Distillato di danza

Esperienza da ricordare questa sera, poche ore fa io e la mia dolce metà ci siamo immersi un esperienza assolutamente unica. La distilleria Nardini apre le porte per quest’evento!

Per una volta, specie per lui, la fabbrica non ha significato prelievi, ambienti di lavoro, emissioni, sicurezza, inquinamento acustico ecc…. ma nella luce fredda del neon e durante un temporale assolutamente estivo, ci immergiamo nelle visione della storia dell’arte italiana, nel linguaggio corporeo della compagnia spagnola La Veronal! Ma come al solito andiamo per ordine e vediamo la mia visione di una serata particolare…ovviamente!

Presa dall’ansia per il ritiro del biglietto, arriviamo forse un po’ troppo in anticipo, come buona educazione e forse abituata a non commettere gli stessi errori che fanno al museo. Sempre e solo gli italiani, dimostrano  l’assoluta incapacità di mettersi in fila! Veniamo scavalcati da molte persone, io mi chiedo…secondo loro stavo a contare le pecore in fila o dovevo pure io ritirare i biglietti che avevo prenotato????? L’attesa diventa estremamente lunga, il tempo non prometteva nulla di buono, e infatti l’acquazzone è arrivato estremamente puntuale! L’effetto affascinante, all’esterno ma debitamente coperti da una curatissima pensilina, che con il suo vetro dava magnifici affetti grazie alla luce della tempesta di lampi… e intanto i minuti passano circondata dalla Bassano bene, che naturalmente si sentiva più in diritto di altri a passare avanti e cercare di garantirsi un posto per uno spettacolo itinerante. L’attesa è finita, la brutta notizia è  che non posso garantirmi nemmeno un piccolo ricordo della serata…è proibito fare fotografie! Arrendiamoci e approfittiamone per godere a pieno delle movenze di uno spettacolo da interpretare.

Tra le scoperte affascinanti è proprio il luogo stesso, probabilmente, visto la natura stessa della produzione  e forse avendo come immaginario la fonderia, l’unico ambiente conosciuto da vicino, mi ha colpito la lucentezza dei macchinari atti all’ottenimento della grappa e degli altri prodotti Nardini, la lucentezza che si accordava cromaticamente con il principale costume di scena utilizzato dai performer, la divisa delle giocatrice di scherma, evidentemente italiana. Mi chiedo, forse un richiamo ad una delle eccellenze dello sport mondiale? Ma il loro è un’immergersi in un museo immaginario, dove sperduti spettatori, trovano, nei sempre più vuoti saloni dei musei ( lo posso testimoniare), una forma di spaesamento  come ci ricorda la voce che parla nell’ultima sala, quella della spedizione. Una donna che con il proprio uomo si immerge in un museo italiano, avendolo visto per sogno, vedendo una donna che si cela dietro ad un quadro…dal Rinascimento fino alla contemporaneità… con una scelta musicale che affondava anch’esso le radici nella tradizione italiana, dalla musica barocca per clavicembalo, alla popolare canzone di Totò, Malafemmina, scelta per un momento di sensualità, che caratterizza anch’esso l’immagine non solo delle famose maggiorate, ma anche dalle bellezze italiane più recenti. La mimica e la teatralità di certo nostro cinema di genere, o alla fine musica regionale, penso siciliana….portando sempre con loro una lettiga da ambulanza, forse sintomo della grossa crisi, anche culturale, che il nostro Paese sta vivendo?!

La ciliegina sulla torta di una serata tra liquori e grappe sarebbe stato vedere le famose bolle, progettate da Massimiliano Fuksas, ma lavori di manutenzione non ce lo hanno permesso!

Questa di questa sera, era l’ultima replica dello spettacolo portato in Prima Nazionale, sperando che anche altri luoghi d’Italia possano godere delle movenze e della passione dei danzatori, vi lascio il video di un estratto su Vimeo, e vi ricordo, doverosamente tutti i componenti che hanno creato con duro lavoro tutto questo.

Direzione: Marcos Morau, coreografie: Marcos Morau, in collaborazione con gli artisti e performer Lorena Nogal, Anna Hierro, Ariadna Montfort, Laia Duran, Clyde Archer, Sau- Ching Wong, Inma Asesio, aiuto regista Tanya Beyeler testo e drammaturgia Paul Gisbert – El conde de Torrefiel, lighting design Enric Planas e fotografia di Edu Perez.

IMG_5068

IMG_5069

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...