Madri

Tra le iniziative che rientrano in questa nuova edizione del Festival Biblico, domani sera sabato 31 maggio alle ore 21 Patricia Zanco e Fatebenesorelle Teatro presentano al pubblico Madri.

Con la regia di Maria Teresa Ferrari e Riccardo Ricci, la consulenza artistica della Fondazione Videoinsight Torino.

Appuntamento presso la Chiesa di Santo Stefano(Contrà Santo Stefano 6) per i possessori della Card del Festival Biblico ingresso entro le ore 20.45.

festival biblico

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Il festival biblico si mostra

Passa velocemente il tempo ed è già ora di Festival Biblico!

Tra le molteplici attività, tra convegni e molteplici attività legate al tema di questa edizione, che arriva al decimo anno. Il tema dell’esposizione qui presa in esame si collega al tema affrontato dal Festival di quest’anno dal titolo Le scritture, Dio e l’uomo di raccontano.

Presso Palazzo Cordellina per questa occasione è in programma una mostra che mette a confronto e in relazioni il libro, da quelli antichi con incisioni, codici di proprietà della Biblioteca Bertoliana, con i libri d’artista moderni.

Un’esposizione di codici, incisioni e libri antichi della Biblioteca Bertoliana e di libri d’artista contemporanei presentati dall’Associazione Artisti Arte Sacra (Axa)

La mostra a cura di AxA Associazione Artisti Arte Sacra è curata dalla critica Maria Lucia Ferraguti e sarà in programma dal 22 maggio al 13 giugno dalle 10 alle 18 chiuso il lunedì. L’inaugurazione sarà sabato 24 maggio alle ore 12. Ma in realtà il fatto è più complicato, quindi vediamo nel dettaglio artisti, curatori, prestatori etc.

Per quanto riguarda il percorso attraverso le opere contemporanee avremo i libri d’artista e le istallazioni di: Manuela Badeschi, Valeria Bertesina, Armando Bertollo, Anna Boschi, Manuela Filiaci, Chiara Giorgetti, Pino Guzzonato, Gino Prandina, Social Art, Nelio Sonego, Giuseppe Vencato. Un nucleo delle opere sono libri d’artista della collezione Galleria Valmore, che qui presenta Eugenio Miccini, Bruno Munari e Roberto Sanesi. Un altro nucleo proviene invece dalla collezione Marco Fazzini con i libri di Yves Bonnefloy e Oscar Piattella, Anna Cascella Luciani e André Beuchat, Marco fazzini e Gaetano Orazio, Marco Fazzini e Sara Fazzini, Kenneth White e Giorgio Bertelli, Chris Wallace-Crabbe e Bruno Leti, Eugénio de Andrade e Bunzio Gulino.

Una sezione è dedicata invece a La PAROLA: luogo d’incontro tra Dio e l’uomo. Manoscritti, libri antichi, incisioni dei secoli XII-XX della Biblioteca Bertoliana. Esposizione di manoscritti di Ivano Ziggiotti. questa sezione è a cura dell’AxA ed è prevista nelle sale del piano terra e sale est e ovest. I curatori dell’evento sono: Biblioteca Bertociliana, il direttore Giorgio Lotto, la responsabile della catalogazione Annalisa Gonzati, il conservatore Sergio Merlo, la responsabile dei libri antichi Laura Sbicego e la responsabile dei manoscritti Adele Scarpati. Per l’AxA il coordinatore Gino Prandina, Maria Lucia Ferraguti critico e curatore associazione AxA, Pierluigi Baù il responsabile dei progetti e degli allestimenti e il coordinatore amministrativo Gaetano Pegoraro, la Galleria Associazione Theboxarts Vicenza con Marco Fazzini, Galleria Valmore di Vicenza.

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Avere fede

Se non faccio qualcosa non mi sento in pace con me stessa e allora nel mio sacro giorno libero, una confortante dormita è d’obbligo, ma lo scorso venerdì, è stato accompagnato da un nervosismo che mi accompagnata per tutto il giorno e anche per quello successivo. Ho dovuto trovare qualcosa da fare! Come ad esempio vedere due mostre che fanno parte  del vasto programma del Festival Biblico. Dopo il week-end scorso, in stretto contatto  con gli euforici e un po’ scassa degli infervorati biblici, ho deciso di vedere di persona quello che significa per gli organizzatori e per gli artisti fede. Prima tappa del mio cammino, la Basilica Palladiana.

Premetto che da circa un anno non mi ritengo più una credente e mi sento distante da tutto questo! Come sempre e ancora di più oggi, quello che esprimo nel mio blog personale è appunto PERSONALE, dando semplicemente il mio punto di vista.

Come dicevo prima di questa dichiarazione, la prima tappa è il bianco monumento simbolo della città, in cui non rimettevo piede da svariato tempo! La lunga mostra è divisa in sette sezioni. La cosa che mi è parsa subito confusionaria è la persistenza delle gigantografie delle mostra sulle cartoline che l’ha preceduta. La prima sezione è dedicata alla parola scritta attraverso l’evoluzione della Bibbia, praticamente dei pannelli descrittivi…non sarebbe stato più utile e bello vedere delle Bibbie in delle teche? Miniate? … no eh?! La seconda sezione che mi ha fatto venire tra l’altro il prurito è quella dedicata all’editto di Costantino del 313, le fotografie erano quasi un contorno rispetto alla parola scritta. Passo velocemente anche la sezione Sogni di libertà, dedicata all’illustrazione dei libri per l’infanzia, preferisco dedicarmi alla sezione Fede e libertà, mostra di artisti di arte contemporanea. Incontro artisti e opere che ho già visto in altri contesti e nelle miei precedenti incursioni nell’arte sacra contemporanea.

Andrea Bizzotto con Christus, (2012), un dipinto su tre tele che sono composte le quali ci presentano la raffigurazione del Cristo. L’idea è che LUI ci abbracci, ma secondo le intenzioni dell’artista (peraltro espresse l’anno scorso in occasione della mostra a San Silvestro), esso rappresenta un uomo in carne e ossa, che potrebbe essere ognuno di noi.

Leda Guerra, realizza con la sua evidente abilità manuale due bassorilievi in tessuto di tulle, naturalmente anche in questo caso la fonte primaria è l’arte sacra rinascimentale e medievale, con la riproduzione della Creazione di Adamo  e un part. del Compianto sul Cristo Morto. Il particolare michelangiolesco è inserito come volta e secondo le intenzioni della “creatrice”, rappresenta un invito a un dialogo con il cielo. Il Compianto è invece ispirato al gruppo scultoreo realizzato da Niccolò dell’Arca, conservato a Bologna nella chiesa di Santa Maria della Vita. L’artista riprende il momento della disperazione e il conseguente urlo viene amplificato dal ritto panneggio dei veli.

Nella sala successiva ci accolgono le opere di Giuseppe Cordiano, con il polittico che raffigura la Crocifissione e un altro pannello che raffigura Gesù e la samaritana.

Ancora nella stessa sala, Paul Moroder Doss, con due sculture lignee in castagno e patina acrilica, Adamo ed Eva – IO E TE (2012), due figure monumentali, raffigurati entrambi ad occhi chiusi e dal corpo sofferente, i due sono rappresentati quindi dopo essere stati colpiti dal destino da loro scelto. Accostate ad un pannello ligneo dal titolo Chi sei tu? Gesù in dialogo con gli evangelisti del 2005.

Nella stessa sala Gian Carlo Frison presenta tre opere sul tema della libertà e della fede: Scudo di fragilità – il bicchiere infranto del 2010, scudo d contemplazione (Dum volvitur orbis) del 2010 e Prius concepit mente quam corpore. La libertà è intesa e inserita nella composizione di forze vitali e di libero slancio, oppure come ricerca della verità. Nell’ultima di questa serie di opere, si parla della libertà di concepire un pensiero come forma, azione e carne.

Lo scultore Mario Trotta presenta altre tre opere che raffigurano santi ignoti e lo stato di grazia, tutte realizzate in acciaio. I santi ignoti diventano quindi le persone che donano la propria vita alla famiglia, oppure quelle che sacrificano la loro libertà per il prossimo.

Nella sezione dedicata al Wabi Sabi e all’inclusione sociale, le fotografie esposte hanno suscitato in me una certa impressione, i ritratti di persone che hanno un aspetto artificiosso, usciti da racconti gotici indossando vestiti che sembrano non appartenergli. Tra i ritratti altre foto di paesaggio di Mario Rossato e Bruno dalle Carbonare, oltre che frasi che fanno parte della filosofia del Wabi Sabi.

Dopo aver tralasciato la sezione Fede e libertà, con i luoghi e i volti della spiritualità...mi dedico alla sezione con gli scatti della reporter Monika Bulaj. La fotografa ha immortalato il significato FEDE nelle varie confessioni del mondo. Qui ho riflettuto molto e mi sono chiesta, da cosa nasce la loro fede? Ebrei, ortodossi, musulmani ecc.. come riescono ad abbandonarsi così totalmente? Tra i suoi molti scatti, in cui la fotografa  raggiunge effetti pittorici, ci si sofferma all’arcaicità delle manifestazioni religiose, rituali e gestualità che rincorrono i secoli. Oltre ai Paesi esotici anche l’Italia è rappresentata, il nostro Paese dai grandi contrasti, che probabilmente non fa che aumentarne il fascino, immortale i menbri della Confraternita dei Battenti di Guardia Sanframondi, un paese del Beneventano in cui alcuni abitanti sono vestiti come i componenti del Ku Klux Klan e sfilano per le vie del paese, appunto battendosi. Questo scatto, realizzato nel 2003 fa vedere come la religione sia ancora legata al pentimento e alla concezione di una religione che punisce e i cui fedeli devono scontare le presunte colpe in maniera violenta. Pensavo che certe manifestazioni fossero legate ad epoche remote…ed invece.

Con molte domande che affollano la mia testa, esco dalla Basilica e mi dirigo verso ViArt, la seconda tappa biblica.

Qui in programma fino al 23 giugno (mentre in Basilica fino al 27 giugno), la mostra organizzata in collaborazione con il museo della ceramica di Nove, dal titolo Mani d’artista – quando la fede nella terra diviene libertà

Qui le opere sono tutte caratterizzate dall’utilizzo della ceramica per riportare il tema del Festival di quest’anno. Gli artisti proposti dimostrano ognuno una scelta ben precisa, chi si accosta ancora alla tradizione, chi invece sceglie un approccio più innovativo.

Igino Legnaghi, artista veronese, si pone senz’altro nella direzione più tradizionale. Propone l’altorilievo dal titolo La fede alla luce delle scritture, in ceramica ingobbiata  rimanda alla tradizione bizantina anche come scelta del soggetto. Cristo entro la mandorla, risorto e circondato dai simboli degli evangelisti.

Pietro Giuseppe Zanoli, sceglie una via di mezzo, ponendosi ta la scelta tradizionale dell’artista precedente e un tocco più innovativo nel racconto e nell’esecuzione. Sono quattro le sue opere esposte. La vite e i tralci e Miracolo del cielo nato che hanno per base il Vangelo Secondo Giovanni. Nel primo è rappresentato il Crocifisso in cui la croce è totalmente avviluppata da tralci e dall’uva. Il corpo è scomposto e visibili i segni delle ferite, il viso scompare ed è sostituito dalla croce di spine. Nel rilievo  con il Miracolo del Cielo nato, sono giustapposti due episodi in cui c’è la stessa framentazione dei corpi e dei volti. Altra opera quella intitolata Vai, cammina, ha per soggetto appunto le gambe, le quali,  possono andare dove vogliono, in qualsiasi direzione, ecco il perchè delle frecce alla base, ma per camminare bisognerebbe, ovviamente nel messaggio dell’opera, avere l’aiuto divino.

Abbinamento strano quella dell”opera di Manuela Badeschi che accosta ceramica e la sua più tipica espressione, il neon. Il pubblico vicentino la conosce per le sue collaborazioni, Cleto Munari, le opere per la Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Il triangolo come raffigurazione della Divina Dimora, e il quadrato come Unione con il Divino. Col neon acceso, specie il triangolo mi sembrava il simbolo dei Pink Floyd.

Ferruccio De Mori, con tre opere, che come la didascalia stessa dice, impegnative! Il dono della speranza; il dono della fede; il dono della libertà. Impegnative per davvero anche dal punto di vista compositivo, tutte in gres smaltato e con troppi simboli messi in evidenza, catene, spade, melograni, corone di spine e simboli religiosi con tanto di simbolo della pace per eccellenza…la COLOMBA!!!

Annamaria Targher, in questo periodo anche occupata nella mostra IO SONO DIVERSO, presenta due opere dal titolo Interlogo e Interlogo2, in entrambi il bacile che oltre all’acqua contengono l’Alfa e l’Omega, quindi i simboli di principio e fine. Dai bacili escono da un lato parole della nostra quotidianità e dall’altro espressioni più fumettistiche delle più comuni espressioni di meraviglia, dubbio e dolore.

Di Natalino Sonda il piatto in maiolica decorata che riproduce il motivo della Sorgente di acqua che vampilla per la vita eterna. Ancora una riproduzione tradizionale e con una tecnica che si inserisce nella grande tradizione della ceramica, come ad esempio quella di Deruta. Non amo in maniera particolare la realizzazione un po’ naif usata da Sonda.

Chiudo questa breve rassegna con Alberto Salvetti e le sue tre opere che ho visto anche nel suo studio. I tre tubi raku luminescenza interna. Il dono e i due autoritratti. I tubi sono in relazione con l’esigenza interna dell’artista di liberarsi dai giudizi e dai pensieri per consentire di divenire egli stesso uno strumento di comunicazione. Il tubo e i suoi collegamenti diventano il mezzo che comunemente usiamo per gli elementi di primaria importanza per la nostra vita.

Avete ancora una settimana per farvi una vostra personale idea di fede e libertà. Andarci di persona non costra proprio nulla, entrambe le esibizioni sono a ingresso libero!

Fotografia e pittura a San Silvestro

Dopo l’ennesima ansia da alluvione, c’è da chiedersi se è ormai il caso di prenderlo come una triste abitudine!

Ma la mia vita da blogger deve andare avanti, ed eccoci all’appuntamento artistico scelto quest’oggi! La prima mostra del Festival Biblico che apre  nel Complesso Monumentale di San Silvestro, la doppia ma ben distinta mostra dello scultore della Val Gardena Wilhelm Senoner e di Attilio Pavin, con le sue fotografie.

La buona notizia è che c’era anche tanta gente, sicuramente la produzione del fotografo vicentino convince e attira gente! Le navate della chiesa erano occupate dalle sculture, che ha mostrato al pubblico opere di diverse dimensioni. Vedendole dal vivo è difficile pensare che siano di legno di tiglio, il colore e il trattamento della superficie fanno pensare molto di più al metallo!

Mentre le fotografie che riecheggiano la pittura sono esposte nella meravigliosa sagrestia! Fotografie dai formati particolari e insoliti e che sono trattate come vere e proprie istallazioni, il fotografo ha tradotto tramite l’obiettivo le pennellate e le colature di una pittura informale, colorata e caotica, mentre in alcuni casi si avvicina più a modalità pop.

La presentazione è stata piuttosto affollata, per due artisti hanno parlato quattro persone, se escludiamo l’intervento personale dei veri protagonisti! Il Presidente Meneguzzo, Marifulvia Alberti Matteazzi (o è diverso l’ordine!), Gaia Giacomelli ed Enrica Volpi, le due curatrici! Posti a sedere assenti e i pochi disponibili erano presidiati,  quindi chi ha resistito alla fine è stato principalmente per tre motivi: da parte mia la curiosità di vedere alcune opere “inaccessibili” perché poste dietro quest’assembramento di gente, mentre dall’altro per cortesia e anche perché fiduciosi dell’inizio del buffet. Ma quando la presentazione ha finalmente termine, anche i fiduciosi perdono la speranza e vanno via!

Il secondo momento della serata prevede musica con un ensemble di archi e con la voce di un’interprete e attrice che in maniera drammatica  rendeva partecipe i superstiti con modulazioni vocali! Sicuramente una grande capacità interpretativa ma forse troppo azzardato per un’inaugurazione, il complesso si presta a questo tipo di momenti, ma credo che sarebbe stato più affascinante in un appuntamento serale con un pubblico poco più consapevole di quello che si apprestava a vedere!

Le opere scultoree  sono di grande fascino e viene voglia di toccare la materia e scoprire il legno e il suo deposito di polvere (di legno) che hanno contribuito a creare la matericità, che sembra appartenere a un diverso materiale. Forse avendo visto, tramite internet, il diverso ambiente che le aveva ospitate in precedenza, i monti della Val Gardena nel ritmo delle stagioni,vederle in questo contesto le trovo  assorbite dall’architettura a da significati troppo connotati in maniera religiosa! Gli esseri immortalati nel tiglio sono anche molto carnali, oltre che rappresentare sentimenti umani che sono comuni anche a persone atee! Inoltre avrei preferito un contatto tra le opere si Senoner e di Attilio Pavin, che attraverso il gioco di colore e di pennellate potevano legarsi bene ai movimenti curvi delle figure che sono piegate dal vento, così come la pennellata è mossa dalla mano!

Comunque è sempre importate formarsi una propria opinione! E quindi oltre ai vari appuntamenti creati in occasione della mostra e di cui ve ne darò notizia già fra poche ore, vi segnalo gli orari d’apertura! Fino al 16 giugno dal mercoledì alla domenica; mercoledì – giovedì e venerdì nel pomeriggio dalle 16 alle 20 mentre il sabato e la domenica con orario continuato dalle 11 alle 20! Ed ecco alcuni immagini!

Presentazione mostra

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Schiena a schiena

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Uomo Controvento

Le opere di Attilio Pavin
Le opere di Attilio Pavin

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Uomo in cammino

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Un momento di musica e di recitazione
Un momento di musica e di recitazione

 

Per il Festival Biblico, la prima mostra

Puntuale come ogni anno ritorna il Festival Biblico, giunto alla Nona edizione, gli eventi giungeranno al clou tra il 31 maggio e il 9 giugno. Quindi prepariamoci a vedere nuovamente invasa la città da orde di biblici…sarebbe il caso di dire Che Dio ce ne scampi e liberi!

Il mio dovere di cronaca è troppo forte e insomma qualcosa si deve salvare, tutti hanno diritto ad una chance! Le mostre non mancheranno, con la riapertura della Basilica, infatti, si avrà uno spazio in più! Ma tutto con il dovuto tempo…

Si comincia un po’ prima del 31 maggio, il 17!

Presso il Complesso Monumentale di San Silvestro sono in programma due mostre quello dello scultore di Ortisei Wilhelm Senoner e quella del fotografo vicentino Attilio Pavin. Conosciamo prima lo scultore di Ortisei ci presenta Il ritmo dell’essere, passando dalla dimensione di 20 centimetri ad anche più di 2 metri. Wilhelm è nato, vive e lavora appunto ad Ortisei e realizza le sue sculture in tiglio che fa sembrare il materiale, altro, anche bronzo. Nato tra le montagne anche le sue opere sono state inserite in mezzo alla natura, le forme antropomorfe si sono spesso fuse tra i massi e le rocce, risultando fuse, i corpi tozzi e ricavati da questi grossi tronchi sembrano delle diverse interpretazioni dell’isola di Pasqua…devo dire la verità sono curiosa! Se un pochino vi ho incuriosito anche a voi ecco il link del suo sito personale. La mostra si intitola Il Ritmo dell’essere.

La mostra verrà inaugurata il 17 maggio alle ore 19, con la presentazione di Marifulvia Matteazzi Alberti. La mostra è a cura di Gaia Giacomelli, Enrica Volpi con la collaborazione di Marifulvia Matteazzi Alberti e UCAI. In programma entrambe fino al 16 giugno, rispetterà i seguenti orari: merc- giov – ven 16-20, mentre sab e dom 11 – 20

Attilio Pavin non ha bisogno di troppe presentazioni per il pubblico vicentino, la mostra che sarà inaugurata la stessa sera si intitola invece Il ritmo dello spazio, alle ore 19!