Project Toys? Anche voi!

Su certi argomenti bisogna sempre continuare a parlarne ed eccomi, passate quasi due settimane da una bella ma impegnativa giornata (divisa ben in tre momenti) sarebbe stato un peccato lasciarla passare così…Silvia Gribaudi e Anna Piratti ci hanno regalato molte emozioni, nonostante la pioggia incessante. Per ricordarci l’importanza della tematica affrontata, per diffonderla e per applicarla, eccovi una pagina Facebook che sicuramente vi aiuterà a non dimenticare e farvi rivivere i momenti vissuti ma anche i momenti persi!

Vi allego i link che mi riguardano in ricordo a quella giornata clic e clic

Ma cliccate sopratutto sul FB Project Toys? move on

Troverete notizie provenienti da tutto il mondo in merito alla violenza sulle donne ma anche su gli essere umani in generale, e naturalmente un focus sulla performance, fotografie come quelle realizzate da Caterina Romano!

La pioggia ha reso struggente un’esperienza già estremamente significativa e rilevante, quindi gustati le fotografie che Caterina ha realizzato per vederne i particolari.

Vi invito anche a visitare il sito basta un clic

Si aspettano tanti mi piace, anche sulle foto!

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Tra giovani promesse e appassionati di cinema

Ultima serata al cinema Odeon, per la seconda serata dedicata al Veneto Film Tour. La serata prevedeva il cortometraggio Anna di Diego Scano e Luca Zambolin e il documentario di Marco Segato L’uomo che amava il cinema.
Ma andiamo per ordine, si comincia dal cortometraggio Anna che descrive lo stato di alienazione della protagonista, una donna che lavora nelle viscere di un Grand Hotel in una località termale… Abano! Dalla lavanderia la donna viene spostata facendo servizio nelle camere. Questa nuova posizione la porterà a scontrarsi con una realtà che ha sempre evitato. Andrà ancora più in crisi quando un cliente russo, gli chiede di aprire la porta della camera perché aveva perso la chiave, il suo interessamento le sue domande, la fanno sentire una volta protagonista. Da allora ruba per collezionare oggetti che la fanno sentire vicina a quell’uomo, una forchetta dal ristorante, la ricerca di un minimo contatto fisico. Ma lui non la vede più pensa agli affari. La sua frustrazione la scarica sul lavoro finendo per rompere uno specchio. Cosa succederà ad Anna? Il messaggio da parte dei superiori è chiaro o si impegna oppure torna in lavanderia. Il suo destino la riporterà nelle viscere ad osservare il mondo normale dalle bocche di lupo. Da spettatrice, ma in realtà non solo io, mi sono chiesta il perché del disagio e la mancata verbalizzazione della protagonista. I due giovani registi si sono basati su libri che trattano il disagio di alcune persone indipendentemente da una particolare patologia. Da semplice appassionata di cinema, credo che 15 minuti non siano sufficienti a descrivere una personalità così complessa, come quella della protagonista! Qual’è il motivo del disagio? Anna avrà la possibilità di uscire dal suo mondo interiore? Sono sempre alla ricerca del lieto fine.

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Si passa al secondo che è invece un interessante documentario della durata di 70 minuti, che ci racconta un uomo poco conosciuto dai più ma una leggenda nel campo del cine club, un ingegnere che ha amato il cinema, un passione che è rimasta tale non trasformandola in un lavoro. Piero Tortolina, ci credeva nel potere immaginifico di questo mezzo, attraverso un club, a Padova aperto nel mondo universitario e passato quasi indenne durante i duri anni delle contestazioni studentesche. Tortolina, andava a cercarli di persona, dai distributori, li faceva arrivare in Italia con metodi poco ortodossi spesso, adesso tutto è in mano della Cineteca di Bologna, che ha lo spazio e i mezzi di sicurezza adeguati per conservare ed eventualmente distribuire tutto questo materiale, ma ha anche dato l’impulso per la Cineteca del Friuli che si impegna nella conservazione e valorizzazione di tutto questo mondo. Il documentario è costato due anni di lavoro, fortunatamente prima di mancare, Tortolina, aveva lasciato varie testimonianze della sua passione, aveva partecipato come attore a film di autore con per Carlo Mazzacurati e in questi 70 minuti sono tantissime le voci che sentiamo, Ghezzi, Brunetta (Gian Piero!), Mereghetti, Carraro, Sanguineti. Vi lascio un misero minuto e 55 secondi per farvi venire la voglia di cercare, come faceva lui pezzi della storia del cinema! Cliccate qui!
Oppure in caso di difficoltà eccolo su youtube

Buon cinema a tutti!

Quei mesi così grandi…

Come festeggiare la Festa dei Lavoratori, io personalmente lavorando, e tra l’altro saranno due anni di PLM…ho cominciato proprio il 1 maggio!

Ma la sera vi propongo qualcosa da fare…se il tempo permette potreste essere fortunati e andare a fare due passi nella natura o in città d’arte…oppure semplicemente riposarvi, sappiate che la sera al Teatro Astra potrebbe esserci qualcosa che vi interessa! Quei mesi così grandi… donne uomini racconti della Resistenza vicentina, la serata si svolgerà sulla traccia del libro Il letto era l’erba di Roberto Pellizzaro. Le voci narranti saranno quelle di Bepi De Marzi, Roberto Pellizzaro, Carlo Presotto, Valeria Mancini, Roberto Monicchia, Francesca Sarah Toich, Chiara Celoria, Martina Merluzzi e Gianni Poggi. I suoni e canti de Le Sgrexende con le interviste filmate ai piccoli maestri Dante Caneva e Renzo Ghiotto.

L’ingresso è libero, per info Ufficio Teatro Astra 0444 323725 oppure info@teatroastra.it

Ultimo appuntamento con il cinema che parla Veneto

Ed eccoci già arrivati al secondo ed ultimo appuntamento con il Veneto Film Tour. 
Il cinema Odeon di C.so Palladio, ospita la seconda serata con un cortometraggio e un documentari. La produzione dalle ore 21, prevederà la presenza del regista, con ingresso a 3 euro. Lunedì 29 aprile vedremo:

Anna, il cortometraggio di Diego Scano e Luca Zambolin. Il corto, della durata di 15 minuti, parla di Anna un’inserviente di un albergo in una piccola località termale. Il suo lavoro è svolto nella solitudine e questo vuoto ha creato nella sua personalità dei problemi ad interagire con le persone. Quando le sue mansioni cambiano ed è costretta a lavorare in gruppo, e l’incontro con un uomo del quale si invaghisce, sarà un motore che avvierà un meccanismo imprevedibile e allora Anna dovrà mettersi in gioco! I due registi…in erba, classe ’88, sono cresciuti a Padova e dopo gli studi si sono avvicinati alla produzione video. Nel 2010 dopo la produzione del cortometraggio Neve, vincono il premio Veneto Movie Movement dell’Euganea Film Festival.

Nella stessa serata verrà proiettato il documentario di Marco Segato dal titolo L’uomo che amava il cinema. Il protagonista di questo lavoro è Piero Tortolina, pioniere del cinema – club e collezionista di film. Rimane nonostante tutto una personalità poco nota nel panorama nazionale, ma la sua storia personale è strettamente legata al fenomeno dei cineclub in Italia tra gli anni ’60 e ’70 e alla nascita di molti Festival. Daranno la loro testimonianza teorici e registi del nostro cinema e non solo, tanto per fare alcuni nomi Gian Piero Brunetta, Carlo Mazzacurati, Paolo Mereghetti, Tatti Sanguineti ecc… Il regista Marco Segato, padovano, classe ’73 è laureato in Lettere a Padova, nel 2007 è stato assistente alla regia per Carlo Mazzacurati. Attualmente collabora con la casa di produzione Jolefilm, curando personalmente molti documentari dedicati alle figure di Mario Rigoni Stern e Andrea Zanzotto, tanto per farne un esempio.

Il lungo filo del ricordo di Corinna

Ed ecco, dopo un po’ di riposto e un morso a qualche cibo calorico, una nuova inaugurazione!

Oggi pomeriggio è il turno della mostra dell’artista svizzero francese Corinna Staffe, con le sue illustrazioni e con il suo carico di ricordi!

La mostra è aperta da AB23, la chiesa sconsacrata ai margini del centro vicentino, che è rimasta chiusa da almeno un anno e finalmente riapre per vedere le storie della sua famiglia.

Nelle vene di Corinna tante nazionalità diverse, italiana, svizzera, francese…e quello che ci racconta è una storia di sangue. Del legame che unisce due sorelle Albina e Amalia, ma Albina presto si slega dalla sua amata sorella per inseguire l’amore. Di lei non si saprà più nulla, il suo nome quasi mai più pronunciato per evitare di riaprire una ferita. La nipote Corinna sembra ritrovarla in America, ma è ormai tardi per chiederle di Amalia e della sua vita precedente.

Da AB23 due mostre si intrecciano, all’esterno della “casetta”, il rapporto delle due donne rappresentato nel filo che lega e che anche a distanza le tengono unite. I muri bianchi sono interessate dalle gigantografie, collage disegno a matita, trame e disegni si sono mescolati in un mix che rende ricco di suggestioni l’opera della Staffe!

Entrati nella “casetta” facciamo un balzo oceanico, nel mondo delle praterie americane, le case in cui spiccano gli abbaini, e da cui appaiono di tanto in tanto dei bambini reali o fantasmi? Costruzioni degne delle suggestioni lette in Nathaniel Hawthorne ne La Casa dei Sette abbaini, e dove al posto delle stelle troviamo i  dischi volanti. Le case sono quelle che la letteratura, la fotografia ma soprattutto il cinema ci ha fatto conoscere, il porticato in cui prendere il fresco nelle calde serate estive, le case al cui piano terra si trovano le tavole calde con le loro Alice e Flo pronte a servirci la ministra di pomodoro,o dei beauty shop, ancora i camioncini del gelato che passano nelle ampie zone residenziali e vengono circondate da bambini. L’esterno di queste case non solo rivestiti dai listelli di legno ma sostituiti spesso da motivi che a me hanno subito ricordato i lavori di patchwork, i motivi a stella di limone, corona bei thorns o anche il rompicapo del Missouri.

Appese alle pareti oggetti di vita reale,  comune alle  sorelle, forbici, spille per cappellini, tazzine, bicchierini per il rosolio, gli sgabelli che ospitavano le loro chiacchiere e le ore laboriose, un lavoro fatto di memoria e di sogni, quelli di Albina, che sognava Parigi e il fidanzato, il sogno del mare. Il suono è atteso dalle conchiglie che le faranno conoscere un rumore al quale si dovrà abituare a causa del lungo viaggio che la porterà dall’altra parte dell’Oceano. Il sogno del mare è un sogno di libertà, che vediamo visualizzato in disegni che ci svelano le fantasie della nostra ospite, Albina su un destriero nelle praterie americane con il suo amore francese diventato un cowboy…I lenti ballati con uomini affascinanti e alla fine lentamente io torno indietro fino alla raffigurazione delle culle, vicine e inseparabili delle due sorelle che per amore non si rivedranno mai più! Lo stile di Corinna Staffe oltre che alle suggestioni appena descritte mi fa andare alla mente un artista grafico che amo molto, Edward Gorey, le sue suggestioni vittoriane mi ricordano molto le opere di Corinna Staffe,  specie nelle Transit house. I piccoli spiriti malinconici che si affacciano dalle finestre e dalle grandi vetrate, piccoli che attendono anche loro il passaggio di Albina, ma forse il passaggio di ognuno di noi.

Albina è tornata nelle opere della pronipote che ha riavvicinato due sorelle che la vita ha diviso, ma collegate da un filo invisibile di arte e segno!

La mia nonna materna aveva altre tre sorelle e spesso quando scendo giù ed entro nella camera da letto di nonna Teresa, mi affascino a vederle belle e sorridenti, unite e vincitrici anche alla morte. Mia nonna è rimasta l’unica, l’unica testimone di un amore sconfinato…

Stefania Portinari e Corinna Staffe durante la presentazione della mostra
Stefania Portinari e Corinna Staffe durante la presentazione della mostra
Catalogo della mostra sulla mia coperta di lana...realizzata a patchwork..ma dico siamo a fine Aprile
Catalogo della mostra sulla mia coperta di lana…realizzata a patchwork..ma dico siamo a fine Aprile

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Il catalogo della mostra, sotto un pezzo della mia coperta realizzata a patchwork...cavolo ma siamo a fine Aprile
Il catalogo della mostra, sotto un pezzo della mia coperta realizzata a patchwork…cavolo ma siamo a fine Aprile

La mostra sarà aperta fino al 16 giugno con i seguenti orari: giovedì e venerdì 16 – 19 sabato e domenica 10.30 – 13 e 16 – 19.30. Ingresso libero

 

In Veneto che succedeva al tempo di Bartolini?

Secondo appuntamento con le conferenze collegate all’acquisizione di un piccolo nucleo di opere di Lorenzo Bartolini. Nella sala conferenze della storica sede di Palazzo Thiene si indaga questa volta su questo tema: Scultura ottocentesca in Veneto nell’età di Bartolini.L’arte di Innocenzo Fraccaroli  e Torquato DellaTorre. A raccontarci tutto questo Monica De Vincenzi dell’Università Cà Foscari di Venezia.

Come per il precedente appuntamento, anche questo è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, alle ore 17.30 il 28 aprile.

Anche se digitali le invasioni sono faticose!

Ed eccoci in un ennesimo sabato piovoso, ma sempre pieno di iniziative culturali! Il mio primo impegno della giornata inizia alle due di pomeriggio, quando scappo da lavoro…non ho lavorato molto questa settimana…e arrivo ovviamente trafelata al Teatro Olimpico, ritenendomi in super ritardo…chiedo in biglietteria, mi dicono che gli invasori non sono ancora arrivati! Le invasioni mi direte voi, anche quelle adesso! Bisogna fare qualche passo indietro direi.

Cosa sono le invasioni digitali? Nei mesi scorsi, Fabrizio Todisco, in collaborazione con la rete di travel blogger italiani di #iofacciorete, Officina turistica, Instagramer Italia e l’Associazione Nazionale Piccoli Musei, hanno unito le forze per creare, tra il 20 e il 28 aprile, una serie di mini eventi in tutta Italia, presso musei, luoghi d’arte e si rivolge soprattutto ai blogger (eccomi), Instagramer, appassionati di fotografia e qualsiasi persona che sono attivi sui social media. L’obiettivo è diffondere, almeno in piccola parte, l’immenso patrimonio di arte e cultura di cui la nostra Penisola è scrigno. Gli interessati potevano trovare sul sito una mappa dettagliata con gli eventi e la relativa modalità di partecipazione, a differenza di quello che succede di solito nei musei, in cui non è consentito riprendere e/o fotografare, l’imperativo era proprio quello di diffondere le nostre bellezze, attraverso smartphone, video, fotocamere, sui social media. Nel manifesto del gruppo, è scritto nero su bianco l’obiettivo degli invasori, credere e sfruttare la rivoluzione digitale in atto, che possa così contribuire allo svecchiamento delle istituzioni.

Disperata di aver scoperto tardi la realtà e l’iniziativa che coinvolgeva Vicenza…avevo rinunciato non ricordami..stranamente di avere un lasciapassare non unico ma particolare….sono una blogger!!!!!!Insomma nel giro di poco la parola ha funzionato come SESAMO e mi ha fatto aprire la porta della partecipazione! L’invasione vicentina era in programma oggi, in un ricco pomeriggio che coinvolgeva soprattutto le famiglie, su una quarantina di partecipanti la maggior parte erano proprio i bimbi…anche piccolissimi, il più piccolo di 10 mesi! Loro nonostante il tempo hanno trovato il posto per i loro giochi e per la caccia al tesoro, quelli senza il dolce fardello di un pupo, potevano arrivare anche dopo ed eccomi al punto in cui ero rimasta, convinta di essere terribilmente in ritardo corro all’Olimpico ma ancora nessuna traccia, quando infine mi ricordo del ritrovo nel loggiato di Palazzo Chiericati, dove trovo Monica una guida turistica per Vicenza e non solo, blogger di Viaggi e baci  nonché una delle organizzatrici della sezione provinciale raccontarci qualcosa sull’Olimpico ai numerosi partecipanti…mi sa che di Vicenza eravamo pochissimi, molti dalle provincie vicine, che hanno approfittato non del bel tempo ma dell’iniziativa per visitare posti belli ma certe volte poco conosciuti!

La nostra allegra brigata di invasori si reca nel Teatro che tutto il mondo ci invidia, possiamo anche assistere allo spettacolo di luci, un modo per valorizzare il teatro e divertire i bambini anche con l’accompagnamento sonoro di un classico Disney! Il Teatro parla da solo e visto che l’obiettivo è far parlare le immagini…mi zittisco!

Dopo la tappa del Teatro Olimpico, verso il Palladium Museum, naturalmente sotto la pioggia!

Qui veniamo divisi in due gruppi, un gruppo con tutti i bambini un po’ grandicelli il secondo con gli adulti in compagnia del direttore, un racconto quindi molto ricco, con colui che vive e fa vivere il lavoro di Palladio…qualche foto?

P.S. Il palladium museum ha capito l’importanza della pubblicità “gratuita” infatti non proibisce la realizzazione di fotografie dell’interno anche in normali giorni e anche senza invasioni. Ne avevo già parlato in un post vecchio vecchio che risale a ottobre scorso clic. Tra le novità: il 22 giugno nuova mostra, e progetto per far diventare Vicenza non solo città del Palladio, ma insieme a Firenze città del Rinascimento!

Un mondo senza libri….FANTASCIENZA!

Ultima proiezione di Aprile per il ciclo fantascientifico Ho visto cose!

L’appuntamento il 28 aprile alle ore 18.30 è con Fahrenheit 451, film diretto nel 1966 da uno registi della Nouvelle Vague, François Truffaut.  Il film è tratto dal romanzo di Ray Bradbury ed è per il regista francese la prima occasione per sperimentare il colore e per assicurarsi una produzione straniera con un budget elevato. Il film segue abbastanza fedelmente il libro, specialmente per i dialoghi, ma comunque non succede come nel caso di Kubick, Truffaut sceglie infatti di non rispettare completamente tutto il testo e realizza tagli anche sui personaggi. La mia cara Petra Cason, che ho scoperto, come informatissima sulla letteratura di fantascienza mi spiegava che il 451 è la temperatura di autocombustione della carta! La trama invece racconta di un mondo dominato dalla televisione, e i libri vengono banditi perchè renderebbero la vita triste, i libri trovati vengono incendiati, a farlo sono i vigili tra cui la figura di Montag spicca quale protagonista del film che sarà spinto dalla vicina di casa a leggere…tradito dalla moglie…ebete…scappa, rifugiandosi nella comunità degli uomini libro.

Vi ricordo che l’ingresso è di 3 euro intera rassegna 10, e si svolgerà nella Saletta Lampertico del Cinema Odeon dopo il film dibattito e scheda tecnica!

Dalla Francia con furore e con tanta carta!

In un altro punto della città nuova mostra! AB23 in Contrà Sant’Ambrogio 23, la personale dell’illustratrice francotedesca Corinne Staffe! Inaugurazione alle ore 18.30! La mostra si intitola Walking down my memory lane. Rimarrà in programma fino al 16 giugno

Il tema proposto per la mostra, sarà la memoria e la famiglia, il senso di trovarsi a casa, attraverso la realizzazione di un progetto site-specific. L’artista ripercorre la strada del ricordo, una mostra in cui sono resi palpabili e visibili i sogni e le aspirazioni. Corinna Staffe mette in scena incontri e sentimenti… dai scopriamola insieme!

Vi invito a visitare il suo sito e il suo blog.… divertente! E vi danno una buona idea del gusto e della verve delle opere che da domani saranno vicine e pronte per i nostri occhi….già mi pregusto il catalogo.

Ingresso libero e con i seguenti orari: giovedì e venerdì 16 – 19.30 sabato e domenica 10.30 – 13 e 16 -19.30

Questo è solo un assaggio di una lunga serie di iniziative che saranno ospitate nello spazio ai margini del centro storico!!!! State connessi! A cercarvi le attività ci penso io!

Un concerto in teatro: Bube Sopràvie

Sabato all’insegna della musica al Teatro Spazio Bixio, in concerto i Bube Sopràvie, gruppo composto da Nereo Fiori, Riccardo Marogna e Luca Nardon.

Il gruppo proporrà al pubblico una contaminazione di generi, nuovo tango argentino al Klazmer, musica popolare dell’Est Europea, composizioni etno – jazz. Hanno suonato in Italia e all’estero e collaborato con varie realtà musicali. Tra le collaborazioni, quella alla tournée di Alessandro Grazian. Nel 2007 incidono il disco remzelk e nel 2009, durante un viaggio a New York registrano nelle strade della Grande Mela, che poi diventerà la sigla per il programma Rai, TG2.it

Appuntamento per sabato 27 aprile alle 21, ingresso intero 10, ridotto 8. Consigliata la prenotazione ai numeri:

0444 322525 / 345 7342025 o via mail a info@theamateatro.it (fino a venerdì alle ore 13).

Via Mameli, 4!