La bellezza ci salverà dal diluvio?

Dopo l’afa è normale che arrivi la pioggia!  Ma se fosse stato un sonnacchioso lunedì, come ogni tipico mio giorno libero passii! Ma almeno per luglio un’alternativa c’è, quella fornita da Theama Teatro che con il Comune di Vicenza ha ideato notti, o pomeriggi, della bellezza.

Il primo appuntamento si è svolto  nel Giardino della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, ma appunto il tempo non è dei migliori e le Lune di Galileo di Margherita Michelazzo suonano un po’ di più a causa del vento che si insinua tra le foglie! Ma nonostante questo  vedo che non sono la sola a sfidare il vento e la possibilità di pioggia. Posti quasi esauriti!

Dopo i saluti, di Anna Zago, di Mario Bagnara e di Isabella Sala che si trova non solo in veste di Assessore ma anche di spettatrice attenta! Colui che ci accompagnerà, Tiziano Scarpa, prova a sfidare il tempo e ci fornisce la sua idea di bellezza! Argomento quanto meno complesso e vasto, da che parte cominciare? Quale bellezza deve essere presa in considerazione? Sarebbe facile evidentemente parlare della bellezza pura e più conosciuta, attraverso canti e rime in cui la donna è eterno oggetto di devozione nelle parole dei poeti e degli scrittori di tutte le epoche.

Scarpa comincia con il sonetto dedicato alla sua donna. Quello di Francesco Berni, poeta e drammaturgo che visse tra il’400 e il ‘500 tra Firenze e Roma. Il suo stile è caratterizzato dalla farsa, dedicando alla sua donna un poema in cui inserisce aggettivi di Petrarca, che così rimescolati danno un effetto stridente, una dichiarazione d’amore? Ebbene si!

Chiome d’argento fino, irte e attorte
senz’arte intorno ad un bel viso d’oro;
fronte crespa, u’ mirando io mi scoloro,
dove spunta i suoi strali Amor e Morte;

occhi di perle vaghi, luci torte
da ogni obietto diseguale a loro;
ciglie di neve, e quelle, ond’io m’accoro,
dita e man dolcemente grosse e corte;

labra di latte, bocca ampia celeste;
denti d’ebeno rari e pellegrini;
inaudita ineffabile armonia

costumi alteri e gravi: a voi, divini
servi d’Amor, palese fo che queste
son le bellezze della donna mia.

Un omaggio alla donna che si accetta di avere per tutta la vita, accettando anche il naturale corso della vita, in un’epoca in cui l’artificio non era assolutamente paragonabile a quello di oggi!

Ma quello della bellezza femminile nei versi di Beni è l’unico accenno a questo tipo. D’ora in poi si parla della bellezza che abbiamo attorno e Tiziano Scarpa lo ricerca nei versi, accenni alla bellezza del paesaggio! L’aspetto del nostro mondo, una grossa eredità da tutelare!

Prima del diluvio e sempre con il sottofondo delle lune di Galileo, si passa a Mark Twain, il cantore del Mississipi, con il fantastico personaggio di Tom Sawyer, libro tappa per ogni adolescente, ambo sessi! Ma il giocoso e umoristico cantore del sud americano, dopo vicende personali, diventa un crudele cronista della vanità. Ha viaggiato in Europa e quando si trova a Firenzem è scandalizzato dall’opulenza delle chiese e non solo! Tali sentimenti di sdegno, saranno forse derivati da una bruciante invidia nei confronti del vecchio continente? 1 a 0! Europa batte America!

A questo punto si scappa dal giardino prima che la pioggia ci bagni, visto che non siamo nel pineto di D’Annunzio, evitiamo di diventare silvestri e fradici salvandoci all’interno.

Il viaggio a l’interno della bellezza continua con uno scrittore Brasiliano ma veneziano di adozione, amico intimo di Scarpa. Doigo Mainardi. Infatti Tiziano Scarpa ha  tradotto il libro La Caduta. In questo libro l’autore narra di una vicenda familiare molto toccante, la malattia del figlio, per errore medico. Mainardi vive a Venezia con la moglie italiana, decide di far nascere il bambino nell’Ospedale della città, capolavoro di arte ed architettura, iniziato da Pietro Lombardo e pare completato dal Sansovino. Dei genitori fiduciosi perché consapevoli di non affidarsi ad un’ospedale con un reparto ginecologico eccezionale! Ma lui, secondo Scarpa, è stato attratto dalla bellezza della fregatura, fiducioso che la bellezza di un posto simile, creato per essere bello, non potesse succedere nulla!

Si rimane in Italia ma si cambia città! La Roma ai tempi di Leopardi, riportato nell’Epistolario! Un giudizio estremamente negativo quello di Leopardi, che considera la città eterna una città di giganti. Della seria come rovinarsi la vita per ogni cosa! Recanati vista prima come una prigione ora visto come un paradiso! Ma Tiziano scarpa ci fornisce un altro motivo per diffidare della città, considerata dallo scrittore come una città deleteria per ogni genere di artista, in quanto la bellezza della città risolve ogni problema, ogni film si può salvare anche solo grazie ad una ripresa sulla silhouette panoramica della città. Un tipo di bellezza al quale si sono abituati anche gli stessi abitanti della città, che arriva in soccorso in ogni situazione!

Il paesaggio e la sua importanza sono alla base anche dell’opera di Pier Paolo Pasolini. Il quale affermava che la bellezza paesaggistica era rimasta inalterata nell’Italia fascista post. Quando ancora le città avevano una fine, avevano i loro viali alberati. Mentre il boom economico ha creato effettivamente dei mostri, le periferie iper urbanizzate e che sono spesso state le scenografie dei film più celebri dell’intellettuale!

La parte finale dell’incontro si concentra sui libri dedicati proprio da Scarpa all’argomento! Si trova a Zara quando scrive  Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto. Nella solitudine di questa città che può vantare la frase celebre di Alfred Hitchcock che affermava che il tramonto di Zara fosse il più bello del mondo. Durante il soggiorno comincia a pensare a questo… come definirlo… effetto luminoso?! E sulla difficoltà di rappresentarlo che produce per lo più degli effetti dozzinali e kitsch! Appena affermato questo, pensavo a quegli orribili poster in cui con colori fortissimi sono raffigurati i tramonti in posti esotici! Insomma Scarpa ha ideato tutto un discorso che un’ipotetica guida turistica sciorina a dei turisti, di fronte a questo spettacolo. Si può ridurre il tramonto, che spesso corrisponde alla fine anche di fasi della nostra vita oppure di carriere, ad una descrizione di effetti luminosi e di cambiamenti cromatici?! La parola tramonto è  anche usata all’interno di numerosi e celebri film.

Tiziano Scarpa chiude il pomeriggio con alcuni consigli pratici per affrontare la bellezza! In un mondo che ci circonda di bellezza, questa può diventare anche un problema! Specie se abitiamo in una delle più belle città del mondo. Dei consigli che si trovano anche in In gita a Venezia con Tiziano Scarpa. È facile essere seducenti in luoghi già belli, essere in grado di formulare una dichiarazione in un luogo che parla da solo. Allora alleatevi con la città per fare colpo, ma magari in posti in cui la cosa più bella siete proprio voi.

La bellezza costituisce un argomento inesauribile, ognuno di noi ha la propria concezione, può essere più o meno bella una persona, più o meno bella un’opera d’arte, più o meno bella una città. Ad esempio le città sono più belle quando i luoghi che ogni giorno viviamo sono animati da altra bellezza e non contemplati nell’immutabilità! Mi sento un po’ custode della bellezza quando lavoro nel museo, per questo non sopporto spesso la superficialità e l’invasione di persone che la sfruttano solo attraverso lo schermo dei loro apparecchi. Ma è anche vero che ci si può abituare alla bellezza! Ed è proprio attraverso lo sguardo di visitatori attenti che riscopro un luogo…

La ricerca e la diffusione della bellezza è anche alla base del mio blog. Alcune volte ci riesco altre volte no…ma almeno ci provo!

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Un pensiero su “La bellezza ci salverà dal diluvio?

  1. Cara Teresa,
    c’ero anch’io a seguire la riflessione sulla bellezza o, meglio, sull’ingombro insostenibile della presunta bellezza. E ti posso dire che avrei preferito non esserci, non perché io sia contraria a tutto ciò che afferma Tiziano Scarpa, ma perché considero piatte di quelle osservazioni. La bellezza non può essere confusa con ciò che qualcuno ritiene bello, non è questione di gusto ma un profondo sentimento spirituale di appartenenza al mondo, una forma attiva di partecipazione al creato. La bellezza non è relativa, è un processo interiore.
    Mi sono sentita violentata dalle parole infelici dedicate al tramonto di Zara, la città dove sono cresciuta e dove ho imparato a guardare il mondo. Sentire il lungo monologo sull’aspetto kitsch di un fenomeno paesaggistico, davvero suggestivo, mi ha provocato anche una certa compassione… verso chi guarda le cose senza riconoscerle, verso chi vorrebbe penetrare la sostanza senza levare i filtri e le incrostazioni. Per giudicare il consumo altrui della bellezza, occorre togliersi l’abito del turista, magari anche colto e spiritoso, ma sempre tristemente turista.

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