Fimmanaru per vocazione

Dalle mie parti un uomo che ama le donne e ne cambia in continuazione, scappa da relazioni stabili e non ha assolutamente intenzione di formarsi una famiglia è chiamato un fimmanaru. Direi quindi che Casanova è insieme a Don Giovanni tra i maggiori fimmanari che siano mai esistiti. la sua figura è stata mitica, affascinante e motivo di ispirazione per tutta una letteratura come per l’industria cinematografica, che ne ha fatto quasi l’emblema del Settecento. Secolo di ultimi fasti per molte nazioni, ma soprattutto per Venezia!

E giovedì sera io e la mia dolce metà abbiamo passato una serata presso quella che per una sera è diventata la Maison Casanova, abitata da una parte delle molti amanti che il seduttore ha avuto. Uno spettacolo creato da Thema Teatro, con la regia di Anna Zago, itinerante tra il parco e l’interno dell’edificio settecentesco con gli affreschi di Tiepolo. Un vero privilegio girare per le sale e lo spettacolare giardino con i particolari che fanno innamorare. Indubbiamente la notte esalta tutto.

Il viaggio è naturalmente a ritroso nel tempo, volto a ricercare nella voce di sedici donne, la vera anima di Casanova. Filtrato attraverso diverse esperienze e speranza spezzate, donne convite di essere spesso la persona giusta, per redimerlo, riuscire a farlo innamorare follemente e condurlo ad una vita stabile. Dopo secoli l’istinto da crocerossina non è passato direi!

Ad accompagnarci alla corte delle sue amanti, una delle bonnes de la maison, interpretate da Martina Canton, Marianna Mattiello e Mara Santacatterina. Il lasso temporale che percorreremo va dal 1749 al 1760, da Ginevra a Napoli, Londra per scoprire le varie amanti.

La prima tappa è a Ginevra nel 1749 con Jeanne Marie Albert de Saint Hippolyte. Donna sposata e incontrata per la strada per Parma e naturalmente non poteva essere un viaggio semplice. Casanova da semplice compagno di viaggio diventa amante, una relazione che dura tre mesi a Ginevra si lasceranno. La giovane donna è interpretata da Anna Farinello, che esprime un amore puro e speranzoso. Il desiderio di personalizzare e irretire colui che è sfuggente, con lettere profumate dalle più preziose e particolari essenze. Tornerà mai da lei?

Dal 1749 passiamo al 1760 e andiamo a Napoli, l’allestimento all’interno delle scuderie è uno degli ambienti più affascinanti, in cui Lucrezia Castelli nobildonna salernitana confida ad una amica e suppongo cameriera personale la sua conoscenza con il rapace conquistatore. Sposata giovane con un uomo poco passionale e rispettoso delle credenze più sciocche, la giovane conosce dopo una settimana le gioie della camera da letto. Naturalmente quando Casanova arriva nella sua vita trova facilmente la strada per arrivare nel suo letto. Passano anni e Casanova naturalmente continua a mietere vittime e ripassa per Napoli dove non solo ha modo di vedere la vecchia amante, ma anche di conoscere la figlia, frutto dei suoi lombi! Ma l’incesto è comunque una possibilità e la storia ci ricorda che alla fine un legame di sangue non è un ostacolo sufficiente. Le due donne interpretate da Daniela Padovan e da Valentina Ferrara si muovono in un momento di confidenze al momento della toletta. Ambientazione efficace e affascinante, ma dobbiamo conoscere ancora altre donne.

La prossima donna appartiene ad un altro ceto sociale, una sguattera o cameriera che ha doti efficaci per sedurre un palato raffinato come Casanova. Siamo nel 1767 a Lugano e Lia era giovanissima mentre per gli standard di allora lui maturo uomo. Interpretata da Alessandra Niero ci accoglie in quello che erano gli ambienti di servizio della villa! Donna furba e maliarda stuzzica l’uomo carpendone i segreti sulla seduzione, la pratica la svolgerà invece con un uomini giovani. Casanova non vuole però essere solo il maestro e decide di lasciare la residenza prima del tempo. A quel punto però la giovane Lia si pente della scelta e anela l’uomo maturo. La fortuna vuole che torni e allora che la seduzione abbia inizio.

Nuovo salto temporale e anche per il gruppo è tempo di continuare a scoprire la villa. Entriamo nelle sale e ci accomodiamo nel salone avvolti dagli affreschi di Tiepolo. Qui torniamo a Venezia, nel 1753 e incontriamo cinque donne. La protagonista è Maria Morosini con Gigliola Zorani, Clarissa Battaglino, Daniela Calvene, Arianna Guglielmi e Alessia Traverso. Il chiocciare veneziano di donne che non aspettano altro che il momento dell’incontro amoroso. La protagonista Maria, esce da una bella portantina settecentesca con motivi orientali. Inizialmente sono le giovani a parlare e descrivere i gusti del seduttore ma poi parla lei. Casanova la conosce quando naturalmente era amante di un’altra donna e in convento. Certamente all’epoca non era un luogo così sicuro.

Usciamo nuovamente dalla villa per incontrare la sesta donna. Siamo nel 1776 con Cécile de Roggendorf interpretata da Lara Campigato. Muta e danzante in un angolo del giardino suggestivo allestita come una camera da letto e con il letto sfondato ma in un atmosfera bucolica. La ballerina dinoccolata che gira per lo spazio. Quello che la storia ci restituisce di lei è la relazione prevalentemente epistolare, lei era più giovane di 50 anni.

Il nostro tour si avvia alla conclusione e conosciamo l’ultima protagonista. Andiamo nella Londra del 1761 presso la cortigiana Marianna Charpillon interpretata da Anna Zago, che ricordo essere anche la regista. È insieme con Federica Omenetto nella veste di beffarda carceriera di una donna che ha saputo tenere a bada per un poco Casanova! La fontana del parco diventa la prigione di una donna che appunto non ha ceduto immediatamente. Eh si cari amici perché i fimmanari si innamorano e diventano tali a causa di un rifiuto spesso cocente! Donne libere e che si comportano come uomini! Del resto Marianna è una cortigiana, il suo mestiere non permette sentimenti. Ma la pazzia la raggiungere ed è pronta a barattare un ricordo prezioso, anche dal punto di vista economico, con del vino a buon mercato.

Tutte bravissime le interpreti che ci hanno portato di fronte all’animo umano così vario e complicato. Il sipario trapuntato di stelle è calato sullo spettacolo o meglio su quello vissuto dal mio gruppo. Torno a casa con la mia dolce metà consapevole che non ha il bisogno, o almeno quasi nai, di cercare altri luoghi. Ma anche io sono consapevole di poter raggiungere altri luoghi solo con quella metà.

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In attesa delle bonnes della maison...
In attesa delle bonnes della maison…

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Anna Farinello in Jeanne Marie d'Albert de Saint Hippolyte
Anna Farinello in Jeanne Marie d’Albert de Saint Hippolyte

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Lara Campigato in Cécile de Roggendorf
Lara Campigato in Cécile de Roggendorf

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Anna Zago con Federica Omenetto. Anna Zago anche regista interpreta Marianna Charpillon
Anna Zago con Federica Omenetto. Anna Zago anche regista interpreta Marianna Charpillon

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