La misura della terra in un Silent Play

In questi giorni non sono stata ferma un attimo, tantissime le attività in cui mi sono buttata e in quelle in cui ho costretto la mia dolce metà a condividere con me…giornate tra i ricordi intensi della Biennale, con la composizione di un taccuino da lasciare a chiunque abbia la pazienza di leggerlo in un futuro…lontano o  meno non lo so. Per quel che riguarda Vicenza, il mio racconto, quasi quotidiano lo condivido con voi…che mi seguite, ed io lancio all’etere un mio segnale infinitesimale nel mondo!

Pomeriggio di martedì, dopo una giornata all’insegna di attività anche prettamente femminili, io e il mio martire, ci siamo lanciati in un guida silenziosa per un Silent Play, Geometrie Palladiane, a cura della Piccionaia – I Carrara, il ritrovo all’Arco delle Scalette di Monte Berico. Il percorso mira a restituire anche un poco di dignità ad un quartiere trasformato e deturpato dagli ultimi mostri edilizi. Trafelati arriviamo appena in tempo…si parte e sarà Matteo Balbo a guidarci…anzi ad animare una guida silenziosa. Prima cosa da fare armarsi  è di cuffiette, seconda cosa da fare cercare di accenderla!

L’Arco delle Scalette è il primo monumento che mettiamo a fuoco e per vederlo meglio è necessario passare dalla parte opposta del marciapiede e osservare! Ci vengono fornite molte notizie storico artistiche, ci viene spiegato il contesto nel quale si trovava prima delle varie modifiche.

Il bello è di trovarsi in un nutrito gruppo di persone in un posto tendenzialmente di passaggio e attirare così le occhiate curiose della gente. Dopo la vista da questa prospettiva, ritorniamo sui nostri passi e cominciamo quello che per un umido pomeriggio di metà luglio è una grande sfacchinata: la salita che ci porta su a Monte Berico. La descrizione delle due sculture sull’estradosso dell’arco dello scultore Orazio Marinali. Ci avviamo sulle scale, un movimento lento, un gradino alla volta sotto la cappa di una giornata afosa. La scalata verso Monte Berico è pieno di storie, scopriamo i nomi dei Santi collocati sulla sommità dell’Arco delle Scalette, i Santi Leonzio e Carpoforo, due medici anagiri (non chiedevano soldi per la loro prestazione), ci ricordano altri due medici santi della tradizione cattolico, i santi Cosma e Damiano. L’invito del nostro accompagnatore in cuffia è quello di osservare coloro (non moltissimi in realtà) che in quel momento salivano o scendevano le scale, di corsa, la ricerca di una grazia. Proprio io all’incirca nove anni fa, decisi di percorrerla per un futile motivo, per un esame universitario.

Arriviamo intanto agli obelischi, dopo esserci fermati a guardare giù in fondo e scorgere tutto il quartiere e fino a Viale Margherita, aiutati nel cammino dalle scritte in gesso nei punti salienti del nostro percorso.

Ultimo breve tratto di scalette ed eccoci quasi sul piano, davanti all’ingresso di una sontuosa dimora e affacciandosi alla balaustra la città si apre di fronte a noi!

Il nostro percorso, potrebbe prendere un’altra direzione, chi è spinto da un forte impulso religioso è libero di recarsi in direzione del santuario, oppure proseguire. Ovviamente andiamo avanti! Imbocchiamo via San Bastiano o anche detta la via degli innamorati, costeggiando  le mura dei recinti dei palazzi edificati lì attorno, in particolare Villa Valmarana ai Nani sulle note del Don Giovanni, ancora una volta seppur in maniera silenziosa, possiamo intonare a viva voce, le arie più famose…il regista Joseph Losey nel 1979, gira proprio in quella parte della città il Don Giovanni, e sulle note dell’aria Il catalogo è questo noi balliamo e cantiamo in barba a tutti!In Spagna son già 1003! 1003!…in quel momento la mia mente mi catapulta nel salotto di una delle case abitate con la mia famiglia, mi sembra di vedere mio padre, comodamente seduto che ascolta rapito la musica, un braccio sul bracciolo della poltrona che con una mano picchietta il bracciolo a tempo e con l’altra si sfiora la bocca che impercettibilmente si muove sulle frasi. Quanta nostalgia!

Sul nostro percorso incontriamo la casa che fu di Antonio Fogazzaro, sono poco più in là avrebbe ambientato alcune scene di Piccolo Mondo Moderno, a Villa Valmarana ai nani, proprietà dei suoi stessi parenti…e dopo alcuni metri eccoci in villa, qui Matteo Balbo ci fa partecipare ad una particolare sfilata di moda, lui stesso come un vero modello professionista, con occhialoni e foulard super fashion prende il via la moda nani autunno – inverno – primavera – estate. Ogni nano uno status sociale di di quel Settecento ciarliero e ricco di una società di villa che sente forse il declino della dominante un pochino più lentamente. Dopo tanti nani in pietra, davanti a quello che era la Chiesa di San Bastiano, un piccolo quiz sui nomi dei nani più commerciali…i magnifici 7 della Disney, generalmente un nome scappa sempre!

Il nostro itinerario prosegue lungo le mura delle grandi ville che ci siamo lasciati alle spalle ed è ancora il Don Giovanni che ci accompagna con le sue arie, l’ambiente silvestre, in cui l’aria profuma di terra, di clorofilla e di piante di fico, odori inebrianti che ancora una volta mi portano lontano da Vicenza, nella mia selvaggia Calabria, lungo la fiumara che scorre sotto il mio paese e l’odore di menta, di latte di fico e di liquirizia si mescolano! Con l’aiuto del mio cavaliere sono riuscita agevolmente a percorrere la strada dissestata, per fortuna avevo saggiamente optato per sneakers, dopo qualche minuto siamo davanti a Villa Capra, sicuramente sempre uno spettacolo per gli occhi, dopo aver nuovamente attirato gli sguardi degli abitanti del borgo, comincia il ritorno.

Passiamo dapprima dietro la famosa Osteria Al Gallo e quindi imbocchiamo la pista ciclabile che protegge la nostra vista da brutture architettoniche che hanno trasformato l’intero borgo. Ma passare per la pista è vedere come geometricamente, anche a livello stradale è stato stravolto. Il progetto per il nuovo tribunale nasce nel 2003 e si concretizza qualche anno fa, prevede non solo aree per lo svolgimento delle attività giuridiche ma anche nuovi condomini per poco meno di duemila nuove unità!

Lungo questo percorso passava tra l’altro la ferrovia Vacamora,  volta trainata da veri animali, si notano le case che hanno privilegiato il retro delle abitazioni per realizzare giardini, verande e per accedere direttamente alla pista ciclabile.

Siamo alla fine del nostro tour nelle Geometrie Palladiane, prima di chiudere abbandoniamoci ad un momento di dolcezza per il nostro palato con le gustose ciliegie che ci offrono e che sarei in grado di mangiare fino all’inevitabile mal di pancia!!!

Annunci

4 pensieri su “La misura della terra in un Silent Play

  1. Very nice post. I just stumbled upon your blog and wanted to say that I have truly
    enjoyed surfing around your blog posts. After all I’ll be subscribing to your feed and I hope you write again soon!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...