Una, nessuna, centomila donne

Come avevo accennato nel precedente post, il mio tardo pomeriggio scledense non finisce con lo Shed!

Sapevo che a Schio era in corso per tre giornate anche un’altra mostra, ma pensavo di non farcela, già allo Shed sono arrivata alle 18.45, ma la fortuna ha voluto di incontrare proprio lì una delle artiste e avere la possibilità di vedere la mostra!

Direzione Palazzo Toaldi Capra, a pochi metri da dove sono! Qui l’esposizione vede donne che parlano di donne, tutte con linguaggi diversi. E dopo un uomo che vede le donne, anche della sua vita, in maniera maschile, ecco che l’altra metà del cielo viene analizzata nuovamente da donne.

Mi trovo davanti per prima cosa, una scultura, opera di Ivana Galli, che analizza La gabbia dell’essere, il mestiere più difficile che possa esistere!  La scultura è composta da un busto di donna, con tanto di serratura, inserito e al cui bacino è avvinto dalle stecche che ricordano da un lato le ingombranti strutture che torturano le donne fino alla metà dell’800 per dare volume ai vestiti, dall’altro sembra una struttura quasi stellare, per i molti centri di influenza della donna e tante chiavi. Un invito a cercare la giusta chiave per aprire il cuore di una donna. Anche un’altra artista ha utilizzato questa importante struttura per parlare di una condizione femminile, Jana Sterbak con l’opera Remote Control II del 1989.

La gabbia dell'essere
La gabbia dell’essere
La gabbia dell'essere
La gabbia dell’essere

Attorno ruotano le fotografie, e quindi continuiamo proprio con Ivana e il suo omaggio a Frida Kahlo, una delle mie pittrici preferite è incarnata da una amica artista Elvezia Allari, dai tratti naturalmente sudamericani è perfetta per riportare in vita  questa stupenda donna, che ha sofferto moltissimo ma ha anche attratto tanto grazie alla sua sensualità! Fotografie stampate su plexiglass che si arricchisce di elementi vegetali.

Foto di Ivana Galli
Foto di Ivana Galli
Omaggio a Frida Kahlo
Omaggio a Frida Kahlo

IMG_1505

IMG_1506Il mio giro in sala continua con le fotografie dal mondo, anzi precisamente dalla Palestina, di Odilla Dal Santo, immortalando il mondo vissuto dalle donne, in quella terra lontana, svolta prevalentemente nell’ambito della famiglia.

Donne in Palestina
Donne in Palestina

Ancora il mondo e le sue diverse e bellissime donne, sono al centro del reportage di Anna Dionisi, spesso immortalate con gli abiti tradizionali, un attaccamento alle tradizioni e un riconoscimento della propria identità all’interno della comunità.

Anna Dionisi e le sue donne
Anna Dionisi e le sue donne

Continuando il mio giro incontro Bessie Secor, che porta la donna nella natura. Del resto in qualsiasi religione politeista sono donne le dee che sono associate alla natura, alla creazione e quindi alla fertilità. Le donne di Bessie riflettono una natura senza tempo, entrando in contatto con i molti elementi che fanno parte del creato.

Bessie Secor, natura senza tempo
Bessie Secor, natura senza tempo

Natura senza tempo

Ultima tappa del mio viaggio in queste molteplici donne, sono le fotografie di Elena Zuccollo, la quale ci porta nel mondo femminile dei luna park. Un lavoro spesso nomade e assolutamente faticoso. Ma qualche volta da questo lavoro possono nascere delle stelle, coma la tv ci insegna!

Pink Moon by Elena Zuccollo
Pink Moon by Elena Zuccollo

IMG_1520

IMG_1521

Per vederla avete ancora tempo fino ad oggi, apertura dalle 16 alle 19!

 

Ogni donna è un mistero da risolvere: proviamoci a Schio!

E anche il terzo appuntamento di Ghisa Art Fusion è arrivato! Sembra incredibile ma siamo arrivati anche alla fine di questo ciclo di eventi che hanno visto Schio protagonista assoluta di una serie di iniziative rivolte alla scoperta degli spazi dell’Archeologia Industriale. Dopo il cuore dell’ex Lanificio Conte, ci troviamo allo Shed, che si può raggiungere dalla centralissima via Pasubio.

L’altra metà del cielo è piena di femminilità,  e questa data cade nel  giorno prima del culmine delle iniziative per sensibilizzare la comunità internazionale sul problema della violenza sulle donne. Utilizzando una frase di un film, niente di forbito, ma questa serie di scatti, contengono al loro interno variegati mondi e modi di essere.

Eccole lì, le tre MG girls, in piena forma che ci salutano per questo ultimo appuntamento, a prendere la parola Petra Cason!

Sono le fotografie di Andrea Garzotto, fotografo e architetto, che con queste immagini entra nell’intimità delle donne, nel loro nido ponendole davanti all’obiettivo! E se da un lato la protezione delle mura domestiche tranquillizza le nostre protagoniste,  credo che sia comunque difficile se consideriamo la casa lo specchio della nostra anima! Lo scudo che molte usano sono le mani, che le aiutano a creare una piccola separazione con il resto del mondo che le osserva. C’è la semplicità di raccontarsi attraverso gli occhi, forse un piccolo imbarazzo nel sentirsi magari per la prima volta osservata, come se la fotografia potesse carpirle un’anima o qualche segreto che ha lasciato inaccessibile a molti. La bellezza della contemplazione di  una giovane e bella ragazza, immortalata in un momento di attesa e di riflessione. La profondità dello sguardo delle donne che negli occhi hanno tutto l’universo. E poi la tenerezza, derivata subito dalla mia sorpresa, quella di trovare di fronte l’immagine di una donna forte che conosco, e nei cui occhi, così profondi e penetranti, certe volte per me imbarazzanti, si scorgono dei pensieri teneri. Altre donne affondano nella solitudine di un divano, pronto ad accogliere una tribù di persone. Ma anche le future donne, che si fanno baciare dal sole, che sembra donargli la giusta clorofilla per crescere. La bellezza della maturità, o ancora il sole che questa volta bacia una donna, giovane ma consapevole del suo essere, visto che il sole bacia le belle. Dedico a tutte loro la seguente frase di William Shakespeare…

Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo

Il momento performativo invece è a cura de L’officina della danza, le cinque interpreti hanno incarnato le età della donna, dall’infanzia alla vecchiaia. Comincia la ballerina che incarna la fanciullezza che si diverte a far volare il simbolo pieno dell’infanzia, il palloncino! Il rosso accompagnava le nostre protagoniste in tutte le delicate fasi della vita, il colore del già menzionato palloncino, il rosso della mela, simbolo per eccellenza della perdita dell’innocenza, il rosso che è segnato sulle gambe con la consapevolezza di avere un corpo che può essere amato, l’amore simboleggiato dai fogli, disposti in maniera da scandire il tempo, infine il tempo della maturità e della vecchiaia, in cui certe donne si inaspriscono, in cui vince la collera per poi essere sole! Una performance che ha unito il fantastico e la realtà, in un filo rosso che ha unito le protagoniste fino alla fine, in un ritmo pieno di emozioni.

Alla fine a scandire il nostro tempo in mostra e la visione delle fotografie, la dj Lady Gisa!

Ringraziamo quindi le nostre ospite per averci accompagnato in questo viaggio nei luoghi non più dimenticati e per farci passare pomeriggi tra arte, musica vecchi e nuovi amici! Il Comune di Schio, per le iniziative sempre numerose! A presto seguendo altre iniziative!

La presentazione

L'Officina della Danza
L’Officina della Danza

IMG_1313

IMG_1314

IMG_1315

IMG_1316

IMG_1317

IMG_1324

IMG_1326

IMG_1330

IMG_1333

IMG_1334

IMG_1335

IMG_1352

IMG_1353

IMG_1354

IMG_1365

IMG_1371

IMG_1372

IMG_1373

IMG_1374

IMG_1375

IMG_1376

IMG_1382

IMG_1383

IMG_1391

IMG_1402

IMG_1405

IMG_1408

IMG_1419

IMG_1422

IMG_1432

IMG_1435

IMG_1436

IMG_1437

IMG_1440

IMG_1445

IMG_1446

IMG_1462

IMG_1463

IMG_1476

Dj Set Lady Gisa

IMG_1477

IMG_1482

IMG_1484

IMG_1485

                              Fotografia di Andrea Garzotto

IMG_1487

IMG_1488

IMG_1490

IMG_1493

IMG_1494

IMG_1495

IMG_1496

IMG_1498

Ma io a Schio mica ho finito…al prossimo post!

Executive Jazz Trio

Martedì 26 novembre nuova serata cullati dalla musica jazz, sempre rigorosamente al Borsa!

I protagonisti della serata, a ingresso libero, saranno gli Executive Jazz Trio. Composti da Mauro Baldassarre al sax, Danilo Memoli al piano e Federico Valdemarca al contrabbasso.

Dalle ore 21.30 al Bar Borsa

borsa_bar

 

Alziamo il sipario: settimana dal 25 novembre al 1 dicembre

Tre giorni di intensi spettacoli questa settimana, si comincia con…

Venerdì 29 novembre alle ore 21, Teatro Spazio Bixio, con lo spettacolo Che cò sex? La risposta all’uomo ai monologhi della vagina. Corso superiore di sessuologia maschile. Alle ore 21. Tratto da Talking Cock di Richard Herring, versione italiana di David Conati, adattamento e regia di Gianluca Ramazzotti. Lo spettacolo riesce a trattare il delicato tema, senza volgarità, quindi il famoso coso è al centro cercando di capire cos’è veramente! Ricreando l’atmosfera da aula universitaria, il professore tenterà di rispondere ai dubbi e alle curiosità di un pubblico di involontari studenti. Attraverso sondaggi, domande e rivelazioni. Tutto su quell’oggetto che può dare principio alla vita ma che viene anche utilizzato per violare.

Lo spettacolo andrà in scena anche sabato 30 novembre alle ore 21.

Intero 10 euro, ridotto 8 info@theamateatro.it, 0444322525 (dal lun al ven dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18); oppure al 3457342025 (tutti i giorni dalle 10 – 18).

Sabato 30  un nuovo appuntamento anche al Teatro Astra con il secondo spettacolo della stagione. Alle ore 21 andrà in scena Parkin’son con il concept e la direzione di Giulio D’Anna, la creazione e la performance di Giulio e Stefano D’Anna, assistente alla direzione e produzione Agnese Rosati, musiche originali di Maarten Bokslag, disegno luci e scene Theresia Knevel, Daniel Cabellero. Prodotto da Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Officina Concordia e Civitanova Casa della Danza, con il supporto di Danceworks di Luana Bondi-Ciutti, Anna Maria Quinzi in collaborazione con Versiliadanza. Sul palco due generazioni a confronto, un sessantaquattrenne terapista e un trentenne coreografo. Due generazione che per conoscersi lo fanno attraverso il corpo, perchè il padre Stefano è affetto dal morbo di Parkinson e la loro coreografia è un album che si sfoglia…

Intero 13 ridotto 11, per info e prevendite 0444 323725 o info@teatroastra.it.

IMG_0540