Piccoli scrittori crescono: Meneghello

Caro diario sono… 

…così quando ero piccola con la scrittura incerta e tonda (mantenuta nel corso degli anni), cominciai il mio diario! Scatta molto presto nelle persone la necessità di fermare alcuni momenti che ci sembrano memorabili, nel corso di una nuova giornata cerchiamo qualcosa, anche infinitesimale che possa essere degna di nota, se non troviamo nulla, annotiamo anche questo sul diario. I diari dei bambini arrivano a somigliarsi un po’ tutti, con la fondamentale differenza che solo per il fatto che è nostro e quindi più bello di tutti, cercando di riporre la chiave in luogo speciale, specialissimo! Tra questi milioni di bambini, qualcuno  da adulto continua a provare l’esigenza di scrivere, come nel caso di un bambino in particolare.

Uno scrittore nato nel febbraio del 1922 a Malo in provincia di Vicenza, Luigi Meneghello.

Domenica pomeriggio alle ore 18.30 nell’aula consiliare San Bernardino di Malo appunto, è stato presentato il Diario del piccolo Meneghello. Un’iniziativa voluta dal Comune in collaborazione con l’Istituzione Culturale Villa Clementi, una copia fedele del diario è conservato attualmente presso il Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia, che ha fornito la scansione del testo. Ancora i ringraziamenti spettano alla Fondazione Maria Corti alla Regione del Veneto e ai Comuni di Schio e Thiene con il sostegno di Brazzale Spa.

Il progetto nato per far arrivare nelle scuole questo prezioso libricino e donarlo gratuitamente agli alunni delle classi quarte di tutte le scuole della Provincia, ove interessate.

Il diario è un tipico libretto rosso formato agenda con le pagine a quadretti, Luigi Meneghello, lo ha compilato per un mese circa, dall’11 aprile all’8 di maggio del 1928. Aveva all’epoca sei anni e in queste pagine ci fa assaporare le vicende di un bambino sano, curioso e vivace che correva per l’aia di fronte casa, giocando con il fratello e le cugine, le prime presenze femminili della sua vita! Ci immergiamo negli anni del periodo fascista in un’Italia che si abituava ai primi sei anni di regime attraverso le nuove celebrazioni. Gigi, mi permetto di chiamarlo come lui stesso si definiva nelle pagine del suo diario, è un piccolo Giamburrasca che ci racconta di giochi che i nostri bimbi hanno perso, ci racconta di quanto era bello scrivere a matita o a penna su un foglio bianco, quanto sono belle le cancellature che ormai non siamo abituati a vedere sui perfetti e ben impaginati schermi! Attento ai movimenti e alle persone estranee che entrano nella quotidianità e quando non c’è nulla da annotare!

Il primo avvenimento della sua vista da annotare nel diario nuovo di zecca, è la caduta del fratello Bruno giù dalle scale, l’ultimo la notizia che la cugina Flora, gli ha raccontato tante fiabe e lui si è divertito molto! E nei giorni intermedi, il piccolo Meneghello racconta dei lavori dei muratori in casa, presenze strane nella vita del bambino, in cui segnala giorno dopo giorno, il tipo di lavoro e il numero degli operai, spesso sentendosi dir su dal nonno! O dalla nonna quando non andava a dottrina. Naturalmente l’italiano è pieno di parole del vivo dialetto!

Prendendo in mano il diario si nota la cura nel ricreare lo stesso tipo di sensazione provato dal piccolo Meneghello mentre lo scriveva, magari anche da più grande gli sarà capitato di prenderlo in mano, rituffandosi nelle sensazioni della sua infanzia, sentendo gli stessi profumi e rivivendo le immagini dei tempi andati. Copertina rossa, della consistenza dei vecchi quaderni dal cartone grosso, pagine a quadretti e ancora sulla copertina i segni di un bambino felice di avere il suo diario, in cui segna il nome e impreziosisce con disegni. Tutto è stato riportato fedelmente e maneggiandolo si ha la sensazione di sbavare la matita, rischiando così di cancellare le parole! La stessa sensazione sfogliando le pagine, ricche di quella grafia grossa e scomposta ma descrittiva, quando ancora il vocabolario non era completo, c’erano i disegni a spiegare le situazioni.

Durante il pomeriggio, si sono avvicendati gli interventi di Francesca Caputo, dell’Università di Milano, curatrice dell’edizione dei Meridiani Mondadori dedicata a Meneghello e Luciano Zampese, professore dell’Università di Ginevra e appassionato lettore dei libri dell’autore maladense.

Subito dopo, gli attori Mirko Artuso e Andrea Pennacchi, i quali sono autori di uno spettacolo dedicato allo scrittore, hanno letto e interpretato i brani presenti nel diario, facendoci immergersi nelle grandi virtù e nei piccoli egoismi dei bambini di sei anni e attraverso la musica dell’epoca ci hanno fatto immergere nella vita di quel lontano 1928!

Copertina

Luigi Meneghello a un anno, nel febbraio 1923. archivio effigieIMG_4384IMG_4386IMG_4389IMG_4403

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