Che faccia aveva…

Voi cari vicentini, sicuramente nei vostri anni di scuola sarete stati assillati dai vostri insegnanti sull’importanza della storia locale. Ma non vi siete mai chiesti che faccia avesse, tale studioso, tale pittore o navigatore?? Beh il modo adesso c’è, sempre che riusciate ad usarlo! Stamattina giornata libera ma piena di incombenze e non essendo a lavoro e visto che ero già in centro non potevo non approfittare di un appuntamento a Palazzo Cordellina con i Volti e i ritratti della Cultura e della storia di Vicenza. Alle ore 11 di questa mattina varie personalità della cultura hanno condiviso con il pubblico (poche, martedì e alle 11 molti dovranno anche lavorare), è stato presentato un progetto durato due anni, ma scopriamo meglio di cosa si tratta.

La prima ad intervenire è l’Assessore alla Cultura Francesca Lazzari, che comincia a parlare di questa importante iconoteca online, che ha visto una digitalizzazione di più di 1000, tra disegni, stampe e fotografie, ritratti che raffigurano le persone che hanno contribuito a creare la storia locale, ed la scusa per fare un po’ di storia del ritratto stesso.

È la volta del Presidente della Biblioteca Bertoliana, Giuseppe Pupillo, che comincia con i ringraziamenti, rivolti a chi ha reso possibile tutto ciò, il rappresentante della Fondazione Cariverona (Francesco Gasparini, anche direttore del Museo Diocesano), che ci tiene a precisare come ci sono, ci sono state e ci saranno tantissime idee, progetti da realizzare come ci sono stati in passato molte idee che si sono dovute tralasciare per la mancanza di fondi. Importante percorso parallelo a quello prettamente librario, le attività della Biblioteca sono ormai diversificate, anche grazie allo spazio di Palazzo Cordellina, che negli anni ha rafforzato il rapporto tra la Biblioteca e la città. La Biblioteca, come maggiore custode della storia del territorio.

È la volta poi di Mons. Francesco Gasparini, che si dice soddisfatto dell’iniziativa conclusa, che diventa segno della vitalità della Biblioteca e che fa conoscere alla città volti e ritratti della cultura e della storia. Ogni volto una storia, una storia un volto.

Ma quando a prendere la parola è Mattea Gazzola, la questione si anima. Lei è la responsabile del progetto quindi ce lo illustra! L’idea di realizzare un’opera del genere risale alla metà dell’800 da Padre Marasca che comincia a collezionare i ritratti, riesce a realizzare una collezione che consta di 300 ritratti ed è eterogenea, stampe e soprattutto disegni, per la cui realizzazione si affida al pittore Pietro Zappella, che copiava al Museo Civico. Abbiamo tra i suoi esempi Antonio Pigafetta, Giovanni Maria Bertolo ovvero fondazione della Biblioteca Civica Bertoliana (che fino al 1908 era nel Palazzo del Monte di Pietà), Antonio Turra, naturalista (1736 -1797) una persona che durante i viaggi che portavano gli studiosi a passare per Vicenza, era bene conoscere di persona. Carlo Cordellina (proprietario del Palazzo che ci ospitava), Vincenzo Gonzati, bibliofilo, vissuto tra il 1774 e il 1849, nel 1876 il figlio donò la libreria del padre alla Biblioteca Comunale. Antonio Reghellini, viaggiatore, poco noto rispetto a un Pigafetta, ma andrò fino in Tibet e governò 67 villaggi e sposa una principessa.

Marasca, ci dice sempre Mattea Gazzola, per ottenere i ritratti usava spesso metodi poco legali, adesso sarebbe così, tagliava dai libri le incisioni e i disegni che lo interessavano. Tra i molti illustri da citare il medico e botanico Prospero Alpino (1553 – 1617), Bartolomeo Ferracina (1692 – 1777) fu lui che progettò la Torre Bissara, Giuseppe Toaldo (1719 – 1797) astronomo e meteorologo.

La raccolta iniziata dal Marasca diede l’impulso per ampliare la collezione e tornano i Gonzati, che continuano la collezione nei primi del ‘900, comprendeva naturalmente molti vicentini viventi e comunque ottocenteschi con le firme autografe, quindi abbiamo Alessandro Rossi di Schio, l’industriale, il poeta Giacomo Zanella, il rivoluzionario Francesco Molon, Almerico da Schio il quale progettò il dirigibile Italia e si interessò da subito alla fotografia . Paolo Lioy, politico e naturalista, vissuto tra il 1834 e il 1911, la Dott.ssa Gazzola, ci cita un brano di Lioy che parla di Fogazzaro non in termini entusiastici. Attilio Bruniati, Domenico Bortolan, direttore della Biblioteca Bertoliana e sotto la sua direzione l’istituto si è trasferito nella sede attuale. Nel ricco patrimonio anche ritratti ufficiali, ad esempio sono state trovate solo di Fogazzaro, 37 tra ritratti intimi e privati, in quest’ultimo caso molte foto di famiglia a Oria (visto che sono fresca di lettura di Piccolo Mondo Antico, Oria è uno dei luoghi descritti), i luoghi fogazzariani. Anche ritratti di medici e scienziati, come Olinto Grandesso Silvestri che inventò il laccio emostatico, l’anatomista Bartolomeo Panizza, il bassanese Giovanni Larber che si occupa di micologia in medicina. Architetti e artisti, naturalmente Palladio e Scamozzi ma anche i Da Ponte, Giovanni Busato, Oreste Beltrame, illustratore della Domenica del Corriere, molto lodato da Buzzati che lo considerava un maestro dell’arte grafica. Gli uomini di cultura come Bartolomeo Gamba, Ignazio Savi, bibliotecario della Bertoliana durante il periodo napoleonico che ha il grande merito di non lasciar disperdere il ricco patrimonio librario degli ordini chiusi dalle nuove leggi. I nobili, Mario Capra, Ottavio Trento, Francesco Trissino Giuseppe Roi, Giovanni Scola. Anche le donne sono in minima parte rappresentate, del resto erano due le categorie in cui potevano rientrare, da una parte le sante e religiose come Santa Maria Bertilla Boscardin o le intellettuali, viste del resto come donne pericolose, come Elisabetta Caminer Turra o Erminia Fusinati.

I ritratti vengono spesso analizzati sotto un profilo fisognomico, in base alla dimensione o alla forma del naso piuttosto che della bocca, gli effigiato possedevano determinate caratteristiche. Tra le fotografie e stampe più particolari quella di Adolfo Fasari un fotografo che si trasferì in Giappone, per questo si adegua ai costumi locali e viene quindi raffigurati con la tipica pettinatura orientale, Antonio Poletti, prestigiatore della fine del XIX secolo.

Un caso a parte sono i ritratti caricaturali, sempre gli illustri sono presi di mira. Il libretto di un anonimo che fu pubblicato nel 1909 e di cui sono state stampate quasi 300 copie. Si riconoscono il penalista Giovanni Dal Monte, il Compositore Giacomo Orefice, il garibaldino Luigi Cavalli, il Sindaco di Vicenza tra il 1897 e il 1900 Eleonoro Pasini e l’altro Sindaco Roberto Zileri Dal Verme, oppure Giuseppe Meschinelli Presidente della Banca Popolare di Vicenza tra il 1895 e il 1908.

È la volta dell’ultimo intervento della catalogatrice Marta Malengo, che analizza in particolare il fondo Almerico Da Schio inseriti nei volumi Persone memorabili in Vicenza e scritto da Giovanni Da Schio, 18 grandi volumi costituiti da 6.000 carte e da 120 tra fotografie, disegni e stampe, se pensiamo che l’autore è vissuto fino al 1868…, la raccolta contiene la storia delle varie famiglie illustri con genealogie che arrivano in tempi assai remoti. Le foto sono state realizzate da Almerico da Schio intorno ai 25/26 anni, quando tra l’altro la fotografia in Italia era proprio agli albori. Il libro presto diventa un libro illustrato e non si occupa solo dei vicentina ma anche degli edifici. All’interno anche foto di famiglia, come quella che immortale Giovanni con i figli Alvise e Almerico nel 1959 (chi avrà scattato la fotografia?), un’altra foto immortale solo Alvise Da Schio l’anno dopo, nel 1860, con la didascalia scritta da Giovanni in cui si felicita della nascita della prima nipote. Le fotografie sono all’albumina, ovviamente la base d’uovo a distanza di più di cent’anni ha sbiadito e ingiallito le foto, rendendole sottili e delicate. Tra le fotografie anche riproduzioni di miniature, come quella di Francesco Anguissola, oppure la fotografia del deputato al primo parlamento italiano, Sebastiano Tecchio, ritratto in un primo piano e in una figura intera, fu scattata a Torino. Virgilio Trettenero, assistente alla Specola di Padova.

I ritratti dovrebbero essere visibili sull’Opac del Veneto digitando il seguente indirizzo, http://opac.regione.veneto.it/SebinaOpac/Opac… ricercando Persone memorabili in Vicenza, adesso io ho provato ma il record me lo da ma non riesco a vedere neanche mezza foto….che cavolo!!!!! Vorrà dire che vi darò qualche immagine io! E se ci doveste riuscire aiutatemi!!!!!

 

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Radio Pride

Nuova serata al centro Delos (Via Cristoforo Colombo, 9 – Villaggio del Sole – Centro Quadrifoglio), la sera del 20 marzo alle ore 20.45 incontro e chiacchiere con Radio Gamma 5. L’incontro con Carlo e Antonio che presenteranno la trasmissione Tantilatitanti, che conducono sulle onde di radio Gamma 5! La trasmissione affronta i temi della diversità. Inoltre gli ospiti parleranno di F.U.O.R.I. (acronimo di Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), facendo un salto nel passato e facendo una considerazione del presente.

Ingresso libero, gradito il contributo!

La poesia profuma di primavera

Siamo quasi entrati nella stagione tanto agogniata….non troppo caldo e nemmemo il freddo che abbiamo patito! E quasi in contemporanea con il primo giorno di Primavera, comincia la nuova edizione di Dire Poesia, appuntamento con i poeti nazionali ed internazionali che per una sera fanno tappa in città. Il pubblico segue moltissimo e con molto interesse. La prima poetessa che donerà al pubblico le sue poesie e indubbiamente l’inedito per le plaquette, ormai da collezione sarà Antonella Anedda.

Conosciamola meglio: docente presso l’Università della Svizzera Italiana. Laureata in Storia dell’Arte Moderna con borsa di studio di Alta Cultura presso la Fondazione Cini di Venezia. Seguono varie esperienze accademiche e ai primi anni ’90 risalgono le sue prime raccolte poetiche, tra i molti premi il Premio Napoli del 2007, con il libro proposto in quell’occasione ha vinto il premio  per il miglior libro. Scrive anche opere di saggistica e antologie di poesie e di prosa come quella di Philippe Jaccottet e nel 2010 con altre studiose cura la raccolta di prosa di Anna Carson. Dal 2011 dirige la rubrica Isole sulla rivista online Doppiozero.

Appuntamento a Palazzo Leoni Montanari alle ore 18 naturalmente con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Vetro

Nuova presentazione per Galla Caffè, che ospita al primo piano lo scrittore Giuseppe Furno che presenta il suo nuovo romanzo Vetro, edito da Longanesi!

I fatti si svolgono nella Venezia della seconda metà del ‘500, seguiremo le orme di Andrea Loredean, figlio del doge. Avrà a che vedersela con il disastro provocato dall’esplosione dell’Arsenale e del mistero che sta dietro, sia dietro i libri proibiti ma che coinvolgono anche l’arte del vetro.

Giuseppe Furno, classe 1953 è un affermato sceneggiatore cinamatografico e televisivo, molte prodotte dalla RAI. Nel 2007 ha pubblicato il libro Cronache di un disinfestazione.

Appuntamento per mercoledì 20 marzo alle ore 18!