Ritratti

In occasione dello spettacolo teatrale Anagoor Virgilio Brucia, Cantiere Barche 14 ospiterà la mostra Ritratti.

Un’istallazione video in cui il filo conduttore sarà il ritratto, tipologia di opera che secondo la compagnia è la lente d’ingrandimento capace di penetrare la superficie svelando le ferite che permeano la pietra e la carne. Anagoor non tralascia quindi i classici, rivolgendosi a queste parole con occhi sempre nuovi.

La mostra sarà molto breve, dal 25 al 27 marzo dalle 18 alle 21. Inaugurazione martedì 25 marzo ore 18.45.

La ricerca fotografica nel teatro di Anagoor con opere di Giulio Favotto/otium annagoor da Il palazzo di atlante, lingua imperii, santa impresa.

Ingresso libero presso Cantiere Barche 14, in stradella Barche 14

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We Art

Sabato 17 dicembre presso Cantiere Barche 14, in Contrà Barche a Vicenza, un nuovo appuntamento artistico con No Title Gallery, che ha scelto nuovamente Vicenza per il suo nuovo progetto artistico. Si tratta di una collettiva d’arte contemporanea We art.

Il tutto nasce come concorso che si ispirava a quello che adesso riporterà sotto, scritto proprio dall’Associazione

Nell’immaginario collettivo l’artista è una figura mitica, quasi un’entità: non ha contorni ben specifici, è un soggetto dal profilo sfumato e manca di una sostanza realmente tangibile.

Osservando lavori artistici, infatti, si ha talvolta l’impressione che siano stati generati da un “qualcosa” di indefinito, da una forza non comune. Realizzare che dietro ad ogni opera c’è una persona in carne ed ossa è uno sforzo mentale non sempre semplice.

Conoscere direttamente queste persone, poi, magari in occasione di inaugurazioni, conferenze o interviste e ascoltare la loro opinione, cogliere le loro emozioni e il loro punto di vista, completa la percezione dello spettatore costruita parzialmente attraverso il solo contatto con l’opera d’arte. L’origine di quest’ultima si ritrova nell’interiorità e nell’identità dell’artista ed è proprio per questo motivo che essa è unica. Un’opera d’arte è dunque una parte di ciò che è l’artista, quella che lui sceglie di mostrare.

Un’opera d’arte è un’affermazione d’identità.

Gli artisti partecipanti provengono da diversi ambiti, scultura e istallazione, fotografia e video. Coloro che sono stati selezionati sono: Li Chen, Anna Lorenzini, Federico Fusetti, Valeria Pontremoli, Marta Dal Sasso, Fabio Valerio Tibollo, Davide Sgambato, Annalisa Zegna, Giulia Magagnini, Lorenzo Palambini, Cristiano Vettore, Stefani Bonari

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Alzate al MASSIMO VOLUME

L’autunno vicentino di arricchisce di un nuovo appuntamento che unisce due mondi, quello della musica e della letteratura.

L’appuntamento che è solo il primo di una serie, vuole far conoscere agli attuali vicentini, che negli anni ’90 erano altrove, ma anche condurre coloro che c’erano nel passato culturale della città.

In quegli anni infatti si svolgeva in città la rassegna musicale Lo stivale delle 7 note che portò a Vicenza il meglio della musica indipendente del tempo. L’evento era organizzato dalla Casa di Cultura Popolare e Arcinova per conto e con il contributo dell’Assessorato alla Cultura.

L’attuale direttivo della Casa di Cultura Popolare intanto organizza la prima, dedicata ai Massimo Volume, gruppo rock italiano che si forma a Bologna alla fine degli anni Ottanta. Il gruppo si è dapprima sciolto nel 2002 e poi si riunisce nel 2008.

Presso Cantiere Barche 14 sarà possibile ammirare la mostra che li vede protagonista, con le fotografie di Andrea Rosset che nel 1997 ha realizzato le fotografie del concerto al Teatro Astra, il reportage del loro live a Festambiente 2014 a cura di Chiara Ferronato. Oltre a questo tutto quello che comprende il mondo del gruppo, quindi poster, disegni, libri del leader del gruppo che oltre ad essere cantate è anche scrittore Emidio Clementi.

Emidio Clementi, voce e basso della band,  sarà presenta all’inaugurazione della mostra facendo una lettura di brani tratti dai suoi romanzi ed in particolare da L’ultimo Dio, da poco ristampato.

Inaugurazione venerdì 26 settembre alle ore 18.30. La mostra rimane aperta fino a domenica 5 ottobre, dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19.30 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18.

La mostra è organizzato da Casa di Cultura Popolare in collaborazione con Cantiere Barche 14 e il Centro di Cultura Fotografica.

Massimo Volume

Una mente piena di pregiudizi

La mia mente è piena di pregiudizi culturali! Bisogna ammetterlo ed è bene che certa arte lo dica chiaramente!

In occasione della mostra Idola Mentis, in corso presso Cantiere Barche 14, che per l’occasione ha accolto moltissima gente e finalmente tanti giovani che si sono uniti alla ricerca, nelle opere d’arte, del loro limite! Che cavolo non solo io ne avrò!

iappena dentro ci accoglie una particolare istallazione con uno dei cibi dei quali sono più ghiotta e che maggiormente ingrassano del resto, le patatine fritte, appese tramite mollettine sui fili, l’istinto mi diceva MANGIA con l’acquolina in bocca alla Homer Simpson, ma i segni a penna o a matita mi hanno fatto desistere! Quante persone le hanno maneggiate? Ed ecco il primo pregiudizio servito non su un piatto d’argento ma su fili!

Attirata dalla moltissima gente che si trovava al piano superiore della galleria ecco si spiega il perchè, è in corso la performance musicale di Leonardo De Marchi, chitarrista dei Son Ensemble, forse non la concentrazione ideale per una musica che richiede silenzio! A questo punto non rimane che scoprire il resto degli artisti, tornando sui miei passi e scendendere dall’altra scaletta, ed ecco che si incontra Roberta Feoli con l’opera La habitaciòn de Berta, portandoci in Messico. Pareti ricreate con la colorazione bicolore che ricorda le pareti di casa mia, in una parete senza respiro in cui ricordi di famiglia si mescolano a disegni di un’inquietante personaggio, l’imperatore azteco adesso citato per la maledizione che colpisce l’intestino e sempre per pregiudizi culturali, fermo lì. Ma posso dire che l’argomento mi ha stimolato, nessun tipo di commenti, sull’origine ed ecco che il fantastico mondo del web viene nuovamente in mio aiuto. Il primo a sperimentare questo disturbo è stato da quando Hernàn Cortèz nel 1519, una volta sbarcato si trova davanti la popolazione Azteca, i quali aveva un apparato governativo strutturato. Gli spagnoli si unirono alle altre tribù locali stanche dello strapotere del popolo Azteco, lo stesso Cortés fu creduto da Montezuma il dio Quetzalcoalt. Così gli spagnoli furono accolti con oro e grandi onori e così Montezuma dichiara la sua fedeltà al re spagnolo. Ma il patto stabilito da Cortés con il popolo azteco venne meno quando dopo l’assenza del comandante giusto, l’altro comandante pedro de Alvarado, compie il massacro del grande tempio. Molti nobili aztechi furono fatti uccisi e l’imperatore prima fatto prigioniero e poi ucciso con una bevanda a base di oro fuso.  A questo avvenimento seguì la conquista vera e propria e l’accaparramento di tutto l’oro ma non andò tutto liscio (è proprio il caso di dirlo), seguirono molti eventi funesti in cui i problemi intestinali si trasformavano in febbri violente e causavano a volte il decesso. Un tipo di infezione che è sopravvissuta a secoli mantenendo il nome di quell’episodio..

Tornando alla mostra, la produzione di Roberta Feoli si caratterizza per l’uso della grafica che utilizza per realizzare disegni in cui le anime degli aztechi trucidati trovano spazio come se fossero della famiglia, inframezzati troviamo collane, immagini votive e vere foto di famiglia che se da un lato possono essere ricordi piacevoli, con questa nuova sistemazione cambia tutto il significato.

La fotografa Giulia Bersani ci pone davanti immagini che non possiedono nessun titolo e così aprono la nostra mente alle più svariate considerazioni. La quotidianità è catturata dalla fotografia con la poetica della fotografa, la mia preferita è l‘Untitled # x…so solo che il soggetto maschile è all’interno di un vagone solitario. Il tipo dei sedili mi fa ritornare alla mente la piccola linea ferroviara che correva nei piccoli paesi della Piana di Gioia Tauro, la calabro-lucana che specie nei suoi ultimi anni di attività era un aggeggio su rotaie semi distrutto da molteplici fattori, non ultimo la mancanza di rispetto di coloro che l’hanno utilizzata per anni.

Altro artista altro mio sconcerto! Francesco Pio Chierici che si pone allo sguardo con una provocazione non da poco, a casa mia si diceva Scherza con i fanti ma lascia stare i Santi! Propone al pubblico die opere San Pio da Vicenza, quindi con un’operazione di fotoritocco cambia volto ad uno dei santi più amati di sempre, Padre Pio, utilizzando l’immagine più nota. Di fianco invece troviamo i Crani gioiosi, simpatici e sorridenti crani per l’appunto, che sono stati variamente colorati. A me hanno ricordato delle gomme da cancellare che tempo fa vendevamo al bookshop del museo e che avevano assoluto successo sui bambini! Io mi divertivo a simulare LA SCENA di Amleto! Ma i crani gioiosi o meno hanno oltrepassato quella fase di disgusto e di paura che una volta c’era. La moda ma ancora prima i cartoni animati come la famosa Skeleton Dance hanno reso le ossa anche divertenti, o forse perchè da piccola frequentavo una casa in cui in bella mostra un teschio vero mi guardava intontito da uno scaffale???

Comunque sia mi avvicino alla saletta, nascosta e protetta in cui trviamo l’istallazione di Christian Palazzo intitolata La percezione contagia il pensiero – Sinottica, opera composta da laser, vetro, specchio e legno, ma prima di addentrarmi la cosa che mi colpisce è un’altra cartellino con le raccomandazione seguente ATTENZIONE!!! I puntatori laser utilizzano una sorgente luminosa a laser verde che possono essere potenzialmente pericolosi per gli occhi – Non guardare mai direttamente la sorgente luminosa. – Non guardare direttamente il fascio di luce da distanza ravvicinata o prolungata, da me si dirette chi si guardai si sarvau… pertanto entro ma troppo piena di pre giudizi creati dalla scritta preferisco uscire e viaggiare per altri lidi, già ho i miei problemi.

Dopo momento chiacchiere e aspettando un po’ di calma, posso osservare finalmente gli ultimi lavori. Nella sala principale le suggestive tele di  Maurizio L’Altrella, l’olio risplende in tutta la sua bellezza, e le presenze sulla tela si fanno liquide e come tracce di qualcosa che c’era ma adesso non più, come se fosse una traccia di energia. In I’m here la coscienza si identifica in quella di un gatto, ripreso nel momento in cui sembra distratto ma invece apre le orecchie per carpire i suoni, le altre presenze ci avvicinano all’idea di sacrificio, del resto l’animale, l’agnello sacrificale siamo noi stessi. Tac! Altro concetto creato dalla tradizione e da quello che ci hanno trasmesso. Mi allontano con la sensazione di essermi già imbattuta in lui…

Alla fine mi accosto alle fotografie di Massimiliano Boschini, fotografo di posti abbandonati, e vediamo come la natura si riappropria di spazi tolti dall’uomo che evidentemente non aveva creato niente di eterno, se nel giro di qualche anno l’asfalto lascia il posto all’erba e alle ortiche, ma dove saranno questi posti isolati, vicino a noi, possibile che non ci accorgiamo di tanta bruttezza, al sud? Altro pregiudizio, magari a pochi passi da casa nostra, ma del resto è il mondo casa nostra e dovremmo renderlo bello e armonioso.

Testati i miei pregiudizi e le mie chiusure, quasi mi vergogno di me, ma siamo fatti, oltre che di carne e sangue anche di quello che abbiamo vissuto e conosciuto, attraverso l’esperienza diretta ma anche attraverso quella indiretta e quindi me li impacchetto e li porto via!

La mostra è aperta fino al 9 febbraio, testate anche voi i vostri limite e le vostre libertà.

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Roberta Feoli
Roberta Feoli
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Roberta Feoli
Roberta Feoli
Roberta Feoli
Giulia Bersani
Giulia Bersani
Giulia Bersani
Giulia Bersani
San Pio da Vicenza
San Pio da Vicenza
Crani giocosi
Crani giocosi
Maurizio L'Altrella
Maurizio L’Altrella
Maurizio L'Altrella
Maurizio L’Altrella
Massimiliano Boschini
Massimiliano Boschini

Idola Mentis: No Title Gallery

L’Associazione Culturale No Title Gallery, arriva a Vicenza!

Lo scopo dell’Associazione è quella di lavorare con giovani artisti e non, per creare esposizioni ed eventi su tutto il territorio nazionale e internazionale.

Durante il mio esilio veneziano (durato tre giorni), ho avuto l’occasione di vedere uno delle loro mostre, vicinissimi al Teatro La Fenice!

A Vicenza il 26 gennaio arrivano e sbarcano in Cantiere Barche 14, con la mostra curata da Silvia Bignetti dal titolo Idola Mentis: mostra d’arte contemporanea. Un evento multi-mediale che coinvolgerà il pubblico che verdrà l’esposizione, in programma fino al 9 febbraio 2014.

L’intento è quello di abbattere gli Idola Mentis, ovvero i pregiudizi che la nostra mente ha, per ragioni socio-culturali la gente ha! Gli artisti scelti per questa mostra sono Giulia Bersani, Massimiliano Boschini, Pio Francesco Chierici, Roberta Feoli, Maurizio L’Altrella, e Christian Palazzo.

Inaugurazione ore 18, con la musica di Leonardo De Marchi e i Son Ensemble

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Il start up fatto in fotografia

Siamo alla vigilia del festival giovane e per giovani, che tanto ci ha fatto trepidare per mesi, almeno per me,  all’accanita ricerca di informazioni! Ma la sorpresa è che Start Up, ha aperto una sera prima con una sorta di preview delle tre intense giornate. Per entrare nello spirito giovane eccoci al Cantiere Barche che per una manciata di giorni ospiterà la doppia personale di due fotografi di diversa provenienza e formazione! Ezio D’Agostino e Luigi Cecconi.

Nell’articolato, e umido, spazio della galleria i due fotografi si parlano e parlano a noi con linguaggi diversi!

Nelle sale al piano superiore l’occhio del calabro francese Ezio D’Agostino, si posa sul quartiere di Les Halle, quartiere già nato con una predisposizione allo scambio e al mercanteggiare, negli anni ’70 tale spazio è stato dotato di un innovativo centro commerciale sotterraneo. Recentemente dopo che il degrado ma soprattutto nuovi canoni estetici sono sopraggiunti, l’intero Forum è stato sventrato. Il fotografo ha immortalato il tempo che passa e che a poco a poco cancellerà anche gli ultimi resti di questo passato! Sono ventisei scatti che navigano sulle pareti di Cantiere Barche e che immortalano, la piscina, il fast food, ciotole di consumazioni finite, i parcheggi e la polvere che ricopre le macchine. La fragilità di un posto che ha poco più di trent’anni ed è già obsoleto…analogia con l’età del fotografo che ha trentaquattro anni, ma per una persona quella stessa età è considerata quella di un giovane uomo, invece per un oggetto o per un edificio è già sinonimo di passato!

Luigi Cecconi esprime invece la sua romanità attraverso i ponti sul Tevere, Il mio lavoro è l’elemosina, e le rive del fiume dimora di molta gente! Quello che vediamo sulle pareti, al piano inferiore di Cantiere Barche, sono fotografie che non riportano solo i volti dei veri abitanti di quei luoghi, come in una foto segnaletica, ma sono abbinati ad ogni volto alcuni oggetti, dai frugali pasti a qualche indizio che riporta al passato, in cui avevano magari una famiglia e una casa vera! Sul banco di prove, tutti questi elementi ci parlano di passioni e di necessità e queste persone che spesso percepiamo più come fantasmi, tornano a prendere corporeità.

Come dicevo prima ancora domani ci sarà la possibilità di vedere gli scatti, sempre che non siate troppo impegnati nello Start Uppeggiare in Basilica e dintorni…io per non sbagliare domani mi trasferisco in laguna a godermi l’aria internazionale della città lagunare! Qualche foto…

Cantiere Barche 14 Ezio D'Agostino

Ezio D'Agostino

e Petra Cason
e Petra Cason

Luigi Cecconi

Luigi Cecconi

Luigi Cecconi

Luigi Cecconi

 

Star Up…apre il cantiere

Start Up comincia con un giorno di anticipo, non negli spazi che gli saranno destinati da venerdì ma nel Cantiere Barche, di Contrà Barche 14.

Qui alle ore 18 di giovedì 4 luglio, con la doppia mostra fotografica di Luigi Cecconi e Ezio D’Agostino.

Luigi Cecconi è un fotografo romano, dopo studi tecnici ha frequentato il Master Triennale alla Scuola Romana di Fotografia 2008 – 2011. Nel 2012 fonda insieme ad un gruppo di amici e colleghi l’Associazione Culturale Zerozerouno.

Ezio D’Agostino è invece un fotografo calabrese di Vibo Valentia. Laureato in Archeologia a Firenze ha successivamente studiato fotografia alla Scuola Romana di Fotografia partecipando anche a numerosi workshop. Attualmente lavora tra Roma e Parigi, città nella quale è rappresentato dalla Galèrie Lucie Weill-Seligmann.

FuoricOntesto

Tra arte contemporanea e il concorso di cortometraggi, il 21 giugno si creano in città altri appuntamenti speciali! Notte europea della Musica, Letti di notte, chi più ne ha più ne metta!

Per questa iniziativa sono due le location, vicinissime, il Teatro Astra e il Cantiere Barche 14!

Vediamo nel dettaglio il programma di una giornata che comincia dalle ore 17!

Primo appuntamento proprio alle ore 17 con l’arte di Gabriele Brucceri presso Cantiere Barche 14. L’artista vicentino dopo il diploma presso il Liceo Martini, si trasferisce a Bologna dove frequenta l’Accademia prima con indirizzo pittura e successivamente grafica. Durante gli anni bolognese, una piccola ma significativa parentese è costituita dall’esperienza Erasmus a Bercellona. Ecco il sito.

L’appuntamento successivo è previsto per le ore 18 al Tetro Astra, con la musica. Vertical + aperitivo e degustazioni e l’esposizione delle fotografie del club 50MM.

Alle 20 sempre al Teatro Astra è il momento della danza, con Radici Aeree.

Alle 20.30 al Cantiere barche 14 la performance di danza Humangame.

Mentre alle 21 al Teatro Astra, momento di teatro con Din Don Down, mentre nella  stessa sede alla ore 22 il video 48 ore – proiezione cortometraggi.

Alle 23 ancora al Cantiere Barche 14, per un momento di performativo dal titolo Fragile.

La serata in zona barche è a cura di Cineradagi e Milagrofilm