Una serata a metà

Tra le cose che amo e mi capita di osservare maggiormente a teatro, è prestare attenzione alle reazioni del pubblico e paragonarle con quelle mie, anche nella serata di ieri in una sala gremita di gente.
Uno spettacolo, che dall’inizio alla fine si è caratterizzato da risa continue, anzi vere e proprie sganasciate. Mentre io immobile cercavo di trovare dentro me o semplicemente sul palco, la loro stessa motivazione. Forse abbiamo visto delle cose diverse, e cercare di inserire anche il mio timbro è stato un’inutile tentativo. Probabilmente sono io il problema!

Antonio Rezza porta sul palco l’uomo cattivo, probabilmente la maggior parte di noi lo è, attraverso situazioni paradossali in cui l’io viene continuamente mortificato e FRATTO! Tagliando a metà molte situazioni che viviamo spesso! La domanda che ancora mi facevo è ancora viva! Sono solo io? È divertente pensarci in un mondo mediocre in cui la voce non ci serve a nulla, perché le parole ce le mettono in bocca altri?! È divertente sentirsi menomati di fronte a scelte che fanno altri per me?! È divertente sentirsi FRATTI?! E magari ringraziare chi ci fa sentire a 3/4 ma non riuscire ad essere mai totalmente interi? O essere comandati da un programma x. Mi sento triste, non riesco a ridere della crudeltà umana!
Lo spettacolo è senza dubbio interessante da un punto di vista tecnico con una scenografia composta da tessuti elastici e da strutture anche complesse che aiutano gli attori a cambiare registro ed effettivamente sconvolgere la tradizionale sintassi teatrale! Anche se certi strumenti scenici non erano particolarmente interessanti. La mescolanza di personaggi che riportano a galla le situazioni tra individui nei rapporti umani sempre estremamente delicati.
Sicuramente un pubblico che ha apprezzato l’interagire scenico di Antonio Rezza e Ivan Bellavista, un ruolo forse da comprimario non semplice perché anche la mancanza di parola presuppone uno studio notevole!

Mi sento FRATTA io stessa! Come capire quale parte di me è quella più savia?!

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Mamma Roma, tra Piranesi e Pasolini

Siamo cresciuti con in testa questo mondo Roma Caput Mundi ed infatti molti artisti, specie nell’epoca del Grand Tour, si sono ispirati ai reperti romani, alle nuove architetture della Città Eterna, che ogni volta che la visitiamo ne subiamo il fascino come se si trattasse di una bella donna o di un bell’uomo!

IIl tema dell’incisione, dei film che più recentemente hanno usato Roma anche il degrato morale e materiale, saranno in mostra al Palladio Museum, in programma da domenica 9 febbraio e fino al 18 maggio 2014 dal titolo Mamma roma. Visioni di Roma antica con Piranesi e Pasolini.

Una mostra che vedrà esposti fotogrammi tratti dal celebre film di Pierpaolo Pasolini Mamma Roma, che vede protagonista la magistrale Anna Magnani, praticamente nell’ultimo film importante della sua carriera, ambientato nello squallore del suburbio della grande città, e alle prese con le tematiche della prostituzione e di un iniziale riscatto che non serve poi a niente. Ma anche del film La Ricotta quarto episodio del film RoGoPaG, che vede impegnati come registi, Rossellini, Godard e Gregoretti. Si narra la vicenda di una comparsa di un film sulla passione, che interpreta il ruolo di un ladrone la scena ripresa è ingombra dalla troupe. Ad un certo punto della giornata il protagonista riceve la visita dell’intera famiglia, al quale dona il cestino destinato ad ogni attore, misero per un’intera famiglia ma che questi consumano su un prato, con un travestimento riesce ad assicurarse un altro ma non riuscirà comunque a mangiarlo. Insomma ancora la denucia sociale di una vita disgraziata.

Tutto questo messo a confronto con la corposa donazione fatta dal collezionista e studioso Alberto Caldana documentarista vicentino, collaboratore di Il Giornale di Vicenza, consigliere nazionale della FICC.

Tale donazione è composta da rarissime opere a stampa come l’Antiquae urbis Romae e molte vedute del Piranesi, le piante topografiche di Roma e del Lazio. Vedute architettoniche e urbane nel tempio dedicato a Palladio, confrontando i diversi stili.

La raccolta entrerà a far parte delle collezioni del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio

Aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso mezz’ora prima. Biglietto solo del Museo oppure ingresso con Vicenza Card

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