Tanto vale vivere

Uno spettacolo teatrale scritto dalla giornalista e poetessa statunitense sbarca a Vicenza nello Spazio Der Ruf di Contrà Porta Padova 89.

Il testo scritto da una delle scrittrici più attente e polemiche che indaga sul costume americano. Il testo è ambientato negli anni del proibizionismo americano, la protagonista è una donna sola e non più giovanissima. In questo locale in cui si trova sola e in balia degli eventi succederà qualcosa… ma per scoprirlo dovete necessariamente andare da Der Ruf sabato 1 novembre alle ore 21 con tanto di tessera associativa, che potrete penso fare anche la sera prima dell’evento.

Lo spettacolo dal titolo Tanto vale vivere

Con Catuscia Gastaldi, Irma Sinico, Stefania Pimazzoni. Drammaturgia di Stefania Pimazzoni.

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L’anima dentro la scultura

Sabato pomeriggio si è svolta l’inaugurazione della retrospettiva dedicata a Mariano Pinton, scult0re vicentino prematuramente scomparso. Un momento, almeno per me, di importante conoscenza di una personalità artistica che si presta alla visione migliore, quella attraverso le sue opere. Una serata anche commovente, le parole di Giusto Pilan, piuttosto commosso, in qualità di amico e collega artista e poi attraverso le parole della critica Marica Rossi.

Le sculture presenti, riferibili a vari periodi artistici, sono stati prestati per l’occasione dai suoi collezionisti.

Tali manufatti, scandiscono lo spazio della sala più grande e della saletta, ed erano pienamente intrisi della sua essenza e come ha detto lo stesso Giusto, l’anima dello scultore è andata direttamente nella materia che ha manipolato, come l’argilla e in quella che ha scalfito come la pietra. Allievo di Marzù si distingue però dal suo maestro in un secondo tempo, quello in cui sono protagoniste le figure abbozzate, che sembrano nascondere volti, atteggiamenti ma soprattutto sensazioni che rimangono letteralmente imprigionate. Non posso pensare del resto che appunto la pietra così dura e fredda, non sia stata sbozzata con fatica. Figure, molte delle quali, appena vorrebbero uscire ma forse sono trattenute! Naturalmente in quella che è la mia personale percezione.

Non voglio cadere nell’errore, come quello fatto dagli storici dell’arte o comunque come le persone che come amano questa materia e cercano di farne un lavoro, ovvero attribuire un’ispirazione ad un determinato movimento artistico. Ma cercare soltanto nella valenza di Mariano Pinton quale artista autonomo, le ragioni della sua arte.

Allora penso a quello che dona l’arte e quello che a volte toglie ma soprattutto come straordinario mezzo di comunicazione delle persone più sensibili! Se gli artisti trasmettono attraverso le loro opere il dolore o la felicità, lo stesso riesce a trasmetterlo lo scrittore attraverso le opere, naturalmente quando non assecondano una moda. Ma le persone che in realtà non sanno né dipingere e nemmeno scrivere? Io credo che vivono queste passioni attraverso le opere di altri, alla ricerca delle parole come dell’opera che riesca a trasmettere il proprio stato d’animo. Per fortuna esiste anche l’arte che serve come terapia ad un dolore recondito che non può essere legato ad un momento particolare, ma dalla natura stessa dell’uomo, in quanto essere imperfetto!

Per tornare quindi a Mariano Pinton, io ho vissuto la sua mostra con tanti sentimenti insomma, che vanno a toccare corde che pensavo sopite da qualche anno! Il dolore palpabile e latente in sculture in cui l’umanità è contenuta in un bozzolo di sensazioni.

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La mostra da Der Ruf  è fino al 25 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 e gli altri giorni su appuntamento telefonando al numero 340 2810242. Altre opere dello scultore li trovate anche da Studio 60 in Contrà Porta Santa Lucia 60 e Galleria Ghelfi. 

Omaggio a Pinton

La città si prepara ad omaggiare uno scultore che è mancato da poco, Mariano Pinton!

Per questo omaggio o retrospettiva si sono uniti tre spazi che connotati da una diversa natura, si sono uniti nel rendere omaggio anche ad un amico.

Lo spazio che conserva ed espone la maggior parte delle opere è lo Spazio Der Ruf spazio dell‘Associazione Culturale Le Cinigie (Corso Padova 89). La mostra dal titolo Mariano Pinton scultore 1954 – 2013. Alle ore 18.30 tutti ad ascoltare la critica d’arte Marica Rossi che parlerà della vicenda artistica dello scultore prematuramente scomparso.

Ma come dicevo si può parlare di una mostra diffusa, in quanto anche presso la Galleria d’arte Ghelfi (Contrà Pescherie Vecchie  29) e Studio 60 (Contrà Porta Santa Lucia 60) potrete trovare alcune opere dello scultore.

Gli orari di visita sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 mentre nei week end visita previo appuntamento telefonico al num  340 2810242. Aperta fino al 25 ottobre

invito PINTON

 

Berenice nei versi di Munaro

Nuovo appuntamento con la poesia da Der Ruf, lo spazio di Contrà Corso Padova 89 a Vicenza.

Sabato 31 maggio alle ore 18.30 in programma la presentazione dei versi di Marco Munaro contenuti in Berenice (Il Ponte di sale, Rovigo 2014). Introducono l’autore Maurizio Casagrande e Stefano Strazzabosco.

Patrizia Peruffo, Giusto Pilan e Mirko Cremasco vi aspettano presso DER RUF.

LOCANDINA BERENICE

 

Tra un po’ di tutto e un po’ di niente un po’ di jazz

Tanto per cambiare aria dopo la Fondazione Bisazza la nuova tappa del nuovo viaggio negli eventi cittadini si sposta in città a Porta Padova presso Der Ruf.
Proprio giovedì 8 maggio è il programma il finissage della mostra di Paolo Villatore Un po’ di tutto un po’ di niente. L’artista saluta lo spazio in una maniera personalissima, suonando il sax, l’organo e il sintetizzatore assieme a Giordano Rizzardi alle percussioni, anche elettriche. Insieme ad una leggenda vivente: compositore, trombonista, tubista e anche fisico! Parlo di Giancarlo Schiaffini che ha partecipato negli anni ’60 alle prime esperienze jazz in Italia e innumerevoli le sue esperienze insomma una vera leggenda con concerti in luoghi mitici per la musica e per eventi a livello internazionale.

Der Ruf era gremito di gente e tutti rapiti dalle sonorità e da improvvisazioni ardite e da strumenti che non sono semplicemente suonati ma amati. Giancarlo Schiaffini con il suo sax era nel pieno di un incontro amoroso ed è quella la sensazione che si spera si possa provare con tutte le forme d’arte e così anche io che di musica in generale e jazz in particolare non posso permettermi di fare riflessioni più complesse, mi sento coinvolta in un momento di pura passione.

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Colgo l’occasione per ricordare che Der Ruf partecipa alla puntata 0 degli Open Studio in programma a Vicenza oggi dalle 16 alle 21! Non mancante il programma completo nella pagina dedicata! https://thesoulinthemirror.com/open-studio/programma-puntata-0/

Der Ruf in Jazz

Vicenza si prepara per essere invasa dalle sonorità Jazz e quindi anche molti altri spazi si aprono per farsi invadere dalla musica anche da qualche giorno prima!

Anche lo Spazio Der Ruf dell’Associazione culturale Le Cinigie propone al suo pubblico una serata con loro.

Alle ore 20.43 si chiude la mostra Un po’ di tutto un po’ di niente e lo facciamo a suono di musica jazz e improvvisata. Giancarlo Schiaffini al trombone, Paolo Villatore al sax , organo e sintetizzatorie Giordano Rizzardi percussioni elettroniche.

Per le prime cinquanta persone anche posto a sedere.

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Un fiume poetico

Si è celebrato l’inverno da Der Ruf, lo spazio dell’Associazione Culturale Le Cinigie, che celbra per il quarto anno, l’inizio della stagione più fredda, fino ad adesso non abbiamo visto niente!

Si ripropone il binomio tra poesia e arte con la creazione di un libro d’artista intitolato proprio il Fiume. Il suggestivo spazio era colmo di gente nell’attesa di scoprire quello che i tre membri dell’Associazione hanno realizzato.

Al centro della scena una poltrona, la luce e un microfono, nel momento stabilito la luce si spegne e solo pochi oggetti sono al centro della nostra attenzione!

Arriva il poeta, Carlo Attilio Rossi, poeta solitario, che regala al folto pubblico una selezione di testi inediti, l’accento sulle varie temperie poetiche erano enfatizzate e modulate grazie agli effetti sonori di Paolo Villatore, artista musicale ma che si è dedicato alla fotografia e come autore di film d’arte! Durante le letture si susseguivano alle spalle del poeta e in una sorta di scatola dei ricordi, in cui scorrono le sue immagine che appaiono come delle ombre!

L’ultima poesia è quella che da il nome all’occasione di oggi, IL FIUME, tradotto in francese da Ivana Cenci, e stampate entrambe le versioni nel libro d’artista. Vi lascio alla poesie e poi alle foto!

IL FIUME

Il fiume ruba il silenzio ai musei del mondo        

con i paesi lontani, l’eco del marmo, l’odore del legno 

mormora perdite all’attesa dei miracoli che cura

gli abiti di chi è partito per sempre e li protegge.

Dov’è la pioggia così paziente, come i tetti

la sarta che cuce le ombre delle vie nere

e allé rive, ai ciuffi soffia lieve respiri

che la bellezza nutre per vincere l’odio… e la paura. 

Raccoglie foglie che portano nomi il fiume

nomi e màrtiri, le vittime riflesse, gli specchi, lame…

nel labirinto di luce si confonde il dolore 

l’acqua libera l’alfabeto e la pietra firma i testamenti.

 

Gli occhiali dei gorghi impastati di terra…

Ha gli occhi – punti dell’ultima poesia in tasca

il poeta ebreo che non dimentica nel sangue la volontà dell’acqua di pulire la memoria

per abboccare alla strategia del sole, migrare

dalla terra al cielo, dal cielo a valli morbide

come mani dell’offerta e della pietà, tepore

dal cielo alle case per riscaldare una minestra 

che lascerà il fumo ai battelli e ai romanzi di avventura…

 

Allora partorirà il mare il fiume e avvolgerà 

l’amplesso fraterno dei corpi perduti, amanti

della libertà che precede il pensiero e il piacere

sarà l’acqua che impasta farina filante, gialla

un pane offerto all’ospite avvolto da nuvole nere

una giornata ideale di primavera arsa

nel giardino che frigge e spinge i fuochi, le micce

dalle mani a sbocciare nella terra grassa

la sera che scivola sulla strada che taglia il cielo…

 

Ora l’alba si confonde con l’eternità

e bambini appena nati da giorni orientali

al confine con mani confuse nuotando 

cancellano il compito del dolore di gesso

scritto sulla lavagna della notte che copre.

Facciamoci trasportare da IL FIUME

Appuntamento pre natalizio nella piacevole cornice di Der Ruf dall’Associazione Culturale de Le Cinigie. 

L’arte in tutte le sue forme vi stupirà con numerosi momenti di interesse. Dalle ore 19 sarà presentato il libro d’arte IL FIUME,  il testo poetico di Carlo Attilio Rossi, la traduzione e la lettura di Ivana Cenci.

Le opere di Manuel Baldini,  effetti sonori di Paolo Villatore.

Il libro sarà disponibile presso lo Spazio Der Ruf.

invito il fiume

Per scoprirne di più non vi resta che essere puntuali