L’arte è buona come il pane

Il pane! Uno degli alimenti che più amo e di cui non resisto. Alimento semplice e ricco dall’inconfondibile profumo portatore di inconfondibili ricordi. Da piccola infatti abitavo di fronte ad una panetterie e spesso nell’uscire di casa venivo investita da quell’odore fragrante e genuino. Grano dorato da cui ricavare la farina bianca e vellutata, lievito il simbolo della vita, lasciando poi stare altri tipi di implicazioni.

Molto significativa appare la scelta di ospitare una collettiva di artisti in un mulino dismesso, chiuso alla produzione dalla fine dagli anni ’90, dal grano farina bianca e farina per la polenta, un imponente edificio che campeggia ancora in un punto strategico per il paese e che dava lavoro a moltissime persone.

Un posto affascinante quanto pericoloso per i non avvezzi a frequentare fabbriche attive e non, scalette sulle quale arrampicarsi, fori dai quali si può sbirciare l’intera altezza dell’edificio. Ma per l’arte si può anche correre un po’ di pericolo anche piccante … vestiti e vestitini svolazzanti e gambe finalmente libere da stivali e da pantaloni pesanti con addetto a cadute imbarazzanti, pronto a raccogliere le dame e i nuovi cavalieri dotati di 600 cavalli almeno! Ma l’occhio ci guadagna tutto! L’importante che tutto sia in piega!

Saggiamente in scarpe sportive, personalmente mi diverto di più che al Luna Park, scoprendo un luogo insolito nel suo affascinante abbandono e ancora si percepiscono ombre di un lavoro vorticoso! Tra gli artisti che da sabato e fino al 22 giugno vivono lo spazio, anche il Collettivo Jennifer rosa con D’istante, che mi emozionano come sempre! Eteree, belle, delicate,  istanti di generazioni si uniscono tra ricordi e luoghi in cui la poesia non era ingrediente da macinare. Sole e insieme unite in una danza che smette di essere solo corporea, si distaccano per unirsi  dal corpo come ombre bianche e pure!

Poi gli artisti tanti e diversi in uno spazio che diventa luogo d’arte ma anche luogo della parola, quella affidata a Luciano Battaglin e le sue Poesie Da Tasca, riflessioni brevi sugli affanni  del quotidiano e poche parole di guerriglia.

Il crudele Maurizio Bonato con il “Lamento” per un naufragio (dell’eredità industriale italiana), rosso sangue che si scioglie sulla tela e donne che si offrono spudoratamente al pubblico. L’artista uso un argomento simbolico per il luogo geografico che è stato per decenni il fulcro della cultura industriale italiana.

Giovanni Canova propone un’istallazione composta da molti elementi, se da un lato troviamo specchi, un po’ alla Pistoletto, che oltre a restituirci la nostra immagine, ci immergono nelle sagome di bovini e suini con le relative parti che il macellaio taglia quotidianamente, in un’altra parete invece si contrappongo gigantografie di piatti con cibi a base di pesce. L’artista affronta quindi uno dei tempi più scottanti della nostra epoca, il cibo e il nostro rapporto con esso, sulle scelte etiche che ognuno di noi compie anche semplicemente facendo la spesa. Nello stesso spazio un sparabolle che ci mostra l’effimero e la caducità delle cose.

Alessandro Lucca al nostro arrivo condivido lo spazio con Claudio Brunello, quest’ultimo nella veste di un nuovo messia. Lucca in questo spazio propone Germinale I° e II° in cui mette a confronto e in dialogo l’uomo e la donna nella differenza più eclatante che li caratterizza, nelle parti genitali! I corpi che sembrano quelli di sculture ma di cui percepiamo le peculiarità del fisico. Le parti più sensibili sono nascoste da germi di cereali che nidificano e cominciano a espandersi con le loro radici.

Affrontando scalette, che con le mie doti ginniche ho superato con estrema facilità, si esplorano delle zone interessanti e particolari, alla scoperta della storia del mulino e artisti, coma l’acquerellista Jane Minter, che da buona inglese ama molto questa tecnica donandole nuova linfa e nuova popolarità e con un tratto che trova l’anima e la poesia anche di oggetti che si crede non ne posseggano!

Tra gli artisti che seguo assiduamente, Enrico Mitrovich, con la speranza un giorno di poter avere almeno un suo quadro appeso a casa, tra le opere che ha proposto mi sono innamorata a prima vista di A child meets one “Friendly Floatees” ed è attraverso il suo sito che scopriamo questa storia: questi Friendly Floatess sono giocattoli protagonisti di uno strano destino, infatti un’imbarcazione di cui era carina naufraga e anche il suo carico, ovvero le paperelle gialle di plastica. Enrico quindi ci regala questa storia di un tenero incontro tra un bambino e la paperella, un puntino giallo sulla tela! Le paperelle e la storia, quasi fantastica è al centro anche di Una piccola papera. Immense campiture di blu su lastra sulla quale sono praticate piccole bruciature e lì gongolante e imperterrita la paperella!

Rossella Pavan è in veste di doppia artista, in quanto parte del collettivo Jennifer rosa. L’apprezzata artista si studia nei due pannelli realizzati in cui l’istallazione fotografica, in cui è alle prese con il suo autoritratto. Da sempre nella storia dell’arte tematica affrontata e che in ogni suoi tassello e trasposizione mantiene il suo fascino come segno dello studio di sé da parte dell’artista! Un mettersi a confronto con la propria stessa arte e poetica, nonché con le persone! Non cancello quello che ho scritto ma lo modifico in corsa… grazie alla precisazione della autrice delle foto assieme a Rossella Pavan dell’opera esposta al Molino. Caterina Romano fotografa e performer che ha ritratto l’artista come filtro dell’opera stessa fino a narrarla! A questo punto gli altri ritratti realizzati negli altri riquadri sono si di Rossella e l’acetato conserva una traccia sempre più labile dell’immagine.

Il percorso mi conduce anche all’ultimo piano, quando il grano ancora verde esce e invade il posto una volta riservato ai tubi che portano nel giro vorticoso le granaglie! Ma oltre ai fori di erba, altri da tener sott’occhio prima di finirci dentro altri, due, contenevano video!

Qui nei piani alti ritrovo Alessandro Lucca con il video A la plage, in cui la protagonista viene spiata mentre è nel momento di relax di una giornata al mare, rinfrescata dalle onde. Dato il caldo abbiamo penso guardato con estrema invidia la protagonista e cercato quantomeno di illuderci di essere nella stessa situazione. Nello stesso spazio le sculture di ferro recuperato di Maurizio Maltauro, creature fantastiche, grilli medievali o uscite dalla tele di artisti fiamminghi con la passione con questi assemblaggi, alla fine creature che vorrebbero essere più feroci di quelle che sono.

Scendendo non posso che non soffermarmi sulle tele in tecnica mista dell’artista Roberta Bassetto, la quale si trova anche nella situazione di presentare la collettiva! Ci porta attraverso le sue tele verso Luoghi, metaforici e reali alla ricerca dell’aria che nonostante gli interventi materici sulla tela mi fanno librare in un cielo ma in cui scorgiamo terre lontane e affascinanti!

Scoprite loro e gli altri, eccoli tutti citati: Luciano Battaglin, Maurizio Bonato, Claudio Brunello, Giovanni Canova, Diego Dall’Osto, Alessandro Lucca, Maurizio Maltauro, Jane Minter, Enrico Mitrovich, Paolo Pasetto, Rossella Pavan, Roberta Rossetto, Joseph Rossi, Ludovico Sartor

Ovviamente come ogni mio pomeriggio post lavorativo il tutto è sempre condito da estrema fretta per impegni che si accavallano e mi resta solo il sapore amaro del lievito a dover scappare presto e non avere nemmeno un’altra opportunità per tornarci! La mostra prima del finissage nella sede di TERMA, come vedremo, è aperta il sabato e la domenica dalle 10 alle 18 (14 e 15 e 21 e 22 giugno). Ecco alcune foto del pomeriggio…frettoloso ma importante in mulino.

Il Molino Benedetti dall'esterno
Il Molino Benedetti dall’esterno
Roberta Bassetta durante la presentazione
Roberta Rossetto durante la presentazione

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Roberta Bassetto Luoghi
Roberta Rossetto – Luoghi
Alessandro Lucca Germinale I° e II°
Alessandro Lucca – Germinale I° e II°
Jane Minter
Jane Minter

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Giovanni Canova - Rifelssi - oni
Giovanni Canova – Rifelssi – oni

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Enrico Mitrovich - A child meets one "Friendly Foatesees"
Enrico Mitrovich – A child meets one “Friendly Foatesees”
Roberta Pavan
Roberta Pavan

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Claudio Canova
Claudio Brunello

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Maurizio Bonato "Lamento"  per un naufragio (dell'eredità industriale italiana)
Maurizio Bonato “Lamento” per un naufragio (dell’eredità industriale italiana)
Maurizio Maltauro - Memorie fantasticanti: figure di animali curiose, amabili e redente
Maurizio Maltauro – Memorie fantasticanti: figure di animali curiose, amabili e redente

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Alessandro Lucca - A la plage
Alessandro Lucca – A la plage

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Luciano Battaglin
Luciano Battaglin
Poesia di Luciano Battaglin con opera di Enrico Mitrovich dal titolo Pulcini
Poesia di Luciano Battaglin con opera di Enrico Mitrovich dal titolo Pulcini
Il collettivo Jennifer rosa durante D'istante
Il collettivo Jennifer rosa durante D’istante

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Ocio al vicentino

Da ormai una settimana abbondante è in svolgimento da De Munari Servizi per l’arte, quindi nell’attiguo spazio D, la mostra curata da Francesca De Munari Sguardi Vicentini.

Una mostra antologica che comprende un vasto corpus di opere e di nomi. Sfido i vicentini a scoprirli tutti, a ricordare persone che hanno vissuto una vita in città, che attraverso i loro pennelli o semplicemente le loro mani hanno modellato i volti, magari sconosciuti, che ha ispirato il loro lavoro. Ha immortalato scorci che ci riempiono di orgoglio e che ci fanno riflettere che tutto sommato abitiamo in una bella città. Un vasto lavoro che potrebbe diventare quasi infinito, come testimonia la stessa curatrice, la quale ci racconta della “gara” fatta da tutti nell’aiutare la preparazione della mostra, pezzi che sono di privati e che lo rimarranno, ma che non vogliono essere trascurati e fare bella mostra in sala!

Dopo una prima visita, sempre piacevolissima, è necessario tornare per sedimentare, ma anche per prendere qualche appunto! Olio, incisioni, oggetti in ceramica! Ad ogni foto un nome, possibilmente e naturalmente nel sito della galleria clic, trovate tutte le informazioni e gli orari. Proviamo a vedere:

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Come possiamo vedere, l’attenzione al dettaglio e gli accostamenti, qui possiamo ammirare gli oli di Angelo Pavan , artista che Vicenza ha forse dimenticato presto per essersi poi trasferito a Venezia. Della sua nuova città ha immortalato una delle moltissime vie fatte di acqua, mentre accanto una paesaggio di un paese montano, in cui la matericità del colore contribuisce a creare un’effetto di pietra. Sulla mensola invece il Vaso di Tarcisio Tosin, vivace ceramista che crea oltre che questi vasi, anche vivaci bamboline di ceramica! Accanto le collane di Otello De Maria, quasi da scartare e da masticare.

Francesco Noro

Francesco Noro

Andando ancora avanti nella nostra rassegna di pittori vicentini, incontriamo Francesco Noro, pittore considerato dalla figlia più come decoratore e di cui è esposto anche quello che per mano della figlia è diventato un dittico. Il soggetto non è chiaro, Nerina voleva dividere il lungo dipinto per donarlo a diverse persone, individuando due gruppi e sacrificando quella che sembra una colomba. Forse il soggetto si basa si Eros e Anteros, ovvero l’amore corrisposto. Il piccolo Eros senza la vicinanza con il fratello Anteros non poteva crescere e ogni qualvolta si allontanava, Eros ritornava piccolo. Ma potrebbe essere anche qualche altra allegoria. Lo stile si fa divisionista, forse fu influenzato da questo stile durante il soggiorno in Svizzera, nel 1908 nasceva la figlia Nerina. Troviamo anche altre opere dell’artista  e un oggetto prezioso e affascinante, la tavolozza di colore che Francesco e Nerina hanno utilizzato.

Ubaldo Oppi

Ubaldo Oppi

Ubaldo Oppi, non vicentino di nascita, ma incredibilmente ha scelto Vicenza come sua città di residenza, al Museo Civico di Palazzo Chiericati è conservato il celebre quadro I Chirurghi, ultimamente in viaggio in lungo e in largo per farsi ammirare in numerose esposizioni, emblema del Realismo Magico. Il disegno che rappresenta l’ultima cena dell’alpino è stato esposto anche nella retrospettiva dedicata all’artista nel 1969, è un’opera in inchiostro su acquerello. Mentre il dipinto rappresenta la Valle di Cadore e risale al 1927.

Otello De Maria - Gino Tossuto

Subito dopo troviamo un duo di artisti che collaboravano: De Maria e Gino Tossuto, un artista che ci ha lasciato una produzione limitata a causa di una morte precoce. I due pittori collaboravano, Tossuto producendo le ceramiche e De Maria dipingendole.
Otello De Maria - Tarcisio Tosin

Ancora De Maria con la tela del 1950 che raffigura la Valletta del Silenzio, il cipresso anche se mutato nel corso di questi ultimi 60 anni, mantiene il suo posto sulla collina con una visuale privilegiata. Accanto …

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… la bambolina dal sapore bucolico di Tarcisio Tosin. Questa è del 1950, ma realizzata su un modello di quasi dieci anni prima, ancora oggi, del resto, circolano riproduzioni di queste bambole con gli stampi originali.

Enrico Mitrovich - Girolamo Dalla Guarda

Volgendo un attimo gli occhi al cielo, due opere di artisti che potremmo incontrare per le strade della città, Enrico Mitrovich e Girolamo Dalla Guarda. Opere irriverenti e non tradizionali, Enrico ci pone in faccia la nuova religione del secolo, l’indifferenza e l’omertà nei confronti nei confronti del prossimo. Attraverso dei packman fantasmi che ci guardano come spesso ci guardano le persone, senza convinzione. Girolamo Dalla Guarda invece ci “aggredisce” con un colore violento e sanguigno.

Giorgio Scalco

Giorgio Scalco, pittore scledense che attualmente vive a Roma. Un pittore dalla raffinata pittura che si è formato anche in America e Russia. I suoi paesaggi sono silenziosi e vibranti. Il vuoto non è per mancanza di contenuti ma per svuotamento dei pensieri.

Tarcisio Tosin

Abbianati ad altri bambinetti di Tosin che fanno riscoprire il gusto dell’infanzia, forse troppo breve. E se da un lato abbiamo lo sciatore, dall’altro una discesa spericolata!
Otello De Maria

Otello De Maria alle prese con la ritrattistica, pittore molto ricercato dalla buona società cittadina che se lo contendeva  per farsi realizzare il ritratto. Che dire è un dipinto che esprime solo eleganza, una bella e cortese donna che non si permette di guardare frontalmente ma offre il suo profilo migliore.

Otello De Maria Su questa parete troviamo invece un dipinto non firmato e che viene esposto per la prima volta in questa occasione, la coppia di bambini dagli abiti inconfondibilmente anni ’40, sicuramente di De Maria per la figura femminile riconosciamo la bimba mesta, di altre opere. Accanto si vedono parzialmente alcune opere di Francesco Noro, in una di questa, la ragazza vestita in azzurro è quasi certamente Nerina, almeno sulla base delle fotografie riportate nel catalogo e che io e Francesca abbiamo sfogliato.

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Cambio di parete per osservare altri due pittori a confronto. Neri Pozza con una punta secca (possiamo qui osservare il secondo stato), incide una veduta dei colli Berici con i monti degradanti nella pianura, che si fa vedere in una scacchiera di coltivazioni. Sotto un bel dipinto di Miraldo Beghini che con una tecnica che accomuna il figurativo e l’astratto, immortala il lago di Fimon, il blu così profondo dello specchio d’acqua e la materia grassa.

Neri Pozza
Altre incisioni di Neri Pozza, con gli inconfondibili tetti di Vicenza nella sua tipica alternanza di neri e di bianchi che mi danno la sensazione di vedere la città sotto la pioggia autunnale. Angelo Colla, l’editore, ha gentilmente partecipato alla collettiva mettendo a disposizione opere della sua collezione. Presenti in mostra anche collage che ripropone il tema della città.

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Salendo le scale ancora Neri Pozza

Giovanni Turria
E sul soppalco incontriamo un artista contemporaneo, Giovanni Turria che rappresenta in questa incisione la sua musa, Stefania …
Sotto trovate ancora lavori di Miraldo Beghini, alle prese con incisioni astratte e omaggi, come quello a Morandi!
Miraldo Beghini

Miraldo Beghini

 

Omaggio a Morandi
Omaggio a Morandi

 

Gueri da Santomio e Otello De Maria
Due ritratti a confronto, Gueri da Santomio con un ritratto virile, in cui la superficie pittorica è più liquida ed è soggetta a maggiori giochi di luce. Accanto un ritratto di Otello De Maria, che si avvicina a quello visto sotto, non solo per il mondo realistico di ritrarre la donna, ponendola davanti a una tenda verde di cui si riconoscono le falde, la somiglianza delle donne, infatti entrambi hanno comune proprietario e quindi famiglia.

Gueri da Santomio
Ho fatto un piccolo salto giù, e vi mostro altri dipinti di Gueri da Santomio, tra questi quelli riconoscibilissimi è quello che raffigura un angolo molto noto della città, la Loggia del Capitaniato, in una visuale che unisce due dei più importati monumenti palladiani. Gli altri scorci sono più propriamente montani, con le viuzze di ciottoli, la via invasa dalla vita e dal lavoro.

Nereo Quagliato
Assolutamente da non dimenticare la bellissima testa femminile di Nereo Quagliato, artista scomparso i prematuramente. Un ritratto tenero e dallo sguardo languido.

Miraldo Beghini
Ancora una volta, l’artista ci parla di Veneto, di quella campagna modellata sulle esigenze dello sfruttamento della terra, senza rinunciare ad una adeguata residenza, come nel dipinto analizzato in precedenza anche qui l’astratto concede qualcosa al figurativo e viceversa.

 

Otello De Maria
Tornando giù, continuiamo la nostra scoperta con Otello De Maria, un artista che è molto presente e non solo sotto forma di lavori. Ma anche per essere stato il maestro di una generazione di aspiranti e giovani pittori. Qui vediamo un oggetto strano e quasi inquietante che dimostra il potere della cultura cattolica nella Vicenza degli anni ’60, una città cattolicissima del resto! Il rosario in ceramica verniciato con smalti e ossidi esaspera e ingigantisce il tradizionale rosario, difficile da sgranare, difficile da indossare, abbinato ad una statuina di vescovo senza volto.

Nerina Noro

Nerina Noro
Una menzione speciale all’unica donna che ha trovato il suo habitat proprio presso lo spazio De Munari. Una donna in mezzo a tanti uomini, ma non fatevi contagiare dall’immagine di Nerina con foulard in testa e un po’ appesantita dall’età! È una donna artista, che deve al padre più di quello che vorrebbe ammettere, una donna dotata da un’imagerie incredibile e ricca di riferimenti, una donna che ha amato figli amanti e lo esprime nei suoi dipinti come nelle incisioni. Il mondo delle farfalle che il segno inciso trasporta fuori dalla scatola in cui il figlio Fausto le aveva rinchiuse, proposte in dialogo con le farfalle di Neri Pozza che assumono la forma grafica di una X! I soffici ventagli che solo a guardarli mi fanno il solletico, i suoi mondi popolati di esseri incantati e idee politiche fanno del mondo di Nerina un mondo ricco e da scoprire.

Tarcisio Tosin
In mezzo a tante farfalle ecco l’abbinamento perfetto di un vaso stupendo, che con tutte quelle coccinelle deve portare fortuna per forza.

Nerina Noro

Nerina Noro

Nerina Noro
Questa è solo una parte di quello che fino al 28 novembre potrete vedere e vi lascio con un’avvertenza per la visione della mostra: avere calma, i pezzi sono molti e visto che non sappiamo esattamente quando le rivedremo tutte assieme, sarebbe giusto dedicargli un po’ di tempo.
Pomeriggio alle ore 17 presso lo Spazio D, il Prof. Menato terrà un incontro per farvi entrare nel mondo artistico vicentino.

 

Passiamo in Officina

…no niente guasti (scusate ma da buona calabrese faccio i dovuti scongiuri)! Ma L’officina di cui parlo è quella in Contrà Carpagnon che si occupa di riparare solo la nostra anima! Con l’aiuto dell’arte!

Oggi, domani e dopodomani, L’Officina Arte Contemporanea è visitabile su appuntamento, per conoscere da vicino e nella calma l’atelier produttrice di tanta poesie (Dire Poesia), la mia ospite è Veronica Organo artista che definisco vulcanica! Dopo quattro chiacchiere poco artistiche eccoci tornare in luogo che al pari di quello di ieri, sprizza arte, manualità, sensibilità, creatività, fantasia da tutta…non ha i pori una casa, quindi da tutta la malta!

Veronica, artista che vive lo spazio condividendolo con Enrico Mitrovich, Giovanni Turria è anche aperto ad artisti ospiti, in questo caso Lisa Castellani, che presenta a coloro che risponderanno all’invito le sue opere in ceramica, Stelle della Casa, che uniscono la sapienza del ricamo, di vere e proprie artigiane che realizzano per lei i ricami che poi vengono ingobbiate come se fossero degli oggetti ceramici. Durante il passaggio al forno ecco che il ricamo si perde per sempre, ma nel contempo ne viene salvata la traccia. I suoi lavori all’interno dell’Officina sono stati posizionati sia sul muro, dove di fatto danno la sensazione di un cielo stellato, stelle davvero preziose! Sia esposte su un piano, per osservarne meglio il contrasto cromatico! Questa serie di lavori ha ricevuto l’apprezzamento di Angela Vettese (!!!!).

Ad affiancarle le sculture fantastiche di Veronica, i suoi dinosauri, fondono e reinventando non solo i quadri di famosi artisti del ‘700 veneto, ma inventando nuovi mondi e nuovi materiali si fondono e si mixano per creare veri e propri continenti, in cui il recupero è uno dei leitmotiv. In studio anche una grande, pelosa e colorata scultura, che vedremo tra qualche settimana tra le protagoniste di una collettiva…quindi promesso non anticipo niente. Sullo stesso muro in cui sono sistemate le Stelle di Casa di Lisa Castellani, orologi a cucù, irriverenti e grotteschi, colorati e piumati…alternati alle prime casette create dalla stessa Veronica, che costituiscono la genesi e il primo step per questa evoluzione! Ancora di Lisa Castellani, sono esposti Giardino di gesso, lavagne tagliate in dimensione di tavolette, in cui sono state stampati con inchiostro bianco giardini e non solo in questo caso. Solitamente affiancate alle tavolette ci sono gessetti anche colorati e lo spettatore è così libero di intervenire e regalare al giardino anche qualche fiore sbocciato! Oppure il suo paesaggio stampato su lastra metallica e piegato. Facendo snodare il percorso in lungo e verdeggiante sentiero

Ancora di Veronica i suoi studi e la futura evoluzione dei suoi draghi…ma perchè i draghi? Lo scopriremo fra qualche tempo, Veronica sarà tra le prossime ( e da me tanto sospirate..) protagoniste di Teresa meets!

Non poteva mancare uno sguardo al suo studio, coloratissimo e pieno di nuovi progetti…una raccolta di piccoli oggetti, polveri colorate, tappi (usati anche per un importate e recente lavoro in un’azienda di Dueville che li produce e per la quale Veronica ha realizzato un grande progetto murale che accoglie dipendenti e clienti! Quasi quasi potrei prendere un appuntamento per vederlo!)

Manca in questa officina femminile il tocco dell’uomo! Enrico Mitrovich, pudico nel far vedere il suo lavoro! Ma per fortuna che si può guardare e girare, se serve, qualche tela! Scoviamo in particolare un paesaggio moderno, frutto di uno studio sulla contemporaneità Valutazione di impatto ambientale per un falco…attraverso le barriere sonore che corrono lungo l’autostrada la natura e i suoi abitanti devono necessariamente abituarsi a vivere in simbiosi con barriere, svincoli e quant’altro!!!

Ops! Condivide il colorato mondo di Veronica (nella vita e nel lavoro) Giuseppe Iannello, artista incisore il suo posto di lavoro è pieno di suggestioni e ispirazioni che sono disseminate sulle pareti, caratterizzato da uno studio anatomico notevole che denota uno studio dei grandi maestri nella scelta plastica delle pose! Naturalmente l’ispirazione a canoni antichi non sacrifica il tocco e la scelta contemporanea di tracciare un segno forte sulla lastra che scompone quegli stessi canoni.

L’Officina è un micro mondo in cui i canoni maschili e femminili si intrecciano e convivono scambiandosi energia a vicenda!

Vi ricordo che avete ancora la possibilità di visitare l’Officina mandando una mail a veronica.organo@facebook.com.

Prima di lasciare L’officina diamo uno sguardo al soffitto e scopro i libri di Enrico Minato, artista originario della provincia di Treviso, che ha lasciato la traccia del suo passaggio, i libri appesi al soffito sono un omaggio alla tanta carta stampata, alla poesia, alle tante macchine tipografiche e si accostano gradevolmente alle Stelle di Lisa Castellani, sembrando pioggia argentea e carillon per spingere i nostri sogni verso mete che solo la lettura ci può indicare!!!!

Alcune immagini per voi! A dopo perché la giornata continua!

Stelle di Casa _ Lisa Castellani
Stelle di Casa _ Lisa Castellani
Stelle di Casa - Lisa Castellani
Stelle di Casa – Lisa Castellani

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Ecco un Longhi inedito
Ecco un Longhi inedito

IMG_3194 IMG_3196 Cucù

 

Stampa digitale su gesso
Stampa digitale su gesso
una visione dell'Officina
una visione dell’Officina
I libri di Enrico Minato
I libri di Enrico Minato
Si lavora!!!!
Si lavora!!!!

They open their studio!

Ancora un nuovo appuntamento che durerà dalla vigilia delle elezioni fino al primo giorno di voto! Cercando di alleggerirci la mente, con un altro evento artistico e culturale che anima la città!

Venerdì 24, sabato 25 e domenica 26, un luogo di lavoro creativo apre le porte per mostrarsi ai curiosi e agli interessati, è L’Officina ArteContemporanea, di Contrà Carpagnon, come ospiti, gli artisti che lo animano, Veronica Organo, Enrico Mitrovich e Lisa Castellani, guest artist!

Per concordare la vostra visita potrete contattare Veronica Organo, alla seguente mail veronica.organo@facebook.com.

Accorrete numerosi!