Onore, distinzione e violenza#4

L’ultimo appuntamento con la seconda edizione di Sabato al Palladio Museum e con il tema scelto quest’anno Onore, distinzione e violenza nella Vicenza di Palladio si conclude sabato 31 maggio.

Alle ore 11.30 Claudio Povolo (Università Ca’ Foscari) parlerà di Diritto e istituzioni.

Ingresso 3 euro con prenotazione obbligatoria al numero 0444 323014 oppure scrivendo a eventi@palladiomuseum.org

palladio museum

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Mafia da legare

Gli appuntamenti di questo mese si concludono da Galla con l’autore Matteo De Rosa presenta il suo nuovo libro Mafia da legare.

Interviene Matteo Strukul.

Appuntamento mercoledì 28 maggio alle ore 18. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

galla

 

Segni tra Oriente e Occidente

Il mondo delle immagini è percorso da segni diversi che ogni artista decodifica. Ovviamente tutte le arti si sono interessate e lasciate sedurre dalle diverse culture e così anche il meraviglioso Oriente segreto e magico è stato svelato attraverso alcuni segni!

L’Occidente ragiona su un’Oriente lontano, ma che si avvicina attraverso saggi e letture che vogliono renderlo più tangibile. Attraverso il titolo dell’opera del saggista francese Roland Barthes. Il testo scritto nel 1970 è una nota di viaggio in cui lo studioso non vuole necessariamente darci un’opinione, ma annotazioni attraverso aspetti che invece per altri risulterebbero poco interessanti.

Lo Studio60 risplendeva di una luce preziosa, attraverso opere artistiche uniche e il delicato ed efficace allestimento, incuriositi da tutti gli elementi giusti! Ad accompagnarci nel mondo tortuoso delle parole e dei segni François Bruzzo che ha catturato le molte persone presenti con una vera e propria lezione universitaria, ne riporto i concetti fondamentali con l’utile video girato durante l’inaugurazione…

…un Giappone che diventa un Oriente estremo che non bisogna riconoscere in un punto geografico preciso, ma un Giappone che deve mettere in moto qualcosa, attraverso la provocazione appunto del saggio che da nome alla mostra stessa! Per Barthes rappresenta una riserva di tratti e l’idea di un sistema simbolico. Grazie a François noi affrontiamo una riflessione culturale, su quello che piace agli orientali della nostra cultura e cosa invece noi cerchiamo nella loro un Giappone non più diffuso ma silente e  che non ha bisogno di commenti come le opere che possiamo vedere entrando in questo luogo. Cose, che deriva dal giapponese mono, come ricettacoli grafici, ovvero cose che mettono in moto il segno. Dai Taccuini di Patrizia Peruffo, parte dalla necessità di annotare qualcosa, dalla necessità di usare il supporto per scrivere qualcosa di importante. Il supporto che nella nostra tradizione arriva nell’800 e nell’opera di Patrizia non è più un oggetto dimenticato, parlandoci attraverso onde, vento, haiku su onde e vento! Il taccuino è onda e vento, può essere tutto! Il vaso che ci fa pensare all’ikebana, non solo rami ma anche foglie per coltivare la parte del cielo della terra e dell’uomo, la cui forma di base è il triangolo scaleno. Distante dalla simmetria di pensiero greco! Vasi fluttuanti che arrivano dalla tradizione dell’Ukiyo – e che vuol dire rappresentazione del mondo fluttuante, ciò che passa che non consiste e non compare! Le collane di Angela Simone realizzate con la tecnica del Suminagashi tecnica che affonda nella cultura cinese e che arriva in Giappone tra il 1000 e il 1100 usando la marmorizzazione, ovvero l’inchiostro sulla carta in un’opposizione fondamentale tra il bianco o il nero, ma anche tra più colori. Una fluttuazione legata al mondo dell’acqua e del segno che si dirige e l’abilità dell’artista che deve capire dove va la fluttuazione e stare al suo gioco, in cui il soggetto non c’è! Anche i testi sparsi in questo gabinetti, di Mirko Cremasco provocato,  ha rifatto in maniera inconsapevole una vecchia tecnica giapponese che sembrano degli haiku. Testi ricavati da scritti più lunghi,  l’haiku che deriva dal tanka. Mirko si è prestato al gioco e far andare i suoi psedo haiku, trasformandoli in una semplicità estrema. Ha abbandonato la scienza e si è fatto trasportare dalla parola! L’haiku è semplice e non descrittivo, in una semplicità per noi disarmante con dei vuoti che vengono coltivati. Usa tutti i livelli di poeticità che conosciamo e il carattere si trova a essere la parte più peculiare attraverso il gioco dei caratteri e nelle sue ricorrenze, lanciando al lettore delle profonde ambiguità. Ci troviamo così davanti ad un enigma! Elvezia Allari ha usato i testi di Mirko riproducendoli con il cucito, sarebbe stato ovvio se fossero state leggibili, l’idea è stata di farli vedere dall’altra parte, le parole sono abbordate al rovescio e arrivano a noi in un modo sconosciuto. Il testo viene posto non come interpretazione ma è un testo che sollecita un modo di tacere. Elvezia ha usato la carta, materia comune a tutti gli interventi, che diventa carta giardino, che trattiene i segni e colori che a loro volta trattegono sovrapposizioni e da cui nascono increspature floreali o frammenti di florealità. Le cose appese, il kakemono, oggetto interessante, qualcosa che si appende e quindi illustra, come per la cerimonia del te, può essere grafico e accompagnato dall’ikebana. Il kakemono è anche un ricettacolo di segni grafici come quelli in vetrina.  La casa giapponese è una cosa fluttuante che cambia come i kakemono che intervengono e quando non vengono usati vengono riposti arrotolati, come quelli esposti con all’interno dei testi di Mirko. Questo è il Giappone, l’Oriente che è venuto a trovarci perché è stato raccolto dalle artiste e da Mirko, cogliendo le sollecitazioni di Roland Barthes per lanciarsi in un’Oriente da cartolina e di rappresentazione ma è un’Oriente che proviene e attraverso e da cui ognuno si è messo in gioco per offrirlo a voi, proporvelo per ricordarvi che l’Oriente sta anche nel cuore della nostra vita quotidiana!

Un’inteso momento di racconto e di comprensioni di momenti di Oriente che possiamo vivere tra i nostri mobili immobili e creare, come spesso facevano scrittori del passato, un Oriente personale! Per immergervi anche voi nelle atmosfere dell’Impero dei Segni avete tempo fino al 31 maggio dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.30, chiuso il lunedì mattina! 

Alcune foto per stuzzicarvi e farvi giungere presso Spazio60 Contrà Porta Santa Lucia 60! Ma sarebbe comodo mostrarvi solo quelle dell’inaugurazione quindi anche qualcuna dei giorni precedenti…

Allestimento

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Taccuini di Patrizia Peruffo Design
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Taccuini Patrizia Peruffo Design
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Abito scultura di Elvezia Allari con Versi fragili di Mirko Cremasco
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Lampada Abito di Elvezia Allari
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Segni che si disperdono sul foglio di Patrizia Peruffo
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Kimono di Elvezia Allari con Versi Fragili di Mirko Cremasco
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Il segno sfugge ma lascia traccia del suo passaggio – Patrizia Peruffo Design
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Taccuini a preghiera tibetana – Patrizia Peruffo Design
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Vasi fluttuanti – Patrizia Peruffo Design
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Abiti scultura di Elvezia Allari, sospesi con versi fragili di Mirko Cremasco
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La carta si impossessa di versi che sono nuovi e inaspettati
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Collane di Angela Simone realizzati con la tecnica del quilling
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Collane dal colore cangiante di Angela Simone realizzate con la tecnica del quilling
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Collana di Angela Simone realizzata con la tecnica del Suminagashi
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I materiali per le arti di Studio60 si uniscono alle artiste e al poeta alla ricerca di nuovi segni da creare sulla carta

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Inaugurazione

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Noi eravamo pronti per accogliere gli ospiti che si sono lasciati sedurre dall’Impero dei segni
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Versi fragili di Mirko Cremasco
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Ultimi dettagli…
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In mood Japan
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In perfetta sintonia
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La presentazione di François Bruzzo
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Le collane di Angela Simone meritano carezze
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Autori e autrici, l’artista Elvezia Allari con il poeta Mirko Cremasco

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Tutti noi! Da sinistra Fabrizio e Doris Crivellari proprietari di Studio60, Elvezia Allari, io con la collana di Angela Simone, Mirko Cremasco, Patrizia Peruffo e Fraçois Bruzzo
Tutti noi! Da sinistra Fabrizio e Doris Crivellari proprietari di Studio60, Elvezia Allari, io con la collana di Angela Simone, Mirko Cremasco, Patrizia Peruffo e Fraçois Bruzzo

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Omaggiamo il maestro #7

Ultimo appuntamento con l’Omaggio a Carlo Mazzacuti presso il Cinema Primavera di Vicenza(Via Ozaram 11). Lunedì 16 maggio alle ore 20.30 si conclude con l’ultimo film diretto dal regista. Ha scoperto di essere malato un anno e mezzo prima di girarlo, quindi possiamo considerarla come un’eredità per coloro che lo seguivano e lo amavano. Un modo per dirci addio!

La sedia della felicità, 2013 94′, racchiude tutto quello che il regista ha detto con i suoi film precedenti. Con Valerio Mastrandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Katia Ricciarelli, Raul Cremona, Roberto Citran, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Milena Vukotic, Marco Marzocca, Maria Paiato.

Biglietto intero 4,40 ridotto 3,50

carlo mazzacurati

Siamo come ci vestiamo

Il momento del post lavoro è sacro! La gente è ben disposta a scoprire la città, soffermando lo sguardo a volte frettoloso sulle piccole meraviglie.
I portoni degli antichi palazzi poi hanno un fascino speciale, il nostro sguardo si avventura e arriva a posarsi sui chiavistelli che nascondono sempre un giardino, più o meno segreto.
La Sartoria Lara Cossér si trova in luogo così, speciale e segreto, prezioso ed intimo! Ed è per scoprire un luogo di lavoro spesso duro e meticoloso che si sono aperte le porte all’arte anzi, ad un altro tipo di arte! La sartoria nel passato era l’unico posto in cui si poteva trovare il riparo dalla nudità, e almeno una volta nella vita, anche chi proveniva da classi meno abbienti, ci entrava per il cappotto o il vestito buono!
La diffusione del prêt-a-porter ha fatto allontanare un pubblico abituato a considerare gli abiti necessari, disposti a prendersene cura. Ed ecco che improvvisamente solo un certo tipo di clientela può sognare di avere qualcosa di veramente unico!
Ma è vero anche che esistono sartorie e sartorie, da un lato quelle che riproducono i desideri del cliente di turno, accontandolo ma non dandogli un punto di vista professionale e pratico. Mentre altre sono sartorie che considerando l’abito e la persona stessa come un’opera d’arte, studiano soluzioni che accontentano il cliente ma lo aiutano ad orientarsi nel terreno delle stoffe, delle misure e anche dei nostri corpi! Lara è proprio così, genuina, una grande lavoratrice ed una creativa ma anche una tecnica! Conosce il corpo umano e ogni giorno tra sete, Jersey, cotone etc. compie anche un vero e proprio studio sociologico! Siamo come ci vestiamo? Un antico detto ci intima di stare attenti all’aspetto in quanto l’abito non fa il monaco! Allora forse vorremmo vestirci in maniera tale da sembrare!
Ospite fino alla fine del mese Annamaria Targher, con i suoi lavoro che ci portano direttamente nei pascoli del Trentino, creature beffarde e scansonate che attraverso il loro ruminare ci canzonano un pochino! Per realizzarli Annamaria ha “usurpato” le pagine patinate dei giornali di moda, strumento di studio e di aggiornamento delle tendenze da parte di Lara! Ma non mancano i tessuti, i fili che si sposano alla carta ed esplodono in colori! Le ninfee, che mi danno quasi la sensazioni di vedere avviluppate su stesse i bei nastri di raso della danza ritmica, sogno di bambina infranto!

Durante la serata di giovedì sera tra l’altro ho anche scoperto lo stretto legame che Lara ha con il suo spazio, all’interno di uno di quei palazzi che citavo all’inizio! Tentazione trattenuta quella di arrivare fino in fondo alla corte che possiede un cancello chiuso e che nasconde il giardino e l’approdo che consentiva alla famiglia di raggiungere Venezia comodamente. Palazzo Palladiano, ma non terminato, ma che nasconde nelle viscere testimonianze ben più antiche, così vicino al fiume era naturale che servisse a moltissime attività! Ed è Lara che lo racconta con amore sapendo di far rivivere quotidianamente un luogo di storia dell’architettura e della città stessa.

Un posto da scoprire, attraverso le creazioni di Lara ma anche attraverso l’ospite, che fino alla fine del mese troverete lì mediante le sue opere. Il prossimo chi potrebbe esserci?

Queste prime foto della galleria fotografica si riferiscono al momento dell’allestimento, le opere di Annamaria hanno trovato il loro posto sulle pareti.

IMG_5802 IMG_5803 IMG_5804 IMG_5807 IMG_5808 IMG_5809 IMG_5810 IMG_5811Mentre queste si riferiscono a giovedì sera al momento dell’Aperitivo tra stoffe e…montagne.

IMG_5989 IMG_5992 IMG_5996 IMG_6001 IMG_6003 IMG_6005 IMG_6006 IMG_6007 IMG_6008 IMG_6013 IMG_6014 IMG_6018

 

Da Nadir si fa Booomb!

Domenica 25 maggio nuovo evento da non perdere da Spazio Nadir per gli amanti della musica. Un pomerigigo che inizia alle 18.31 nell’unico e inimitabile posto, cuore pulsante di Santa Caterina.

Il pomeriggio sarà un mix tra musica e performance attraverso non solo Andrea Lovato con il cd Booomb ma attraverso lo spettacolare Dynamite Love Live set con Jordan Brea alla batteria, Anna Morandi voce e Robotomo come ArtPerformer.

Tessera ARTuro alla mano prego e pensate a qualcosa anche per il post

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Il delicato passaggio dall’adolescenza all’età adulta per un museo!

Il 6 maggio scorso le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari hanno compiuto un passaggio veramente importante, sono diventati adolescenti, anche se per molte culture avere 15 anni è già un passaggio verso l’età adulta!

Io ho condiviso con questo spazio gli ultimi tre anni, vedendo passare prevalentemente i nostri fedelissimi, ovvero i nostri nonnini che sono ancora il retaggio della società borghese che ha abitato le sale fino a qualche tempo fa, ma il tempo, la crisi e il cambiamento dei costumi ha fatto evolvere anche il museo, che da vera casa – museo si appresta ad avere una nuova veste, unendosi nel frattempo ad una vera e propria rete.

Quelle che erano sale prive di riferimenti e di testi, ora saranno più leggibili. Le storie raccontate da Longhi saranno raccontate dai muri che già parlavano di loro! Nuovi pezzi, una scultura angosciante ma sicuramente particolare!

Ma quando? Domani sabato 24 maggio dalle 15 alle 20 (con ultimo ingresso alle ore 19.30) e domenica 25 maggio dalle 10 alle 20 (con ultimo ingresso alle 19.30), il museo apre gratuitamente a tutti coloro che sono curiosi di scoprire il perché delle domande che gli baleneranno in testa! Perché i vasi? Da dove arrivano? Perché le icone? E la scultura…

Perché si insomma Longhi, Canaletto, Guardi, Zuccarelli, Tiepolo e i minori li conosciamo tutti ma è entrato nelle sale anche un artista decisamente ribelle!

La mia personale guest star è l’artista padovano Agostino Fasolato che visse a Padova a cavallo tra ‘600 e ‘700 e famoso anche nella sua città natale per una scultura che si trovava a Palazzo Papafava e che anche la Treccani cita come la sua  opera più famosa La caduta degli angeli ribelli, unico blocco di marmo di Carrara in cui lo scultore ricavò ben 60 figure! Mi sembra di essere davanti ad un’oggetto maligno, dotato della stessa negatività posseduta da un ritratto della letteratura diabolico Il Ritratto di Dorian Gray … la scultura di Agostino!

Naturalmente a parte l’opening ufficiale il palazzo rimarrà comunque aperto dal martedì alla domenica con i consueti orari dalle 10 alle 18 (con ultimo ingresso alle  17.30 ) biglietto intero 5 ridotto 4 oppure con la Card commutativa dei musei di Vicenza. 

Particolare della scultura di Agostino Fasolato - La caduta degli angeli ribelli. Per scorprire le altre figure venite a vederla dal vivo
Particolare della scultura di Agostino Fasolato – La caduta degli angeli ribelli.
Per scorprire le altre figure venite a vederla dal vivo

Pennelli e acquerelli in Cappelleria

In occasione della seconda edizione di Millearti e una notte, che anche quest’anno invaderà il centro storico di Vicenza, attraverso vari eventi che vanno dalla musica all’arte nei locali e nelle botteghe della città, segnalo in particolare questa, anche perché nel momento in cui sto scrivendo questo non ho ben chiaro l’intero programma!

Presso la Cappelleria Palladio, bottega storica di Vicenza, appunto in Piazzetta Palladio, che si distingue per i vari appuntamenti lì organizzati, il 24 maggio ospita l’artista illustratrice Alessandra Nardotto, giovanissima ma in gambissima illustratrice che propone le sue scenette gustose in cui i protagonisti sono simpatici personaggi con cappello, naturalmente!

Dalle ore 17 alle ore 21.30 sarà possibile conoscere le creazioni di bravissimi artigiani e naturalmente anche le opere di Alessandra . Intanto seguitale attraverso il suo blog. La mostra si intitola Un cappello per pennello...

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Millearti e … un’abitazione

Un po’ alla spicciolata e grazie a segnalazioni giuste riesco a sapere qualcosina sulle manifestazioni vicentine!
Nell’ambito di Millearti e una notte 2014, evento che coinvolgerà tutto il centro storico di Vicenza (almeno) e all’interno dei locali troveranno spazio band e artisti visivi che a animeranno la notte vicentina. La serata si inaugura ufficialmente alle ore 18 per andare avanti fino alle 24!

Fabio Ranzolin, tra i molti giovani interpreti, ha pensato e proporrà l’installazione dal nome Il mio primo appartamento. L’istallazione di 52mq circa troverà collocazione temporanea in Piazza dei Signori dalle 16 alle 24. Consiglio un’occhiata ed io stessa non posso nascondere la curiosità! Certo che il titolo potrebbe dire molto, come riflessione sulla tanta sospirata libertà? Ma il nostro non è un Paese di bamboccioni!?

Fatevi la vostra opinione passando per la piazza!

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Diario di guerra vicentino#2

Al via la seconda giornata di visite guidate alla ricerca dei luoghi in città che hanno visto le battaglie per l’indipendenza e non solo. Alle ore 10, 15 e 17 è prevista la visita 1915-18: una città in trincea in partenza dalla Loggia del Capitaniato in Piazza dei Signori.

Il percorso toccherà i simboli di quel periodo.

Le visite curate e condotte dalla guida autorizzata Luca Matteazzi sono gratuite. La prenotazione, entro la sera prima dell’evento, dovrà essere effettuata scrivendo a guidavicenza@gmail.com. Per info e approfondimenti 3335988806

diario di guerra