarpe rosso fuoco, che nel colore esprime la voglia di dire… cosa non lo so, personalmente quando ho comprato le mie, le richelieu rosse stringate…un tripudio di spudoratezza, che naturalmente sono talmente importabili da essere oggetto dei miei sospiri, tanto so che rimarranno lì, quando li vorrò indossare so dove trovarle e sperando in una morbida caduta, sarà il segnale che qualcosa è cambiato. Per il momento mi tengo il blog e annoio voi!

Amici, persone e tanto fermento mi portano comunque a riflettere in che direzione stiamo, sto andando, ma per incrementare i miei pensieri e riflessioni mi affido al collettivo Jennifer rosa, loro sanno cosa dire. Dopo la presentazione a cura di Elena Piazza + 2, interrotta da problemi tecnici, puntualissima arriva il momento del collettivo che presentano al numeroso pubblico L’ora, se non sbaglio è la prima volta che la presentano, in un’ora si consuma una vita. La caratteristica del collettivo, e se li seguite lo sapete, è il fatto di essere guidati nell’azione, talvolta tale azione è solo vista dal pubblico, perchè suggerita al performer tramite cuffie. In quest’ora i performer sono chiamati dalla casualità, a compiere dei precisi movimenti, che spesso li costringono a interagire, in modo “violento” o in modo “morboso” nei confronti degli altri, ma i  miei occhi hanno visto soprattutto una sfida con se stessi, in un rapporto conflittuale tra casualità dei gesti e condizionamento degli stessi! Metafora per eccellenza della vita, come compiere una determinata azione, per il momento, è un gesto autonomo ma la serie di cose da fare è dettato da molteplici situazioni, la nostra vita è condizionata da abitudini, da doveri che ci sono imposti e doveri che la nostra mente ci impone, dall’ansia di fare bene e di fare in fretta (citando un personaggio che appunto è stato inflitto a me e altre sfortunate persone), da condizionamenti culturali e da regole, strutture e sovrastrutture sociali, siamo telecomandati attraverso una rete wireless.

Ci hanno dimostrato attraverso il loro sudore, la fatica nel dover accontentare un essere superiore di non poter essere spontanei. Un’ora di fatica anche per coloro che li seguiva. Un lavoro che ancora una volta ci pone di fronte a uno dei problemi della società odierna! Un’ora è difficile da seguire tutta, ed è stato difficile per molte persone, una sfida!

Ringrazio le tre coraggiose e perseveranti menti di Metamorfosi Gallery e il Comune di Schio, da un lato per non abbandonare il territorio, nonostante il periodo terribile, e dall’altro per dimostrare un’apertura al contemporaneo e una fiducia nei giovani creativi unico, attraverso un’apertura degna delle città metropolitane! VIcenza oh oh svegliati!!!!!

Vi ricordo il prossimo appuntamento il 27 ottobre...con me ci leggiamo il 26 naturalmente di seguito trovate le foto!

La mia materia è la ghisa

Settembre 2013! Ritorna l’appuntamento con l’arte all’interno degli edifici dell’archeologia industriale che Schio mantiene e valorizza.

I tre appuntamenti in programma, GHISA ART FUSION 2013, non comprenderanno soltanto l’arte contemporanea ma performance e art food! Il tema ispirato di questa edizione è quello che caratterizza il programma culturale di Schio, dal titolo L’altra metà del cielo, dedicata alla donna che lavorava all’interno di quelle fabbriche.

Il primo appuntamento è per Domenica 29 settembre alle ore 18, la location la Fabbrica Saccardo, la fabbrica di fine ‘800 costruita dall’industriale Giuseppe Sacardo, la prima sede in centro storico, fu poi spostata nella zona del Tretto in seguito a un incendio. La produzione comprendeva navette e tubetti di carta e successivamente la produzione di giocattoli di legno, ma fino alla Prima Guerra Mondiale, dopodichè fu ripresa la normale produzione. La particolarità dell’architettura della fabbrica consiste, oltre che nella copertura con gli shed, della presenza delle tipiche colonnine di ghisa e delle turbine idroelettriche.

A interagire con il luogo ci saranno i seguenti artisti:

La fotografa Giulia Pesarin con le sue Piccole cose umane, interessante al proposito quello che ho trovato sull’artista sul blog che vi linko, in cui potrete trovare un chiave per avvicinarvi alle opere della fotografa. Il progetto qui proposto, vede l’ideazione di Elisa Mucchi, Alessandro Passerini e della stessa Giulia Pesarin.

Il momento performativo è a cura del caro collettivo artistico Jennifer rosa, che presenta L’ora, in un’ora il trascorrere della vita, fatto di relazioni tra i singoli e di casualità delle azioni.

Le note, ovviamente di donna, sono affidate al Duo Daffodils, con un repertorio che rende omaggio alle protagoniste femminili della scena musicale tra Otto e Novecento. Con Rossella Vicentini al pianoforte e Valentina Zocca al violoncello.

Oltre che curare il nostro spirito, ci sarà il modo di viziare il nostro corpo con un po’ di buon cibo, con la Tenuta L’armonia.