Con Caronte le pietre non solo parlano ma si infuocano

Ed è scoppiata l’estate, nel modo peggiore, con l’umidità! Ma ad ogni posto il suo clima e dopo un lungo inverno che non cessava di regalarci pioggia e freddo e temperature lontane dalla media stagionale, noi popolo di lamentosi, non possiamo che mal sopportare le tipiche temperature di fine luglio!

Dopo la mia breve cronaca meteorologica eccomi a parlarvi dell’ultimo percorso al quale ho partecipato, Pietre che parlano, che come il precedente ci porta a conoscere da vicino la nostra città, proponendoci non la solita guida turistica nel centro cittadino, in silenzio e facendoci trasportare non solo dall’architetto degli architetti made in Padova,  ma solo per un errore di percorso, Andrea Palladio, l’architetto più ricercato! Anche nel museo barocco nel quale lavoro, non manca giorno in cui un visitatore chiede nelle varie lingue “Ma questo è un palazzo palladiano vero?”… comprendendo che la storia dell’arte e le varie correnti artistiche, possano non essere chiare a tutti, credo nelle guide turistiche sperando che dicano le cose giuste!

Insomma il ritrovo della nostra allegra brigata, certo un po’ meno numerosa (ma siamo in periodo di ferie) è Casa Cogollo detta del Palladio, naturalmente la casa era proprietà del notaio Pietro Cogollo, il Maggior Consiglio gli impone di ristrutturare la facciata della casa, per rendere decorosa la via e la città. La paternità del Palladio è messa in discussione, ma certo non possiamo non ammirare la bellezza e l’eleganza e Matteo Balbo, la nostra silenziosa guida, non poteva che non farci conoscere il libro attraverso il quale noi conosciamo meglio l’architetto e il quale ci aiuta a comprendere la sua opera I quattro libri dell’architettura. Entriamo nella piccola corte del Palazzo e si esegue un’operazione tipica dell’epoca, la corda, si misura lo spazio e i volumi…poi usciamo e percorriamo Corso Palladio, le parole sono di Andrea Palladio, il quale, nel suo libro ci racconta la città e la forma che dovrebbe assumere attraverso l’architettura, la strada per le persone e per il bestiame, e i portici, che costeggiano parte della via, che ci proteggono dal sole, dalla pioggia e dalla neve. Ma le voci che ci accompagnano sono anche quelle di Tognazzi, che ha dato voce alla provincia veneta e vicentina, Vicenza ha ispirato tanti registi!

Imbocchiamo Contrà Santa Barbara per arrivare nel luogo di incontro per eccellenza per i vicentini e non solo e osannare uno dei più importanti monumenti la Basilica, la piazza posto destinato alla socialità e agli affari, ve ne possono essere di più ma una più grande delle altre, la grandezza varia a seconda della popolazione. Una volta trovati in prossimità del monumento, sul selciato della piazza vengono tracciati, rigorosamente col gesso, i volumi della nuova composizione spaziale della basilica, e del campanile e le varie direzioni per raggiungere, eventualmente, le città vicine. Ci avviciniamo alla Loggia del Capitanio, monumento incompiuto per mancanza di soldi e il contrasto con l’edificio a fianco, ora occupato prevalentemente dal caffè, in stile razionalista. Le voci riprendono, brani tratti da film tra i quali riconoscono certamente alcuni brani de Il prete bello. 

Ci avviciniamo ora alla scultura in onore di Andrea Palladio, il tanto amato e declamato artefice della scena vicentina, e qui la cronaca postuma (alla morte di Andrea!), ci parla un po’ delle doti umane dell’architetto, dotato di umanità e che faceva lavorare i suoi operai divertendosi e qui a ritmo di musica nuovi brani di scene di cantieri.

Giriamo quasi completamente intorno, scendiamo per Piazza Biade e  scendiamo per Contrà Gazzolle per raggiungere Ponte San Michele e qui osservare il Ponte dall’altra parte di origine ancora precedente.  Sul ponte degli innamorati, in cui ci viene ancora restituita la voce di Palladio, si parla della necessità di avere i ponti…certo non possiamo traversarli guadando il fiume!!! Sul ponte con tanta fama romantica non potevano che riproporci la scena di un film, non so dirvi quale, ma certamente ancora Tognazzi, che cerca di far cadere tra le sue braccia una donna, non proprio sprovveduta, e non particolarmente preoccupata dello stato civile dell’uomo. Qui Matteo Balbo e una turista del terzo millennio recitano la parte, manca il bacio finale da veri attori!

Torniamo sui nostri passi, per raggiungere la vicina Piazza Matteotti, senza prima riservare uno sguardo ai palazzi nel “rozzo” stile gotico che si affacciano sulla strada! Dalla Piazza osserviamo la rotonda, e ascoltiamo un brano del celebre architetto FUFFAS, che ci parla della rotonda di Palladio, come del primo progetto di urbanistica e smaltimento del traffico…passiamo dal lato dell’Ostello per passare poi all’isola, quella di fronte Palazzo Chiericati, ci viene illustra il progetto di Palazzo Chiericati, sperando di poter godere presto anche dell’interno! Si attraversa nuovamente la strada e ancora con le parole di FUFFAS con il Teatro Olimpico e la conoscenza della morte di Palladio nel 1580…l’archistar del  momento pensava fosse ancora vivo!

Salutiamo davanti al monumento più visitato di Vicenza, Matteo Balbo, e lo ringraziamo di un percorso lungo che lui e  tutti coloro che hanno lavorato a questo, hanno creato.

In mia compagnia la mia dolce metà e la mia mamma che prima di ritornare a casa, ha vissuto un’esperienza divertente e interessante.

Adesso alcune immagini!

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