Libro senza zuccheri aggiunti

Un week-end ad alto contenuto calorico per Vicenza, che celebra il cioccolato! Non so voi però io, anche se adoro queste prelibatezza, tutto quel ben di Dio ha l’effetto opposto su di me e quindi sfuggo!

Ed eccoci io e la mia dolce metà a correre  da L’Officina Arte Contemporanea, non per un guasto improvviso ma per sentire e vedere. Ascoltare la presentazione del libro di Efraim Medina Reyes Quello che ancora non sai del pesce ghiaccio e la mostra di arte contemporanea dal titolo Angina Abdominis di Pietro Scarso.

Preso posto comincia la presentazione del libro con l’editore Angelo Colla dell’omonima casa editrice. Una persona che sicuramente sa fare il proprio mestiere, fortunati i suoi autori, peccato che il libro non lo ha pubblicato lui!  Ma la sensazione che ha trasmesso  è quello di averlo amato moltissimo. Testimoniato del resto dalla quantità di post-it che inspessiva il libro, per un’ora almeno ci ha fatto immergere nella scrittura dello scrittore colombiano.

La prima impressione che condivide con noi è una specie di stupore nel conoscere dal un lato un Efraim dal carattere generoso nella vita e nelle amicizie, in contrasto con la sua vita scritta, in cui si trasforma in una persona fiera e feroce,  che arriva alla cattiveria, non trattando il lettore in maniera tenera. Indubbiamente alla sua scrittura non si avvicina chi legge la narrativa dai ritmi tranquilli o chi predilige romanzi rosa, ma qualcuno che sceglie la ruvidezza e gli ingredienti che sono certamente presenti nel romanzo classico, ma in cui la storia è già masticata, quasi fatta a brandelli. Chi si accosta ai suoi libri deve essere pronto a temi crudi come la vita stessa, leggendo di morte, dolore e casualità. Il filo conduttore  all’interno del romanzo Angelo Colla lo individua nell’ironia, presente del resto, in molti aspetti della vita. Tra i consigli che ci ha dato, anche la possibilità di leggerlo a salti grazie ad una scrittura per aforismi e ritmica.

Vari temi permeano le pagine del romanzo, come la stessa figura del protagonista, Teo, e la sua decisione /necessità di vivere rinchiuso in una stanzetta. O il tema del sesso, come strumento di conoscenza … cercare di intraprendere un viaggio attraverso quelle pagine. Grazie alle sue parole, il libro è stato aggiunto alla mia personale lista di libri da comprare, segnato in verde!

La parola passa anche all’autore che ha immerso il suo racconto in Città Immobile, una personale visione di Cartagena, la città natale dello scrittore, che continua a vivere a intermittenza  a Vicenza, la sua città adottiva. Nelle sue pagine inserisce tutto quello che è applicabile alla vita, tutto diventa funzionale. Viviamo tutti in uno stato di sottomissione per riuscire ad avere un ruolo, ma alla fine diventa tutto routine, compreso il finto interesse nei rapporti umani, domande fatte alle persone sulla loro vita ma che alla fine poco ci importa di sapere la risposta. La sottomissione che abbiamo nei confronti di quelle che crediamo delle sconfitte, perdere il lavoro, perdere l’amore, Efraim è sicuro che per tutto esista una soluzione, dicendolo con la coscienza di sapere cosa vuol dire vivere molti delle cose sopra citate.

Non si poteva dimenticare il Tapiro, recapitato da Striscia La Notizia ad Efraim poco tempo fa! Peccato si sia dimenticato di portarlo! Il tutto è nato da un articolo scritto dallo scrittore per una rivista colombiana sul strano caso del gatto, unico erede, del suo padrone, diventando ricchissimo. La notizia ritenuta dalla redazione di Milano una bufala è “costata” un Tapiro allo scrittore. Ci racconta quindi i retroscena, la ricerca del vero gatto, la trattativa per fargli una foto, alla fine non concessa e quindi per ovviare grazie all’aiuto di amici e parenti ha ricostruito la scena e fornita la foto alla rivista. In Colombia la notizia suscita invece interesse, poiché lì gli animali sono rispettati e tutelati. Durante la consegna per le strade di Vicenza, anzi davanti all’ingresso di un’Istituto bancario, la moglie stessa si è spacciata per una conoscenza e curiosi hanno cercato di attirare la troupe televisiva verso le loro vicende personali, come una bolletta sconvolgente! Anche in questo episodio c’è il senso della comicità, prima si ride e poi si pensa!

Angelo Colla riprende il suo racconto da qui! Per parlare di comicità che nella scrittura di Efraim si avvicina alla satira e che prende ispirazione dal comico statunitense Lenny Bruce. Pronta la risposta di Efraim che parla della triste figura che i nostri politici fanno in tv ogni sera. Da qui riparte la narrazione sulla sua scrittura, che parte da sensazioni, come se il tempo passasse velocemente  e sempre con la paura di non averlo sfruttato al massimo. Il 99% del contenuto dei nostri dialoghi è riempitivo. Adesso da genitore vive forse soprattutto di silenzi, vivendo in tranquillità e cercando di raggiungere la meravigliosa virtù che solo i bambini e gli animali possiedono. La capacità di non giudicare, peccato che i bambini crescendo la perdono!

Al termine brindisi in allegria, con amici e arte, parte questa in cui l’assoluto protagonista è Pietro Scarso, che fino al 25 ottobre vi aspetta in Officina con le sue opere. Il titolo Angina Abdominis nasce dopo, ma è assolutamente perfetto per queste opere realizzate in tecnica povera con sacchi di juta e filo che sembrano appunti tanti addomi dopo un’operazione e in cui un medico un po’ pazzo fa delle suture diciamo artistiche. Il lavoro di cucito che realizza è complicato e lento. La ripetività di alcuni motivi si avvicina alla condizione del medico stesso, dai turni estenuanti, alla necessaria reperibilità! Nella parte che ha ospitato la presentazione, altre opere che hanno il gusto del recupero, un polittico, un mosaico forse, con grandi tessere di cartone, con all’interno un loro storia e realizzato da Pietro con materiali eterogenei e fantasia che ha briglia sciolta accoppia le sue foto tessera, a ritagli di giornale di varia natura che insieme sono un’agghiacciante e completa satira politica e sociale del nostro Paese, in tema con la serata! Per visitare la mostra, che ricordo aperta solo su appuntamento, vi lascio il numero 346 5180935 o la mail pietroscarso@hotmail.it, fino al 25 ottobre. Per invogliarvi a vedere le opere non ne pubblico neanche una!

Forza passate in Officina!

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