Dal DO al SOL tutto in maggiore

Sono passate poco più di due settimana da quando ho messo il piede per la prima volta al Teatro Civico di Schio. In pieno cantiere, con molte scelte da fare ed elementi da montare… ma il posto è talmente pieno di fascino che non importa se tutto non è perfettamente a posto, siamo felici di poter gioire con un’intera comunità che si vede restituito un pezzo importante del proprio passato.

Ore 17 apertura ufficiale e prove aperte del concerto serale, bloccata a Vicenza per lavoro. Ma conto nella serata che avrà inizio alle ore 21. Godendomi tutta l’adrenalina che precede un evento importante, si concretizzano dieci anni di duro lavoro, volto a ritornare in possesso di un luogo unico nel suo genere. Prendiamo finalmente posto, palchi di primo ordine, finalmente posso scoprire questo luogo, protetti e al contempo testimoni del brulicare di persone, posso soffermarmi sui tanti piccoli particolari che rimangono della decorazione originale!

Prima dell’inizio del concerto discorso del Primo Cittadino Luigi Dalla Via che ringrazia tutti coloro che durante questo lungo periodo si sia dato da fare, ribadendo che le opere non sono terminate!

Ma alla fine il primo obiettivo da raggiungere è compiuto, aprire ad un pubblico maggiore di 99 persone come il periodo di Lotto 0, e adesso anche grazie all’energia del pubblico il Teatro non potrà far altro che prosperare!

L’Orchestra dell’Accademia Musicale di Schio, tra i musicisti anche persone conosciute, ma si i musicisti dell’Ensemble Musagète che sono in residenza a Palazzo Leoni Montanari! Dirige Filippo Maria Bressan, la sua carriera da direttore,  dirigendo i Cori e l’Orchestra sia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Coro del Teatro La Fenice di Venezia e in altre città italiane! Per l’occasione partecipano a questo evento anche tre artisti solisti riconosciuti e acclamati da un pubblico internazionale. Domenico Nordio, volinista e direttore d’orchestra ha suonato in tutto il mondo, nei teatri più importanti e accostandosi ad altrettante filarmoniche e orchestre di grande richiamo internazionale, la Filarmonica di San Pietroburgo, Orchestre di Stoccarda, Madrid, Santa Cecilia, Lugano e Sofia, tanto per citarne alcuni. La violoncellista Maja Bogdanovich, giovanissima è già un’artista di respiro internazionale, ha studiato presso il Conservatorio di Parigi, avendo la possibilità di unirsi a orchestre e quartetti. Pietro De Maria pianista di pari livello, si è esibito in veste di solista con numerose Orchestre con un repertorio vasto. All’attività di musicista affianca quello di docente presso la Scuola di Musica di Fiesole e presso l’Accademia di Musica di Pinerolo.

La prima parte del concerto prevede l’esecuzione dell’Ouverture de Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini;

Di Ludwig Van Beethoven concerto per violino, violoncello e pianoforte in do maggiore, op.56 “Triplo Concerto” I Allegro, II Largo, III Rondò alla polacca

Intervallo

Durante l’intervallo ho colto l’occasione per visitare meglio il Teatro che ci ospitava, e insieme ad un complice di “scorribande” Elvezia Allari, siamo andate a curiosare un po’ e vedere delle zone molto gustose, i camerini!!! La mia amica Elvezia è stata l’ideatrice e la creatrice degli allestimenti dei camerini d’artista e del Foyer del Teatro e allora perché non sbirciare! Cogliendo un po’ di sorpresa l’Orchesta e gli artisti ormai in relax dopo il loro momento, ma che emozione vedere il dietro le quinte e vedere dall’alto il palcoscenico e una parte di platea, non mi stancherei mai!

Ma bisogna ritornare la seconda parte del concerto ha inizio!

Mandelssohn con la Sinfonia n. 4 il la maggiore, op.90 Italiana, I Allegro, II Andante con moto, III con moto moderato, IV Saltarello. Presto..

Che emozione, che suoni, che toccano le corde dell’anima!

La prima, spero di molte altre serate per scoprire le tante arti che possono prendere vita sul palcoscenico, del Teatro Civico è terminata, ma prima in alto i calici e nuova lunga vita!

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Profumo di Sakura

Giornata di sole finalmente e non potevamo che aspettare con ansia la stagione della rinascita, della voglia di riappropriarsi della natura. Sabato 29 marzo si inaugura così la mostra dal titolo Come il vento, che vede come protagonista la magia e la delicatezza di Toyomi Nara nell’altrettanto speciale posto di Laboratorio 09 di Silvia Trevisan.

L’amicizia tra le due creative risale a quindici anni fa, E Silvia ha sempre creduto nel valore di Toyomi, promettendole che appena fosse riuscita ad avere un posto suo, si sarebbe presa lei cura dei suoi lavori e dell’anima da essi contenuta. Toyomi in Italia da tutto questo tempo, ricorda la sua terra d’origine attraverso un costante omaggio, trasportando le sensazioni nelle sue opere! Per noi Occidentali, l’Oriente rappresentato dal Paese del Sole levante, vuol dire meditazione, cortesia e profumo di fiori, aggiungerei anche tessuti pregiati!

ma ecco che nella mia breve visita, solo la prima, faccio in tempo ad assistere alla presentazione, comincia Silvia, che vede l’opera della sua amica Toyomi, una forte componente zen (g), un inno alla meditazione e illustra brevemente la tecnica usata, composta da pigmenti, foglie d’oro e d’argento legate con colle animali. Poi è la stessa Toyomi che presente brevemente le sue opere. Un vero inno alla sua patria, un legame profondo. Japanese lesson n.1: alcuni termini che sono entrati nel nostro vocabolario a causa di eventi tutt’altro che piacevoli nascondono nella realtà significati molto più profondi! Ci fa conoscere anche altri dolcissimi termini come Sakura, il bel fiore di ciliegio dall’aspetto delicato e prezioso ma che nasconde un’incredibile forza inaspettata. Chiamato anche fiore del samurai, in quanto resiste ai colpi di vento, grazie ad un tronco estremamente flessibile!

La luna dorata è protagonista insieme a Sakura di un bel dittico che insieme ci fanno entrare in un giardino segreto e godibile da un’unica persona, per contemplare l’astro che getta la sua luce sulle foglie. Formiche, segno della laboriosità tipico del mondo del Sol Levante. Leggiadri bambini che giocano in un mondo celeste e sognante di cui non conosciamo il nome, di cui ci sfugge la dimensione. Impegnati nell’infinito gioco dell’infanzia a tirare candide funi da una parte all’altra! Ancora alberi, simbolo delle nostre radici, le quali si diramano per cogliere dalla terra il giusto nutrimento. La metafora di giovinezza, tenerezza, gioia ancora una volta rappresentati da bimbi che circondano, abbracciandolo il grande arbusto nel loro frizzante gioco.

Allora cosa fare? Tornare il prima possibile a farmi avvolgere dal suo mondo e collezionare qualcosa, tanto per portare il vento giusto tra le camere di casa!

Silvia Trevisan, proprietaria di Laboratorio 0/9 presenta la mostra
Silvia Trevisan, proprietaria di Laboratorio 0/9 presenta la mostra
Toyomi Nara
Toyomi Nara
Toyomi Nara durante la presentazione
Toyomi Nara durante la presentazione
Quando si dice che le mani parlano...
Quando si dice che le mani parlano…

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Il libro di Domenico Bertini CHIHARU (EDIZIONI effequ) con la copertina di Toyomi
Il libro di Domenico Bertini CHIHARU (EDIZIONI effequ) con la copertina di Toyomi

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La mostra in programma per tutto il mese di aprile è visibile negli orari di Laboratorio!

Alziamo il sipario 31 marzo – 6 aprile

Questa settimana vi ricordo di tre appuntamenti con il teatro.

Martedì 1 aprile, non sarete vittima del pesce giornaliero ma a Bassano del Grappa, Teatro Remondini abbiamo lo spettacolo Le ho mai raccontato del vento del nord di Daniel Glattauer con Paolo Valerio che cura anche la regia. Produzione della Fondazione Atlide Teatro Stabile Verona. Spettacolo in prima nazionale, si racconta la storia di due persone che si conoscono grazie all’indirizzo mail  sbagliato. Scatta la scintilla e dopo l’imbarazzo si instaura la complicità.

Prevendita biglietti presso l’Ufficio IAT di Largo Corona d’Italia. Biglietti dai 14 ai 25 euro.

Il primo appuntamento è previsto per venerdì 4 aprile al Teatro Astra con la compagnia no (dance firsdt.think later) con Treno fermo a- katzelmacher per l’ideazione di Dario Alita, le coreografie di Elena Gigliotti con Diletta Acquaviva, Emmanuele Aita, Giuseppe Aita, Giuseppe Amato, Lucio  De Francesco, Damien Escuolier, Marcello Favilla, Flavio Furno, Melania Genna, Elena Gigliotti, Giovanni Serratore,  costumi di Giovanni Stringa consulenza, realizzazione e scene di Paola Castrignano, consulenza tecnica audio/video Ludovico Bessegato.

La compagnia porta una terra straniera all’interna dell’Italia, fatta del resto di tante terre straniere. Il sud che pulsa con le lingie, i dialetti e che si consuma nell’indolenza, sogni semplici e immersi nel kitsch delle canzoni neomelodiche. Attraverso una società analizzata con una lente di ingrandimento, quando questa società trova la scusa, quando nel paese arriva lo straniero che non lo sprint per partire cosa può accadere???

Biglietto intero 13 ridotto 11, info e prevendite (diritto + 1,50) info@teatroastra.it 0444 323725

Sabato 5 aprile si torna a Vicenza per un appuntamento al Teatro Spazio Bixio con il collettivo Terzo Teatro che presenta Travolte da un insolito destino nell’azzurro Mar Egeo, una commedia comica in due atti, scritto e diretto da Mauro Fontanaini con Alessandra Zanutto, Antonella D’Alessandro, Laura Corbelli, Sara Moro e Marilisa Trevisan. Le amiche approfittano di un last – minute per andare in vacanza, sbarcano su un’isola deserta, ma presto i cinque caratteri e i cinque stili di vita diversi si fanno sentire e così cominceranno i problemi, il tutto ingigantito da un marinario greco!

Biglietto intero 10 ridotto 8. Per info e prenotazioni info@theama.it 0444 322525 lun-ven dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. 345 7342025 tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Teatro

Parole a confine 10/4

Martedì 1 aprile appuntamento per conoscere un nuovo libro e un nuovo autore. Nicol Ljubic presenta al pubblico di Chiuppano e non solo il libro dal titolo Mare Calmo. La storia di un amore che valica i confini nazionali, la storia di Robert croato e Ana, serba. Durante la guerra dei Balcano, sconvolge anche la loro vita, quando alcuni componenti della famiglia si trovano coinvolti.

Nicol Ljubic è nato a Zagabria ma vive e lavora in Germania.

Appuntamento quindi Martedì 1 aprile alle ore 20.45 presso la Casa Colere di Chiuppano, ingresso libero

parole a confine

Parole a confine 10/3

Un lunedì speciale per un appuntamento speciale. Presso il Centro Culturale Caradium di Carrè, un incontro ad ingresso libero con l’autrice Amani El Nasif, che presenterà il libro Siria Mon Amour. Ingredienti in salsa orientale sono, matrimonio combinato ma soprattutto la forza della ribellione. Una storia vera, narrata dall’autrice che riesce a raccontare un argomento non certo facile, che ha vissuto in prima persona. Un’imposizione di un matrimonio da giovanissima imposta ovviamente dalla famiglia.

Appuntamento lunedì 31 marzo, ore 20.45 con ingresso libero

parole a confine

Tre mostre, tre diversi Orienti

Secondo giorno di immersione nell’arte cittadina, dopo tanto teatro e dopo essermi avventurata presso la Fondazione Bisazza, scopriamo l’Oriente in città!

La serie di eventi fanno ancora parte della rassegna Haru no kaze – vento di primavera, ma come ci siamo accorti dalle temperature del periodo, la primavera è arrivata solo sul nostro calendario. Tre mostre tutte al piano nobile dell’antica Stamperia Busato, un luogo sempre affascinante, lungo le scale che ci conducono in mostra si sente l’intenso odore della vernice si sente e mi inebria.

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Parto da Venti Contrari, appunto venti artisti che affrontano l’esperienza dell’incisione in maniera  diversa. Gli artisti si cimentano con il trittico, utilizzata per rendere l’idea del movimento e fornire anche l’esperienza del racconto, in coppia, tra un artista occidentale ed uno orientale, alle prese con la ricerca e l’espressione di uno stesso tema.

La prima “coppia” è quella formata da Debora Antonello  e Yurie Mamiya. La Antonello interpreta nelle tre incisioni (punta secca, intaglio, materie su cartone, legno e alluminio), il vento con la serie intitolata Era solo il vento I, II, III del 2014. Un vento che nelle stagioni instabili ci porta a scontrarci con improvvisi acquazzoni, proprio l’altro giorno percorrendo l’autostrada tra Rovigo e Padova, mi sono trovato in un unico canale di sole, mentre alla mia destra e alla mia sinistra il tempo mutevole e incerto mi faceva assistere alle sue bizzarie. Ed è quello che l’artista ci fa vedere, la pioggia che si concentra su un’unico punto, evidenziata dall’uso di colori con le tonalità pacare dell’azzurro e del color avorio che si incontrano con l’insidioso color terra della nuvola che si abbatte sul suolo!

Debora Antonello
Debora Antonello

Yurie Mamiya propone le tre incisioni dai titoli: Koumi, Shinra II, Shinra III (acquaforte, VanDyckprint) nelle intenzioni dell’artista probabilmente nuvole, ma addirittura un’opera astratta! Le nuvole lievitano e sono sode presenze che recuperano la tavolozza dell’artista precedente. Le nuv0le viaggiano intorno alla terra cogliendo e trattenendo gli elementi che più amano!

Yurie Mamiya
Yurie Mamiya

L’altra “coppia” è quella formata da Emilio Baracco e da Hiroaki Miyayama. Baracco propone Palaffitta 1, 2, 3 del 2013 (maniera a matita, acquatinta e brunitoio). La lezione classica, si vede benissimo nella maniera dell’artista che propone delle teste dalla bellezza anch’essa classica, visualizzazione della nostra memoria personale che utilizziamo come personale rifugio, che riesce con la sua potenza a sgretolare quello che magari è un presente senza nulla da custodire.

Emilio Baracco
Emilio Baracco

Per quanto riguarda Hiroaki Miyaya, pensavo di non reincontrarlo così presto, ma ecco ogni tanto una bella sorpresa! Protagonista di una mostra in corso a Padova fino al 31 marzo, intitolata Splendori del Giappone a Palazzo Zuckermann. Anche le opere (acquatinta, acquaforte e lamina d’oro) presentate qui a Vicenza attingono allo studio compiuto dall’artista dell’opera del Genij Monogatari, testo scritto nella prima decade dell’XI secolo da una dama di corte e oggetto di numerose edizioni che mirano a cogliere l’essenza, quasi sfuggente di un’opera ancora considerata fondamentale, per una serie di caratteristiche. L’incisore si focalizza, con le tre opere proposte, sul giardino del Genij. L’oro profuso nello scorrere di un placido fiume, il colore carnoso dei fiori e la presenza umana assopita. Come ci spiega sul catalogo della mostra padovana, una delle curatrici Caterina Virdis Limentani “… l’attenzione dell’artista è tutta volta all’evocazione della bellezza del corpo e dell’incanto del mondo vegetale…” e ancora “...L’artista dichiara di ispirarsi consapevolmente al nesso fra la poesia waka e la pittura yamato-e, una tradizione dell’antico Giappone che fa transitare l’espressione del sentimento attraverso il riferimento alla natura.” Direi che queste parole sia più che esaurienti per spiegare le suggestioni di un artista che affascina.

Hiroaki Miyayama
Hiroaki Miyayama

Il tema del paesagio è ancora indagato da altri due artisti Gino Di Pieri e Toshimi KitanoDi Pieri che propone delle incisioni (acquaforte e acquatinta) Le vie maestre del 2009. Landscape – via maestra 3° e 2° del 2010. Linee bianche fendono le dolci colline, interrotte qua e là dalla presenza di costruzioni, quello che inizialmente mi sembravano strade in realtà è un corso d’acqua reso attraversarli dai ponti che neri si stagliano sul bianco accecante! Il nostro sguardo si perde nell’orizzonte fatto di montagne e colline e in primo piano ivece della vegetazione confusa e indomabile. Sono posti evidentemente vissuti dall’artista, la piana di Vezzena e i prati innevati di Rotzo e calati nel silenzio del bianco e nero.

Gino Di Pieri
Gino Di Pieri

Toshimi Kitano presenta A views 0605/0303 3 1215 (acquaforte, acquatinta e stampa in rilievo), paesaggi che si collocano all’opposto della ricerca di Di Pieri, proponendo un paesaggio poco ospitale e spaziale, in cui facciamo fatica a conoscere e separare le varie superfici.

Passando oltre conosciamo un altro elemento vitale! L’acqua secondo Raffaele Minotto ee Yoshie Uchida. Minotto propone tre incisioni dal tema Bagno Misterioso, tutti del 2014. L’acqua è utilizzata come metafora dall’artista per assurgere al significato di rinascina, purificazione. Un bagno misterioso di un bimbo altrettanto misterioso. I segni circolari sulla carta, l’increspatura dell’acqua dalla quale si percepisce la vita!

Raffaele Minotto
Raffaele Minotto

Yoshie Uchida, con Landscape 1, 2 e 3 realizzati con tecnica mista, rappresenta l’acqua nei colori, che l’elemento può assumere, le delicate sfumature e i colori profondi. Attraverso non un segno sinuoso ma il più delle volte, come tessuti srotolati di cui avvertiamo la materia, ruvida ma anche soffice.

Yoshie Uchida
Yoshie Uchida

 

In questa occasione ritrovo Bonizza Modolo, artista di cui ho già accennato varie volle e che trovo sempre molto attuale! Le sue sono Voci Migranti I, II e III del 2011 (acquaforte, puntasecca, vernice molle), sempre i paesaggi sono al centro dell’attenzione dell’artista che ci fa esplorare i suoi luoghi, immaginari o reali poco importa, attraverso un viaggio a volo d’uccello e il movimento di una natura che nel bene e nel male si rinnova.  Il nome delle incisioni, evocano il l’idea di una memoria trattenuta dal paesaggio che è stato vissuto per secoli e secoli e quindi trattiene voci passate e trattenuti dall’erba, dagli arbusti.

Bonizza Modolo
Bonizza Modolo

Yamamoto Sanae ci porta all’interno delle voci del tempo con Time to time, A light e A mist in the forest (litografia, xilografia, lamina e acquaforte). Il colore evidenzia maggiormente il movimento verticale di queste bande, ritmiche di colore. Cosa cogliamo? L’edera, rampicante forte e infestante che nelle sfumature del suo verde espande di luce.

Yamamoto Sanae
Yamamoto Sanae

Altra coppia di artisti altra tematica da afferrare! Elena Molena con Many direction, Generazioni, Una scelta del 2014 (ceraiole, acquatinta e acquaforte). Il nome infatti non mi suonava nuovo, l’avevo incontrata a Gennaio a Schio in occasione della Biennale Internazionale di Opere su carta, quindi l’avevo già vista cimentarsi con paesaggi che nel gergo sono chiamati luoghi/non luoghi… ancora una volta troviamo una poesia nei tratti che formano le attrezzature dell’area portuale di Trieste. Dall’alto in cui tutto diventa insignificante e piccolo, ma bisogna raggiungere altezza considerevoli per riuscire a cambiare prospettiva.

Elena Molena
Elena Molena

Anche Mariko Ota con Construction 1 e 2 e 3 (intaglio e rilievo) si cimenta con il paesaggio che è in cambiamento prendendo il soggetto di un mondo sempre più industrializzato e il relativo atteggiamento dell’essere umano, che cerca di diventare sterile ai sentimenti come l’uomo. Un’eterna catena di montaggio!

Mariko Ota
Mariko Ota

Andrea Serafini, ci butta nella moltitudine con Omnibus, Slide e Senza Titolo (acquaforte, acquatinta e vernice molle). Facendoci ritornare a quota suolo! I suoi soggetti sono indubbiamente insoliti nelle scelte! Sicuramente raro trovare rappresentata una vera rappresentazione della realtà, anzi della quotidianità per molte persone, prendere il tram ad esempio, condizionati da ritmi di vita, colti nelle espressioni non sempre affabili! L’incisore coglie anche il movimento, che abbiamo nella vita lavorativa, tanti soldati che trottano per completare la loro personale missione. Nella terza incisione lo scenario sembra cambiare, un momento di apparente riposo. Kobayashi Dai, ci presenta con Véronique, Shepherd e Doubt ( incisione a secco e acquatinta), il suo inconscio. Il mondo anche onirico, il solo che ti premette di creare una realtà altra e di combinare le immagini del nostro quotidiano.

Andrea Serafini
Andrea Serafini
Kobayashi Dai
Kobayashi Dai

Paolo Miatto propone invece Gli amanti e la luna, Gli amanti, Gli amanti e la civetta ( tecnica sperimentale su cartone). Tre incisioni che indagano il rapporto amoroso, tre amori che iniziano o magari proseguono il loro percorso, sono rappresentati i gesti di una fiducia, necessaria per ogni fase del rapporto amoroso, ma naturalmente anche l’espressione della necessaria vicinanza fisica. Le sue figure possiedono un forte contatto con molti artisti e altrettanti correnti che le rendono scultore, ma con volti che non rendono riconoscibili le emozioni.

Paolo Miatto
Paolo Miatto

Mosaharu Seki con At the stop of the night, The dream that I saw on a slope e Between the crescent moon del 2014 ( wood bloom e litografia). L’artista rielabora l’eterna e magica favola dell’amore. Gli element che troviamo soon derivati dalle store più belle e famose, che ci parlano, sin da piccoli dell’eterna ricerca dell’amore!

Masaharu Seki
Masaharu Seki

Tra le ultime coppie troviamo Nicola Sene con Dal giardino, Portatrice d’acqua e Con mele (incisione, strappo e materie fluide su cartone).  Così ci catapultiamo direttamente nella stagione più attesa, che rende, con il verde, tutto vivo, in attesa per la nostra stessa rinascita. Ninfe e muse che se da un lato escono da un libro di modelli per pittori, dall’altro ci danno la sensazione di entrare in un giardino segreto.

Nicola Sene
Nicola Sene

Vicino a Seme troviamo invece Miyuki Okawa con le incisioni Like fluffy thistle down, I’m floating in the wind, Higher up in the air, I live raising my eyes, and boundless blue expanse is always up there. Oh, Aeolus, where are you going? Nobody knows where he is bounden for. Listen to the song of the wind (acquaforte). Insomma i suoi lunghi titoli in realtà raccontano una storia, fatta di vento. Il tratto ci sorprende, essere di fronte ad un’incisione! Eppure il segno rosso, quasi di una matita è proprio quello! La nature ancora protagonista, in un fire speciale, la peonia! Tra le opera che più mi hanno emozionato e si pone al centro della sua ricerca uno dei fiori che per me sono assolutamente simbolo di Oriente!

Masaharu Seki
Masaharu Seki

Chiudiamo con i Venti Contrari con il diciannovesimo e ventesimo artista: Marina Ziggiotti, la quale ci presenta il suo tris di lavori L’albero filosofico, Di bosco e arabeschi vestito e Radici Profonde (acquaforte, acquatinta, bulino e puntasecca). Ci restituisce la trama della carta, come la sua delicatezza e preziosità. Trasforma il tratto del bulino e della puntasecca in un reticolo di segni, in cui la curatrice Carla Chiara Frigo, ravviata il mondo del teatro delle ombre cinesi. I suoi animali si nascondono, si mostrano attraverso una fitta simbologia. Chiudiamo con Aki Mana con Space 1,2 e 3(xilografia). Di fronte a cosa saremo? Del resto questi buchi neri ci irretiscono, ma ancora la curatrice ci viene in aiuto, paragonando questo vuoto o pieno che ogni tanto appare sulla carta, come bozzoli di seta.

Marina Ziggiotti
Marina Ziggiotti
Aki Mana
Aki Mana

In Venti Contrari troviamo anche altre due esposizioni, come la piccola mostra dal titolo Vivere un’idea per il nostro domani, anche in questo caso troviamo contrapposti artisti italiani e artisti giapponesi. Non me ne voglia nessuno se dico che il livello che ci troviamo di fronte è assolutamente diverso, poi è chiaro che ognuno debba far uscire l’arte che sente di avere nella maniera che preferisce ma certo ci sono dei limiti! Secondo Elena Piacentini che ha curato il testo di presentazione della mostra, che rileggo e rileggo senza trovare tuttavia una motivazione abbastanza valida alla base dell’esposizione! Se l’artista Yoshiko Suzuran decide di proporre dei lavori realizzati con matite colorate per analizzare il mondo della fiaba, il suo stile è estremamente puerile.  Kyoko Yamazaki usa invece la tela naturale per apporre disegni di una nuova versione di paisley, ma troppo diligente e apprezzabile come decorazione ma stop. Shinya Sakurai è probabilmente un’adolescente innamorata se arriva a punteggiare il tessuto, tinto secondo l’antica tecnica giapponese Shibori, di cuoricini stucchevoli e zuccherosi. Ecco un vero e proprio peccato non poter vedere la tela senza tanti cuoricini e dove mi sembra di vedere una mia pagina del diario. Vittorio Valente, primo interprete italiano gioca con il tatto, realizzando quadri che potrebbero essere tranquillamente desunti da un libro di biologia. Ma alla fine mi chiedo anche chi riesca ad apprezzare fino in fondo tutto questo?! Mettere a nudo le nostre cellule e doverle addirittura accarezzare?! Poi Francesco Di Lernia, che ci porta in spiaggia! Rende visibile delle presenze … altre, effetto di un inquinamento oppure elementi alieni hanno deciso finalmente di palesarsi! Chiudiamo con Giampaolo Truffa, che rende visibile un gioco tipico dell’infanzia, carpire dalla forma delle nuvole, elementi riconoscibili, volti, oggetti etc. Ma la bellezza di questo gioco è proprio nel fatto che la persona che condivide tale visione non riesce a cogliere gli elementi che invece troviamo noi. Allora perché portali in un quadro? Insomma se questa è l’idea per il nostro domani forse meglio che decido una soluzione rapida!

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La terza mostra riguarda la personale dell’artista giapponese Narumi Harashina, artista che ha basato la sua carriera sull’incisione a Maniera nera! Se da un lato mi colpisce commuovendomi a tratti, che l’incisore dedica una straordinaria attenzione ad oggetti umili e attinenti alla vita orientale, dall’altro lo sento lontano per quello che io intendo per arte e soprattutto incisione! Vero è anche che per lui, tali oggetti, diventano il pretesto per parlare del lato più sognante della nostra vita, spesso riposto in un luogo lontano e proprio la “lentezza” orientale ci potrebbe aiutare a comprenderne l’importanza! Harashina vive e lavoro a Tokyo, città in cui tiene corsi di tecniche artistiche.

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Le mostre sono visibili fino a domani 30 marzo presso la Stamperia d’Arte Busato, qui potrete trovare l’incisione giusta per voi e farvi una vostra idea sul significato di arte!

 

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A Chiuppano, nuovo appuntamento con l’edizione 2014 di Parole a Confine. Appuntamento alla parete dell’Auditorio per un evento che durerà tutto l’arco della giornata, da domenica 30 a lunedì 31 marzo. Il protagonista è Eron, uno dei primi street artisti italiani, le sue opere fanno parte del circuito dell’arte contemporanea, entrando a far parte di numerose collezioni italiane ed estere. La sua avventura nel campo dello street puriting  e della spray piantino dal 1988. La sua caratteristica sta nel fatto che i suoi interventi sono concepiti considerando il contesto e il supporto finale. Tra le sue caratteristiche, la costante interazione tra diversi elementi, il realismo il disegno e la scultura.

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Come il vento

Sabato prossimo, 29 marzo alle ore 18 apre una mostra davvero molto bella!

Da Laboratorio o/9 potrete ammirare in una bella personale Come il Vento, opere di Toyomi Nara. Una mostra che è un inno alla gioia, alla riflessione, alla primavera, alla musica. Tutta la calma e la medutazione, la meticolosità che l’artista giapponese inserisce nelle sue opere coinvolgendoci, commuovendoci anche!

La mostra sarà aperta negli orari di apertura del negozio dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30 , chiuso la domenica e il lunedì

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Sinfonia per una riapertura

Dopo aver parlato, nel post dedicato della tanto attesa riapertura del Teatro Civico di Schio, dopo averne tanto parlato e scritto, ma finalmente ci siamo, si riapre!

Sabato 29 marzo alle ore 21 il Concerto Simfonico di Apertura con l’Orchestra dell’Accedemia Musicale di Schio. Con Filippo Maria Bressan come direttore, Domenico Nordio al violino, Maja Bogdanovich al violoncello, Pietro De Maria al pianoforte. Con musiche di Rossini, Beethoven, Mandelssohn.

Un evento di grande riappropriazione da parte della comunità che finalmente potràè riapplaudire all’interno di questo spazio, dopo cinquant’anni. I brani proposti si caratterizzano per un respiro europeo e tutte frutto del clima del Primo Ottocento. La grandiosità stilistica ed espressiva della prima parte del concerto lascia il posto, nella seconda, all’Orchestra Musicale di Schio. Il direttore Filippo Maria Bressan condurrà tre interpreti, già citati sopra, che sono conosciuti a livello internazionale.

Biglietti: 35 euro per posti di Platea, Palchi del primo ordine, prima fila di galleriasecondo ordine; 25 galleria secondo ordine, 20 euro posti aggiunti ai palchi.

La biglietteria apre il 28 marzo a Palazzo Fogazzaro (Via Fratelli Pasini 44) dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13. Il 28 marzo dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 18.30.

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Parole a confine 10/1

Alla fine di marzo e precisamente dal 29 al 12 aprile 2014. prende il via la decima edizione di Parole a Confine nei comuni di Caltrano, Carrè e Chiuppano.

Appuntamenti diversi che proporranno al pubblico musica, nuovi libri, arte. Lo scibile umano e nel pieno della tanto sospirata primavera.

Il primo appuntamento è previsto per sabato 29 marzo alle ore 20.45 con Stralunato Recital con una delle voci più belle della musica italiana, Antonella Ruggiero. Durante il concerto la cantautrice toccherà i suoi più grandi successi, contaminando la nostra musica con echi e sonorità diverse: indiana, africana, le atmosfere di Broadway e suggestioni della musica italiana fra le due guerre. La cantate sarà accompagnata al pianoforte da Mark Harris.

Appuntamento per il 29 marzo alle ore 20.45 presso l’Auditorio delle Scuole elementari. Biglietto intero 12 euro, ridotto 6.parole a confine