Mutevolezza artistica e personale

Venerdì nella cornice dello SHED, si è inaugurata la mostra mutAZIONI, mostra d’arte contemporanea organizzata dall’Associazione Arte Oltre. Uno spazio, quello di Schio, che ha accolto un nutrito gruppo di artisti che sono stati sfidati sul difficile e amplissimo tema della mutazione! Numerose possono essere le interpretazi con altrettante insidie! La mostra si è anche arricchita della presenta dei fumettisti di Schio Comics. Presentazione a cura degli organizzatori, spaccando quasi il minuto! Peccato solo dell’acustica, veramente pessima!

Tra i momenti più vivaci, la morte che si è palesata con la sua falce davanti a noi!

Il gruppo di artisti è estremamente eterogeneo con una qualità, che a mio gusto oscilla, anche a volte nel macabro! Del resto anche la morte, tema affrontato dai fumettisti, si lega perfettamente al tema! Del resto non è un cambiamento di stato? In generale l’atmosfera mi ha trasmesso un generale apprezzamento!

Come sempre in questo post cerco di  parlare di qualcuno degli artisti, non potendoli citare tutti perchè sono troppi e non pretendendo di avere in mano la verità assoluta, ma la mia sensazione da portare a voi, semplicemente!

Erika Fondasi e Astrid Rosa parlano di una delle mutazioni più importanti della vita, quello legato all’amore con l’istallazione Introspettivo femminile, fotografie, tessuto, scarpe, tutto tranne il lenzuolo è caratterizzato dal colore che ha diverse valenze, l’amore la passione e non ultimo la violenza! Il lenzuolo sgualcito trattiene il produmo delle coccole o della violenza? Ricordo infatti che per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza femminile, sono spesso organizzati manifestazioni che vedono al centro dell’attenzione scarpe di varie foggie tinte di rosso, oppure anche una performer italiana, di cui confesso di non ricordarmi il nome, ma sono passati dieci anni! Insomma la performance prevedeva l’esclusivo uso di scarpe rosse col tacco, tantissime paia da far indossare a donne e uomini!

Domenico Scolaro ci porta nel mondo de… Il gioco, per cercare di rispondere ad una difficile domanda…chi siamo? L’artista cerca di trovare una risposta nel gioco appunto, che trattiene nella sua apparente semplicità molte lezioni anche di vita, tra i concetti più importanti la lealtà? Qualcuno se ne ricorda???? Il gioco è da sempre utilizzato nel mondo dell’arte contemporanea e da artisti storicizzati come metafora del comportamento dell’uomo e delle relazioni umane!

Martina Dalla Stella in questa occasione propone tre dipinti. In questa tripletta quello che mi ha catturato soprattutto per i colori usati. Usa poi un titolo poetico e molto particolare Ben oltre le idee di giusto e sbagliato c’è un campo. Ti aspetterò laggiù. Una tecnica tradizionale per un dipinto che attraverso i suoi colori mi dona una certa tranquillità ed una voglia di cercare in mezzo all’erba e al vento, proprio la brezza giusto che metta ordine dove regna il caos.

Suggestive le fotografie di Emme Divi al secolo Marcella Dalla Valle, con tre titoli vibranti e quasi tutti che si accostano alla musica. Accordo, Andante, Lontano, sono fotografie fortemente chiaroscurate in cui il nero ti cattura ingurgitandoti!

Stimolante e interattiva l’opera di Barbara Cavaliere, dal titolo Stella sonora. Quando si dice toccare le corde giuste! Anche se la prima sensazione che provo di fronte a queste istallazioni è la paura di romperli! Ma perchè non provare?! Una tela nera riproduce la volta celeste notturna, dei fori contengono delle luci che riproducono non una volta celeste qualsiasi, ma quella che gli spettatori che nel lontano 1909 uscirono dal Teatro Civico di Schio appena inaugurato dovevano vedere! Pizzicando la corda, si azionavano pertanto le luci, naturalmente anche a secondo del modo di pizzicarla! L’opera è stata realizzata grazie alla collaborazione di Nardi Pianoforti e dei gruppi Astrofili di Padova e Vicenza.

Lungo le pareti invece, in mascherine, che sono il legame più forte che abbiamo con i Looney Tunes, contengono le vivaci illustrazioni realizzati dai componenti di Schio Comics. Il titolo iniziale delle storie degli illustratori e fumettisti che come già ricodavo prima  affrontano il tema della morte! Quale il mio preferito? Difficile, anzi impossibile da dire, tutti erano caratterizzati dalla verve umoristica e satirica che rende gli artisti dei sociologhi imbattibili! Dall’abilità dei fumettisti si ricavano vivaci critiche alla nostra società capace soltanto si spettacolarizzazione di tutto anche del nostro trapasso, attraverso i famosi selfie e condivisioni sui social. Riflessioni su modi di dire, come la Vacanza che anche la morte di prende dopo tanto duro lavoro. Oppure l’ossessione per la tv, ma quali programmi ama la morte? Ma dalle illustrazioni capiamo anche che molti vorrebbero veramente arrivargli vicina, addirittura tante sono le richieste che ha dovuto adottare il numerino! Meglio del banco salumi. C’è chi ha preferito vedere in altra veste un odiato personaggio dei cartoni, Peppa Pig, è stata trasformata in un salame. Ma anche chi non dimentica anniversari importanti come quello della Grande Guerra, sospettando che il Generale Cadorna sia stato proprio ispirato dalla Morte per la battaglia sull’Ortigara. Anche gli amici felini hanno un conto aperto con la morte e anche se dotati di ben sette vite anche queste finiscono.

Nella sezione video troviamo invece una sorprendente Suvi Maaria Tirronen, che si dimostra versatile. Infatti io l’ho conosciuta come video artista, ma in realtà ho scoperto quasi casualmente le sue doti di illustratrice, presto lo vedrete! Insomma in uno spazio sconfinato come quello africano avere la necessità di andare al bagno…e quindi anche nel bellissimo Kenya il water è lì in mezzo a nulla. Unica luce, le stelle!

Tornando nel grande spazio dello Shed, è tempo di soffermarmi giusto di fronte ad un altro paio di opere. Quella di Caterina Romano dal titolo Continuum in cui si possono leggere più fotografie e più letture in continuum appunto. Al centro una donna di cui il volto è abitato da altri volti. Penso che rappresenti anche il turbinio del mondo odierno in cui, presi sempre più da una vita trafelata, spesso non riusciamo a definirci. In una simbiosi eterna. In un costante fluire tra uno stato e l’altro

Marco Zanrosso, patron dell’evento non smentisce la sua anima costruttiva e realizza un vero e proprio cattura sogni, ma non si è limitato a realizzarlo in un formato tale da poterlo appendere sopra la testiera del letto! Un attimino più grandino, la grande ruota con uncini, afferra oggetti che poi i cassetti della memoria restituiscono in maniera più che inaspettata! Ed infatti uno dei cassettini si è aperto e quando ho visto questo marchingegno non potevo che pensare all’ultima biennale d’arte di Venezia e all’opera di un artista brasiliano, Arthur Bispo Do Rosario, considerato per tutta la vita folle! Il manicomio che doveva però reprimere il suo istinto creativo lo ha invece portato alla creazione si un mondo personale e utilizzare gli stessi barattoli dei medicinali di cui era ostaggio in qualcosa di sorprendente!

Chiudo la mia personalissima visione delle mutAZIONI dello Shed con Ivana Galli, che mi confessa che ha stupito molte persone! Compresa me! Chi pensava che la sua opera fosse sotto ad una tenda leggera e abitata dalle farfalle non ha fatto i conti con Ivana che non rende mai nulla scontato. Ha lasciato la macchina fotografica, spesso indistinguibile da Ivana per parlare di una Mutazione in atto, non solo nell’arte ma nella vita! La sua istallazione dal titolo L’ultima cena è una metafora personale, che si lega ovviamente al grande momento biblico ma che è una scusa per parlare di una sorta di mutazione che va oltre la sua fisicità e che da un lato lascia in eredità alle generazioni future. Per un anno ha conservato i tovaglioli dei suoi pasti, in cui ha magari anche pianto o semplicemente asciugato bocca e mami e poi li ha sciolti come purificandoli e trasformandoli in altro! Su quello che rimane della mensa, l’immagine di una donna che in una doppia valenza ha distaccato da sè e avvicina nel contempo tutto quello che in più di 300 giorni ha passato. Una mutazione significativa e inaspettata, ma sono sicura che Ivana ci stupirà nuovamente, tempo di un’altra mostra!

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