Tra giovani promesse e appassionati di cinema

Ultima serata al cinema Odeon, per la seconda serata dedicata al Veneto Film Tour. La serata prevedeva il cortometraggio Anna di Diego Scano e Luca Zambolin e il documentario di Marco Segato L’uomo che amava il cinema.
Ma andiamo per ordine, si comincia dal cortometraggio Anna che descrive lo stato di alienazione della protagonista, una donna che lavora nelle viscere di un Grand Hotel in una località termale… Abano! Dalla lavanderia la donna viene spostata facendo servizio nelle camere. Questa nuova posizione la porterà a scontrarsi con una realtà che ha sempre evitato. Andrà ancora più in crisi quando un cliente russo, gli chiede di aprire la porta della camera perché aveva perso la chiave, il suo interessamento le sue domande, la fanno sentire una volta protagonista. Da allora ruba per collezionare oggetti che la fanno sentire vicina a quell’uomo, una forchetta dal ristorante, la ricerca di un minimo contatto fisico. Ma lui non la vede più pensa agli affari. La sua frustrazione la scarica sul lavoro finendo per rompere uno specchio. Cosa succederà ad Anna? Il messaggio da parte dei superiori è chiaro o si impegna oppure torna in lavanderia. Il suo destino la riporterà nelle viscere ad osservare il mondo normale dalle bocche di lupo. Da spettatrice, ma in realtà non solo io, mi sono chiesta il perché del disagio e la mancata verbalizzazione della protagonista. I due giovani registi si sono basati su libri che trattano il disagio di alcune persone indipendentemente da una particolare patologia. Da semplice appassionata di cinema, credo che 15 minuti non siano sufficienti a descrivere una personalità così complessa, come quella della protagonista! Qual’è il motivo del disagio? Anna avrà la possibilità di uscire dal suo mondo interiore? Sono sempre alla ricerca del lieto fine.

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Si passa al secondo che è invece un interessante documentario della durata di 70 minuti, che ci racconta un uomo poco conosciuto dai più ma una leggenda nel campo del cine club, un ingegnere che ha amato il cinema, un passione che è rimasta tale non trasformandola in un lavoro. Piero Tortolina, ci credeva nel potere immaginifico di questo mezzo, attraverso un club, a Padova aperto nel mondo universitario e passato quasi indenne durante i duri anni delle contestazioni studentesche. Tortolina, andava a cercarli di persona, dai distributori, li faceva arrivare in Italia con metodi poco ortodossi spesso, adesso tutto è in mano della Cineteca di Bologna, che ha lo spazio e i mezzi di sicurezza adeguati per conservare ed eventualmente distribuire tutto questo materiale, ma ha anche dato l’impulso per la Cineteca del Friuli che si impegna nella conservazione e valorizzazione di tutto questo mondo. Il documentario è costato due anni di lavoro, fortunatamente prima di mancare, Tortolina, aveva lasciato varie testimonianze della sua passione, aveva partecipato come attore a film di autore con per Carlo Mazzacurati e in questi 70 minuti sono tantissime le voci che sentiamo, Ghezzi, Brunetta (Gian Piero!), Mereghetti, Carraro, Sanguineti. Vi lascio un misero minuto e 55 secondi per farvi venire la voglia di cercare, come faceva lui pezzi della storia del cinema! Cliccate qui!
Oppure in caso di difficoltà eccolo su youtube

Buon cinema a tutti!

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