Sui passi di Gigi#1

Per coloro che volessero avventurarsi per boschi e colline attraverso pagine memorabili di letteratura eccovi un’occasione adatta. Per scoprire Luigi Meneghello in un percorso a valle appuntamento Domenica 29 giugno alle ore 8.45 ritrovo in Piazza Marconi di Isola Vicentina, per l’escursione Ribelli con le radici. Passeggiata sui colli isolani nei luoghi collinari dei Piccoli Maestri.

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Mille e mille deserti

Nella giornata di domani, quindi sabato 8 giugno, presso il Palazzo delle Opere Sociali di Vicenza in P.zza Duomo tra fotografie e quello che è risultato dal laboratorio teatrale che è stato organizzato dall’Associazione culturale Hinné – arte per il sociale e CasaLorca.

Alle ore 18.30 si inaugurerà una mostra fotografica dal titolo Sguardi altrove. Quotidianità e sogni di un’interazione difficile di Leonardo Ometti Muda, Anna Chemello e Geneviève Dinomais. La mostra in programma fino all’11 giugno dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30.

Il Gioco teatrale dal titolo Perché Agar?Un viaggio nell’anima.  E Quelle come me. Dialogo letterario con la poetessa Paula Bloom ideato da Antonio Santini e Agata Keran. Alle ore 20.30 invece Mille deserti di Agar – storie di popoli in viaggio.

Ricerca storica, letterario e iconografica di Agata Keran; con il contributo di Anna Chemello, Natascia Galzignano e Bade Salja. Gioco scenico a cura di Emiliano Gregori e Thierry Di Vietri e costumi di Geneviève Dinomais. Immagini fotografiche di Leonardo Ometti Muda, Anna Chemello e Geneviève Dinomais. Contributo video di Morena Sarzo e apporto tecnico di Michele Rutigliano. 

 Realizzato in collaborazione dell’Assessorato alla Comunità e alle Famiglie del Comune di Vicenza

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Palazzo Leoni Montanari abitato da una nuova stirpe

Le abitudini sono difficili da cambiare, abitudinaria come sono mi tocca adattarmi, con una certa difficoltà, ad un cambiamento. Questa volta nel luogo di lavoro. Ma ovviamente non sono i cambiamenti che spero io.

Ma non lamentiamoci e gioiamo almeno del fatto che non devo correre più appresso a visitatori che aprono porte che non sono da aprire, sentire lamentele sullo stato dei musei in generale, raccontare in biglietteria storie e affannarmi in mille spiegazioni, spesso in ligue che non mi sono affini!

Il Palazzo! Quando dico sì sono a palazzo, è come se le mie nobili origini venissero fuori! Ci viviamo qua dentro, 40 ore settimanale tralasciando notti bianche e prolungamenti vari! Ma indico il palazzo come il luogo in cui certo mi possono trovare! Una prigione dorata e non sempre confortevole! I sogni di fuga sono sempre nella mia testa ma diciamoci la verità dove vado! Sarò qui ancora fra anni e anni a correre dietro a bambini urlanti e ragazzi scoraggiati, salendo con fatica le scale…

Ma insomma adesso per coloro che non provano un familiare senso di nausea quando varcano il portone, sormontato da un uomo barbuto e satanico che ogni volta sembra volermi dire “...e adesso sono cavoli tuoi!”, Palazzo Leoni Montanari si presenta al meglio, con un piano nobile completamente rinnovato e finalmente qualche pannellatura ops totem… sparsi qua e là per il museo a spiegare il perchè di una dimora simile! Ma soprattutto in cosa consistono le novità!?

Per un visitatore che conosceva già il palazzo, probabilmente non vicentino perché i vicentini non sanno neanche dove si trova Santa Corona, il piano nobile risplende di nuova luce! Con il lungo restauro che ha coinvolto l’intero apparato di affreschi, si è ricostruita la storia non solo della famiglia ma anche della decorazione, che almeno per altri 15 anni sono sicuri. Pittori più legati alla tradizione affiancati da giovani rappresentanti di uno spirito nuovo e più internazionale, tipo Louis Dorigny il quale é stato piuttosto sfortunato, la sua lunga opera è stata praticamente rimossa per far posto ad altre decorazioni che comunque non sono giunte fino a noi. Tra le certezze anche l’esclusione totale di Girolamo Egidio di Velo, anche se al TGR asseriscono che il vasellame presente derivi direttamente dalla sua collezione.

Appunto il vasellame Apulo e Magnogreco che esce, con piccoli ma significati nuclei, dal magazzino per mostrarsi in tutta la sua bellezza. Ma le reazioni dei visitatori sono molteplici e fanno capire la natura naturalmente insoddisfatta dell’uomo. Si passa dall’indifferenza, alla meraviglia, troppo restaurati, il restauro non si vede per niente! Smarrimento, non chiarezza sulla loro provenienza… e noi a destreggiarsi tra questi opposti.

Le sale barocche “liberate” dalla quadreria si mostrano, la meraviglia è la reazione maggiore, gli elementi che colpiscono di più sono agli opposti, il lampadario in vetro di Murano e il pavimento. Mentre nella Galleria si alterna la meraviglia alla sensazione di troppo degli stucchi policromi. Nella Sala degli Stemmi sono stati invece collocati i quadri del Longhi e dei suoi seguaci. Uniti ma al contempo ben chiariti nell’autografia è diventata una sala gradevole e confortevole. Il vedutismo e il paesaggio italiano sono nella Sala dei Fauni in cui il Capriccio di Canaletto e la Veduta ideale di Vicenza dello Zuccarelli di mettono a confronto in uno stretto dialogo. La Sala dell’Eneide che anticamente era definita d’Angolo o del Canton è interessata con le nuove acquisizioni. Un bozzetto di Tiepolo una tela di Alessandro Longhi con un non meglio definito procuratore veneziano, chiamato amichevolmente Parruccone, altri quadri di soggetto allegorico e mitologico. Ma nel nostro giro la star vera del Palazzo è la scultura di Agostino Fasolato, un matto che ha ricavato in unico pezzo di marmo ( di Carrara ma con qualche venatura di troppo) ben sessanta figure! Prima che arrivasse il suo arrivo era stato annunciato così ” una scultura con degli ometti che si arrampicano su una montagna“. Non so se la forza di gravità abbia agito nel frattempo ma le sessanta figure fanno l’opposto cioè cadono! Infatti un Fasolato evidentemente consapevole della sua abilità come scultore ha creato una vera e propria macchina scenica dove il bene e il male si affrontano. I demoni sono di più e nella caduta eseguono evoluzioni e contorsioni che rendono la scultura movimentata ma per i miei gusti non meno angosciante! Ma i nostri visitatori l’adorano ed è per noi la sorvegliata speciale, mani che vogliono assicurarsi che lo scultore abbia effettivamente scavato e levigato la materia! Uno sguardo al cortile e poi eventualmente su nel mondo delle icone! Ma prima molti vogliono assicurarsi di aver visto tutto tutto! Così si aprono porte che dovrebbero restare chiuse e una volta aperte il massimo che rivelano sono scope e uscite di sicurezza, generalmente a non fidarsi sono gli italiani, popolo diffidente che vede dietro una porta chiusa sempre e comunque una fregatura!!!

Noi PLM Girl, nuove abitanti di Palazzo ci destreggiamo tra le stanze e come vere eredi della nuova stirpe di abitanti abituali, proteggiamo e viviamo il palazzo avito ma che finalmente si può definire un museo moderno con tanto di postazioni multimediali.

Apertura dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30) biglietto intero 5 euro ridotto 4 oppure con ViCard!

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Canzoniere moderno per donne reali e immaginarie

Sabato pomeriggio, in un maggio che ci apprestavamo a concludere e che ci ha regalato una primavera di pioggia, eccoci a sentire versi poetici.

Presso lo Spazio Der Ruf, in Contrà Porta Padova 89, incontro poetico con Marco Munaro, anche editore appassionato di poesia con la sua casa editrice Il Ponte del Sale. A introdurre il poeta, nello spazio che diventa sempre di più un luogo d’incontro tra arte e poesia, Maurizio Casagrande e Stefano Strazzabosco presentano la sua ultima raccolta di poesie Berenice.

Prima di passare alla lettura delle poesie, Maurizio Casagrande ripercorre le tappe e ci regala le sue impressioni sulla raccolta. Definita come il vertice di un cammino di qualità in cui il poeta riesce a lasciare i suoi autori ispiratori come Foscolo e Zanzotto. Legami che lo legavano come un cordone ombelicale ma da cui riesce ad emanciparsi dirigendosi verso altre fascinazioni, come l’avvicinamento ai dialetti che innervano la sua opera oppure la lezione dei Trovatori provenzale o avvicinando si di più alla nostra epoca a Rimbaud. In Berenice troviamo la pulizia della forma e un’operazione di scavo alla ricerca della forma pura. Ma costituisce anche un viaggio metaforico e simbolico che arriva a diventare concreto attraverso  il superamento dei limiti. Spostamenti sfruttando i corsi d’acqua del Polesine, ma che arrivano lontano, in Oriente.

La parola passa a Marco Munaro che legge la premessa al lettore e spiegandoci da dove deriva la figura di Berenice. Prima una voce, cresciuta nella sua anima  che diventa volto, assolutamente femminile e a cui da il nome di Berenice.  Questa voce interna gli detta gli spazi culturali in cui andare ad attingere e sono gli stessi luoghi in cui  questa figura è apparsa. Segue la lettura di un primo corpus di poesie.

La parola passa quindi a Stefano Strazzabosco, che ci fornisce il quadro in cui la figura mitica si muove. Berenice la sposa di Tolomeo, faraone ellenizzato, subito dopo le nozze il suo sposo partì per la guerra e Berenice donò la sua ciocca di capelli alla dea Afrodite per favorire la salvezza  e la vittoria del marito. Infatti questi ritornò sano e salvo e vincitore, ma la ciocca donata sparì. Ricomparve in cielo come costellazione. La storia di Berenice venne inizialmente tramandata da Callimaco e successivamente da Catullo, ma anche Foscolo si appassionò alla vicenda! Quindi Foscolo ritorna! Ma anche da autori neoclassici come Alexander Pope e anche da Allan Poe! La Berenice di Munaro è una donna radioattiva, una raccolta particolarmente riuscita che fino a questo momento costituisce l’apice della sua poesia. Venendo a contatto con questi versi, ci dice sempre Strazzabosco, non si resta indifferenti, viene narrato l’amore come un canzoniere erotico e amoroso che circola e permea ogni parte del testo. Ma non per questo semplice, un amore pieno di ferite e di graffi, in cui troviamo esperienze estatiche della letizia e della gioia e un amore che regge ogni cosa!

La parola torna a Munaro che insiste sul punto del canzoniere, in cui effettivamente l’amore diventa la dimensione centrale della sua vita, in una composizione in cui sono dispiegate alternativamente luce ed ombra. Si indaga su una figura femminile ideale che alternativamente è bionda e mora, in un libro che è fiorito da solo dentro una selva di altri libri che ha amato.

Berenice è edito da Il Ponte del Sale 2014.

Pronti alla poesia

Mirko Cremasco introduce l'incontro di sabato 31 maggio
Mirko Cremasco introduce l’incontro di sabato 31 maggio
Maurizio Casagrande
Maurizio Casagrande
Marco Munaro e Stefano Strazzabosco
Marco Munaro e Stefano Strazzabosco

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Siamo come ci vestiamo

Il momento del post lavoro è sacro! La gente è ben disposta a scoprire la città, soffermando lo sguardo a volte frettoloso sulle piccole meraviglie.
I portoni degli antichi palazzi poi hanno un fascino speciale, il nostro sguardo si avventura e arriva a posarsi sui chiavistelli che nascondono sempre un giardino, più o meno segreto.
La Sartoria Lara Cossér si trova in luogo così, speciale e segreto, prezioso ed intimo! Ed è per scoprire un luogo di lavoro spesso duro e meticoloso che si sono aperte le porte all’arte anzi, ad un altro tipo di arte! La sartoria nel passato era l’unico posto in cui si poteva trovare il riparo dalla nudità, e almeno una volta nella vita, anche chi proveniva da classi meno abbienti, ci entrava per il cappotto o il vestito buono!
La diffusione del prêt-a-porter ha fatto allontanare un pubblico abituato a considerare gli abiti necessari, disposti a prendersene cura. Ed ecco che improvvisamente solo un certo tipo di clientela può sognare di avere qualcosa di veramente unico!
Ma è vero anche che esistono sartorie e sartorie, da un lato quelle che riproducono i desideri del cliente di turno, accontandolo ma non dandogli un punto di vista professionale e pratico. Mentre altre sono sartorie che considerando l’abito e la persona stessa come un’opera d’arte, studiano soluzioni che accontentano il cliente ma lo aiutano ad orientarsi nel terreno delle stoffe, delle misure e anche dei nostri corpi! Lara è proprio così, genuina, una grande lavoratrice ed una creativa ma anche una tecnica! Conosce il corpo umano e ogni giorno tra sete, Jersey, cotone etc. compie anche un vero e proprio studio sociologico! Siamo come ci vestiamo? Un antico detto ci intima di stare attenti all’aspetto in quanto l’abito non fa il monaco! Allora forse vorremmo vestirci in maniera tale da sembrare!
Ospite fino alla fine del mese Annamaria Targher, con i suoi lavoro che ci portano direttamente nei pascoli del Trentino, creature beffarde e scansonate che attraverso il loro ruminare ci canzonano un pochino! Per realizzarli Annamaria ha “usurpato” le pagine patinate dei giornali di moda, strumento di studio e di aggiornamento delle tendenze da parte di Lara! Ma non mancano i tessuti, i fili che si sposano alla carta ed esplodono in colori! Le ninfee, che mi danno quasi la sensazioni di vedere avviluppate su stesse i bei nastri di raso della danza ritmica, sogno di bambina infranto!

Durante la serata di giovedì sera tra l’altro ho anche scoperto lo stretto legame che Lara ha con il suo spazio, all’interno di uno di quei palazzi che citavo all’inizio! Tentazione trattenuta quella di arrivare fino in fondo alla corte che possiede un cancello chiuso e che nasconde il giardino e l’approdo che consentiva alla famiglia di raggiungere Venezia comodamente. Palazzo Palladiano, ma non terminato, ma che nasconde nelle viscere testimonianze ben più antiche, così vicino al fiume era naturale che servisse a moltissime attività! Ed è Lara che lo racconta con amore sapendo di far rivivere quotidianamente un luogo di storia dell’architettura e della città stessa.

Un posto da scoprire, attraverso le creazioni di Lara ma anche attraverso l’ospite, che fino alla fine del mese troverete lì mediante le sue opere. Il prossimo chi potrebbe esserci?

Queste prime foto della galleria fotografica si riferiscono al momento dell’allestimento, le opere di Annamaria hanno trovato il loro posto sulle pareti.

IMG_5802 IMG_5803 IMG_5804 IMG_5807 IMG_5808 IMG_5809 IMG_5810 IMG_5811Mentre queste si riferiscono a giovedì sera al momento dell’Aperitivo tra stoffe e…montagne.

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Diario di guerra vicentino#2

Al via la seconda giornata di visite guidate alla ricerca dei luoghi in città che hanno visto le battaglie per l’indipendenza e non solo. Alle ore 10, 15 e 17 è prevista la visita 1915-18: una città in trincea in partenza dalla Loggia del Capitaniato in Piazza dei Signori.

Il percorso toccherà i simboli di quel periodo.

Le visite curate e condotte dalla guida autorizzata Luca Matteazzi sono gratuite. La prenotazione, entro la sera prima dell’evento, dovrà essere effettuata scrivendo a guidavicenza@gmail.com. Per info e approfondimenti 3335988806

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La forte voce di Medea

Il terzo appuntamento che vede impegnato il Teatro Civico di Schio è l’ultimo appuntamento con il Civico Off!

Venerdì 23 maggio alle ore 21 con Patricia Zanco e Fatebenesorelle Teatro che presenta Mήδειa – Medea Metamorfosi.

La storia di una madre sola, straniera e devastata, resa cieca e brutale e atterrita dalle voci dei figli che ritornano…

Ingresso unico a 5 euro. La Biglietteria  della Fondazione Teatroi Civico apre dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13. Anche presso lo I.A.T. di Palazzo Fogazzaro (Via Fratelli Pasini 44) con apertura tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Possibilità di acquistare anche tramite telefono e far seguito la copia di ricevuta del versamento via fax allo 0445504124 o via e-mail a info@teatrocivico.it. Il pagamento tramite bonifico bancario o vaglia postale  a IBAN : IT9T0866960752006000937521  indicando nome, cognome e spettacolo. Vendita on line tramite vivaticket.it

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Onore, distinzione e violenza #1

Il Palladio Museum si apre alla discussione con la seconda edizione di Sabato al Palladio Museum, Onore, distinzione violenza nella Vicenza di Palladio. Il primo appumento è per Sabato 10 maggio alle ore 11.30.

Claudio Povolo (Università Cà Foscari, Venezia) parlerà de La faida aristocratica e il linguaggio dell’onore.

Ingresso 3 euro, mentre è gratuito per gli Amici del Palladio Museum. prenotazione obbligatoria al 0444 323014 oppure la mail eventi@palladiomuseum.org

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Leggero come una piuma

Appuntamento con la pittura al barco, ovvero il bar della Cooperativa Insieme, da sabato 26 aprile espone presso i locali Andrea Crestani, con la mostra dei suoi ultimi lavori dal titolo Il tocco della piuma.

Tra l’uso di materiali di riciclo e astrattismo, scopriremo il mondo del pittore che si dedica alla pittura da dieci anni!

Inaugurazione sabato 26 aprile alle ore 17, aperta fino al 10 maggio il lunedì dalle 15 alle 19.30, dal martedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 e il sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30

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La primavera arriva anche al Museo Civico di Bassano

Tempo di rinnovamento per la cultura. Del resto la nostra bella Italia con tutti i suoi monumenti e con i musei che trovano il loro habitat naturale in ex conventi, un necessario adeguamento è d’obbligo. Così anche il Museo Civico di Bassano del Grappa. Tra i più antichi musei del Veneto, sorto nel 1828 grazie al legato di Giambattista Brocchi, dal 1840 trova la sua sede nell’ex convento di San Francesco. Le prime collezioni riguardano materiale di storia naturale che a poco a poco si sono arricchite di libri e dipinti provenienti dai conventi soppressi da Napoleone. Il patrimonio si è arricchito talmente da non poter essere esposto completamente. Tra i capolavori spiccano i dipinti della famiglia Da Ponte.

Dal 25 aprile il Museo si riapre al pubblico in una nuova veste, un riammodernamento che comprende aree di servizio come booksho, didattica, sala conferenze e anche lo spazio espositivo con nuovi spazi e postazioni multimediali. Il debutto con ben due mostre, entrambe aperte fino al 31 agosto 2014.

La prima si intitola Il paesaggio urbano nella mappa dei Bassano, come vediamo già dal titolo vediamo come la famiglia di pittori affinano la propria ricerca nella lettura del reale, rivolgendo il suo studio a grandi maestri come Giorgione e Leonardo.

In contemporanea apre anche la mostra Michelangelo. Capolavori grafici. La mostra nasce dalla collaborazione conla Fondazione Buonarroti di Firenze, saranno esposti circa 20 disegni.

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