Finiamo con l’insalata

Ed eccomi di nuovo al Teatro Astra per un nuova avventura dei Fatti di Vita, che questa sera ha visto protagonisti la compagnia di Pisa, I sacchi di sabbia con ben tre progetti:

Abram e Isac: un racconto pop-up che che ci parla in bilico tra il tragico e il comico del racconto biblico del sacrificio di Isacco, le immagini cartonate sono ispirate alle maschere di Saul Steiberg, ma si basa sul un testo molto più antico ovvero un da un testo del 1400 scritto dal fiorentino Feo Belcari, tre persone sulla scena per animare libri di tutte le dimensioni e far vivere grazie a sottili modulazioni i pochi suoni di questo dramma, con la voce narrante e fuori campo di Giovanni Guerrieri (che ho conosciuto nel pomeriggio al Bar Borsa, per cercare di assistere a un assaggio della serata vera e propria della sera).

La serata si è riscaldata durante il secondo momento della durata di circa 50′, dal titolo L’invasione degli Ultracorpi (tratto dal libro di Jack Finney del 1955 al quale è seguito un film). Ambientato nel 2013, ci parla di un popolo di alieni che invade la terra replicandosi agli uomini, li copiano alla perfezione tanto da vivere una simbiosi e morire delle stesse malattie. Questi nuovi uomini nascono da un baccello. I presupposti ci sono, ma quando il sipario si apre quello che noi vediamo sono due attori, uno è sdraiato su un tavolo e il suo baccello non si è schiuso completamente, per fortuna quello che rimane del baccello, delle scatole di piselli, coprono ad hoc i punti più hard, l’intimo c’è ma non è comunque uno spettacolo edificante. Quello sdraiato parla un dialetto incomprensibile, un misto tra pugliese e campano…ma strettissimo, per fortuna c’erano i sottotitoli, mentre il secondo attore, oltre che a parlare male o in russo si muove anche a fatica. Tutto questo con il sottofondo dell’Aida! L’extra terrestre sdraiato si scopre un sentimentale, preoccupato delle sorti del compagno e lo esorta a lasciarlo per andare ad affrontare quel mondo, ma non lo farà!

Ultimo è un fuoriprogramma, se stiamo a guardare il programma ufficiale, si intitola Sandokan, è ambientato in una cucina, che potrebbe essere tranquillamente quella di un qualunque appartamento diviso da universitari, al momento dei pasti si ritrovano a cucinare! Ma i quattro fanno di più, l’interno della cucina diventa la loro personale India, gli ortaggi diventano spade, fucili intarsiati, preziosi utensili, la carta assorbente diventa un tappeto arrotolato, il pomodoro un bellissimo rubino e su quel tavolo comincia la battaglia! Che inevitabilmente finisce con una bella insalata mista sul palcoscenico e con una parziale innaffiata a coloro che sono seduti in prima fila! Un crescendo di tensione e di momenti concitati, conditi da un bel po’ di comicità…veramente sembra che una carota possa, almeno per una notte diventare un valoroso guerriero che muore in battaglia.

Per conoscere meglio la compagnia e le loro produzioni cliccate sul link

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Gli attori ricevono gli applausi finali
Gli attori ricevono gli applausi finali

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