Donne e uomini…divisi nella mia giornata vicentina

Giornata, anzi dovrei dire pomeriggio, per me! Una mostra d’arte contemporanea e un film d’autore!

Prima tappa Yvonne Arte Contemporanea, che propone un artista che abbiamo già parzialmente conosciuto 5 mesi fa nella festa natalizia! Nerosunero oppure come lo hanno registrato all’anagrafe Mario Sughi, artista emilromadese…che ha scelto però Dublino come sua residenza e che nel giorno della sua mostra personale mantiene un’aura di mistero e decide di non partecipare..sarà in città il 17 maggio per una breve visita e il giorno della presentazione del catalogo, previsto per il 23 maggio…chi lo sa!

Illustratore professionista, riceve per questi numerosi premi, presentandoci oggi nei due piani dello spazio nella centralissima Contrà Porti, i suoi lavori realizzati con la pittura digitale! Non si conoscono esattamente i programmi usati, ma attraverso vari dispositivi che le diavolerie tecnologiche ci mettono a disposizione, ecco realizzate immagini che sembrano fotografie o manifesti! Le sue scelte si rivolgono all’universo femminile, donne, prevalentemente dai tratti nordici che si muovono nel loro ambiente! Con taglio fotografico, il pittore immortale delle donne moderne, in cui in poche riconosciamo un tratto vagamente romantico, donne indipendenti in cui se l’uomo c’è bene altrimenti tanto meglio! In quella che ovviamente ho dimenticato di fotografare, ma che potrete trovare sul questo link,  vi è rappresentata una donna in una tipica estate irlandese, piovosa! Tecnicamente giocata su sfumature bianche con il pallido tocco lilla dell’ombrello, la donna risulta particolarmente antipatica e con la cosiddetta (in Calabria) nasca tisa…ovvero con l’aria superba e schifata al contempo! Nella stessa sala il tema del mare ricorre in tre lavori diversi, dalla donna che è ancora bambina con l’aria quasi annoiata di essere in posa per una possibile fotografia, la donna ripresa di spalle in bikini che contempla…o piange o ride, di fronte alla distesa marina, ma del resto come possiamo saperlo se ci volta le spalle? O il gesto fatto tante volte anche sa una di noi, stanca e pacificata dalla giornata al mare è tempo di tornare a casa e con disinvoltura la donna infila le scarpe, mostrando inevitabilmente il costume o il vero e proprio intimo. Un gesto reso ancora più semplice dalla naturalezza dei capelli, una presenza maschile si coglie più distante per l’evidente contrasto tra pancia tonda e paesaggio piatto. Ancora al piano terra le donne sono quelle che passeggiano nelle città di oggi, impegnatissime anche solo per un sorriso, che lavorano e controllano il telefonino multifunzione, oppure che vivono il sacrosanto (almeno per noi italiani) momento della colazione, non come piccolo risarcimento dell’abbandono delle coperte, ma come momento per portarsi avanti con le incombenze giornaliere, dotate di pc portatili! Sulle scale che ci portano su, un ritratto diverso, che mi ha ricordato una delle candidate alle lontane elezioni americane del 2008, Sarah Palin, lo sfondo nero fa emergere un volto non sereno e corrucciato che non trasmette certo amore a prima vista.

Si passa al secondo livello, che contiene le opere di piccolo formato, ma prima al termine delle scale, vediamo un altro uomo…forse al massimo saranno quattro…nell’atto di uscire dalla piscina che promette, dall’atteggiamento aggressivo e provocante della compagna di nuotata…e non solo!

I temi sono molti e diversi, è presente la donna forte e indipendente che sfida il mondo gustando una sigaretta, e un’altra multicolor donna che fa la stessa cosa appoggiandosi alla vetrina di un negozio…adoro il vestitino senape, la donna riflessiva in giallo e la donna con pomodoro, forse l’omaggio a una persona speciale, la donna consapevole della propria bellezza, tanto da posare e ammiccarci…che trovo anche piuttosto inquietante…ancora il mare, ma la protagonista e accogliente e comunicativo attraverso il bel sorriso. Una coppia silenziosa che usa gli oggetti che hanno in mano, il guinzaglio e un bicchiere di caffè, per rifugiarsi nei loro pensieri, sicuramente lontani da lì. Una donna colorata e felice che si muove in bicicletta colorando il mondo intorno a lei, forse più banalmente un muro decorato da murales. Una donna matura circondata da giochi sulle sfumature verdi che osserva un punto lontano e infine la più malinconica, mentre un’altra è seduta su una sdraio ma non abbandonata nel riposo ma avvilita di pensieri. In particolare questa mi ricorda qualcosa, forse il motivo della sedia, mi ricorda qualche vecchio manifesto di qualche località marina, immortalata nella prima metà del ‘900. Insomma le donne di Sughi sono donne diverse come diverse siamo…basta scegliere quale vorremmo essere, ma siamo sicure che con la sua pittura, seppur digitale, sia riuscito a cogliere l’essenza del colore.

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Lascio le donne in attesa di rivederle presto, per un break e l’avventura al cinema di questa sera.

Vergogna mia…prima volta da quasi dieci anni che entro al Monosala Araceli...sono ancora in tempo? Oggi ha inizio la Festa del Cinema con gli ingressi speciali a 3 euro! Come evento inaugurale un film che è arrivato a pochissimo e vincere il nastro d’argento del Festival del Cinema di Torino, il premio è stato conferito ieri (per me ancora mercoledì!). A raccontarcelo oltre le immagini stesse anche uno dei registi e attori, Mario Balsamo, scorrendo la sua filmografia ho scoperto che avevo già visto un suo lavoro…Sotto il cielo di Baghdad..

Dopo la proiezione quattro chiacchiere tra amici.Il film parla di un’amicizia maschile dove le donne riprese sono pochissime ma sono presenze vive all’interno del documentario. Entrambi i protagonisti sono stati colpiti in momenti diversi dalla malattia due malattie diverse ma gravi che sono riusciti a superare, anche se uno di loro adesso comincia ad avere nuovi subdoli sintomi! Il loro primo viaggi risale al 1985, quando armati del meno dello stretto essenziale partono alla volta dell’Islanda e parlando per la prima volta della realizzazione del film che porta il nome Noi non siamo come James Bond, rimasto immutato per 30 anni!

Dopo la malattia era giunto il momento adatto per girarlo, ma con la convinzione e la volontà di evitare la retorica della malattia. Non vogliono strappare lacrime, anche se a me sono scappate, e loro hanno saputo parlare di tutto questo con ironia e realtà…filmando pezzi di vita vera che si sono messi in mezzo al documentario! James Bond incarna quindi l’uomo perfetto, che non si ammala mai, non invecchia, ha una vita sessuale invidiabile, soggiorna in hotel di lusso e tentano così di parlare con colui che è James Bond, Sean Connery..una, anzi più telefonate ci sono state, la voce non si sa…e rintracciano una bond girl italiana degli anni ’60 Daniela Bianchi, che svela che la perfezione è solo filmica e svelando il trucchetto da attore, trucco e parrucchino! Un po’ la caduta di un mito! Nello scorso post ho lasciato il trailer adesso vi lascio direttamente il sito. Difficile parlare di questo tema senza banalizzarlo, con le mie parole ci riuscirei sicuramente bene…

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