Alziamo il sipario 3 – 9 febbraio

Una settimana estremamente ricca di appuntamenti, da una parte all’altra della provincia.

La nostra settimana comincia il 4 febbraio, di martedì alle ore 21 con Il prigioniero della II Strada, di Neil Simon con Tosca D’Aquino e Maurizio Casagrande, con la regia di Giovanni Anfuso e la produzione de La Contrada. Un classico della commedia per una storia di grande attualità! La storia di una coppia, in cui il marito è un uomo onesto, mentre la moglia sa volare alto, con la capacità tutta femmile. Cosa succederà???

Biglietti dai 14 ai 25 euro. Prevendita biglietti e carnet presso l’Ufficio IAT (Largo Corona d’Italia) dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 o telefonando al 0424 524351.

Mercoledì 5 febbraio alle ore 21, al Teatro Super di Valdagno con lo spettacolo L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello con Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Ester Cucinotti, Giovanni Moschella, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi, Luca Fiorino. Con la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

Il protagonista è un rispettabile professore privato, ma lindo solo all’apparenza. Nella sua altra vita è amante della signora Perella, moglie infelice del Capitano di Marina. Anche lui, del resto, ha un’altra famiglia. Il problema si pone quando la suddetta signora rimane incinta. Qui la comicità si stempera in poesia e in elementi surreali.

Biglietti dai 15 (poltrona), 19 (poltronissima). Abbonamenti e biglietti (diritto di prevendita +1 euro), presso la Libreria Buonastampa (Corso Italia 17 a Valdagno)

Venerdì 7 febbraio alle ore 21 con lo spettacolo di Kitchen Teatro Indipendente dal titolo Anagramma via Artom, di Gianni Stoppelli. Il protagonista, cresciuto in Via Artom e a quindici anni è stato arrestato con l’imputazione di omicidio volontario a scopo di rapina, successivamente la sua pena è diventata più pesante. Narra per mantenere memoria dei caduti, e mentre racconto mi alleno a boxe. Sicuramente un appuntamento di grande impatto.

Biglietto 10 euro (o 13 se dovete tesserarvi), infp@spaziokitchen.it – 3354 5625286 – 0444 301167 lunedì – mercoledì e venerdì dalle 17 alle 20.

Sempre venerdì 7 febbraio a Vicenza al Teatro Astra Fratto_X di Flavia Mastrella e Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista (mai) scritto da Flavia Mastrella, habitat di Flavi Mastrella, assistente alla creazione Massimo Camilli, disegno luci Mattia Vigo, organizzazione generale Stefania Saltarelli. Una produzione RezzaMastrella – Fondazione Piemonte Europa – TSI La Fabbrica dell’Attore Teatrale Vascello. Premio hystrio Altre Muse 2013.

Due persone discorrono sull’esistenza, una delle due ha tempo di pensare. Un ideogramma… ma cosa sarà in realtà?

Intero 13 ridotto 11 info@teatroastra.it per indo e prevendite.

Sabato 8 febbraio alle ore 21 al Teatro Spazio Bixio Prova generale – spettacolo di improvvisazione teatrale. Con Andrea Masiero, Claudia Gafà, Francesco Fontanieri, Grazia Generali, Leonardo Ruvolo, Lucio Bustaffa, Giorgia Mazzuccato, Paolo Canuto, Paolo Facco.

Lo spettacolo porta in scena la storia di una compagnia teatrale in balìa di un regista fuori dalle righe. Modifiche improvvise, soluzioni divertenti ma il tutto non vedrà mai il debutto ma solo una prova generali.

Biglietti intero 10 e ridotto 8 info@theamateatro.it 0444 322525 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 o al 345 7342025 tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Teatro

Sono cresciuto in Via Artom. A quindici anni sono stato arrestato con l’ imputazione di omicidio volontario a scopo di rapina. Dopo due anni e quattro mesi sono stato condannato in primo grado a ventotto anni. Il pubblico  ministero aveva chiesto l’ergastolo.

Non avevo parole e gesti per difendermi. Perché mi sentivo colpevole. Perché non sapevo esprimermi. Perché sentivo che  nessuno sarebbe stato disposto ad ascoltarmi. Ad ascoltare un assassino. Da  quando sono stato in grado di analizzare e interpretare la realtà, anche attraverso il teatro, ho voluto dare voce a quel ragazzo. Mi sono sentito addosso il ruolo e il compito del sopravvissuto, quindi dovevo narrare. La verità di un gesto non volontario. La verità di quei ragazzi morti in seguito per overdose di eroina, di aids, oppure ammazzati, suicidi, o vaganti ancora nelle galere del nostro paese.

Ho voluto narrare perché rimanga e sia resa memoria ai caduti. Tutti. I palazzi di via Artom possono anche essere abbattuti, ma il ricordo resta nei corpi di tutti coloro che vivono.

Come nel mio. Durante il mio racconto mi alleno alla boxe, così riesco ad espormi… i muscoli e disciplina riescono a fare uscire le parole dal corpo. Le storie di quelli più fragili. Tutto sommato, su 4000 abitanti, quei ragazzi, rappresentavano una minima parte. Così anche, vorrei fosse chiaro che non eravamo sempre e solo dediti a commettere reati, ma che c’era in ognuno di quei ragazzi una profonda sensibilità, in alcuni del talento, e in tutti la voglia di vivere.

Usando le parole della dott.ssa Marina Bertoncin, “…Mi sono concesso l’opportunità di riflettere sui modi attraverso i quali un territorio diventa attore: nello specifico sulle periferie urbane e sulla genesi “territoriale” dell’emarginazione, ovvero sui meccanismi della territorialità che favoriscono esiti sociali di esclusione e ghettizzazione”.
Una persona una volta mi disse:“Tu sei prigioniero del tuo incubo e hai sempre bisogno di celebrare l’omelia della tua tragedia per continuare a vivere… spettacolarizzando un incubo.” Anch’io in alcuni momenti ho pensato che mettere in scena il proprio omicidio, rappresentasse una bestemmia e un insulto per la vittima. Però il teatro non è un reality, non è fiction. Il teatro è un immersione. E’ un luogo che si raggiunge solo con l’anima, dove raccontare un incubo è già la cura.
Kantor intendeva l’arte come ricerca lucida e consapevole del rischio.

– See more at: http://www.spaziokitchen.it/1807/venerdi-07022014-gianni-stoppellianagramma-via-artom/#sthash.LN7oQh9X.dpuf

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