Una lucciola nella notte di Sandrigo

Il caldo non aiuta a lavorare bene! Soprattutto se indossi una divisa di calda lana! In più se la giornata lavorativa finisce in discussion, la mia agognata domenica libera non comincia sotto i migliori auspici!

Devo farmi scivolare le cose addosso e per le tre ore davanti sono un cane rabbioso ma i miei programmi devono andare avanti e con la complicità della mia dolce metà e di una coppia di amici, coinvolti per la prima volta nei miei programmi da blogger, ci dirigiamo all’evento prescelto.

Villa Sesso Schiavo è la meta! In programma le performance di Giuliana Urciuoli con molti altri professionisti che adesso citerò!

La Villa è una cosa straordinaria, bella immensa e nella luce della giornata più lunga dell’anno, una luce che però doveva eclissarsi completamente per permettere alla performer di cominciare! Come ingannare il tempo? Partecipando all’ultimissima parte della visita guidata di alcune camere della casa, approfittando del buffet e del vino e aspettando il favore delle tenebre. La sua storia inizia nel 1570 con il noto architetto Andrea Palladio, ma rimane incompiuta dal maestro, l’apparato decorativo è invece opera di Giovanni Antonio Fasolo e tuttora è abitata dagli eredi degli Schiavo che la aprono per matrimoni e per altri tipi di eventi.

Una volta raggiunta l’oscurità giusta ci accomodiamo, il momento di prendere posto è sempre  divertente, perché si ha modo di ascoltare un secondo spettacolo, fatto delle impressioni e delle aspettative di ogni partecipante. Trovandoci in un paese e con un pubblico non proprio giovanissimo e vedendo già la performer sul palco, il primo pensiero di molte persone è assicurarsi della nudità o meno e cercare di trovare, ancora prima dell’inizio, i significati di quello che deve cominciare.

Sul palco di fronte a noi Giuliana Urcioli presenta EX, progetto finalista al premio GDA Rete Anticorpi. L’ideazione e la coreografia e performer di Giuliana Urciuoli, video di Alessandro Amaducci, musiche di Supersilent, Ryuichi Sakamoto, produzione Zebra Cultural zoo, UQBARTEATRO.

Il viaggio verso il quale l’artista ci conduce è un viaggio nell’essere in senso molto più ampio che un essere umano! Il corpo di Giuliana Urciuoli si trasforma così, in stelo, in ragno, torcendo e schiacciando il suo corpo come mai potevo immaginare. Attraversa le nostre origini nonché l’evoluzione umana di ognuno di noi. Da un unico corpo si sono create trame spettacolari che dopo un avvicendarsi di molteplici e frenetici movimenti, colpito dalla luce, ecco l’intervento digitale, il video con le immagini videoproiettate che immergevano il corpo in un contesto futuristico e in cui diventava tela su cui proiettarle! Diventava lei stessa natura, acqua e fuoco! Dal suo corpo si sprigionavano i vari elementi in un turbinio di momenti che ci portano dal passato al contemporaneo.

Dal palco, ci spostiamo all’interno della barchessa riccamente affrescata! La seconda performance istallazione, alla quale il pubblico si appresta a partecipare si intitola EVO. Ideazione e coreografia e performance di Giuliana Urcioli. Le musiche originali Luca Righelli e la produzione di Zebra Cultural zoo, UQBARTEATRO. Realizzato nell’ambito di Choreoroam 2010, un progetto di residenze sviluppato in sei nazioni europee e sostenuto da Pera Estate Festival Veneto, The Place, Dansateliers, Dansescenen, Paso a 2 – Certamen Coreogràfico de Madrid, Dance Week Festival, con Video istallazione di Fiorenzo Zancano  e Giuliana Urciuoli. 

Sono tre le sale in cui rincorriamo le immagini della performer che vediamo in un contesto onirico…dapprima la sua immagine fluttuante è proiettata sul pavimento, la seguiamo nell’ultima stanza in cui la sua immagine, sempre fluttuante, è proiettata su un grande schermo, ma il vero contatto è nella stanza in mezzo tra queste due appena citate. Lei, sdraiata su un tavolino dotato di molla, si sposta e trova un nido in un luogo precario, ristretto, in preda a incubi e suggestioni, rimanendo ancorata a quel poco di spazio che aveva a disposizione. Un momento estremamente intimo quello che noi viviamo, è circondata dai nostri sguardi desiderosi di vedere chi, in questo sogno avrà la vittoria, il corpo dell’artista era steso su questo traballante supporto, in un misto di comodo e rassicurante giaciglio, a volte un luogo di tormento. Il corpo della performer è un corpo secessionista, che ricorda a volte le forme rassicuranti di Klimt e a volte i corpi, non meno belli ma più tormentati, di Egon Schiele, in cui assumeva pose da pietà e di un abbandono totale. Il giaciglio diventa per altro un luogo di battaglia, per vincere alcuni incubi e rischiando così di cadere in un abisso. Le giravo attorno per vederla e quasi per rassicurarla, la tentazione di sorreggerla è stata forte e il legame con quel momento terribilmente bello.

Un coinvolgimento totale nel luogo e nella bravura di tutti nel trasportarci in mondi migliori, diversi da quelli che viviamo comunemente!

EX
EX

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EVO
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5 pensieri su “Una lucciola nella notte di Sandrigo

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