Una Lillipuzziana alla Fondazione Bisazza

Lunedì nuova esperienza artistica, vissuta a pochi chilometri dal centro della città. Avventurarmi per la trafficata statale che conduce a Montecchio Maggiore, è solo il preludio di un viaggio che vivrò all’interno della Fondazione Bisazza, azienda leader nella produzione di Mosaico decorativo, non solo per il bagno ma applicabile anche ad altri ambienti della casa. La Fondazione ha aperto nel giugno del 2012, coniugando nel luogo strettamente commerciale anche la raccolta d’arte contemporanea che riesce a far incontrare il design, l’arte e l’architettura unita da un denominatore comune, il mosaico per l’appunto.

IMG_4100

IMG_4099
Topiaria senza bisogno di eccessiva manutenzione

L’arte musiva del resto è una tecnica secolare, nata in un momento imprecisato, lo stesso nome del resto  evoca immagini di muse che lavorano alacremente per realizzare mediante pietruzze e materiali preziosi o semiprezioni decorazioni. Anche se molte altre tradizioni fanno derivare il termine dall’arabo o dal vocabolario semita. Ma l’Italia, ha degli esempi di arte musica, noti e pregiati  famosi in tutto il mondo, basta pensare alla Basilica di San Marco a Venezia oppure Ravenna e le bellissime basiliche di periodo bizantino. Una tecnica che ha saputo rinnovarsi successivamente, attraverso l’impegno di un artista che ho studiato da vicino per la mia tesi, Giovanni Guerrini, fondatore della sezione di Mosaico presso l’Accademia di Ravenna.

L’impatto pertanto con un luogo in cui si è lavorato da sempre per rendere questo materiale, già di per se pregiato e ricercato è studiato da architetti e designer si trasforma ancora attraverso il tocco dell’artista che come sappiamo bene riesce a vedere oltre il materiale e il suo naturale utilizzo!

Una ventina di sale, tra collezione permanente e area dedicata alle mostre permanenti, perdendosi nei meandri di un posto che mi ha fatto sentire come una Lillipuzziana, qua tutto è grande e monumentale e come al cospetto del mitico viaggiatore uscito dalla penna di Jonathan Swift, anche io mi lascio trasportare dall’immaginazione. Accompagnati da Jeanne Boyer  Assistant to CEO presso la Fondazione. Entriamo a scoprire gli ambienti progettati dall’architetto Carlo Dal Bianco.

Nella prima sala ci accoglie il designer spagnolo Jaime Hayon con Pixel Ballet del 2007, presentato insieme ad altri progetti durante il Salone del Mobile di Milano nel 2007. Quello che subito ci colpisce è questo Pinocchio gigante, che presenta su enormi vassoi dei cabinet, uno caratterizzato dal mosaico nero e l’altro dall’oro. Questo pezzo esprime sicuramente la visione del designer, un incontro tra realtà e mondo onirico. Mettendoci in condizione di capire il passaggio creativo attraverso la presenza di bozzetti e di un video. Avremo modo durante la nostra visital, della straordinaria fantasia che possiede.

Jaime Hayon, Pixel Ballet, 2007
Jaime Hayon, Pixel Ballet, 2007

Nella sala successiva entriamo in un’altra fiaba, Alice nel Paese delle Meraviglie, mi sento un po’ il bianconiglio effettivamente! Il servizio buono si mostra e diventa gigante. Opera dello studio di designer olandese Studio Job la collezione si chiama Silver Ware e nel 2007 è stata presentata anch’essa al Salone del Mobile di Milano. Il mosaico non in argento però ma in oro bianco. I miei pezzi preferiti? Il cucchiaio e il vassoio specchiante!

Silver Ware - Studio Job 2007
Silver Ware – Studio Job 2007

IMG_4104

IMG_4105

IMG_4112

IMG_4113

IMG_4114

IMG_4115

I creativi di Studio Job
I creativi di Studio Job

IMG_4116Già dal vassoio specchio si nota un altro pezzi di storia dell’arte contemporanea, sempre in versione gigante! Alessandro Mendini e la sua celebre Poltrona di Proust Monumentale, del 2005. La prima versione della celebre poltrona baroccheggiante risale al 1978, un’operazione che Luca Beatrice, autore di Da che arte stai? e nel 2009 curatore del padiglione Italia della Biennale di Venezia, definisce un ready -made duchampiano. Sulla poltrona i segni delle correnti artistiche di cui Proust è stato spettatore, dall’Impressionismo, al Pointillismo. Con uno spirito di contaminazione che caratterizza i nascenti anni ’80 e di cui Mendini diventa uno dei protagonisti dell’arte del periodo. Naturalmente nella versione monumentale le pennellate sono sostituite dal mosaico! E poi visto i miei “rapporti” con lo scrittore francese in questo periodo, come non emozionarmi!

Alessandro Mendini - Poltrona di Proiust Monumentale, 2005
Alessandro Mendini – Poltrona di Proiust Monumentale, 2005

IMG_4111

IMG_4110

La nostra visita continua in altre zone della spaziosa Fondazione, come la Sala riunioni che mantiene il suo aspetto ricercato, con la visione anche di prototipi dell’azienda…

Nella terza sala troviamo invece l’artista spagnola, ma dal designer italiano Patricia Urquiola, collabora con molte aziende italiana del settore arredamento e tra le interviste che si trovano nel sempre fornitissimo mondo del web, esprime il suo debito nei confronti dell’Italia e della scuola di Munari per la sua nascita professionale. Per Bisazza propone un paravento, By Side, ma anche istallazione di ben 10 metri, ideato nel 2006. Il paravento è costituto da due anime quindi un vero e proprio oggetto double – face. Se da un lato troviamo la classica Toile de jouy, pregiato tessuto francese che significa tela di lino o tela, visto l’applicazione del colore, riporta la tradizionale decorazione con motivi settecenteschi, in blu, proprio come un pregiato vaso cinese, dall’altro uno specchio. Le tessere sono in lapislazzuli e oro bianco…pregiatissimo!

Patricia Urquiola  - By Side, 2005
Patricia Urquiola – By Side, 2005

IMG_4125 IMG_4129

Durante la nostra visita, non posso smettere però di guardare anche in direzione delle ampie vetrate che si affacciano sugli altri ambienti, in uno scambio di arte e design ma anche verso il verde intenso del prato. La sensazione è essere in una villa come quella della Fondazione Maeght di Saint Paul de Vence.

Marcel Wanders è il protagonista della quarta sala, un luogo destinato, nelle intenzioni dell’artista alla felicità! Bisazza Motel del 2004 si compone di molti elementi! La torre che campeggia al centro che sembra quasi un orologio a cucù e in cui si intravede una lampadario ricco, l’ex cadillac Ante – Lope da “guidare” ma anche da sfruttare come vasca da bagno! I Coffee Tables da sfruttare invece come sedute e decorati con motivi floreali!

Bisazza Motel
Marcel Wanders – Bisazza Motel, 2004

IMG_4138

IMG_4137

Ante - Lope
Marcel Wanders – Ante – Lope, 2004
Marcel Wanders - Coffee Tables
Marcel Wanders – Coffee Tables

Nella quinta sala rincontriamo Alessandro Mendini con Mobilio per Uomo 1997 – 2008! Circa dieci anni per dedicare finalmente alla metà maschile del cielo un adeguato guardaroba. Ma un uomo che possiede determinate caratteristiche: un uomo dandy, ricercato, con un adeguato portafoglio … azioni! Con una casa che non deve avere limiti soprattutto in spazio! Pezzi unici, venduti in esclusiva a Parigi con tessere d’oro 24 kt, ogni oggetto, naturalmente sempre in versione big, rispecchierà pertanto le passioni del padrone di casa! Passa in secondo piano il luogo riservato a riporre il vestiario!

Alessandro Mendini - Mobili per Uomo, 1997 - 2008
Alessandro Mendini – Mobili per Uomo, 1997 – 2008

IMG_4141 IMG_4142 IMG_4193 IMG_4144 IMG_4145 IMG_4146

L’opera di Mendini condivide lo spazio con Arik Levy con l’istallazione site -specific Rock Chamber del 2012. La sensazione che si ricava appena di troviamo di fronte questo grande oggetto rivestito di mosaico nero è quello di essere arrivati in una landa in cui è appena caduto un meteorite. Ci si sente effettivamente un po’ persi e timorosi, e secondo l’intenzione dell’artista israeliano…

siamo i preistorici del futuro e questa costruzione, con la sua forza, ne rappresenta la caverna.

…inizialmente non ci accorgiamo del fatto che noi possiamo viverlo all’interno, essendo cavo e ricoperto con un caldo e colorato tessuto di lana verde, con tanto di illuminazione ma il progetto di cui fa parte e chiamato Experimental Growth si compone anche di un video interattivo in cui il visitatore si potrà mettere in gioco e modificare i volumi della Fondazione stessa!

Arik Levy - Rock Chamber, 2012
Arik Levy – Rock Chamber, 2012

IMG_4150 IMG_4152

IMG_4157 IMG_4159

 

IMG_4158

Il nostro percorso ci porta a ritrovare il designer spagnolo Jaime Hayon, che ci conferma la sua vera surreale e ironica, su oggetti del bel mondo, di cui sentiamo solo parlare! Jet Set del 2008, termine coniato negli anni ’50, periodo che dopo i patimenti della guerra ha favorito gli eccessi, designa quel stretto numero di persone che per partecipare ad eventi mondani utilizzano il jet…privato o no poco importa! Quello realizzato da Hayon comprende un posto molto esclusivo per i passeggeri, una via di mezzo tra una vasca da bagno e una tazza dei Luna Park con comodi divanetti bianchi! E il mosaico in oro bianco occupa una posizione privilegiata.

Jet Set
Jaime Hayon – Jet Set, 2008

IMG_4167

Nella sala successiva troviamo il bosco mosaicato dell’architetto Richard Meier, protagonista dell’ultima mostra. Chiamato Internal Time, del 2013, il bosco è abitato da possenti tronchi bianchi in cui l’occhio si perde e dove ogni volume prende la direzione che vuole! 12 colonne in tutto in un reticolo asimmetrico, convergente e/o divergente!

Richard Meier - Internal Time, 2013
Richard Meier – Internal Time, 2013

IMG_4171

Con il prossimo lavoro di Jaime Hayon, Clown and Bird Sofa del 2008 entriamo in un’altro cassetto di immaginazione del designer spagnolo. La prima sensazione che ho provato entrando in questo ambiente, in cui ero tra l’altro fortemente tentata di provare la seduta, è di essere nella scena di un film particolare, forse non un capolavoro ma dotato di una fantasia smisurata, Toys – Giocattoli di Barry Levinson del 1992, (cliccando troverete delle immagini) all’interno della fabbrica di giocattoli, c’erano degli oggetti molto simili che espellevano le varie componenti di giocattoli da assemblare! Le mega sedute sono state presentate nel 2008 in occasione del Salone Internazionale Interieur in Belgio!

Jaime Hayon, Clows and the Bird Sofa, 2008
Jaime Hayon, Clows and the Bird Sofa, 2008

IMG_4176

Sempre del designer iberico la serie di vasi The Pixel Vases, che avevamo già trovato nel Pinocchio gigante, posti qua su piedistalli e che mi fanno ricadere nel mondo di Alice delle Meraviglie, pronti da essere spostati da una mano gigante, sulla scacchiera! Un seme c’è… il cuore!

Jaime Hayon, Pixel Vases
Jaime Hayon, Pixel Vases

IMG_4175

Ad un cero punto la porta preziosissima di un altrettanto preziosissimo caveau, come se non avessimo visto nulla fino a quel momento! Marco Braga & Storage ci invitano quindi a passare la porta ed entrare a vedere i lingotti in Caveau in versione pouf di pelle e oro bianco o giallo, che avevamo già intravisto nella sala precedente!

Marco Braga & Storage - Caveau
Marco Braga & Storage – Caveau

IMG_4179 IMG_4180Il viaggio prosegue nelle passioni che la Fondazione, sta rendendo anche un po’ nostre. Tra i recenti interessi quelli nei confronti della fotografia, in realtà si conosce da tempo la passione del Presidente dell’azienda per le polaroid. Per primo incontriamo il fotografo Roland Fischer con la Cattedrale di Burgos, naturalmente l’architettura è sempre al centro dell’attenzione!

Nella sala 8C incontriamo John Pawson con 1:1 (One to One), progetto site specific che arriva appositamente per lo spazio e in occasione della mostra che lo ha visto protagonista per l’inaugurazione degli spazi espositivi. La struttura ovale di inserisce nella tonalità naturale dell’ambiente e solo da vicino si nota la sfumatura creata dall’uso del mosaico che dal bianco si “colora” di tonalità grigie!

John Pawson - 1:1 (One to One), 2012
John Pawson – 1:1 (One to One), 2012

IMG_4186

IMG_4185

Nel nostro percorso si inserisce nuovamente la fotografia che con il suo occhio indaga l’architettura, questa volta il nome è quello del fotografo Gabriele Basilico, scomparso poco più di un anno fa, protagonista con il progetto Nightscape/Milano. Un fotografo dalla formazione da architetto, quindi estremamente sensibile alle forme a volte sinuose a volte spigolose dell’architettura. Milano in questo progetto è stata la sua musa!

Avanti abbiamo ancora qualcosa da scoprire! Nella sala 10 e nelle 11 troviamo l’architetto e designer Fabio Novembre con due opere importanti: da un lato Godot, del 2003, ovvero una maschera double – face, da una parte la superficie riflettente mentre dall’altra mosaico in oro 24 kt. L’ispirazione derivata direttamente dall’opera teatrale di Samuel Beckett. E Love Over All sempre del 2003, costituita da due volti di profilo posti alle estremità della sala che arrivano a congiungersi, attraverso sfumature di colori, al centro della sala in un grande cuore.

Fabio Novembre - Godot, 2003
Fabio Novembre – Godot, 2003

IMG_4198

IMG_4206

Love Over Alla
Fabio Novembre – Love Over All – 2003

IMG_4204

IMG_4212

IMG_4205

IMG_4215

In due sale attigue, le opere di due degli esponenti della Transavanguardia, Sandro Chia e Mimmo Paladino! Di quest’ultimo troviamo Buon Viaggio e Buona Fortuna opera del 2005, tra i primi esportatori del Made in Italy in arte e in questo pannello l’artista ci augura un buon viaggio, non per un viaggio estemporaneo ma per il grande viaggio della vita, ecco quindi che necessario ci appare una buona dose di fortuna, che Paladino da buon artista campano ritrova nel cornetto rosso, più scaramantico di questo!

Mimmo Paladino - Buon viaggio e Buona Fortuna, 2005
Mimmo Paladino – Buon viaggio e Buona Fortuna, 2005

Dalla parte opposta il suo compagno d’avventura artistica, Sandro Chia. L’artista fiorentino propone un grande mosaico con Bagnanti intelligenti del 2002, un’opera che richiama tanto altro, sperando che Chia non me ne voglia. Figure debitrici di un ritorno all’ordine, tipico della pittura post prima guerra mondiale, che recupera valori classici e a cui aderiscono Pablo Picasso e altri pittori che in quella che sarebbe dovuta essere una nuova Roma con la costruzione dell’EUR! Un progetto lasciato incompiuto ma di cui rimangono, seppur in condizioni fatiscenti (sempre al tempo della mia tesi), delle tracce in quelle che sarebbero dovuto essere fontane e altre decorazioni, per mano di artisti come Gino Severini, Giulio Rosso e Giovanni Guerrini. Nella stessa sala il Divano a Mare del 2003, composta da due pesci rossi e in cui sono incastonati dei medaglioni con volti.

Sandro Chia - Bagnanti intelligenti, 2002
Sandro Chia – Bagnanti intelligenti, 2002
Sandro Chia - Divano a Mare, 2003
Sandro Chia – Divano a Mare, 2003

Successivamente troviamo Ettore Sottsass con un’opera creata appositivamente per la Fondazione Bisazza dal titolo Ritrovati frammenti di Mosaico, 2005 – 2006. Personaggio eclettico e dalla cultura europea, in particolare italiana ed austriaca, che favoriscono un carattere capace di molteplici interessi e l’adesione a numerosi movimenti artistici. In Fondazione cubi di mosaico sono appesi sulle pareti in una ricerca di movimento dato anche dal colore. Questi elementi che trovano il loro habitat sui candidi muri, sono animati da una vita interna che nelle intenzioni dell’artista scomparso nel 2007, sono anche frammenti poetici.

Ettore Sottsass - Ritrovati frammenti di Mosaico, 2005/2006
Ettore Sottsass – Ritrovati frammenti di Mosaico, 2005/2006

IMG_4208Altri elementi che si trovano nell’ultima sala sono: le sedute Antalya di Aldo Cibic, del 1996. Un oggetto che rimane praticamente immuto da sempre ma che con il mosaico riescono ad avere una nota in più

Aldo Cibic - Antalya, 1996
Aldo Cibic – Antalya, 1996

Chiudiamo la rassegna con un altro oggetto iconico, ancora una volta una macchina, lasciamo la Cadillac e troviamo la Mini BMW anch’essa rivestita da mosaici multicolor e fantasia. Il progetto nato in collaborazione con la casa automobilistica è stato presentato nel 2005 in occasione del salone deol Mobile di Milano

Mini BMWEsco dalla porta e torno come Gulliver alla realtà in formato normale, certamente arrivata a casa capirò come si sente una formica che vede dall’alto giganti!

In attesa della mostra mostra, vi segnalo gli orari d’apertura dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. ingresso gratuito. E il sito internet Fondazione Bisazza

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...