Rendere l’arte abitabile: ArTchitettura

Ieri visita alla mostra in programma da Francesca De Munari Servizi per l’Arte, che tutti voi potrete vedere fino a sabato 9 novembre.

La mostra ArTchitettura vede protagonisti il duo creato da Andrea Burroni e Filippo Coltro.

Il primo bibliofilo, collezionista, critico d’arte, interior designer, sono questi le molteplici attività di una personalità come Andrea Burroni che dopo la conoscenza con l’amico architetto Filippo Coltro, hanno unito le forze per partire dall’arte contemporanea alla creazione di pura architettura. Il loro sodalizio arriva talmente a fondersi che arrivano a creare così un vero e proprio manifesto, il quale recita:

NOI:

ANDREA BURRONI ARTISTA E FILIPPO COLTRO ARCHITETTO

ROVESCIAMO CON ARTCHITETTURA

IL CANONICO ORDINE:

CONTENITORE -ARCHITETTURA

CONTENUTO -ARTE

FACENDO ARCHITETTURA

DA OPERE D’ARTE

Naturalmente Andrea e Filippo sono i primi che hanno sottoscritto tale intento,  ma ovviamente sono ben accetti nuovi adepti, quindi coloro che si riconoscono in questi concetti. Nell’introduzione si  fa anche un excursus della storia dell’architettura evidenziando lo stretto rapporto che le due discipline, un rapporto che inizia già in età antica.

La mostra comprende bozzetti, rendering e risproduzioni in scala 1:1. E nel catalogo disponibile in mostra il loro metodo di lavoro si comprende perfettamente. Andrea Burroni realizza all’interno di una struttura geometrica, un disegno che sulla carta restituisce le ispirazioni dell’artista, il secondo passo consiste nell’utilizzare le forme per la creazione di singoli elementi, come ad esempio la porta, ma la ricerca continua fino ad arrivare a progettare un intero edificio. Le ispirazioni nel lavoro di Burroni sono tantissime, da un intero continente come in America (2013), ma anche la natura e i suoi elementi, come Margherita (2013), l’Aurora e le figure di fantasia come Capitano Nemo, ma non mancano concetti più astratti come Illusione.

Le forme negli occhi di una profana come me, li avvicinano a criteri di interior design tipici degli anni ’80, sul modello di una casa a Miami Beach con tanto di surfista con occhiali a specchio.

Ma l’arte di Andrea Burroni non è solo questo. In mostra una produzione fatta di disegni e stampe che ci fanno entrare in un vortice di immagini surreali e in cui compie un progetto di arte totale grazie alle cornici che sono la sintesi e arricchimento del lavoro. Poesie in forma di arte, dedicate alle persone speciali come la zia Nene, complice nelle creazioni delle opere. Andrea metteva su carta i sogni della zia, facendo entrare nel mondo onirico, il più surreale che ci possa essere e ci riallacciamo così ad una frase presente in mostra

Se puoi sognarlo puoi farlo W. Disney.

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Con l’occasione vi segnalo il finissaggi della mostra in programma il 9 novembre dalle ore 18 L’evoluzione di un artista: Andrea Burroni dalle opere degli anni ’70 ad ArTchitettura con l’architetto Filippo Coltro. 

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