A 1200 gradi la ghisa diventa rossa

Domenica sera tutti alla Fabbrica Saccardo per il secondo appuntamento di Ghisa Art Fusion, organizzata dall’Associazione Culturale Metamorfosi Gallery con la collaborazione del Comune di Schio nell’ambito di That’s all folks!

Come molti sanno, specie per chi seguono di anno in anno la rassegna, lo scopo è quello di abitare con l’arte e con la cultura i luoghi industriali che sono stati dismessi dal loro uso originario, ospitando altre realtà. La ghisa si trova in tutti quei particolari architettonici oltre che strutturale anche decorativi. Il suo punto di fusione è 1200 gradi in cui diventa rossa come il fuoco. Ed è il rosso il colore che dominerà la serata, il secondo colore dopo il nero.

Anche in questa cornice sono tre gli elementi: l’arte visuale con l’esposizione delle opere “site specific” di Denis Riva il rosso è anche il colore del flamenco con la performance della compagnia di danza UNyDOS ma anche la musica emetterà le onde con un colore caldo con le interpretazioni sonore di David Caliaro.

Appuntamento a ingresso libero Domenica 26 ottobre alle ore 18.

Anche per questo nuovo appuntamento l’aperitivo SPIZZICHI sarà a cura di Anna Indri Raselli in collaborazione con La Mia Cantina, Villa Sceriman e Tenute Tomasella.

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La quiete apparente dei corpi…in Fabbrica

Il Festival di Design di Schio chiude i battenti ma per l’ultimo giorno, il 24 novembre è previsto un’ultimo momento.. .in danza.

Alle ore 16 andrà in scena La quiete apparente dei corpi a cura della coreografa Lucy Briaschi del Centro Artedanza e Compagnia Danza. Musica di Leonardo Bicceri di UNDERBSEMENT. Abiti di Zoe Company.

Ingresso libero.

schio des fest

Il laboratorio apre in musica

Nell’ambito di Schio Design Festival, domenica 17 novembre nuovi momenti per vivere la bellissima Fabbrica in mezzo allle montagne.

Dalle ore 15 alle ore 19, l’apertura dei laboratori permanenti di Fabbrica Saccardo, mentre alle ore 16 Concerto di Musica Classica con l’Orchestra da Camera di Santorso.

Ingresso libero

schio des fest

Sch10 Design Festival

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il design a Schio. Un festival che mette in contatto designer senior con le nuove promesse del settore, partendo dalla progettazione di un prodotto e la creazione del prototipo. 14 senior  + 14 junior.

L’apertura al pubblico sarà dal 15 al 24 novembre, con eventi collaterali, in parte aperti al pubblico mentre per uno in particolare su invito!

Rispetterà i seguenti orari:

Venerdì 15 dalle 18.30 alle 20

da sabato 16 a sabato 23 dalle 15 alle 18

da domenica 17 a domenica 24 dalle 15 alle 19

Presso la Fabbica Saccardo di Contrà Progresso 1, Schio (con il navigatore Contrada Magliaretto Pornaro).

Vediamo nel dettaglio gli abbinamenti:

L’azienda Adotta + &costa aggiungiamo i designers senior Carlo Cappellotto e Nicoletta Rossetto con la designer junior Roberta Scapin;

L’azienza Sperotto con i designers senior Luca Zeffiro e Matteo Nabissi con il designer junior Enrico Dalla Vecchia;

L’azienda CLM Illuminazione con i designers senior Diego Peruzzo e Studio 5 + 1AA con la designer junior  Valeria Cecchin;

La Deroma con il designer Raffaello Galiotto e la designer junior Ester Zordan;

La Gps Bags si avvale del senior designer Roberto Lorenzi e il designer junior Eric Varusio;

La Irme del designer Cristian Dal Bianco con la junior designer Francesca Pellizzari;

La Xylem con il senior designer Fabio Caeran e la junior designer Arianna Girardello;

La Kaigen con il designer Massimo Ballardin e le junior Mara Santacatterina e Michela Miglioranza;

L’Ecozema con il senior Joe Velluto (JVLT) e il junior Vanni Scapin;

Selleria equipe con la designer senior Silvia Grana e la junior Elisa Fortuna;

Smalvic con il designer Marco Taietta e la junior Silvia Ciracò;

La Telwin con i senior designer Stefano Serafini, Lorenzo De Pretto e Alberto Chemello con la junior Francesca Cunico.

Vissa con il senior Alberto Ghirardello e il junior Massimo Minchio;

L’azienda Ugolini con il senior Francesco Orrico e i giovani designer Silvia Danetti e Luca Albanese.

Venerdì 15 novembre l’inaugurazione alle ore 18.30 con conferenza dal titolo Lo stile contro l’ostile – il design come impulso alla ripresa.

Interverrà il Sindaco Luigi Dalla Via, al quale seguirà Giannantonio Fiocco per SCHIODESIGNFESTIVAL, Paolo Gurisatti, docente all’Università Cà Foscari di Venezia, Franco Poli designer. Modera Eleonora Vallin, Responsabile Mappe e collaboratrice de La Stampa. Nel corso della conferenza saranno presentati i 14 progetti delle Aziende partecipanti al Festival. Seguirà l’aperitivo. Ingresso libero.

 

Selezione artistica

A distanza di poche settimane sono ritornata nella Valle dell’Orco, presso la Fabbrica Saccardo, lasciata nell’oscurità e ritrovata sempre nel buio della notte stellata.

Lo spazio è utilizzato da Yvonne per dare risalto agli artisti che ha selezionato quest’anno, 10 creativi nelle loro diverse declinazione e peculiarità e accostati come ci racconta la stessa padrona di casa, per seguire un fattore estetico e farli dialogare con l’ambiente, spazioso ma  anche difficile!

Ci accolgono le opere di Dany Vescovi, che si aprono con il loro motivo floreale, in particolare una coloratissima tela, esplode di colore nella sala principale, tagliando l’atmosfera più cupa, nella stessa sala il disegno sempre visionario e straziante di Arianna Piazza! Una vera e propria carcassa, tutto quello che rimane di una dea della fertilità,  altre figure alle sue spalle da cui gli arti germogliano. Di fianco invece Massimo Kaufmann, artista importante, recentemente le sue opere sono state acquisite dal MaMBo di Bologna, che si esprime in una pittura astratta in cui i pixel sono evidenziati e sembrano in rilievo sulla tela. All’interno del suo trittico quasi si rintraccia un motivo musicale. Ancora nella grande sale sono esposte i neo – astrattismi di Iler Melioli, definito Neo Geo, utilizzando oggetti che fanno parte della cultura moderna, con colori freddi e artificiali. Al centro della sala che sembra immensa, le sculture di Oki Izumi, realizzate con il vetro industriale, con il vetro tagliato finissimo, creando architetture che attraverso la giustapposizione delle luci dona anche effetti cromatici più intensi e la consistenza del ghiaccio.

Nella zona più conviviale dell’intera Fabbica, troviamo i lavori di Veronica Organo, in particolare 6 nuovi disegni, trattati alla maniera rinascimentale come si denota dall’uso ella carta trattata. I protagonisti non possono che essere  i draghi e i “mostri” che sono rappresentazioni invece serene e tenere, in una posa aggraziata una madre accudisce il figlioletto, abati e santi leggendari assumono le fattezze anch’essi di draghi, ma succede anche che altri animali leggendari e quindi assolutamente fantastici, leopardi dalle ali di pipistrelli. Insomma Veronica ridisegna e inventa un nuovo bestiario contemporaneo, in cui interventi appunto può attuali, si impongono sulla carta mediante l’utilizzo di colori di forte impatto. Di Dania Zanotto le fotografie ma soprattutto gli abiti che ci invitano a indossarli e a personalizzarli attraverso la modulazione delle stoffe e dei bottoni. tra questi in uno spazio raccolto l’abito con tanto di cappello pensatore, avrei dovuto indossarlo! Di Walter Davanzo, provocatori ex voto, abbinati ai veri e propri oggetti kitsch che possiamo trovare nelle bancarelle delle città d’arte abbinati a credenze che creano altrettanti commerci di ex voto e caccia alle reliquie! Le sue opere sono esposte anche altrove nel grande spazio che Yvonne ha a disposizione, in cui troviamo le opere di Davanzo che maggiormente mi piacciono, in particolare la grande tela, una tipica foto ricordo che ognuno di noi ha fatto a scuola, l’effetto è un po’ particolare, in quanto alcuni volti sono cancellati dal colore che è colato sulla tela. I vecchi ricordi, in particolare sempre sotto forma di foto, vengono donate di nuova vita attraverso pattern e colori. Le sculture di Lucio Scortegagna e la pittura digitale di Mario Sughi.

Aperta fino a martedì 22 ottobre dalle 11 di mattina alle 11 di sera, ingresso libero! Fate anche voi la vostra selezione!

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In Fabbrica si seleziona!

Cosa si fa ogni giorno in una fabbrica che ogni giorno produce un certo quantitativo di prodotti? Ma si selezionano i prodotti migliori, e per questa Yvonne, della galleria d’arte che ha abbandonato gli spazi di Contrà Porti, per allargare gli orizzonti, propone la sua squadra per il 2014.

Il vicentino non è stato abbandonato completamente da Yvonne e infatti ritorna il 18 ottobre presso la Fabbrica Saccardo di Schio. La mostra collettiva aprirà alle 18.30 con Walter Davanzo, Massimo Kaufmann, Iler Melioni, Oki Izumi, Veronica Organo, Arianna Piazza, Lucio Scortegagna, Mario Sughi, Dany Vescovi, Dania Zanotto.

La collettiva rimarrà aperta tutti i giorni fino al 22 ottobre dalle 11 di mattina alle 11 di sera. Tutto firmato Yvonne Arte Contemporanea.

C’era una volta una fabbrica nella valle dell’orco

Primo appuntamento per la nuova edizione di Ghisa Art Fusion, che ci porta per questa prima tappa nel territorio scledense e nelle ex aree industriali, questa volta presso la Fabbrica Saccardo! Un posto da un fascino incredibile, che risponde pienamente al mio gusto un po’ gotico, favorita dalla prima giornata totalmente autunnale, stagione che ci regala colori caldi e avvolgenti., ma anche secchiate d’acqua!

Tralasciando il fatto che una volta parcheggiato non riuscivo (ma non solo io e la mia dolce metà) a trovare l’ingresso, una volta entrati è tutto stupefacente! Il recupero è fatto a regola d’arte, ma con la capacità di non musealizzare un posto ricco di storia e ancora piena di macchinari che una volta venivano utilizzati quotidianamente, ma rendendolo un posto vivo e creativo, piene di energie che si rinnovano in un costante scambio di idee e progetti, con posti condivisi e la possibilità di creare il proprio angolo (per modo di dire) e pensare!

Davanti si apre la  grande sala centrale con il soffitto in legno, sostenuto da archi in ghisa, e sull’estremità il suono femminile del Daffodils Duo che rendono omaggio, alle donne della scena musicale ottocentesca,  si diffonde nella sala, la quale è  avvolta dalle note del violoncello, ma purtroppo per problemi audio non si è potuta apprezzare al meglio. Sapendo da fonti certe che la performance sarebbe cominciata alle 19.45, c’è stato tutto il tempo di conoscere meglio il posto, sbirciando qua e là! Alla scoperta delle terrazze affacciate sul Tretto e sulla Valle dell’Orco e che via via portano fino al Summano. Il nome evocativo di questo posto me lo dice Giacomo Guzzonato, figlio del famoso artista che proprio più in su, ha il suo rifugio, la sua casa a contatto con la natura e l’acqua, la carta…  vorrei saperne di più, Giacomo se sei in lettura aiutami a scoprire di più!!!! Poi ritorno dentro, per salutare tutte le padrone di casa che hanno avuto un successo strepitoso! Tanta gente!

All’interno del grandioso complesso si va a curiosare tra Atelier, con laboratori permanenti, Berlinda Guerriero, Fabio Guerra, Guerrono Ferrari, Barbara Gonzato e Piero Martinello! Solo per citare alcuni nomi!

Ma c’è anche un’altra artista protagonista della serata in corso, Giulia Pesarin, un’artista che espone in una serata per le donne e foto di donne, le quali si sentono imprigionate nel loro corpo, magari dagli abiti che indossano, magari dal mondo che li circonda! Come non capirle! Le foto mosse, rendono ancora più sfuggenti le movenze della protagonista, la quale nasconde il proprio viso e si ribella o almeno prova, attraverso la nudità, l’indossare un tutù, simbolo di eleganza eteree e perfetta. Nell’immaginario comune la ballerina riesce a rendere indolore e facile anche un momento doloroso come quello dell’indossare le scarpette e stare sulle punte, la protagonista delle foto indossa invece delle bellissime scarpe rosso fuoco, che nel colore esprime la voglia di dire… cosa non lo so, personalmente quando ho comprato le mie, le richelieu rosse stringate…un tripudio di spudoratezza, che naturalmente sono talmente importabili da essere oggetto dei miei sospiri, tanto so che rimarranno lì, quando li vorrò indossare so dove trovarle e sperando in una morbida caduta, sarà il segnale che qualcosa è cambiato. Per il momento mi tengo il blog e annoio voi!

Amici, persone e tanto fermento mi portano comunque a riflettere in che direzione stiamo, sto andando, ma per incrementare i miei pensieri e riflessioni mi affido al collettivo Jennifer rosa, loro sanno cosa dire. Dopo la presentazione a cura di Elena Piazza + 2, interrotta da problemi tecnici, puntualissima arriva il momento del collettivo che presentano al numeroso pubblico L’ora, se non sbaglio è la prima volta che la presentano, in un’ora si consuma una vita. La caratteristica del collettivo, e se li seguite lo sapete, è il fatto di essere guidati nell’azione, talvolta tale azione è solo vista dal pubblico, perchè suggerita al performer tramite cuffie. In quest’ora i performer sono chiamati dalla casualità, a compiere dei precisi movimenti, che spesso li costringono a interagire, in modo “violento” o in modo “morboso” nei confronti degli altri, ma i  miei occhi hanno visto soprattutto una sfida con se stessi, in un rapporto conflittuale tra casualità dei gesti e condizionamento degli stessi! Metafora per eccellenza della vita, come compiere una determinata azione, per il momento, è un gesto autonomo ma la serie di cose da fare è dettato da molteplici situazioni, la nostra vita è condizionata da abitudini, da doveri che ci sono imposti e doveri che la nostra mente ci impone, dall’ansia di fare bene e di fare in fretta (citando un personaggio che appunto è stato inflitto a me e altre sfortunate persone), da condizionamenti culturali e da regole, strutture e sovrastrutture sociali, siamo telecomandati attraverso una rete wireless.

Ci hanno dimostrato attraverso il loro sudore, la fatica nel dover accontentare un essere superiore di non poter essere spontanei. Un’ora di fatica anche per coloro che li seguiva. Un lavoro che ancora una volta ci pone di fronte a uno dei problemi della società odierna! Un’ora è difficile da seguire tutta, ed è stato difficile per molte persone, una sfida!

Ringrazio le tre coraggiose e perseveranti menti di Metamorfosi Gallery e il Comune di Schio, da un lato per non abbandonare il territorio, nonostante il periodo terribile, e dall’altro per dimostrare un’apertura al contemporaneo e una fiducia nei giovani creativi unico, attraverso un’apertura degna delle città metropolitane! VIcenza oh oh svegliati!!!!!

Vi ricordo il prossimo appuntamento il 27 ottobre...con me ci leggiamo il 26 naturalmente di seguito trovate le foto!

La mia materia è la ghisa

Settembre 2013! Ritorna l’appuntamento con l’arte all’interno degli edifici dell’archeologia industriale che Schio mantiene e valorizza.

I tre appuntamenti in programma, GHISA ART FUSION 2013, non comprenderanno soltanto l’arte contemporanea ma performance e art food! Il tema ispirato di questa edizione è quello che caratterizza il programma culturale di Schio, dal titolo L’altra metà del cielo, dedicata alla donna che lavorava all’interno di quelle fabbriche.

Il primo appuntamento è per Domenica 29 settembre alle ore 18, la location la Fabbrica Saccardo, la fabbrica di fine ‘800 costruita dall’industriale Giuseppe Sacardo, la prima sede in centro storico, fu poi spostata nella zona del Tretto in seguito a un incendio. La produzione comprendeva navette e tubetti di carta e successivamente la produzione di giocattoli di legno, ma fino alla Prima Guerra Mondiale, dopodichè fu ripresa la normale produzione. La particolarità dell’architettura della fabbrica consiste, oltre che nella copertura con gli shed, della presenza delle tipiche colonnine di ghisa e delle turbine idroelettriche.

A interagire con il luogo ci saranno i seguenti artisti:

La fotografa Giulia Pesarin con le sue Piccole cose umane, interessante al proposito quello che ho trovato sull’artista sul blog che vi linko, in cui potrete trovare un chiave per avvicinarvi alle opere della fotografa. Il progetto qui proposto, vede l’ideazione di Elisa Mucchi, Alessandro Passerini e della stessa Giulia Pesarin.

Il momento performativo è a cura del caro collettivo artistico Jennifer rosa, che presenta L’ora, in un’ora il trascorrere della vita, fatto di relazioni tra i singoli e di casualità delle azioni.

Le note, ovviamente di donna, sono affidate al Duo Daffodils, con un repertorio che rende omaggio alle protagoniste femminili della scena musicale tra Otto e Novecento. Con Rossella Vicentini al pianoforte e Valentina Zocca al violoncello.

Oltre che curare il nostro spirito, ci sarà il modo di viziare il nostro corpo con un po’ di buon cibo, con la Tenuta L’armonia.