Domeniche a Palazzo Thiene #5

Siamo giunti anche alla fine di questa mostra, ma si conclude degnamente con l’ultima conferenza!

Naturalmente, prima delle giornate Abi, aperture straordinarie del palazzo ed altro, è anche l’ultima occasione per vedere i Capolavori entrati in possesso della Banca Popolare di Vicenza e del resto delle collezioni.

Ricordo brevemente: oltre il capolavoro palladiano, la raccolta numismatica dell’Istituto, con le Oselle veneziane e gli Zecchini d’oro di Venezia; gli appartamenti monumentali con gli affreschi rinascimentali; la pinacoteca di capolavori di grandi maestri della pittura veneta della pittura veneta dal Quattrocento all’Ottocento; il piccolo Museo di stampe popolari settecentesche dei Remondini; il regale servizio settecentesco della Manifattura Antonibon; la raccolta delle ceramiche popolari venete del XIX secolo; la collezione di opere in marmo di Lorenzo Bartolini, la galleria di sculture di Arturo Martini e la sala Nereo Quagliato.

Alle ore 16.30 di domenica 8 febbraio la storica dell’arte Isabella Lapi Ballerini (già direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana) parlerà del seguente argomento Tra Firenze e Bangkok: itinerario nell’arte di Galileo Chini.

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Domeniche a Palazzo Thiene #4

Siamo arrivati ad un nuovo mese, quindi un nuovo appuntamento con l’arte a Palazzo Thiene!

Domenica 1 febbraio, penultimo appuntamento con l’arte e con la mostra che anche per quest’anno chiude.

Una domenica da sfruttare per vedere opere dell’Ottocento veneto e toscano, per vedere, sempre gratuitamente, anche il resto delle collezioni conservate nel palazzo palladiano.

Alle ore 16.30 si parla di La pittura di Primo Conti fra avanguardia e Novecento. La relatrice sarà Susanna Ragionieri, dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.

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Domeniche a Palazzo Thiene #3

Terza domenica per farvi ispirare dai generi dell’Ottocento!

Come ormai buona abitudine, vi ricordo che dal venerdì alla domenica è possibile vedere la mostra in programma a Palazzo Thiene, storica costruzione palladiana, per vedere un nuovo capitolo di Capolavori che ritornano. Mentre la domenica, potrete inoltre vedere anche il resto delle prestigiose collezioni, contenuti in uno scrigno di tale bellezza e prestigio.

Tutto gratuitamente come la conferenza in programma il 25 gennaio alle ore 16.30 con la Natura e stati d’animo. Francesco Lojacono e la pittura di paesaggio nell’Ottocento con Carlo Sisi, Presidente del Museo Marino Marini di Firenze.

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Domeniche a Palazzo Thiene #2

Seconda domenica all’insegna dell’arte!

Domenica 18 gennaio alle ore 16.30 Nico Stringa, professore di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, parlerà di Alessandro Zezzos e la pittura veneziana del secondo Ottocento

Ingresso gratuito!

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Domeniche a Palazzo Thiene #1

Palazzo Thiene invita i vicentini e non conoscere da vicino il ricco patrimonio artistico contenuto a Palazzo Thiene, capolavoro palladiano, che è di proprietà di una banca!

Le domeniche dall’11 gennaio non sono già più le stesse, come già dicevo in un precedente post, proprio sabato 6 gennaio si è aperta una nuova mostra della serie Capolavori che ritornano dal titolo L’Ottocento e il primo Novecento nella Collezione della Banca Popolare di Vicenza, aperta fino all’8 febbraio, dal venerdì alla domenica.

Di domenica dalle 10 alle 16 è altresì possibile vedere anche il resto delle ricche collezioni, cominciando dalla visita dell’edificio stesso, passando per la raccolta di numismatica di proprietà dell’Istituto bancario, con la preziosa collezione di Oselle veneziane e gli Zecchini d’oro. La visione degli appartamenti monumentali con il ciclo di affreschi rinascimentali, la pinacoteca di capolavori dei grandi maestri della pittura veneta dal Quattrocento all’Ottocento, il piccolo museo di stampe popolari settecentesche dei Remondini. Il regale servizio da tavolo, di origine settecentesca della manifattura Antonibon.

Ma dal mese di gennaio, le domeniche saranno caratterizzate da incontri di approfondimento con studiosi per analizzare passo dopo passo, i capolavori che uniscono nel percorso proposto il Veneto e la Toscana.

L’11 gennaio 2015 alle ore 16.30 la prima conferenza dal titolo Capolavori che ritornano. Capolavori che si incontrano con Fernando Rigon, curatore della mostra

La conferenza è a ingresso libero.

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Il Veneto e la Toscana tra Ottocento e Novecento

L’ultima mostra che ho visto quest’anno, prima di partire per le sospirate vacanze, è quella organizzata dalla Banca Popolare di Vicenza.

Una nuova mostra dei Capolavori che ritornano, un appuntamento che è diventata una tradizione. Inoltre quest’anno c’è qualcosa in più. Infatti la Banca Popolare di Vicenza ha acquisito la Cassa di Risparmio di Prato, pertanto le opere restituite parlano in veneto e in toscano, con tutte le affinità che le due regioni hanno. Per chi avesse occasione fino al 25 gennaio è in programma anche una mostra a Prato.

Ma veniamo a quella vicentina, che si apre al pubblico durante il week end, dal venerdì alla domenica.

La mostra è composta da quattro sezioni, analizzando i principali filoni in voga in questo scorcio di secolo, evidenziando anche i cambiamenti sociali in atto.

Come primo omaggio non si può dimentica la perla dell’Italia e fonte di continua ispirazione per tutti colori che hanno vissuto la laguna e Venezia. Sin dai tempi del vedutismo la luce sul Canal Grande e sulle fondamenta hanno ispirato generazioni di pittori, i quali catturano la luce e la vita che si svolge in città, tra popolo e signori. Giovanni Grubac realizza una Veduta del Canal Grande di Venezia, databile verso il settimo decennio del ‘800, un dipinto che da un lato si unisce alla tradizione veneziana di Canaletto, ma che nel contempo si distingue dal prendere dal vero il  movimento che si svolge nel Canal Grande. Tele più moderne sono quelle realizzate da Alessandro Milesi e Teodoro Wolf Ferrari i quali si caratterizzano per una maggiore modernità e tocchi di colore. Milesi ci offre una veduta da Piazza San Marco verso punta della dogana, la visione con le barche che affollano con le loro vele gialle colpite dal sole la laguna. Anche Wolf Ferrari rappresenta la città ma da lontano, la visione da una barca, accostandosi alla tela l’effetto materico è incredibile. La città è stretta tra il cielo e il mare e se non fosse per il profilo della città la tela sarebbe tutta giocata tra il bianco e l’azzurro.

Le opere di Beppe Ciardi e di Zeno, seppur realizzati nel primo ‘900 in un’epoca di profonda trasformazione dell’arte siano ancora legati a canoni romantici. Una laguna vissuta da pescatori, oppure Chioggia zona da sempre popolare, immortalata nella quotidianità fatta di legami. Sensazione confermata da altri artisti che hanno immortalato quelle zone, ancora Chioggia ancora più autentica e ruspante.

Si passa così alla seconda sezione, dedicata agli antenati prossimi. La galleria dedicata a questa sezione si inaugura con il pittore vicentino, Pietro Roi con il pastello su carta raffigurante l’eroina Giulietta. Evidentemente uno studio per il dipinto Giulietta e Romeno, conservato a Palazzo Chiericati. Lo studio, un pastello su cartone si affianca al filone hayezano, in cui appare una Giulietta in una posta sconsolata e melodrammatica. Segue il dipinto di Natale Schiavoni che ritrae il Femminile ideale, la malinconia. Anche in questo caso l’abbigliamento della giovane denuncia un’attinenza con le tematiche romantiche, quindi con gli ideali cavallereschi e medievali che ritroviamo nella pittura di Hayez e di altri artisti a lui contemporanei. Ma sinceramente non mi trovo con il titolo. La ragazza ritratta non mi sembra particolarmente malinconica ma piuttosto ammiccante. Abbastanza contemporaneo Alessandro Milesi, ritrovandolo in questa seconda sezione. Lasciamo i paesaggi per trovare il ritratto di una dignitosa signora anziana. E come succedeva nei ritratti sacri del Rinascimento, lo sfondo è aperto su una campagna dall’aspetto montano, la protagonista è seduta su una sedia e appoggia il gomito sul tavolo, mentre nelle mani stringe un fazzoletto. Le incornicia il volto le nuvole che lasciano di tanto in tanto un piccolo squarcio azzurro. Troviamo anche il pittore livornese Vittorio Corcos, che ha ricevuto un rinnovato interesse a seguito della mostra padovana che lo ha avuto come protagonista. Una mostra che mi lasciato con un ni, nel senso che è sicuramente dotato di straordinario talento ma la sua sudditanza a tanti ed importanti committenti lo caratterizza per uno stile piuttosto affettato. Infatti le donne, le più belle della società d’allora, come la divina Cavalieri, sono rappresentate piene di trine e con una pelle candida e che anche dal dipinto emanano odore di crema di rosa. Qui, nel raffigurare Memmi, la figlia minore, ritrova una pennellata più fresca e vibrante accentuato dai praticoli dell’abbigliamento, che aiuta a datare la tela attorno al 1920.
Segue il ritratto della soprano romena Hariclea Dorclée, ritratta da un pittore ignoto. Il quadro si compone in due livelli, in primo piano il ritratto a  figura intera  dell’artista, elegantemente vestita di un bel completo nero Belle Epoque! Sullo sfondo un delicato motivo giapponese. Il riferimento potrebbe essere l’Iris di Mascagni, che la cantante avrebbe interpretato per prima. L’Iris è l’opera che in teatro inaugura il genere nipponico.

Chiude la sezione il bel ritratto di signora di Umberto Brunelleschi, datata nel 1922. Oltre che pittore scenografo, pittore che rispecchia l’arte del periodo. La donna è ritratta in un momento di festa come si evince dalla maschera e da boa che ha di fianco, ma il suo volto altero non esprime un sentimento di divertimento, quanto piuttosto di indifferenza.

La terza sezione si intitola Eravamo così. Apre la galleria il quale del veneziano Alessandro Zezzos che è anche l’immagine guida dell’esposizione. La scena riproduce forse la vera e propria passeggiata dei veneziani e che è poi diventata quella dei moltissimi turisti che in ogni momento affollano la città. Riva degli Schiavoni si divide tra le signori eleganti e spensierate che passaggiano con amiche e parenti e tate che fanno ammirare le loro protette alle signore. Ma il punto di vista è quello di una donna popolana che guarda con invidia la condizione delle altre mamme. Seduta ai piedi di una colonna della piazza, è visibilmente stanca e sconfortata della sua condizione e tiene il suo bambino, avvolto per bene, con un gesto che denuncia la stanchezza. Un ritratto verista di uno scorcio veneziano ma che potrebbe essere universale.

La galleria prosegue con quadri che denunciano la vita vera che caratterizza le strade d’Italia. Ma anche atteggiamento di puro amore, come quello materno, come la tela di Egisto Rinaldo Lancerotto che propone un tenero bacio fra una madre e il suo figlioletto in una casa che ci appare umile, ma ravvivata da una bella pianta rampicante con tanto di fiore rosso che avvince e lega ulteriolmente le figure al significato del quadro.

In queste sezione troviamo anche Luigi Gioli, artista originario della provincia di Pisa con il quadro intitolato Il riposo. Indubbiamente colpito dagli effetti di luce dei macchiaioli, realizza la visione di un riposo, almeno per gli animali, in un’assolata giornata estiva. Il sole filtra tra la vegetazione per colpire, macchiandole le bestie. Un senso di ristoro che ritroviamo nel cartone di Luigi Nono, intitolato Il pergolato di Polcenigo o La veranda. Un posto di quieste e di completo riposo. Questo luogo ameno e fresco. Quasi quasi mi faccio un pisolino!

Chiude questa sezione il dipinto di (Umberto) Primo Conti dal titolo Il Nuotatore. In questa mostra rappresenta decisamente un’unicità. Il dipinto benchè del 1925 denuncia ancora una vicinanza ai modelli futuristi. L’atleta è un tutt’uno con l’acqua e il suo corpo è pervaso dal movimento. L’acqua nel quale è immerso si fonde con il suo corpo.

L’ultima sezione si intitola invece Luce d’Italia, tra l’altro piuttosto corposa. Da vedute di Vicenza, a quelle delle maggiori città italiane, il visitatore ha così la possibilità di vedere con i propri occhi le trasformazioni delle piezze che è solito frequentare. Ovviamente sono tra le tipologie di quadri che attirano di più, tutti vogliono cogliere e riconoscere i luoghi di cui si sentono padroni! Tanto per cominciare un omaggio a Vicenza con la veduta di Piazza dei Signori dipinto da Carlo Ferrari detto Ferrarin, l’opera datata 1845 presenta uno stile affettato  ed estremamente realistico. La curiosità da notare è la mancanza su una delle colonne del Leone di San Marco, escluso per ovvi motivi. Sempre Vicenza è la protagonista della tela di Giuseppe Sottovia. La tela ha pochissimi colori in quanto la neve rende uniforme il paesaggio.

Firenze e la Toscana è protagonista di altri dipinti. Emilio Carlo Gaetano Burci raffigura Piazza della Signoria e l’Arno. Per poi passare con interpreti più moderni come Galileo Chini che propone un sognante Peasaggio in Versilia. Da famoso e abile decoratore non smentisce la sua vena artistica, trattando la tela come se fosse uno smalto. Ardengo Soffici presenta una scena di vendemmia, collagandosi al recupero delle origini già iniziato con Carrà. In particolare la figura che tiene fermo il grappolo presenta la staticità di una colonna.

Continua la rassegna con Achille Beltrame che presenta paesaggi variegati, da quello lacustre a quello alpino. Sirmione e paesaggi che aveva da sempre nel sangue, con quella nota di nostalgia e vivo interesse per le atmosfere e i dettagli metereologici. Il Veneto è ancora nelle tele di Gueri da Santomio e Giacomo Gemmi, che ritraggono Verona, da un punto di vista acquatico e da un punto di vista di terra, proprio per non dimenticare il legame di molte tra le più importanti città.

Tra le già prestigiose raccolte anche un quadro che presenta un respiro più internazione come Mario Cavaglieri che realizza un bell’olio su tela di Parigi – Pont Neuf. Vibrante e capace di fondere le migliori tradizioni dei suoi paesi. In questa carrellata facciamo una fuitina a sud e precisamente in Sicilia con Aurelio Catti e le strade della sua Palermo, vialoni di rapprensentanza che si mostrano nella bellezza delle stagioni che cambiano. Rimaniamo in Sicilia con Francesco Lojacono che ci propone ancora una volta Palermo e la sua campagna in una giornata di pioggia, situazione strana per l’assolata Sicilia. Anche la Campania è rappresentata con Giovanni Battista Filosa che ci propone una scena di genere dal titolo Il ritorno dalla pesca. Una scena di genere che trova una naturale scenografia nel Golfo che mostra la sua acqua placida e il lavoro che comporta l’uscire a pescare. La spiaggia ha quasi un’aspetto lunare di questa spiaggia, con la sua sabbia grossa e rocciosa.

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Ritorni tra Otto e Novecento

Nuova stagione di ritorni. Così la Banca Popolare di Vicenza riapre le porte del piano terra per mostrare le nuove acquisizioni del 2014!

Infatti in una città che è viva per le feste, pronta ad accogliere una folla di persone in occasione della nuova mostra in Basilica ecco che anche l’istituto bancario ci invita a scoprire i nuovi capolavori che ritornano nella ricca collezione vicentina. Questa nuova mostra presenta dipinti dell’Ottocento e del Novecento. In un viaggio tra la pittura di genere, quella en plein air, ritratti di malinconiche fanciulle ma anche opere di artisti toscani che ci faranno assaporare lo spirito del tempo che hanno vissuto.

La mostra a ingresso libero si è aperta venerdì 6 dicembre e chiuderà domenica 8 febbraio e rimarrà aperta nei week end dalle 10 alle 18.

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A B I = I palazzi delle banche vi invitano!

Il 4 ottobre 2014 si svolgerà in tutta Italia la nuova giornata Abi. Infatti per tutto il giorno, dalle 10 alle 19 le Banche o meglio i Palazzi in loro possesso si apriranno al pubblico per farsi conoscere da vicino in un invito che è quasi impossibile da rifiutare.

In città i Palazzi e i gruppi bancari aderenti sono la Banca Popolare di Vicenza che aprirà la collezione ricca, prima di inaugurare (a dicembre), la prossima edizione di Capolavori che ritornano.

Anche Palazzo Leoni Montanari si apre (come se fossimo sempre chiusi!!!!!!) anche per quest’occasione. Il palazzo rinnovato, il piano nobile con la mostra di ceramiche apule e magnogreche, la mostra temporanea al piano nobile e naturalmente l’ever green le icone russe! Durante la giornata oltre che le visite guidate che saranno scandite nel corso della giornata, saranno organizzati percorsi per famiglie e tra le sale la musica con gli allievi del dipartimento di musica antica del Conservatorio di Vicenza proporranno musica con autori del ‘600 e del ‘700, in collaborazio con il maestro Fabio Missaggia (dalle 15 alle 18). Per prenotarsi alle attività che riguradano le famiglie (i ragazzi fino ai 13 anni) potete contattare il numero verde 800 578875.

Allora perchè non accettare un invito?!

Il regalo dalla mia città, parte prima

Il mio ultimo venerdì pre-natalizio è stato all’insegna non solo dei regali miei verso gli altri, ma anche un regalo che Vicenza mi fa! Con due mostre che mi fanno apprezzare e ricordare il perché ho deciso di aprire il blog!

Nel tranquillo primo pomeriggio che precede la frenetica corsa dei ritardatari, ho investito un po’ di tempo e regalato ai miei occhi un po’ di bellezza.

Prima tappa Palazzo Thiene, sede storica della Banca Popolare di Vicenza che ha recentemente riaperto per una mostra sulla sua ultima acquisizione e per far vedere anche opere possedute ormai da tempo ma mai mostrate. Capolavori che ritornano, i dipinti della dinastia di pittori i Bassano, ultimi tasselli di un lungo processo di acquisizioni.

Al piano terra del palazzo, un’ambientazione raccolta ed evocativa con fari blu che ci immergevano nella notte come alcune figure dipinte. Ci accoglie l’introduzione e l’albero genealogico dell’illustre famiglia Da Ponte. Come poi si evince dal catalogo regalato dal generoso istituto bancario, noteremo una divisione tra le produzioni, epoche di diverse generazioni.

Seguendo l’ordine del catalogo, troviamo subito Orfeo incanta gli animali con il suono della lira, risalente alla prima metà del IX decennio del ‘500. In realtà il suono non incanta sono gli animali ma tutti gli elementi della natura. Opera di Jacopo, il capostipite ha creato così un modello che verrà ripreso anche dai figli Francesco, Leandro e Gerolamo, con l’unica variazione concessa riguardo ai formati.

Mentre di Leandro Bassano possiamo ammirare il Matrimonio Mistico di Santa Caterina con angeli musicanti, databile tra il 1580 e 1590 ca. La santa è inginocchiata al cospetto della Vergine mentre Gesù Bambino la sposa simbolicamente infilandole l’anello nuziale al dito.

Ancora di Jacopo Bassano L’adorazione dei pastori degli inizi del XVII secolo. Qui la scena è ambientata tra due quinte architettoniche di un edificio diroccato. La Vergine alza appena il lenzuolo per far vedere il bambino. Anche in questo caso i figli, negli anni seguenti copieranno il modello introducendo alcune varianti.

Nel secondo corpus di opere, troviamo la Madonna con il bambino, del 1569 ca, questo dipinto è nelle collezioni della Banca dal 1995. La costruzione della tela è tradizionale, anche perché la tela essendo di piccole dimensioni, non permette molta libertà compositiva. Il movimento è comunque assicurato e visibile dalla flessione del busto della Vergine che si avvicina al pastorello. Il piccolo gruppo è delimitato da un lato da un albero frondoso, dall’altro da una montagnosa.

Il dipinto che troviamo successivamente è stato invece realizzato a quattro mani, da Jacopo e dal figlio Leandro che si cimentano con Lazzaro alla mensa del ricco Epulone, realizzato tra il 1578 e il 1580. In possesso della Banca dal 2000 il tema è tipico di Jacopo che lo elabora e lo propone fino al 1553/54, anche se in questa tela il lavoro maggiore spetta al figlio Leandro. I pittori scelgono un’ambientazione architettonicamente elaborata, con ruderi antichi in cui vengono mostrati due episodi simultanei e naturalmente collegati. In primo piano troviamo la preparazione del pasto di Epulone con la miseria delle lavoranti, anima la cucina una vivace scimmietta, e più in fondo possiamo scorgere una bella natura morta composta da stoviglie lucenti. Lazzaro è sistemato un po’ in fondo e rivolge lo sguardo alle sue spalle, al ricco Epulone che banchetta da solo.

Di Francesco Bassano junior invece è autore del dipinto intitolato L’adorazione dei magi, ed è a Vicenza dal 2004. Anche in questa composizione tradizionale la scena sembra affollata da numerosi personaggi che spinge verso il gruppo sacro, composto dalla Vergine con il bambino e dal defilato, ma pur sempre presente san Giuseppe, sempre così trattato male! Il corteo è animato da animali, ma a me salta agli occhi la presenza del pavone che è sistemato sul tetto di questa capanna che protegge il neonato. Il ricco piumaggio è altamente simbolico, sembra attingere al fascio di luce dorata che colpisce il bambino.

Ancora L’annuncio ai pastori di Francesco Bassano junior e realizzato prima del 1578. Proprietà dell’istituto bancario dal 1999, è un notturno molto cupo e un soggetto destinato a essere molto riprodotto. I pastori sono sorpresi nella notte dalla visione dell’Angelo che con la sua presenza squarcia il buio. In particolare il più giovane è talmente stanco da non accorgersi nemmeno di quello che sta accadendo.

Un altro dipinto che è presentato al pubblico per la prima volta in questa occasione, ma che fa parte delle collezioni dal 2010 è un’altra opera di Francesco Bassano junior con l’Andata al Calvario, databile a dopo il 1578. Denotiamo in particolare l’andamento orizzontale della composizione. Anche in questo caso le versione sono molte e si notano anche delle differenze: in questa notiamo in particolare il personaggio che sollecita Cristo a riprendere il cammino dopo la caduta, lo si riconosce dal tipico copricapo bassanese, composto da frange rosse, questo è preceduto da un ragazzo con cesto il quale contiene gli attrezzi per la Crocifissione. Altra particolarità è nella presenza delle popolane e l’inserto naturalistico del monte.

Di Leandro Bassano è invece l’Annuncio ai pastori, molto simile se non dire uguale a quella di Francesco. Questa versione risale a prima del 1595 e si differenzia per una minore cupezza, sostituiti da colori più freddi. A detta dei critici questa versione è meno creativa rispetto alla precedente.

Attribuito a Leandro Bassano, con il quadro di genere intitolato L’elemento Terra, degli inizi del XVII secolo. Inizialmente questo lavoro “a catena” era ricco e stimolante, ma la ripetizione dopo un po’ stanca l’intera bottega. Il quadro di proprietà della Banca dal 1994 è stato anche maneggiato dal padre Jacopo. La terra è rappresentata nelle sua veste più ricca e generosa, frutti succulenti, ortaggi e tanti animali, sia in veste di abitanti della terra che come succulenta cacciagione. L’orizzonte è dominato dalla consueta montagnosa azzurra, ormai vera e propria firma della bottega. Ma secondo la critica nella scelta degli animali i pittori sottintendono anche agli altri sensi, come il tatto, nel vello morbido di alcuni piccoli animali. Inoltre anche la scelta dei toni aranciati, quelli dell’autunno, stagione ricca di frutti e di grande operosità! In cielo Cibele con testa turrita e carro con leoni.

Di Gerolamo Bassano L’elemento Aere, risalente al 1605 /1615 ca, si trova a Vicenza dal 2000. Anche in questo caso si tratta di una prima esposizione. Dunque un altro quadro di genere ma a differenza del precedente, più raro. Questa volta l’ambientazione cambia e lo scenario si arricchisce di costruzioni ponendoci nei pressi di un borgo abitato e si focalizza sulle merci da commerciare, prevalentemente volatili di allevamento e da cattura. Sono anche inseriti in questa composizione un esempio di vera e propria caccia, come vere e proprie note di visione culinaria.

Il mio pomeriggio pre-shopping continua in Basilica.

Vi ricordo però prima che la mostra è visibile fino al 2 febbraio 2014, tutti i week – end dalle 10 alle 18, con ingresso libero,  unico peccato che dopo,  fino ad una nuova acquisizione dei prossimi capolavori, sarà possibile vedere il palazzo e le numerose collezioni solo su appuntamento!

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La Banca Popolare riporta altri capolavori

In questo fine 2013, si aggiunge un nuovo capitolo per la storia delle Collezioni della Banca Popolare di Vicenza. L’anno passano è stata la volta delle ceramiche, mentre quest’anno si ritorna alla pittura con i quadri di Jacopo Bassano, figli e bottega.

Sono tre i dipinti che si aggiungono a già ricca collezione della Banca Popolare, che si segnala come quella più vasta dei pittori del ‘500 veneto.

Le tele raffigurano, Orfeo incanta gli animali di Jacopo Bassano, Il matrimonio mistico di Santa Caterina con angeli musicanti di Leandro, mentre l’Adorazione dei pastori attribuito alla bottega.

Con questa nuova acquisizione si aggiunge una tessera nel mosaico di grandi ritorni per questa diciottesima edizione.

Sarà possibile vedere le tele da oggi e tutti i week end fino al 2 febbraio, il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18, con ingresso libero.

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