Un sabato bestiale Terza Parte

E finalmente sono giunta alla terza parte di un sabato FULL…

La sera è previsto l’ultimo appuntamento della rassegna Fatti di Vita del Teatro Astra, protagonista Silvia Gribaudi, che abbiamo già conosciuto questo pomeriggio (nella prima parte). Prima che il sipario si apra, bisogna finire quello che si è cominciato nel pomeriggio, la performance che prevede 800 bambole nude con cartellino…appena entrati nel foyer del teatro, disposte in un bel mucchio sulle scale che ci conducono in sala eccole lì…bisognose di conforto, bisognose di un vestito…come posso non accogliere l’appello che mi lanciano…

Ecco una bella montagna di bambole
Ecco una bella montagna di bambole

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Eccomi con la "mia"
Eccomi con la “mia”

Si entra in sala, prendiamo il nostro caro posto e dopo la presentazione di Sergio con Anna Piratti comincia lo spettacolo/performance….ognuno la pensi come vuole!

Il primo momento è interpretato da Silvia Gribaudi e si intitola A corpo libero, il suo di corpo costretto in un abito troppo piccolo non permette alle parti molli di partecipare alla musica…quindi perché tenerlo su? Coperte solo le parti calde adesso la protagonista è libera di muoversi e di far fluire il suo corpo in tutti i movimenti possibili e spesso sono le parti che in un corpo esteticamente perfetto non si muovono perché non c’è materiale! La pancia, gli avambracci il seno seguono il ritmo della musica! Quanto è difficile accettarsi..ma semplice se diamo al corpo nuove modalità espressive, se non si possono fare più certe cose se ne faranno altre…

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IMG_2241Secondo spettacolo…che non prevede interruzione ma con un flusso continuo ci porta in un’altra situazione…con Wait, qui Silvia Gribaudi è affiancata da Carla Mazzarato e Elisa Dal Corso, tutto comincia con in fluire lento delle due performer con dei grandi pezzi di polistirolo traforato che creano un passaggio di comunicazione col pubblico, quando in questa ruota viene a inserirsi la terza persona,  questa non sa bene che pesci prendere…vorrebbe aspettare per riflettere ma il ritmo cambia di già, non si può aspettare perchè la vita è un vortice sempre più profondo e lungo….il tempo non c’è! E il polistirolo viene spaccato, sminuzzato, polverizzato. Da un lato liberatorio perché il poter spaccare liberamente è un comportamento catartico e rilassante, ma il ritmo è frenetico. Mentre le performer muovono il loro corpo su tutta la superficie del palcoscenico…ecco il patratac….una di loro cade, non so dirvi se ad arte oppure una vera caduta, ma immaginate la caduta dal palcoscenico al pavimento…personalmente mi sono sentita ammaccata per lei. Tutto riprende, forse proprio un ritmo frenetico invade le nostre vite e i corpi delle tre ballerine si appropriano della scena interagendo con il pubblico e rendendoci partecipi con la complicità della musica che passa dal registro lirico…sacro e rock! Tenendoci in sospeso nello scoprire quale nuovo gioco, in quale direzione ci vogliono portare? Ancora al centro il corpo, strumento incredibile di comunicazione, che si è aperto e mostrato a noi  con poche censure!

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Al termine dei due momenti performativi, ci aspetta la chiacchierata con le associazioni cittadine che hanno la donna o entrambi i sessi al centro dei loro interessi… un modo per conoscere realtà che operano in città ma anche fuori.

Carlo Presotto ha invitato sul palco Arciragazzi, rappresentati da Silvia e Giulia, qui trovate il link del loro sito, un’associazione educativa che da vent’anni opera a Vicenza attraverso campi sia estivi che invernali e incontri in cui spingono a essere ciò che si vuole.

L’Associazione La Clessidra di Montecchio Maggiore, è stata presentata da Caterina, nasce nel 2005 e si fonda sulle Pari Oppurtunità di tutte le donne. Ecco il link.

La città delle donne con Isabella Sala, un’associazione nata quando nei primi mesi del 2010 è passata per Vicenza, per volontà di alcune donne, la staffetta dell’antiviolenza, rappresentata da un’anfora contenente i pensieri delle donne. Non ho trovato il sito dedicato alla sezione vicentina…ecco cosa ho trovato clic.

Mattia Stella in rappresentanza del ViPride. L’idea del Pride a Vicenza nasce casualmente dopo il Bassano Pride. Come ben sapete il ViPride non si è solo concentrato e speso per la Parata del 15 giugno ma con una serie di eventi cominciati a gennaio. Il Pride sarà dedicato a tre donne africane che hanno subito soprusi e violenza. Il motto di Mattia è un momento in più per qualcuno non è un momento in meno per altri, ma in più per tutti quanti. Il link del ViPride è click.

Follie organizzate con Laura, formato da un gruppo di donne spontaneo e aperto. Gli eventi dell’associazione sono in prevalente nei giorni del VDay, da non confondere con quelli di Grillo, ma parte dallo spettacolo I Monologhi della Vagina di Eve Ensler, l’autrice tra febbraio e aprile rende la sua opera libera, priva di copyright e quindi riproducibile da chiunque. Altro spettacolo portato in scena è Il sapere delle donne, basato sui saperi di ognuna delle partecipanti. Anche in questo caso per il gruppo vicentino non ho trovato collegamenti a siti.

La parola passa quindi alle protagoniste delle performance che ci parlano del proprio lavoro e ad Anna Piratti, l’artista che insieme a Silvia Gribaudi ha creato il progetto in urbano. Facendo un “appello” a qualche sociologo interessato a scoprire le varie reazioni delle persone, reazioni che cambiano da età e dal sesso dell’ignaro passante. Lo spettacolo è costruito come una sorta di specchietto delle allodole per i distratti che non hanno mai pensato alla schiavitù, sessuale, lavorativa ecc… L’arte, dice ancora Anna Piratti, deve suscitare interrogativi!

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Il sabato è finito..una giornata che ha lasciato su di me delle tracce…Vicenza dopo tutto non è una città così noiosa come alcuni vogliono pensare!

 

 

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