La maschera: workshop

Il 14 luglio avete qualcosa da fare? Domenica 14 potrete partecipare ad un workshop dal titolo La maschera e il corpo, promosso e condotto da Lele Piovene e Francesca Sarah Toich sarà incentrato su questo importate oggetto, da un lato come realtà altra, e dall’altro nella storia della rappresentazione.

Attraverso una serie di esercizi, momenti teorici, improvvisazione, studio del corpo e della voce, quattro ore alla scoperta di quello che è dietro la maschera dalla sua nascita e nell’ambito dell’arte della rappresentazione.

Dalle 14 alle 18 al VOLL di Via Luca della Robbia 19 (vicino alla Cooperativa Insieme) naturalmente a Vicenza

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Zanzotto poeta di parole e di immagini

Della serie meglio tardi che mai, ultimo giorno di Festambiente e io arrivata in corsa! La settimana è stata full, tra giri in laguna, influenza e feste di addio! Ma ho cercato di non perdere l’appuntamento molto importante per me! Il dibattito in programma alle ore 19 nello Spazio Dibattiti del grande parco che ospita un Festival ricco e molto seguito.

L’incontro al quale ho partecipato si intitolava Andrea Zanzotto e il paesaggio. Adone Brandalise Unipd, Enio Sartori Unipd e le letture di Giovanni Todescato, ha moderato l’incontro François Bruzzo.

Si arriva nel momento in cui siamo quasi alla fine di quello precedente, un dibattito accanito, di sicuro legame con quello successivo, per la presentazione del libro di Francesco Vallerani.

L’introduzione spetta a François Bruzzo il quale ci parla del poeta, soprattutto nella sua veste del suo impegno civile nell’ambito della difesa del territorio diventando un collante per i comitati veneti. La parola passa poi ad Adone Brandalise, filosofo e letterato italiano, che infatti si collega al dibattito precedente presentandoci in più un Zanzotto non come un poeta che celebra classicamente il paesaggio intellettuale, un paesaggio che è una trama di parole e immagini. Il filosofo vede nella cementificazione la proiezione materiale di organizzazione della mente e ci pone alcune domande, tra cui: di che cosa vive questo Paese? Necessaria è un’ecologia della mente.
Enio Sartori, autore del libro Tra bosco e non bosco. Ragioni poetiche e gesti stilistici de “Il Galateo in Bosco” di Andrea Zanzotto. Ci parla della vis polemica del poeta trevigiano, un poeta non capito e consapevole del disfacimento del paesaggio del Nord Est e del sistema mondo (come già Meneghello aveva visto nel 1963). Altro elemento di disfacimento che Zanzotto aveva percepito è quello legato al capitalismo finanziario. Si parla anche del concetto di nessunluogo, che è accompagnata anche dalla lettura di Giovanni Todescato, luogo che richiama il logos, la ragione precostituita e non c’è un luogo in cui ci si possa proteggere dal processo di disabilitazione  facendoci sentire migranti in casa nostra.

Per esprimere questi significati, anche se legato sempre ai suo luogo di Pieve di Soligo, Zanzotto non trascura la poesia giapponese e africana, movimento che nasce dal luogo natio, che è un luogo conosciuto ma anche no, e non basta l’educazione ambientale per tutelare il nostro luogo. Infatti tra gli ultimi interventi del poeta c’è il tema della decrescita felice.

Dopo una lettura di testi, tra cui una poesia che diventa la parodia di una parodia di Palazzeschi, la parola ritorna ad Adone Brandalise, il quale affronta il tema dell’eredità culturale che Zanzotto ha lasciato, in un Veneto che lo ritiene una gloria nazionale così come la sua poesia un patrimonio tutto Veneto, ma la sua è una poesia complicata, lui non trasmette un contenuto ma si produce un evento, un poeta capace di comunicare con registri apparentemente dimessi, discorsi complessi da censurare e il suo grado di complessità è imposto dalla realtà!

Pieve di Soligo è un luogo della mente e lui è un abitante intellettuale della mente non potendosi staccare da quel luogo non riuscendo a scrivere lontano da Pieve. Affermava di non poter stare nella grande città di Treviso e a Pieve, apparentemente un piccolo borgo, si giocava per Zanzotto la dinamica mondiale di processi che riguardano un mondo intero. Amore per il paesaggio è una richiesta di essere all’altezza delle proprie potenzialità, in particolare negli ultimi anni insisteva per sulla loro dimensione etica, la poesia di Zanzotto è un luogo dove produrre per un orizzonte di pensiero.

François Bruzzo, solleva altresì il problema della lingua, con l’uso del dialetto che Zanzotto faceva, e che costituisce l’uso della lingua materna e che resiste alla traduzione e rappresenta la sedimentazione. Sartori amplia il discorso su la sbagliata omogeneizzazione della lingua, attraverso la globalizzazione infatti arriviamo a conoscere e rendere valida solo una, e pensa alla possibilità di parlare ognuno la propria. Brandalise, cita a questo proposito il regista Manuel De Oliveira, regista portoghese che in un suo film, ambientato su una nave, fa parlare tutto il micromondo con la propria lingua d’origine, ma al momento di lasciare la nave prima che affondi il capitano grida Jump!

Analizzando come ci sia una delirante ossessione metalinguistica, intanto in Veneto da una miriade di dialetti di è passati a una lingua, quella italiana accettata e un dialetto perso, e in questa regione si portano avanti una serie di tradizioni apocrife.

Tanti spunti di riflessioni nella serata di Festambiente!

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Dance with Parsons

Il 17 luglio la grande compagnia americana di danza contemporanea, la Parsons Dance arriva a Vicenza per una spettacolare serata.

La Parsons Dance è stata fondata nel 1987 da David Parsons e dal light designer Howell Binkley. Le coreografie create dalla compagnia sono divenute veri e propri cult della danza mondiale.

Come il New York Times ha scritto, i ballerino che vengono scritturati per la parsons vengono scelti in base a caratteristiche precise: virtuosismo, energia, sex appeal. Tra le collaborazioni più importanti, quella con la maison Missoni, curando la realizzazione dei costumi. Mentre il repertorio musicale spazia da Rossini, Mozart, ma anche sonorità jazz, rock e le hit degli Earth, Wind & Fire.

Nella serata vicentina, il direttore artistico David Parsons, i danzatori Eric Bourne, Melissa Ullom, Steven Vaughn, Christina Ilisije, Jason McDonald, Ian Spring, Elena D’Amario e Lauren Garson. Direttore esecutivo John Krasno, direttore di palco Rebecca Josue. Supervisore luci Christopher Chambers.

Biglietto intero 25 – Over 60: 20 – Under 30: 15 Biglietteria anche online.

La poesia non può aspettare

L’estate a Valdagno è più ricca che mai, attraverso molte rassegne  che ci accompagneranno in questa strana estate 2013!

Per gli eventi della sezione LIBRI DA CORTILE, un contenitore che consente ai tanti amanti del libro di dialogare con gli autori dei libri più apprezzati del momento.

Il primo appuntamento è il 2 luglio, nel cortile di Palazzo Festari dalle 20.30 (in caso di maltempo in Sala Soster) e in collaborazione con la Libreria Liberalibro, appuntamento con Tishani Doshi con la sua raccolta di poesie Countries of the Body. Nel 2010 pubblica invece il romanzo Il piacere non può aspettare.

L’autrice oltre che poetessa è giornalista e danzatrice, vive a  Chennai (Madras) ed è inutile dirlo, una donna dai tratti eleganti ed esotici…ahhhh potessi essere come lei! La sua prima raccolta di poesie risale al 2006, cura un blog in cui parla moltissimo dello sport nazionale indiano, il criket, come scrittrice freelance. Si è laureata alla John Hopkins University.

Durante la serata di martedì 2 luglio, le letture saranno a cura di Stefania Carlesso.

Pulsart va in cascina!

Ancora una traferta per Pulsartk, che il 2 e il 4 luglio si troverà a Zanè da Cascina Irma.

Musica e nel territorio anche video arte.

Per quanto riguarda quest’ultimak, presso la Biblioteca Civica di Zanè, le videoistallazioni di TYPE Creative People (li trovate su fb!)

Mentre nella serata del 2 luglio, troverete musica che proviene da due continenti: in un mix italo americano i Corpus Christi & Sam Crawford, Universal Sex Arena con il loro rock allo stato puro.

Invece il 4 luglio gli italiani Paletti, un gruppo pop originario di Brescia.

La Veronal Siena

Le Bolle Nardini di Bassano del Grappa, ospita per tre serate, l’11 il 12 e il 13 di luglio, un evento in cui performance e l’arte hanno ancora di più un legame, sempre nell’ambito di OperaEstate!

La Veronal Siena Marcos Morau, esplorano la storia dell’arte italiana dall’arte contemporanea, in un mondo in cui l’individuo si confonde alla massa. Coreografie di Marcos Morau più altri 12 performer. Drammaturgia di Pablo Gisbert – El Conde de Torrefiel.

Prenotazione obbligatoria. Inizio spettacoli 21.20 Dagli euro 20 ai 17!

Per i biglietti è possibile sia rivolgersi alla Biglietteria di OperaEstate in Via Vendramini 35 a Bassano, telefonare allo 0424 524214 dal lunedì al sabato 9.30/12.30-15.30/18.30.

Anche sul sito vivaticket…(io non ho trovato nulla) oppure la sera stessa dell’evento!