Palazzo Leoni Montanari abitato da una nuova stirpe

Le abitudini sono difficili da cambiare, abitudinaria come sono mi tocca adattarmi, con una certa difficoltà, ad un cambiamento. Questa volta nel luogo di lavoro. Ma ovviamente non sono i cambiamenti che spero io.

Ma non lamentiamoci e gioiamo almeno del fatto che non devo correre più appresso a visitatori che aprono porte che non sono da aprire, sentire lamentele sullo stato dei musei in generale, raccontare in biglietteria storie e affannarmi in mille spiegazioni, spesso in ligue che non mi sono affini!

Il Palazzo! Quando dico sì sono a palazzo, è come se le mie nobili origini venissero fuori! Ci viviamo qua dentro, 40 ore settimanale tralasciando notti bianche e prolungamenti vari! Ma indico il palazzo come il luogo in cui certo mi possono trovare! Una prigione dorata e non sempre confortevole! I sogni di fuga sono sempre nella mia testa ma diciamoci la verità dove vado! Sarò qui ancora fra anni e anni a correre dietro a bambini urlanti e ragazzi scoraggiati, salendo con fatica le scale…

Ma insomma adesso per coloro che non provano un familiare senso di nausea quando varcano il portone, sormontato da un uomo barbuto e satanico che ogni volta sembra volermi dire “...e adesso sono cavoli tuoi!”, Palazzo Leoni Montanari si presenta al meglio, con un piano nobile completamente rinnovato e finalmente qualche pannellatura ops totem… sparsi qua e là per il museo a spiegare il perchè di una dimora simile! Ma soprattutto in cosa consistono le novità!?

Per un visitatore che conosceva già il palazzo, probabilmente non vicentino perché i vicentini non sanno neanche dove si trova Santa Corona, il piano nobile risplende di nuova luce! Con il lungo restauro che ha coinvolto l’intero apparato di affreschi, si è ricostruita la storia non solo della famiglia ma anche della decorazione, che almeno per altri 15 anni sono sicuri. Pittori più legati alla tradizione affiancati da giovani rappresentanti di uno spirito nuovo e più internazionale, tipo Louis Dorigny il quale é stato piuttosto sfortunato, la sua lunga opera è stata praticamente rimossa per far posto ad altre decorazioni che comunque non sono giunte fino a noi. Tra le certezze anche l’esclusione totale di Girolamo Egidio di Velo, anche se al TGR asseriscono che il vasellame presente derivi direttamente dalla sua collezione.

Appunto il vasellame Apulo e Magnogreco che esce, con piccoli ma significati nuclei, dal magazzino per mostrarsi in tutta la sua bellezza. Ma le reazioni dei visitatori sono molteplici e fanno capire la natura naturalmente insoddisfatta dell’uomo. Si passa dall’indifferenza, alla meraviglia, troppo restaurati, il restauro non si vede per niente! Smarrimento, non chiarezza sulla loro provenienza… e noi a destreggiarsi tra questi opposti.

Le sale barocche “liberate” dalla quadreria si mostrano, la meraviglia è la reazione maggiore, gli elementi che colpiscono di più sono agli opposti, il lampadario in vetro di Murano e il pavimento. Mentre nella Galleria si alterna la meraviglia alla sensazione di troppo degli stucchi policromi. Nella Sala degli Stemmi sono stati invece collocati i quadri del Longhi e dei suoi seguaci. Uniti ma al contempo ben chiariti nell’autografia è diventata una sala gradevole e confortevole. Il vedutismo e il paesaggio italiano sono nella Sala dei Fauni in cui il Capriccio di Canaletto e la Veduta ideale di Vicenza dello Zuccarelli di mettono a confronto in uno stretto dialogo. La Sala dell’Eneide che anticamente era definita d’Angolo o del Canton è interessata con le nuove acquisizioni. Un bozzetto di Tiepolo una tela di Alessandro Longhi con un non meglio definito procuratore veneziano, chiamato amichevolmente Parruccone, altri quadri di soggetto allegorico e mitologico. Ma nel nostro giro la star vera del Palazzo è la scultura di Agostino Fasolato, un matto che ha ricavato in unico pezzo di marmo ( di Carrara ma con qualche venatura di troppo) ben sessanta figure! Prima che arrivasse il suo arrivo era stato annunciato così ” una scultura con degli ometti che si arrampicano su una montagna“. Non so se la forza di gravità abbia agito nel frattempo ma le sessanta figure fanno l’opposto cioè cadono! Infatti un Fasolato evidentemente consapevole della sua abilità come scultore ha creato una vera e propria macchina scenica dove il bene e il male si affrontano. I demoni sono di più e nella caduta eseguono evoluzioni e contorsioni che rendono la scultura movimentata ma per i miei gusti non meno angosciante! Ma i nostri visitatori l’adorano ed è per noi la sorvegliata speciale, mani che vogliono assicurarsi che lo scultore abbia effettivamente scavato e levigato la materia! Uno sguardo al cortile e poi eventualmente su nel mondo delle icone! Ma prima molti vogliono assicurarsi di aver visto tutto tutto! Così si aprono porte che dovrebbero restare chiuse e una volta aperte il massimo che rivelano sono scope e uscite di sicurezza, generalmente a non fidarsi sono gli italiani, popolo diffidente che vede dietro una porta chiusa sempre e comunque una fregatura!!!

Noi PLM Girl, nuove abitanti di Palazzo ci destreggiamo tra le stanze e come vere eredi della nuova stirpe di abitanti abituali, proteggiamo e viviamo il palazzo avito ma che finalmente si può definire un museo moderno con tanto di postazioni multimediali.

Apertura dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30) biglietto intero 5 euro ridotto 4 oppure con ViCard!

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2 pensieri su “Palazzo Leoni Montanari abitato da una nuova stirpe

  1. Stupendo articolo (come di consueto) che (mi) suggerisce che è ora di ritornare a Palazzo… Grazie Teresa!

    • Mi rendo conto che dal post traspare la mia stanchezza verso questo lavoro, che spesso alcune situazioni hanno contribuito a far aumentare! Ma in fondo è anche una dichiarazione d’amore, nel voler che gli altri la vivano da spettatori di mostre ed altri eventi, del resto guardo quelle stanze e mi dico che sono anche fortunata a vedere ogni giorno tanta bellezza.

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