Candida architettura in fotografia

A pochi mesi di distanza della mia prima visita presso la Fondazione Bisazza eccomi tornata in occasione dell’attesissima mostra di Immagini di Architettura di Candida Höfer, la fotografa tedesca che ha nel giro di poche settimane ha inaugurato ben due esposizioni, presso Palazzo Te di Mantova e presso la prestigiosa fondazione vicentina!

Il giorno dell’inaugurazione naturalmente tanta gente conosciuta, ma noi siamo venuti per l’arte! Trenta fotografie in formato gigante, tanto per capirci 200×250, con più una chicca! Un video girato dalla stessa fotografa nel 1975 ma è presto per parlarne.

Nel contenitore creato dall’architetto Carlo Dal Bianco, il bianco è per l’appunto il non colore che domina ma la parte dedicata alla fotografa tedesca è calda ed incornicia le fotografie! Prima di trovarmici davanti una certa curiosità e ritrosia nel sapere cosa si prova a stare di fronte a immagini così immense.
Io direi immersione e un certo senso di onnipotenza, come già spiegato nel post che ha presentato la mostra in arrivo, la fotografa tedesca per realizzare i suoi scatti ha una metodologia, come l’utilizzo della luce naturale o meglio della massima luce che il luogo possiede già..nel caso di un Teatro dell’Opera è difficile trovare la luce che filtra dalle finestre, completamente assente l’uomo… del resto la sua presenza arriva a deturpare i luoghi certe volte! I soggetti presentati in questa occasione sono biblioteche, musei, abbazie, archivi, gallerie, teatri fondazioni, sale da concerti. Posti che hanno uno scopo, in particolare quando sono animati da musica o da persone che consultano i volumi o quando ammirano i quadri che fanno sfoggio della loro bellezza! L’edificio nasce per l’uomo e per sopperire a questi bisogni, alcuni non certamente non primari, ma se non ci fossero arte e musica, se non ci fossero volumi da sfogliare, miniature e manoscritti da riscoprire la nostra vita sarebbe probabilmente composta solo da incombenze tristi!

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Già da un giorno d’inaugurazione, naturalmente affollato, ponendoci di fronte alle immagini ci sentiamo privilegiati, per lo meno io ho sempre desiderato di trovarmi in un luogo simile a quello che ho potuto vedere, senza la mediazione di altri, entrare in un luogo tutto per te! Ma noi abbiamo la mediazione di Candida Höfer che per i comuni mortali, certe volte nemmeno così comuni…, lo fa per noi! In prevalenza immagini che catturano interni, particolari delle architetture, da prospettive che ci danno a volte la sensazione di entrare in una casa di bambola. Non c’è un’assoluta simmetria come accade invece nel regista del momento, Wes Anderson, ma viene scelta una particolare visione che rispecchia un intento della fotografa stessa. Ma quali luoghi sono?

La Casa de Musica a Porto, noi dalle fotografie non vediamo il contenitore ma il contenuto e seppur si tratti di un edificio assolutamente contemporaneo il legame con le manifatture tipicamente portoghese è strettissimo. La tradizione delle azulejo, la facciata rivestita che si lega alla grande tradizione del mediterraneo e in particolare a quella araba. Esternamente l’edificio si presenta come un poliedro irregolare di cemento armato ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Una struttura che di pone in rottura rispetto all’elitarismo delle sale di musica.

Casa Musica Porto
Casa Musica Porto
 Candida Höfer Casa Musica Porto
Candida Höfer Casa Musica Porto

La Biblioteca della Sorbona di Parigi, una delle più antiche università europee che conserva un patrimonio impressionante di materiale libraio.

Candida Höfer Bibliothèque de la Sorbonne Paris I
Candida Höfer Bibliothèque de la Sorbonne Paris I

Il Neues Musem di Weimar, ovvero il Nuovo Museo di Arte Contemporanea e internazionale. Ma che nelle decorazioni si avvicina ad uno stile ancora pomposo e classico.

Candida Höfer - Neues Museum Weimar
Candida Höfer – Neues Museum Weimar

L’Opernhaus Köln, ossia il Teatro lirico di Colonia. Fondata, con la prima compagnia permanente fondata nel 1822. La costruzione attuale è una realizzazione di Wilhem Riphahn ed è stato inaugurato nel maggio del 1951 con una capienza di 1.300 persone. La struttura presenta i palchi scalzato tra loro e una caratteristica forma avvolgente che carpisce e diffonde il suono ma che gli dona una caratteristica struttura da giostra!

Candida - Höfer - Opernhaus Köln
Candida – Höfer – Opernhaus Köln

Il Palacio da Bolsa a Porto, simile nella concezione alla Banca Commerciale Italiana di Milano…. deformazione professionale scusate…è un edificio costruito nel XIX secolo voluto dall’Associazione Commerciale in stile neoclassico con influenze palladiane e ispirato ad un edificio presente in città. Il primo architetto che cura il progetto è Joaquim da Costa Lima Junior, ma sono succeduti moltissimi tra architetti e decoratori. Proprio quest’ultima è stata completata nel 1901.

Candida Höfer - Palacio da Bolsa no Porto
Candida Höfer – Palacio da Bolsa no Porto
Candida Höfer - Palacio da Bolsa no Porto
Candida Höfer – Palacio da Bolsa no Porto

La Fondacao Bienal de São Paulo è stata fondata dall’industriale italo brasiliano Ciccillo Matarazzo, industriale italo brasiliano, nel 1951. L’edificio è considerato il luogo espositivo più importante del Brasile e del Sud America ispirandosi alla Biennale Veneziana. Come notiamo dalle fotografie gli spazi sono collegati tra loro attraverso scali elicoidali, modulato da più piani composti da linee ondulate che ricordano la decorazione dei marciapiedi che infondono  movimento dal ritmo di samba.

Candida Höfer - Fundacao Bienal de Sao Paulo
Candida Höfer – Fundacao Bienal de Sao Paulo
Candida Höfer - Fundacao Bienal de Sao Paulo
Candida Höfer – Fundacao Bienal de Sao Paulo
Candida Höfer - Fundacao Bienal de Sao Paulo
Candida Höfer – Fundacao Bienal de Sao Paulo

Galleria Giò Marconi, lo spazio nasce nel 1990 su iniziativa appunto di Giò Marconi che aveva in precedenza creato lo studio Marconi 17. Uno spazio ma anche laboratorio sperimentale per giovani artisti. La nuova galleria è diretta da Giò e dal padre Giorgio. Anche questa galleria presta attenzione alle proposte delle nuove generazioni. La ripresa interessante è costituta non da architettura nel senso pieno del termine ma da uno schedario, che generalmente non ha assolutamente nulla di affascinante e tantomeno lo si desidera immortalare in una fotografia! Ma anche i plichi hanno una loro poesia e questi parallelepipedi ha anche un’armonia e una scansione!

Candida  Höfer - Galleria Gio Marconi
Candida Höfer – Galleria Gio Marconi

Goethe – Nationalmuseum di Weimar. Il museo è appunto dedicato a Goethe è stato fondato nell’agosto del 1885 grazie al lascito dell’autore. Il palazzo è composto da due anime, una dedicata all’abitazione che l’autore ha vissuto insieme alla moglie Christiane e poi il museo vero e proprio in cui è conservata la raccolta di curiosità, di scienze naturali, libri e disegni realizzati da Goethe stesso. Nel pieno stile del classicismo di Weimar. Quello che vediamo mi sembra per l’appunto una delle zone della vera e propria abitazione in cui predominano arredi puliti essenziali ma certo non comune e caratterizzati dal gusto! Da notare la sequenza delle sale, che ci fa intuire i vari vani che compongono l’abitazione.

 Candida Höfer - Goethe - Nationalmuseum Weimar
Candida Höfer – Goethe – Nationalmuseum Weimar

Con il Palais Garnier approdiamo a Parigi ed è parte dell’Opéra National de Paris e un monumento che rappresenta pienamente l’architettura eclettica della seconda metà del XIX secolo, la costruzione fu sponsorizzata da Napoleone III, che tra l’altro subì anche un attentato, il quale scelse il Barone Haussmann come supervisore dei lavori dell’architetto Charles Garnier. Il Palais fu inaugurato nel 1875 un puro teatro in stile Secondo Impero. Invece che dedicare l’attenzione alla platea o ai palchi, la fotografa si dedicata alla scena, in realtà alla finta tenda che chiude alla vista il palco! Un effetto non spiacevole, molto ricco con una profusione di drappi sovrapposti e trine e un’ulteriore corda che dovrebbe coordinare il tutto, anch’essa rigorosamente dipinta! Ma niente è lasciato al caso e anche l’ombra è rappresentata!

Candida Höfer - Palais Garnier
Candida Höfer – Palais Garnier

Teatro Alla Scala di Milano. Non perché si tratta di un edificio italiano, ma non si può negare l’importanza del teatro più famoso al mondo. Costruito in conformità con il decreto dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria dopo che nel 1776 andò a fuoco il teatro di corte. Il progetto per il teatro fu affidato al Piermarini e venne inaugurato nel 1778. Naturalmente le decorazioni si sono evolute in conseguenza delle mode e con un’adeguata tecnologia! Qui a differenza di quello che accade per Parigi, il punto d’interesse di Candida Höfer è la zona dei palchetti, la migliore  zona in assoluto e che esaudisce uno degli altri desideri dell’uomo, poter dominare tutto e tutti dall’alto!

Candida Höfer - Teatro La Scala di Milano
Candida Höfer – Teatro La Scala di Milano

Biblioteca de Palácio e convento de Mafra, la ricca biblioteca è contenuta all’interno del monastero della città portoghese di Mafra, tutto realizzato in puro stile barocco e costruito sotto il regno di Giovanni V (1689 – 1750) a seguito di un voto fatto dal sovrano. Oltre che l’intero complesso, di notevole valore la biblioteca che contiene 40.000 volumi rari, la più importante biblioteca monastica del Portogallo che non ha avuto certo una calma esistenza! Tra i libri manoscritti, spiccano i canti liturgici composti dai maggiori compositori portoghesi e molti incunaboli. La foto testimonia la grandezza della sala che è infatti lunghi 8 metri, anche se la fotografa ci restituisce una visione isolata e intima io non riesco a non riempirla di persone, perlopiù visualizzo monaci che camminano avanti e indietro, oppure nei corridoi superiori per consultare qualche libro.

Biblioteca do Palacio e Convento de Mafra,Portugal
Biblioteca do Palacio e Convento de Mafra,Portugal

La mia ricognizione di una parte della mostra ospitata dalla Fondazione Bisazza si conclude con l’Archivo General de Indias a Sevilla, un deposito situato nelle vicinanze dell’antico mercato, la Casa Lonja de Mecaderes e contiene importanti documenti che illustrano l’Impero spagnolo delle Americhe e delle Filippine. Tra quelli più interessanti il diario di Cristoforo Colombo. A differenza della biblioteca di Mafra, l’ambiente appare più austero, per un edificio che vorrebbe riecheggiare un Rinascimento di cui certo la Spagna non è famosa! Ad alleggerire lo spazio il pavimento in bianco e nero, che vengono nuovamente appesantita da queste librerie/schedari austeri e pesanti.

Candida Höfer, Archivo General de Indias Sevilla
Candida Höfer, Archivo General de Indias Sevilla

Stavo per dimentica la chicca! Guai! Da buona artista Candida Höfer ai temi degli studi presso la Kunstakademie di Düsseldorf ha sperimentato con amici e compagni di studi in altri campi dell’arte, anzi i corsi dedicati alla fotografia non erano stati istituiti, pertanto si rivolge dapprima al cinema! Con Tony Morgan attore che possedeva una cinepresa 16 mm, girarono nel loro caffè italiano preferito una scena che si intitolava semplicemente prendere il cappuccino! 1975..quella semplice ripresa ha cambiato probabilmente la visione dell’artista.

Durante la serata di Bisazza l’artista era presente e conserva il suo iconico caschetto che probabilmente sbuca durante le pose di fotografia! La mostra in programma fino al 27 luglio 2014 avrà i seguenti orari: dal mercoledì alla domenica dalle 11 alle 18.

 

Workshop in formato Magnum

La mostra Magnum Contact Sheets ha aperto i battenti ma adesso bisogna cominciare le attività, moltissime che andranno dalle visite guidate gratuite (tutti i sabati alle ore 16.30), ai workshop (sempre gratuiti), apprezzatissimi. Vediamoli nel dettaglio:

Informazioni generali:

saranno 10 workshop con 5 temi principali, durata di circa 4 ore. Prevalentemente dalle ore 10, tranne per due appuntamenti. I partecipanti dovranno essere equipaggiati di macchina fotografica digitale. La stessa persona può partecipare a 2 workshop e la disdetta deve essere effettuata almeno 24 h prima. A condurre il workshop Marco Zorzanello, la mattina inizia con la visita alla mostra e poi uscita, con pranzo al sacco o al massimo al bar.

  • Ritratto, il 25 gennaio e il 22 marzo;
  • Paesaggio urbano, il 9 febbraio e il 5 aprile;
  • Street photography, il 15 marzo e il 21 aprile;
  • Il notturno/mosso in Balck&White, il 2 febbraio e il 9 marzo;
  • La sezione aurea il 15 febbraio e il 4 maggio;

Per la prenotazione ed eventuali dettagli chiamate il numero verde delle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza al numero 800 578875 dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18.

palazzo montanari

Collettiva in bottega storica

Giovedì 12 dicembre si inaugura presso la Stamperia d’Arte Busato, una bottega storica nel cuore di Vicenza, la mostra fotografica                       GRAphie – scrittura di luce e di colore.

Alle ore 18.30 presso la stamperia, i fotografi Marco Zorzanello e Giovanni Torresan, vi aspettano per la presentazione presso la Stamperia. Per poi brindare insieme. busato

Biennale Fotografie 2013

Nella nostra provincia torna per la terza edizione, la Biennale di Fotografia in scena a Bassano del Grappa. Alcuni eventi si esauriranno nei giorni 14 e 15 settembre. Mentre alcuni saranno visibili per più tempo.

Il tema 2013 è LIBERE INTERPRETAZIONI, tutta la città sarà immersa nelle visioni dei fotografi partecipanti, con un coinvolgimento di numerosi spazi espositivi. Tra l’altro il 14 e il 15 il settembre i fotografi precedentemente accreditati, potranno partecipare a workshop e seminari. Ancora nei giorni 13 e 15 si svolgeranno due conferenze.

Venerdì 13 alle ore 20, presso il Salone Margherita in Via Barbieri 23, Denis Curti proporrà a coloro che interverranno una lettura critica delle immagini, il titolo dell’incontro, Collezionare Fotografia, che percorrerà il sentiero del vintage fino alle tirature, dalle open edition alle certificazioni. Spiegherà le modalità di presentazione di un portfolio, nonchè l’analisi e la visione di opere fotografiche originali attraverso un’analisi dei casi più significativi. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Domenica 15, ancora Denis Curti ci accompagnerà in un nuovo viaggio. L’appuntamento, dalle ore 20, con un analisi del lavoro di fotografo, con l’incontro dal titolo I mercanti della fotografia. Ci farà conoscere le agenzie e gli agenti, i network e i distribuzione fotografica, il nuovo mercato del web. Anche in questo caso l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Vediamo invece i fotografi e le sedi delle varie esposizioni. Quello più importante ha per protagonista Mimmo Jodice, un’esposizione dedicata a Canova. Per l’appunto, la sala canoviana del Museo, ospita le fotografie dell’artista napoletano, il quale in questa sede presenta una selezione di 47 scatti dedicati allo scultuore veneto. Jodice interpreta le luci, le ombre e la poetica dello scultore, le immagini in formato 1:1 rispetto alle sculture, è frutto di una campagna condotta dal fotografo sulle opere conservate nei più importanti musei del mondo.

Nella zona riservata alla pinacoteca ad esporre ci sarà Daniele Pellegrini, fotoreporter della rivista Airone, il quale ha condotto col bassanese Cesare Gerolimetto il viaggio in camion intorno al mondo. A Bassano presenterà un’antologia delle sue impressioni di viaggio con gli occhi esperti da fotoreporter.

Invece presso la Chiesetta dell’Angelo, la mostra Una Bassano, cento Bassano, proposta dal fotografo Giorgio Bertoncello. dedicato alla sua città, per la scelta delle foto parte dalla frase di Lewis Hine

se sapessi raccontare una storia con le parole, non avrei bisogno di trascinarmi dietro una macchina fotografica

A Palazzo Bonaguro i circoli fotografici del Veneto si mostrano, in rappresentanza della provincia di Belluno, il Circolo Fotografico Bellunese e Cinefotoclub San Martino; Fotoclub per Padova; BFI, Fotoclub 85 per Rovigo; Veneto Fotografia per Venezia – Mestre, Circolo Fotografico Veronese BFI per Verona e Associazione Ezzelino Fotoclub per Vicenza. Al piano nobile dello stesso palazzo, la mostra di Mario Vidor dal titolo Chioggia nei giorni del disagio. Ma ancora, le immagini delle città gemellate con Bassano, Sebenico (Croazia), Voiron (Francia), Mühlacker (Germania). Giancarlo Torresani presenta un confronto tra pittura e fotografia, con la sua macchina fotografica interpreta i grandi pittori del ‘900. Mentre all’ingresso Le Muse di Pierluigi Lucietto.

Al Castello degli Ezzelini, l’associazione bassanese RE.SOL. (Reti di Solidarietà Onlus), propone Labirinti di Specchi. Frammenti di una città. dedicato al paesaggio.

Palazzo Agostinelli sarà invece la sede dei workshop in programma il 14 e il 15 settembre. ma ospiterà anche la mostra in programma dal 1 ottobre al 10 novembre dal titolo Le montagne in città, a cura della sezione bassanese del CAI, in occasione dei suoi primi 150 anni.

Anche Palazzo Sturm sarà sede di mostre, al piano nobile del palazzo  e nella sala degli specchi, Francesco Fontana espone le fotografie dedicate al mondo della danza. Nella sala delle spade l’Istituto Comprensivo Jacopo Vittorelli di Bassano del Grappa La città dei ragazzi, mentre il Liceo Artistico di Nove Libere interpretazioni.

Nella loggetta del municipio il giovane fotoreporter, Nicola Zolin,  presenta la mostra Sotto il cielo dell’Iran.

Tutto il centro storico sarà pervaso da fotografie, in molti altri spazi espositivi da scoprire, anche attraverso le foto di Cesare Gerolimetto con una sua interpretazione. Oltre alle mostre “ufficiali” animeranno il centro cittadino, le vie e i palazzi.

Buona fotografia a Bassano!

La fobia in fotografia

Venerdì! Pronti al week end, io no, lavorando sabato e domenica, ma almeno venerdì ho tanti programmi! Tra i molti di un pomeriggio intenso e con l’imbarazzo della scelta, vi propongo una mostra di fotografia, in un locale del super centro, in cui potrete rilassarvi e pensare, beati voi a programmi degni di essere chiamati tali!

Presso Mavalà, di Contrà delle morette, venerdì 24 maggio alle ore 19.30, si inaugura la mostra di Emanuele Tortora…che sentiremo spesso nominare in questa tanto sospirata e attesa primavera/estate!

In programma fino al 13 giugno, suppongo che il tema della mostra si sviluppi attorno ad una fobia, quella per la ornitofobia, sull’evento fb il fotografo scrive proprio la definizione scientifica del termine, dimostrando così che la fobia riguarda essenzialmente alcune parti come le piume, le zampe, il becco e quando i volatini sono in azione nell’azzurro del cielo.

Cosa ci dobbiamo quindi aspettare?? Lo scopriremo da venerdì e fino al 13 giugno con gli orari di apertura del locale! Intanto il link al sito di Emanuele per spiare i suoi lavori! Link!

Fotografia e pittura a San Silvestro

Dopo l’ennesima ansia da alluvione, c’è da chiedersi se è ormai il caso di prenderlo come una triste abitudine!

Ma la mia vita da blogger deve andare avanti, ed eccoci all’appuntamento artistico scelto quest’oggi! La prima mostra del Festival Biblico che apre  nel Complesso Monumentale di San Silvestro, la doppia ma ben distinta mostra dello scultore della Val Gardena Wilhelm Senoner e di Attilio Pavin, con le sue fotografie.

La buona notizia è che c’era anche tanta gente, sicuramente la produzione del fotografo vicentino convince e attira gente! Le navate della chiesa erano occupate dalle sculture, che ha mostrato al pubblico opere di diverse dimensioni. Vedendole dal vivo è difficile pensare che siano di legno di tiglio, il colore e il trattamento della superficie fanno pensare molto di più al metallo!

Mentre le fotografie che riecheggiano la pittura sono esposte nella meravigliosa sagrestia! Fotografie dai formati particolari e insoliti e che sono trattate come vere e proprie istallazioni, il fotografo ha tradotto tramite l’obiettivo le pennellate e le colature di una pittura informale, colorata e caotica, mentre in alcuni casi si avvicina più a modalità pop.

La presentazione è stata piuttosto affollata, per due artisti hanno parlato quattro persone, se escludiamo l’intervento personale dei veri protagonisti! Il Presidente Meneguzzo, Marifulvia Alberti Matteazzi (o è diverso l’ordine!), Gaia Giacomelli ed Enrica Volpi, le due curatrici! Posti a sedere assenti e i pochi disponibili erano presidiati,  quindi chi ha resistito alla fine è stato principalmente per tre motivi: da parte mia la curiosità di vedere alcune opere “inaccessibili” perché poste dietro quest’assembramento di gente, mentre dall’altro per cortesia e anche perché fiduciosi dell’inizio del buffet. Ma quando la presentazione ha finalmente termine, anche i fiduciosi perdono la speranza e vanno via!

Il secondo momento della serata prevede musica con un ensemble di archi e con la voce di un’interprete e attrice che in maniera drammatica  rendeva partecipe i superstiti con modulazioni vocali! Sicuramente una grande capacità interpretativa ma forse troppo azzardato per un’inaugurazione, il complesso si presta a questo tipo di momenti, ma credo che sarebbe stato più affascinante in un appuntamento serale con un pubblico poco più consapevole di quello che si apprestava a vedere!

Le opere scultoree  sono di grande fascino e viene voglia di toccare la materia e scoprire il legno e il suo deposito di polvere (di legno) che hanno contribuito a creare la matericità, che sembra appartenere a un diverso materiale. Forse avendo visto, tramite internet, il diverso ambiente che le aveva ospitate in precedenza, i monti della Val Gardena nel ritmo delle stagioni,vederle in questo contesto le trovo  assorbite dall’architettura a da significati troppo connotati in maniera religiosa! Gli esseri immortalati nel tiglio sono anche molto carnali, oltre che rappresentare sentimenti umani che sono comuni anche a persone atee! Inoltre avrei preferito un contatto tra le opere si Senoner e di Attilio Pavin, che attraverso il gioco di colore e di pennellate potevano legarsi bene ai movimenti curvi delle figure che sono piegate dal vento, così come la pennellata è mossa dalla mano!

Comunque è sempre importate formarsi una propria opinione! E quindi oltre ai vari appuntamenti creati in occasione della mostra e di cui ve ne darò notizia già fra poche ore, vi segnalo gli orari d’apertura! Fino al 16 giugno dal mercoledì alla domenica; mercoledì – giovedì e venerdì nel pomeriggio dalle 16 alle 20 mentre il sabato e la domenica con orario continuato dalle 11 alle 20! Ed ecco alcuni immagini!

Presentazione mostra

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Schiena a schiena

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Uomo Controvento

Le opere di Attilio Pavin
Le opere di Attilio Pavin

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Uomo in cammino

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Un momento di musica e di recitazione
Un momento di musica e di recitazione