Canova nell’obiettivo di Jodice

Grande opportunità ieri per me e per coloro che sabato mattina alle ore 11 hanno partecipato all’inaugurazione della mostra Jodice Canova, in programma al Museo Civico fino al 19 gennaio 2014.

Mimmo Jodice, famoso fotografo napoletano,  con il suo obiettivo ha varcato i territori nazionali, ed ha espresso in fotografia tutta la bellezza della scultura. Un’operazione estremamente difficile, perché attraverso quello che potrebbe essere un freddo oggetto meccanico, si avvicina ad una materia ugualmente fredda, il marmo, che lo scultore veneto manipolò con tanta abilità tanto da renderlo celebre e richiesto. I 47 scatti esposti, arricchiscono una sala altrimenti scarna e che si avvicina alla purezza architettonica che troviamo nei locali di Possagno. Un luogo che si anima di luce. Una campagna fotografica che potrebbe essere considerata datata, risalente a vent’anni fa, Jodice decide di intreprendere un viaggio alla ricerca di Canova e della luce trattenuta dai suoi marmi, la scelta del fondale giusto per far risaltare il bianco abbagliante delle sculture, vagando nei musei che conservano le sculture canoviane. Uno studio meticoloso della luce e dei punti di osservazione, scatti su scatti alla ricerca finalmente dell’angolazione giusta, con l’incertezza e il piacere dell’attesa. Accostandomi alle fotografie e agli ideali che animavano il mondo che Canova conosceva, mi soffermo a pensare al loro significato alla luce della società contemporanea. Le sculture trasmettono tutte l’ideale di bellezza, di eleganza, forza e di eterna giovinezza, e mi chiedo se quello che cerchiamo adesso siano le medesime cose. Non mi rimane che dire si, una società basata sempre di più sull’immagine, nell’apparire belli, giovani di successo, sempre pronti a essere sulla cresta dell’onda e apparire nel modo migliore. Se prendiamo anche solo in considerazione i nostri profili FB notiamo immagini perfette, o perfetta ai nostri occhi, come vorremmo essere visti. Altra particolarità l’assenza della didascalia che indichi il nome della scultura e il luogo di esposizione, un modo per calarci nel mondo non con occhio catalogatore ma emozionale.

La presentazione vede la necessaria presenza delle autorità, degli organizzatori, naturalmente anche del fotografo! Si parte dal Vice Sindaco Carlo Ferraro, si passa successivamente alla Dott.ssa Giuliana Ericani, direttrice del Museo bassanese la quale ci ricorda i lunghi tempi di gestazione della mostra, tre anni intensi per organizzarla, Maria Pia Morelli, nota imprenditrice e presidente dell’Istituto di Ricerca e Studi sul Canova, scrittrice  e collaboratrice di Marsilio editore, nel suo intervento un po’ turbolento, a causa di un pubblico un po’ indisciplinato, ricorda l’importanza di questa mostra in particolare ma di tutta la kermesse di Bassano Fotografia. Segue l’intervento di un rappresentante di Pro Bassano, che ci ricorda l’appuntamento successivo con il fotografo Daniele Pellegrini, e anche un breve intervento della Dott.ssa Mariani per la ditta Manfrotto, azienda leader nel campo degli accessori fotografici. Il catalogo è appunto edito da Marsilio, già nel lontano 1992 e il suo editore Cesare De Michelis, ci ricorda ancora una volta l’importanza di questo incontro, quello tra Canova e la fotografia, specie in b/n, che riesce a compiere una straordinaria lettura delle opere e dei personaggi che Canova crea.  Per ultimo finalmente l’artista, il maestro che non si definisce tale, Mimmo Jodice, che con molta umiltà e con straordinaria sintesi ci dice che le sue parole sono esposte sulle pareti, il suo contributo è quello di un lavoro basato sul rapporto con l’arte e gli artisti antichi e da un rapporto costante con la creatività.

Ora ci si gode la mostra, scoprendo anche il secondo piano e poi aspettando pazientemente le 12 per la seconda inaugurazione, quella della mostra di Daniele Pellegrini. A differenza di Jodice, l’artista è più impacciato nel parlare con il numeroso pubblico (compreso Jodice), con il risultato che se il fotografo napoletano è stato brevissimo, il fotografo originario di Crespano del Grappa (Treviso), non si fermava più! Per Pellegrini l’incontro con la fotografia non è stato un incontro, in quanto probabilmente l’apparecchio fotografico i suoi genitori glielo davano già per giocare! Si potrebbe definire un figlio d’arte, i genitori Lino ed Elena sono stati a loro volto fotoreporter, immortalati in una Domenica del Corriere, e Daniele compie il primo viaggio a vent’anni. Dal 1981 al 2002 inoltre è fotografo per il mensile Airone (Giorgio Mondadori Editore). Il taglio, i soggetti sono quindi diametralmente opposti a quello visto nelle sale prima! In cui dominano soprattutto i colori vivaci della vita e del mondo che palpita, gli scatti sono rappresentativi di quarant’anni di reportage che lo hanno portato a vedere i punti più estremi del mondo, sia come temperature che come stili di vita. La mia formazione mi porta soprattutto ad apprezzare quelle più artistiche, ma è impressionante l’esperienza di vita accumulata e i posti in cui ha avuto il privilegio di conoscere! Mi basterebbero metà mete! Inoltre se per il Canova visto da Jodice, è stato scelto un allestimento assolutamente muto, e poco invadente, per Pellegrini il discorso è diverso, le fotografie sono poste all’interno degli ex spazi conventuali di quella che un tempo era il convento di San Francesco e con la ricca quadreria seicentesca, così da creare un contrasto forte. Le fotografie sono anche racconti, in quanto le didascalie ci raccontano il contesto, il luogo e l’anno di realizzazione! La mostra è visibile fino al 10 novembre.

Almeno due buoni motivi per andare a Bassano, inoltre fino al 10 novembre sarà possibile vedere altre mostre in tutti i luoghi simboli di Bassano, perché non farci un salto?!

Vi lascio un po’ di foto

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Piaceri sottorranei

Avete sempre sognato di partecipare ad un laboratorio sensoriale? Un percorso aperto ad attori e a chi ha dimestichezza con la danza oppure con lu musica?

Ecco l’occasione che fa per voi, scoprendo un attraverso un laboratorio gratuito, per cercare attraverso segni e stimoli non verbali, un nuovo modo di espressione, proprio della performance teatrale. Dopo le prove in privato, questa esperienza sarà proposta anche al pubblico.

Le date del workshop sono le seguenti: dal 19 al 22  e dal 25 al 26 dalle ore 18 alle 23. All’interno dei locali dismessi del dipartimento di salute mentale di Corso SS. Felice e Fortunato, 229 a Vicenza, quindi carico di emozioni latenti. Si partirà quando si raggiungeranno il minimo di 10 partecipanti (max 20).

Per partecipare scrivete una mail iscrizione laboratorio PIACERI entro e non oltre martedì 17 settembre 2013 a info@theama.it

Per la restituzione al pubblico ne parliamo più tardi…

Ventimila km in Australia

In occasione della mostra in corso a Montecchio Maggiore fino al 6 ottobre nella cornice di Villa Ceccato, , si svolgono incontri che arricchiscono di nuovi spunti una mostra dedicata sicuramente ad un’arte lontana, almeno geograficamente, da noi.

Il 15 settembre alle ore 21, in occasione della mostra Dreaming – pittori aborigeni contemporanei, una serata a ingresso libero per la presentazione del libro Walkabout di Pericle Camuffo. Il racconto di ventimila chilometri sulle vie dell’Australia. Il libro non si pone né come diario né come guida con le tipiche infomazioni che uno si aspetterebbe, ma è un romanzo a metà  e un sogno per l’altra metà!

 

Piovono nuvole!

Prima della ripresa delle mostre dedicate all’illustrazione, mostre dedicata ai corsisti che animano lo spazio di Primo Piano Arte Studio di Graziella Zardo.

Se volete scoprire la Fabbrica delle nuvole, nelle opere di Nicoletta Zamunaro allora vi aspettano a Bolzano Vicentino alle ore 17 di domenica 15 settembre.

La pittrice è pronta a volere tra le nuvole e cercare di rendere la sua esperienza di osservazione alle persone che nel periodo di mostra avranno l’opportunità di conoscere il suo lavoro.

La mostra aperta fino al 28 settembre sarà visibile con ingresso libero nei seguenti orari: dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 19 e dalle 20.30 alle 22.30 e il sabato dalle 16 alle 19, fuori orario su appuntamento. A Bolzano Vicentino, Via Marosticana 24!

Che domenica ceramica

Ancora una giornata per scoprire le meraviglie create dalla terra:

Vediamo nel dettaglio… si deve essere mattinieri, perchè alle 9.45 si deve essere davanti al Museo Civico con Ceramica H2O, i musei a cielo aperto.

Dalle ore 10 alle ore 20, ancora i PORTONI APERTI eccovi la lista:

  • Laboratorio Gianni Tosin (Via Molini);
  • Laboratorio Vittore e Alessio Tasca (Via Molini);
  • Portone di Giambattista Petucco Ceramica e vino (Via Molini);
  • Portone Nico TascaNicoletta Paccagnello, Francesco Rigon, Elisabetta Nicoli;
  • Portone Fabbrica AntonibonBarettoni Miho Okai, Hanibal Salvaro;
  • Portone brolo Barettoni Liceo artistico di Nove Accademia “C.B. Cignaroli” Verona
  • Portone Cafè Roma Luigi Carletto, Giacomo Dolce;
  • Giardini Barettori Manuela Metra, Elisabetta Vacca. Gabriella Bais, Vanni Donzelli, Chiara Nuti, Laura silvagni, La vecchia Faenza, Maria Benelli, Donatello Spagnulo La terra incantata;
  • Portone Banca Popolare di Marostica Federico Bonan, Renato Noaro, Giovanni Bucco;
  • Laboratorio Polionato Diego e Domenico Diego Polionato (Via Astronauti);
  • Piazza De Fabris lato nord Antonella Lodetti, Cinzia Ranzato, Cecilia Fontana, Volontari del centro diurno;
  • Piazza De Fabris lato ovest Stefania Zurchi, Maurizio Russo, Giulia Cerati, Egidio Dalla Gassa;
  • Portone Stefani il pittore Luciano Gasparini;
  • Piazza De Fabris lato ovest Marcello Pucci, Alessandra Bianchi, Lidia Guandalini; Matsumoto Noriko;
  • Portone Ave Luigi Domenico Demo, Vincenzo Costa;
  • Portone Zanardello Claudio Lunardon;
  • Piazza De Fabris lato ovest Pico Faenza: Piancastrelli Daniele e Campagnoni Giovanna, Anna Tazzari, Ferruccio De Mori, Mate l’arte nella ceramica di M. T. Dell Jacono, Giuliana Rolli, Chiara Roccanello;
  • Portone Vetrina Comacchio Fabio Tafferini, Bettino Battistello;
  • Piazza De Fabris lato sud ovest Yuri Ragazzini, Francesco Paternò, Dino Agostini;
  • Portone Giardino Sartori Vania Sartori;
  • Piazza De Fabris lato sud Gruppo Cucari Veneti;
  • Piazza De Fabris lato est – slargo viale alberato Ermes Ricci, Sara Bazzano Kiko, Annalisa Ravasio, M. Giovanna Zannini, Marco Prina, Ileana Gentile, Patrizia Rigoni, Elvira Keller;
  • Slargo viale alberato est IL FORNO DELLE 1000 bottiglie – Silvano Latini & C;
  • Antico Pozzo e acquedotto, Manuela Bittante, Fiorella Caroni, Giovanna Saluzzo, Achille Grassi;
  • Portone Antica Osteria al Viale Luca Schiavon, Giancarlo Caron, Maristella Tescari;
  • Portone Pasticceria Marcon Luigi Bonato, Alessandro Volpato;
  • Piazza De Fabris lato est – centro dimostrazione ciclo produttivo terra cotta e terra cruda, Associazione Artigiani con Alessio Nalesini e Isabella Breda;
  • Piazza De Fabris lato est centro espositori, artigiani, artisti europei e internazionali: Jasmina Verbic (Slovenia), Tatjana Jerman Gomboc (Slovenia), Igor Bahor (Slovenia), Tania Gea Rusjan (Slovenia), Towsend Jhon (Inghilterra), Cornelia Schmidt (Germania), Tanikum Keramik (Germania), Elke Schubert (Germania), Jeroslav safr (Rep. Ceca), Dziewiecka Alicia e Ewa Fabianska (Polonia), Bacela Agata e Bacela Krystyna (Polonia), Pau Costa Molina (Spagna), Appah (Romania).

Alle ore 11 il vernissage del progetto Fêlure dell’artista Morgane Tschiember Nuove/Residency Project in collaborazione con Galleria Loevenbruck di Parigi (Terramica Ceramica, Via Martini 17).

Alle ore 11 anche l’evento “fuori” festival: Francesco Ardini and Pol Polloniato/Open Studio.

Alle ore 12 apertura in Piazza De Fabris de Il Forno delle mille bottiglie a cura di Silvano Latini.

Alle ore 17 il vernissage della mostra I Talenti della ceramica, con i giovani Giuseppe Lucietti e Giuseppe Facchinello, presso il Museo Civico della Ceramica.