Schermi imput arte

Guardare in uno schermo è un’attività ormai naturale, da sempre catturati dall’immagine e dal suo scorrimento automatico, osservando comodamente saduti, quasi passivamente! Un esempio lo abbiamo avuto il luglio scorso, quando in Basilica si è inaugurata una mostra che indagava questo settore dell’arte contemporanea sempre più diffuso. Anche in quell’occasione i cinque curatori avevano attinto dall’incredibile patrimonio posseduto dall’Università di Bologna, che ogni anno indice un festival che alla fine seleziona i migliori video dell’anno.

Venerdì pomeriggio sono stati riportati a Vicenza da Renato Barilli nello spazio Yvonne Artecontemporanea, lui è uno dei giudici della commissione bolognese che sceglie i video. Tra l’altro proprio la settimana entrante si sceglieranno i vincitori della prossima edizione.

Presa da mille faccende arrivo in ritardo, da ex puntualissima mi spiace, ma arrivo comunque in tempo per sentire le battute finali dell’introduzione e soprattutto per visionari i video. Se la puntualità l’ho persa, certo non ho perso la memoria visiva e naturalmente nella carrellata proposta riconosco molti dei lavori già visti e praticamente studiati in Basilica, nelle tre visite fatte! Ma temo di essere stata l’unica o una delle poche, una mostra che probabilmente essendo a ingresso omaggio è stata un po’ presa sottogamba! Ma ad onor del vero in questa occasione ho scoperto anche altri artisti!

La prima artista che incontriamo a Karin Andersen con Naughy Messy Nature #1 #2 della durata di 2′. L’artista poteva mostrarci immagine armoniose, ma preferisce metterci di fronte l’effetto della natura. Le patate, cammuffate e dipinte sono seguite nel processo di decomposizione episodio naturale ma che ci mette sempre e comunque a disagio. L’artista segue il filone fantasy.

Segue Filippo Berta con un video, visto in occasione della medesima mostra, dal titolo Homo Homini Lupus. Una landa desolata e poco ospitale è al centro della nostra visione in cui alcuni lupi. Metafora dell’Italia di oggi, la nostra bandiera è dilaniata dai lupi che cercano di ingerire un pezzetto! Ad ognuno la propria interpretazione sulla situazione italiana attuale.

Altra coppia di videoartisti che rivedo volentieri è quella formata da Bianco e Valente con il video Entità risonante. Il gesto della pittura con china, tecnica antichissima di origine cinese, con la quale sono venuta indirettamente in contatto recentemente. La tecnica è il suminagashi e consiste nel disegnare con la china su una superficie bagnata e riuscire a domare il segno. Inoltre la coppia di artisti utilizza il colore blu, quasi una porcellana!

Stefano Cagol invece ci pone di fronte ad una bandiera fluttuante, utilizzando un metodo molto elementare in realtà che è quello della riflessione in uno specchio che crea quindi un’illusione ottica. La bandiera è quella americana che di volta in volta si trasforma in un rapace vorace, come l’aquila di tradizione, ma mi ha dato l’impressione anche di un caccia…sarà anche questa un’allusione all’egemonia politica e militare della nazione oltreoceano? Il video di questo autore non è stato comunque selezionato per essere portato in Cina!

Marcantonio Lunardi con Default, anche lui visto in Basilica. L’uomo solo in una fabbrica abbandonata con il telefono! Dall’altra parte del ricevitore soltanto segreterie telefoniche di centri di prenotazioni vari, dall’INPS, al CUP, in cui riecheggiano le stesse melodie odiose e gli stessi messaggi di attesa di file non solo reali ma anche irreali.

Sabrina Mezzaqui, una delle scoperte del pomeriggio, ha proposto invece una visione molto poetica e zen(g). Il suo punto di vista, ribassato, si concentra sul bordo di una tenda bianca e che quasi diventa fluorescente, la tenda fluttua amabilmente al ritmo della leggera brezza che filtra dalla veneziana! Il tutto accompagnato da una musica orientale estremamente evocativa!

Devis Venturelli, anche lui una scoperta, mi cattura con Superfici Fonetiche. Video ambientato in una periferia squallida e impersonale di una qualsiasi città. Il non luogo viene trasformato e animato da questo manifesto/stendardo/cartellone di platica che come un drago fluttua e usa l’archiettura fatti di viadotti e pasaggi come una vera e propria pista per trasformarsi in evoluzioni.

Rebecca Agnes, propone un video di animazione. Si caratterizza per l’uso di una colonna sonora potente e della crudezza di immagini. In primo piano una macchina che ha subito un incidente e quel che resta della persona che la guidava, di cui si percepisce in particolare la spina dorsale. Nel corso del video lo zoom arriva a puntarsi sulla spina dorsale di cui in uno zoom sempre più ristretto si percepisco cellule e microrganismi.

Luca Saguatti, con Life from Pluto, una composizione astratta composta da segni, emanazioni atomiche e colori.

Davide Bertocchi con un video grafico e che francamente non mi ha colpita. Una limousine viola gira intorno al celebre edificio di Frak Lloyd Writghy il Guggenheim di New York.

Giovanni Kronenberg, ritrovato dopo la mostra in Basilica con il video dal titolo Meravigliato da ciò che vive oltre cent’anni. Ambientato nei ghiacciai eterni è una storia d’amore che coglie espressioni e atmosfere da Sims.

Luca Matti con The Mole Man, video del 2008, secondo me tra i più belli! Protagonista è un uomo che al posto della testa ha una molletta, che arriva a essere un becco con il quale distrugge il pavimento per scappare da una stanza senza uscita! Ma ricade in un’altra stanza senza uscita. Una scatola cinese infinita che è una riflessione umana. L’attività di illustratore e di fumettista si coglie nell’abilità grafica del disegnatore, che per le immagini inquietanti e in cui l’uomo è un essere ibrido, potrebbe diventare un nuovo Gorey!

Marco Morandi con We move lightly ci riporta nel mondo futuristico. Un mondo cristallizzato in cui appunto i cristalli si sostituiscono alla vegetazione. Una linea luminosa fende questo gelo e scioglie un grande volume che riporta in vita i cetacei. Anche lui presente in Basilica il luglio scorso.

Diego Zuelli, presente anche in Basilica. Ma nel pomeriggio da Yvonne viene proposto un altro lavoro dal titolo Rotazione n.1, un turbine di acqua che nella visione sembra un occhio che rapisco lo sguardo di noi spettatori. Nella visione dell’artista il turbinante mare cilindrico di Clarke (autore di Incontro con Rama) che crea un effetto ipnotico.

T-Yong Chung, nel suo video Hand Play, che rivedo volentieri, si crede un po’ Dio! Nel senso che utilizzando anche lui un sistema molto elementare ed un gioco che diciamo la verità un po’ tutti abbiamo fatto. Dalla finestra si diverte e si illude di “direzionare” le vite delle persone che passano per la strada, “muovere” le macchine che passano!

Micheal Fliri con I’m in Hell and I’m alone, un uomo che diventa un omino da crash test si muove in uno spazio pieno di trabocchetti. Ogni mossa corrisponde a un colpo in una parte qualsiasi del corpo, lo stesso titolo ci ricorda che il protagonista del video stesso si trova in un inferno in cui si trova da solo! Sarà per caso ancora una volta una metafora della precaria e pericolosa vita umana???

Il sottotitolo del prossimo video ha per sottotitolo Il logorio della vita moderna e parliamo di un video scanzonato Coffe Bolognese di Aldo Giannotti e realizzato in collaborazione con Markus Hofer. Protagonisti che tre ragazzi che in una zona di Bologna decidono semplicemente di fare una pausa caffè! Il problema, ma neanche tanto, che questo è in realtà un dissuasore non tanto per il traffico quanto per non far entrare in zone a ZTL! Ovviamente proprio nel momento di degustazione del rito italiano per eccellenza una ragazza passa e il tavolino con tutte le tazzine etc vanno giù! Ma che problema c’è una volta passata si può ritornare a degustare la bevanda o quel che resta! Durante la visione dietro di me ci si interroga su dove tale video era stato visto, magari alla Biennale di Venezia? Io volevo anche dire, probabilmente, ma perché non a Vicenza?!

Marco Marcassoli è stato la mia personale rivelazione della serata! Con i suoi video che divide in Haiku! Ancora le mie recenti esperienze mi hanno portata a conoscere e a tuffarmi nella cultura orientale, ma vedo che non è solo per me. Brevi quanto gli haiku stessi, l’autore e artista è riuscito con verve a ricostruire piccole scenette molto efficaci coinvolgendo in risate tutti i presenti! Peccato che in rete si trovano pochissimi video, tipo questa, questa e questa!

La rassegna continua, ma siamo agli ultimi due videoartista. Prima con la dissacrante e scorretti fumetti di Laurina Paperina, che trasformano il mondo quasi magico dei cartoni animati in un mondo di cattivi personaggi, un po’ alla South Park. La sua verve ha creato anche un eroe, presente in tutti i cartoni che si rispettano. Il suo personaggio, cattivissimo ovviamente è Caccolaman, che uccide con le caccole! La sua cattiveria si è rivolta verso un’apparente inerme  vecchietta che si rivelerà invece furba Super Pape!

Lucia Uni, ultima artista di cui viene presentato il lavoro, con Firm! Il lavoro è una satira della società italiana tramite quelli che sono stati i rappresentanti, ad esempio il Mister B che tutto il mondo prende in giro! Analizza il “contratto” la dichiarazione d’intenti che proprio questo personaggio ha ideato, nel 2001. Si scorre tutto il documento con in calce naturalmente la firma! La B del cognome prende vita e diventa Mr Linea personaggio uscito dalla penna… o matita di Osvaldo Cavandoli, che continua per tutto il resto del video a ridere!

Sicuramente un ripasso molto interessante e la scoperta di altri artisti che seguirò. In attesa di prossime avventure e di nuove mostre sia in galleria che fuori una domanda mi sorge spontanea… Ma in Basilica niente più mostre fino a dicembre?

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