Ho flirt… con la mia città

La vita ti porta a vivere in una determinata città o paese e la missione dura è quella di riuscire a vederla sempre con gli occhi da innamorata! Io sono effettivamente scappata dal mio paesino, trovando la mia dimensione a Vicenza. Città piccola e non caotica, vicina alle città più grandi e caotiche ma con il vantaggio di tornare nella tranquillità, ogni tanto ci vuole! Una città che ha sia arte antica, grande architettura che vuole affermarsi e far sentire la sua voce contemporanea! Ma lo sappiamo i ritmi lavorativi e familiari o altre cose, ci fanno dimenticare che le bellezze e organizzare piuttosto una gita fuori porta piuttosto che riscoprire il patrimonio che abbiamo sempre a nostra disposizione.

Quindi eccomi in pausa da una giornata di lavoro per riappropriarmi di questo tempo e coltivare una relazione con la città che un po’ mi è capitata e un po’ ho scelto! Da un lato devo ancora vedere il rinnovato ( e in via di rinnovamento) Museo di Palazzo Chiericati e ritornare per vedere le novità del Palladio Museum.

La mia prima tappa è proprio questo museo, poco dopo la sua apertura ne ho parlato ampiamente e continuo a pensare che si tratti di un museo dinamico, divertente, certo come in ogni relazioni che si rispetti ti trovi a non accettare completamente difetti e limiti del partner, ma le critiche sono costruttive, il più delle volte. Insomma quello che mi aspettavo era una rotazione più veloce delle sale, una velocità che si aspetterebbe appunto da un museo dinamico, ma nulla è cambiato, poi tra l’altro dopo la mostra Genealogie, aspettavo un’esposizione più complessa e che aprisse anche sale finora celate, ma arrivando rapidamente all’ultima sala mi trovo in Home Sweet Home, una mostra che documenta l’amore e la lunga e mai dimenticata lezione che Andrea Palladio ha lasciato a molte generazioni di architetti. Il logo della mostra è stato pensato come un classico lavoro di punto croce, tolto dal muro di qualche casa in Mississipi. 17 grandi conoscitori, da ogni parte del globo ci parlano dell’edificio palladiano che amano di più! L’edificio che viene più citato, con un po’ di delusione devo dire, è La Rotonda! Non che non sia un edificio straordinario ma certo pensavo che menti eccelse fossero colpite da altri tipi di edifici. In questo frangente ho particolarmente apprezzato il professore emerito Werner Oechslin dell’ETH di Zurigo! Lui afferma di amare il palladianesimo che è presente in molti architetti contemporanei che trasformano le sue classiche forme per architetture moderne! E se ami Palladio, ami tutta la sua produzione! Naturalmente si cita Villa Emo, Villa Poiana e la chiesa di San Giorgio Maggiore. Ecco il link del sito del CISA!

Home Sweet Home IMG_2506 IMG_2507Ed eccomi pronta per la mia prossima tappa, la Pinacoteca Comunale di Palazzo Chiericati, l’odore di malta fresca è penetrante nelle narici! Vediamo un po’ da dove si comincia! Prima zona da visitare sono le stanze al pianterreno dell’ala nord, le sale risalgono al completamento seicentesco ed i restauri sono stati condotti nel XIX secolo dall’architetto Miglioranza, con l’intento di ristabilire la purezza palladiana e si accede mediante il vestibolo a forcipe con le nicchie ritrovate già nella prima parte dei restauri.  Nella prima sala grandi tele ci accolgono, tra quelle esposte Giambattista Piazzetta con l’Estasi di San Francesco, accanto a tele del Veronese, Bassano, Tintoretto e Tiepolo, in quella accanto Montagna e il bellissimo e il prezioso Memling!  Nella sala video,  la proiezione de Il museo che verrà a cura di Fabbrica Lumiere! Riattraversiamo il cortile a forcipe ed ecco nell’ala che l’anno passato ospitava la mostra Cinque secoli di Volti, la Stanza dello Zodiaco, la Stanza del Concilio degli Dei e quella dedicata ad Ercole! In cui soprattutto i soffitti ci regalano stupore e meraviglia, come le pietre in fondo al camino recuperati dai depositi del museo.

Torniamo indietro e saliamo le scale per raggiungere il piano nobile, loggiato in cui constatiamo l’avanzata dei lavori per una completa visita del Museo Civico, si arriva al salone centrale, attorno a questo ambiente si articolavano anche tutti gli altri e si celebravano nozze, ricevimenti, spettacoli teatrali e come lo stesso Palladio ricorda, simili sollazzi…ci accolgono quadri e meravigliosi mappamondi che testimonia l’arte e l’artigianato che si univano per creare tutto questo! Su un lato si trovano altre raccolte, con le effigi delle illustri famiglie vicentine che probabilmente vivevano abitualmente queste stesse stanze, la memoria dell’antico è bene presente, oltre a ritratti in cui vengono raffigurati in posa classica, bronzetti e sculture i posa desunta dalla medaglistica! Facendo le scale la sala del Torricino Sud, segnerebbe il vero e proprio accesso e l’unione con l’ala novecentesca, attualmente in lavorazione! Ritorno ancora una volta sui miei passi, attraverso il salone e inforco l’ultima parte del piano nobile dedicata alla quadreria barocca! Con esempi di pittura italiana e fiamminga attraverso il genere delle nature morte, con i bellissimi fiori dal significato tutto da scoprire! Terminando nella Sala con L’apoteosi dei Chiericati, la figura femminile al centro è stata interpretata come Vicenza, intorno altre figure allegoriche che ci parlano della famiglia che ha voluto la decorazione e costruito il palazzo! Ritorno indietro e uscendo sul loggiato non mi resta che visitare altri due ambienti, ancora salendo di trova il lascito Roi, sale che già conoscevo ma che è un piacere rivedere, per trovare un’atmosfera colta ma anche familiare, intima e calda, ma anche stimolante! Stanze ricche di libri da sfogliare e dipinti e disegni da guardare con religioso raccoglimento, in quanto gran parte della storia dell’arte è contenuta lì! Sempre che il Marchese Roi stia per entrare da un momento all’altro, per illustrarci le foto di una vita, gli incontri con gli artisti anche solo attraverso mercanti e gallerie! Tra i libri riconosco anche quelli di Palazzo Leoni Montanari, ovviamente dono a Roi, mi accorgo così che nonostante certe volte mi vada stretto non posso dire di odiarlo! Ritorno indietro e giù giù fino ai sotterranei, dove prevale il vuoto che sottolinea la bellezza nella scelta delle luci, e delle forme, in cui sono conservate le opere di Nereo Quagliato, tra Omaggi a Neri Pozza, il ritratto di Virgilio Scapin, Bagnanti. Opere che si legano all’ambiente!

Il mio andirivieni tra scalini e stanze è terminato, con tutti la munificenza e la freschezza del museo stesso, non posso negare che problemi permangono, sicuramente alla fine dei lavori il percorso risulterà più fluido, la necessità anche per un museo moderno è quello di avere servizi per accogliere il visitatore, da un bookshop, biglietteria alle semplici indicazioni che rendano autonomo il fruitore degli spazi. Vogliamo parlare del biglietto!   La necessità di non cadere nell’errore di un museo statico che parli solo con le opere ma che si apra anche ai nuovi fermenti culturali della città. Ma tutto con il suo tempo, intanto vi invito a conoscere la città che vi è capitata o avete scelte, ma comunque con la quale dovete avere una relazione anche molto lunga!

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