Direttamente dalla Conferenza Stampa

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Comincia Dire Poesia!

8 appuntamenti alla scoperta della Poesia Contemporanea! Questa edizione, la quinta, sancisce la fine (e speriamo un nuovo inizio) di un percorso lungo 5 anni!

Il 2013, vede meno appuntamenti ma grandi nomi e come tiene a sottolineare l’Assessore alla cultura del Comune di Vicenza Francesca Lazzari, anche un modo per conoscere e vivere i Palazzi della città!

Elena Milan, di Intesa San Paolo, sottolinea l’intento del gruppo non va letto come semplice sostegno, ma una partmership attiva, con obiettivi, risorse e competenze.

Ma sono soprattutto le parole di Stefano Strazzabosco a fornirci la chiave di lettura dell’edizione che inizierà il 13 marzo con lo Slam vedi qui! La rassegna avrà dei temi principali che naturalmente saranno espressi dai protagonisti dell’edizione, come il doppio, l’origine e la fine, il corpo, del “buio della parola” (cit. Pierluigi Cappello). Ci racconta altresì della pubblicazione che nasce dagli appuntamenti di tutti questi anni, che raccoglierà inediti, rimasti tali e altri che sono diventati parte di una nuova raccolta, la pubblicazione presentata il 7 giugno alle ore 21 presso l’Officina Arte Contemporanea, in vendita ad un prezzo simbolico! Tante nuove esperienze liguistiche, tanti nuovi modi per scoprire un mondo diverso…seguite Dire Poesia.

 

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Le donne eroine liriche

Come sappiamo il programma per celebrare la donna è molto ricco in città, tante mostre si avviano oggi, ma c’è tanto per tutti i gusti!

In Corso Fogazzaro, 234, l’8 marzo in un posto segreto….nascosto dalla grande e massiccia porta, c’è un posto magico in cui antiquariato e libri convivono e si integrano. L’Atelier di Carlo Matteuzzi, una mostra dal titolo Geraldine e le altre – viaggio nel tempo con le donne della lirica a cavallo tra Otto e Novecento. Se pensiamo che le cantanti liriche e di opere erano all’epoca venerate come le odierne dive del cinema! Possiamo quasi immaginarle nei loro vestisti di scena, i loro camerini assediati da ammiratori e da mazzi di fiori. Inevitabilmente tra le cantanti nate nella gerazione del cinema, abbiamo esempi anche di attrici per i primi film. Alora conosciamo meglio le protagoniste di questo viaggio che è in programma fino al 14 aprile 2013:

Giuditta Pasta: nasce nel 1797 a Saronno, Giuditta Angiola Maria Costanza Negri, è considerata insieme a Maria Malibran, come la più celebre cantante lirica del XIX secolo. Si avvicina alla musica sin da piccola, imparando i primi rudimenti di solfeggio e canto, prima con lo zio Filippo Ferranti, violoncellista. Raggiunta l’età per entrare in Conservatorio si iscrive a quello di Milano. Il debutto fu a Milano nel 1815 esibendosi come contralto, ma fu un colossale flop. Questo non le impedì di continuare gli studi e nel 1816 ottenne uno strepitoso successo a Parigi e nel 1817 sposò l’avvocato e tenore Giuseppe Pasta. Lo stesso anni fu scritturata al King’s Theatre di Londra, dove l’attendeva un altro fallimento ma rispettò comunque gli impegni presi. Dopo una pausa dovuta alla gravidanza, una volta nata la figlia ricomincia subito e tra il 1818 e il 1820 lavorò nelle principali città italiane, mentre tra il 1821 e il 1823 cantò al Théatre Italien di Parigi. Tra il 1824 e il 1825 è a Londra e Parigi fino ad essere scritturata al King’s Theatre di Londra ( e qui conosce la giovane Maria Malibran che sarà la sua sostituta). Nel 1826 è a Napoli e alcuni anni dopo passa al registro di soprano esibendosi a Milano. Fu ammirata moltissimo dalla nobiltà, ricevendo dalla Corte Asburgica il titolo di Sua Maestà Imperial Regia Apostolica. Nel 1830 Donizatti compone per lei l’Anna Bolena. Ma fondamentale fu l’incontro con Bellini, lui trovò un’interprete ideale, e per lei la freschezza del giovane compositore. Il 1835 è l’anno del ritiro, dopo cattive esibizioni alla Scala, ma ritorna sulla ribalta nel 1837 al Drury Lane di Londra, tenendo concerti sia in Gran Bretagna che a Parigi. Nel 1841 è a San Pietroburgo e Mosca. Nel 1845 si ritira dalle scene e si avvicina ai moti rivoluzionari, divenendone un’accanita sostenitrice. Il 22 marzo 1848 con dei fedelissimi si reca sul colle di Brunate piantando la bandiera tricolore e intonando l’inno. Si esibisce per l’ultima volta nel 1851 alla Royal Opera House per poi ritirarsi a Como, città in cui morì nel 1865 a causa di una bronchite.

Giulia Grisi: la cantante naque nel 1811 a Milano ed ebbe una vita rocambolesca. Figlia di un ufficiale napoleonico, anche lei fu inziata alla musica dalla famiglia, infatti la zia, la madre e la sorella maggiore erano tutte apprezzate cantanti. La cugina Carlotta invece una ballerina e prima interprete di Giselle. La sua carriera inizia nel 1828 e fu subito notata e apprezzata sia da Bellini che da Rossini, affiancando spesso Giuditta Pasta. Fu la prima interprete di molte opere dei due autori. Si sposta, tra gli anni ’30 e ’40 tra le principali città della lirica europea. Nel 1842 conosce il tenore Giovanni Matteo De Candia, noto come Mario. Come soprano drammatico arriverà anche negli Stati Uniti (1854). Nel 1836 sposa il Conte Gérard de Melcy, un matrimonio infelice che si risolse in un divorzio, potendosi così unire a Mario, anch’egli proveniente da una famiglia nobile e da lui ebbe 6 figli (però!). La coppia si spostava tra l’Italia dove avevano una casa a Fiesole, poi Parigi, Londra e Pietroburgo, durante un viaggio per raggiungere la città russa, la coppia fu coinvolta in un incidente nei pressi di Berlino, nel raggiungere la città a piedi la Grisi si ammalò e morì.

Maria Malibran: Nasce nel 1808 a Parigi, Maria Felicia Anna Garcia, come si deduce aveva origine spagnole ma fu naturalizzata belga. Soprano, compositrice, pittrice ritrattista e compositrice di musica vocale. Anche lei figlia d’arte, il padre era un cantante e la sorella fu la famosa Pauline Viardot (che vedremo meglio dopo). La sua voce possedeva una straordinaria estensione che le consentì di cantare sia come contralto sia come soprano e a volte da tenore. La sua vita si spezzò all’età di 28 anni, a causa di una caduta da cavallo, diventando una figura leggendaria. Il primo marito della cantante era il banchiere francese Malibran, di 27 più vecchio, che la cantante conobbe a New York durante una turnée. Ma pochi mesi dopo il matrimonio il banchiere fallì e lei l’abbandonò tornando in Europa. Nel 1833 conobbe il compositore belga Charles Auguste de Bériot, una relazione durata sei anni, e dal quale naque un figlio, lo potè sposare nel 1936 ottenuto l’annullamento da Malibran.

Pauline Viardot: Come accennato prima, Pailine era la sorella minore di Maria Malibran, e naque a Parigi nel 1821, avrà una vita decisamente più lunga ma non meno affascinante. I suoi studi si svolsero sotto la guida del padre per il canto, mentre per la composizioner studiò con reiche e il pianoforte con Liszt e Meysemberg. Dopo la scomparsa del padre la sua educazione passa alla madre, anche lei soprano, ma cercò di allontanarla dal pianoforte, ma con scarsi risultati, infatti sono ancora famosi i suoi duetti a quattro mani con Clara Schumann. Su consiglio di George Sand (pseudonimo di Andine Aurore Lucile Dupin), scrittrice e drammaturga francese, sposa il critico e direttore del Théathe des Italiens, Louis Viardot (quando si dice amore disinteressato). Per la Sand, la Viardot fu l’ispiratrice per il suo romanzo Consuelo. Il debutto sulle scene avviene nel 1838 a 18 anni a Londra, e fu ingaggiata per il Théathe des Italiens dove si distinse per le sue doti drammatiche e musicali. Divenne amica del compositore tedesco Meyerbeer interprentandone vari drammi. Da donna colta, strinse un’importante amicizia con lo scrittore russo Ivan Turgenev, tanto che decisero di edificare le rispettive  dimore sullo stesso terreno (ora entrambi musei) a Bougival. Nel 1863 si ritira dalle scene, dedicandosi all’insegnamento, si esibirà in qualche concerto. Inoltre si dedicò alla composizione di parecchie operette basate su i libretti di Turgenev.

Lilli Lehmann: nasce a Wurzburg nel 1848, figlia d’arte. La madre era cantante e arpista, nonchè amica di Wagner. Il padre tenore e la sorella minore cantante. Debutta nel 1865 a Praga, seguiranno Danzica, Lipsia e Berlino. Da soprano leggero, riuscirà a diventare soprano drammatico. Nel 1876 in seguito alla conoscenza di Wagner entra nel cast del Primo Festival di Bayreuth. Canta in molte capitali europee e a New York, il suo soggiorno americano si protrasse a lungo, per contribuire a far conoscere l’opera di Wagner anche oltreoceano. Nel 1891 torna in Germania, anche grazie all’aiuto di Guglielmo II, dedicandosi all’insegnamento, tra le sue allieve future cantanti famose. Tra il 1901 e il 1910 contribuisce alla fondazione del Festival di Salisburgo, divenendo una delle più fervidi sostenitrici del Mozarteum. A 62 anni si ritira salle scene per dedicarsi all’attività concertistica. Nel 1888 sposa il tenore Kalisch per separarsene poco dopo. Una vegetariana antesignana, amava molto gli animali e si impegnò nella lotto contro la vivisezione. Muore nel 1929.

Geraldine Farrar: Nasce in America, nella cittadina di Melrose nel 1882, sarà un soprano che utilizzerà la sua abilità canore per sfondare nel nascente cinema. Prima inizia a studiare canto a Boston e New York. Si trasferisce in Europa, prima a Parigi e poi a Berlino sotto la guida di Lilli Lehmann. A Berlino debutta nel 1901 creando grande clamore. Tra i molti ammiratori anche il Principe Guglielmo di Germania, con il quale si vociferava avesse avuto una relazione. Dopo un soggiorno a Montecarlo, torna in America, a New York prima si esibisce al Metropolitan Opera House e poi al Met, debuttando nel 1907 con Madame Butterfly di Puccini, rimanendo nella compagnia dello stesso nel 1922. In questi anni di perfezionamento e novità tecnologiche, realizza molte registrazione fonografiche e dal 1915 al 1920, come attrice di cinema mutò interpretò 15 film. Lavorando in due film di Cecil B.DeMille con la Carmen del 1915  e Joan The woman nel 1916. Durante gli anni del Met, la Farrar ebbe una relazione durata sette anni con Arturo Toscanini, quando lei le pose davanti un ultimatum, Toscanini decise di dare le dimissioni e tornare in Italia. Le attribuirono una relazione con Erico Caruso, molto probabilmente li legava una grande amicizia. Si sposò con l’attore Lou Tellegen ma l’unione fu caratterizzata dagli scandali e terminò nel 1923. Nel 1922 a soli quarant’anni lascia le scene, il ritiro prematuro fu spinto dai problemi di voce che ormai risultava usurata dalla superattività. Tenne comunque concerti fino al 1931 e divenne per un breve periodo commentatrice radiofonisca delle opere del Met. Nel 1938 pubblica la sua autobiografia, muore all’età di 85 anni nel 1967.

Ecco le protagoniste, tutte le sere dalle 18 alle 20 potrete assistera alla proiezione di tre film del cinaesta statunitense Cecil B.Demille, uno dei 36 membri fondatori dell’Academy of Motion Picture Arts and Scienses nel 1927 e il Premio Oscar nel 1929.

Carmen del 1915 con G. Farrar, Burlesque on Carmen del 1916 con C. Chaplin e Joan The Woman del 1916 con G. Farrar che racconta la storia di Giovanna D’Arco.

Art Coming Out…..si comincia

Primo appuntamento proposto da Metamorfosi Gallery con le mostre dedicate al controverso tema omosessuale hanno inizio in un giorno non da poco! Il giorno della donna l’8 marzo 2013 con il primo dei quattro appuntamenti realizzati in collaborazione con il Vi Pride, ricordo che la grande parata è in programma il 15 giugno!

La prima protagonista, si è proprio una donna, Barbara Fragogna, che presenterà le sue creazioni, appuntamento alle ore 18.30 al Caffè Le Colonne in Piazza dei Signori, dal titolo Romantic Love Doesn’t Exit. I’m A Very Romantic Creature. Married Woman Are Easier!

Barbara Fragogna, è un’artista eclettica e che vive a piene mani il clima artistico europeo, spostandosi facilmente tra Berlino, Venezia e Padova (che invidia!). Tra le moltissime esperienze che l’hanno vista protagonista è da ricordare il suo impegno per la Kunsthaus Tacheles di Berlino, un impegno non solo artistico e organizzativo che l’hanno vista battere per evitarne la chiusura. La sua inventiva spazia dall’illustrazione, alla scrittura, pubblicando un testo di letteratura creativa pubblicato dalla casa editrice Supernova Edizioni dal titolo Metamorfèica e presentate nelle librerie di numerose città, attraverso performace teatrali di lettura. Potete scoprire il profilo completo nel suo blog…cliccate per scoprire di più, prima di domani pomeriggio!

Durante la serata sarà possibile aderire all’Associazione, la tessera dal costo di 10 euro, vi consentirà di partecipare ai prossimi eventi promossi da Metamorfosi Gallery

La difficoltà della vita di coppia

Nuovo evento fuori rassegna per Theama Teatro – Teatro Spazio Bixio, che ci fornisce un’altra valida alternativa per passare il giorno della donna in maniera diversa!

Lo spettacolo dal titolo In due nella comune – Tutta colpa di Elisabetta è un dramma che racconta di uno dei rapporti umani più complessi e in cui bisogna dosare e dedicare tempo e sopportazione….la vita di coppia. Una lotta tra la psiche femminile e la semplicità maschile.

Il testo e il relativo spettacolo hanno come riferimento una ballata scritta intorno al 1785 da Martin il Tedesco, sulle parole di Pierre Claris de Florian. La vita di questa coppia è vessata da continui fraintendimenti. Tante risate ma anche momenti di riflessione.
I protagonisti sono Daria Tedesco e Luca Maschera, che lo hanno scritto, diretto e interpretato.

Daria Tedesco frequenta la scuola di teatro Carlo Emilio Lerici, ed è un’attrice che con facilità passa dal comico al serio con estrema facilità.

Luca Maschera, cabarettista ma anche autore, regista e presentatore.

Meglio prenotare.

Ore 21 di venerdì 8 marzo, meglio fare una chiamata o mandare una mail a info@theama.it o al numero 0444 322525, Theama Spazio Bixio, Via Mameli 4

Voci italiane del dopoguerra n. 1

Nuovo appuntamento al Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza, questa volta con un incontro dal tema Grandi voci italiane del dopoguerra I, con il relatore Giancarlo Landini, musicologo e critico musicale. Gli orari sono i seguenti: dalle 9 -12 e dalle 13.30 – 18 presso la Sala Concerti Marcella Pobbe. l’ingresso è libero.

Appuntamento per venerdì 8 marzo!

Nel giorno delle donne, il teatro parla di donne

8 marzo, festa delle donne! E una nuova occasione teatrale, al Teatro Astra. Lo spettacolo intitolato La semplicità ingannata – satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne è proposto da Marta Cuscunà ed è liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela tarabotti e alle vicende delle clarisse di Udine.

Di e con  M. Cuscunà, assistente alla regia M. Rogante, disegno luci C. “Poldo” Parrino, disegno del suono A. Sdrigotti, tecnica del palco, delle luci e del suono M. Rogante, A. Sdrigotti. Realizzazioni scenografiche Delta Studios, E. Ferrandino, realizzazione costuni A. Guglielmi.

Lo spettacolo indaga la condizione femminile del Cinquecento. Da un lato la donna bella che poteva diventare un vantaggio economico e sociale, mentre quelle meno attraenti potevano avere come “alternativa” il convento. Attraverso gli scritti delle giovani donne, costrette nel monastero di Santa Chiara di Udine, comprendiamo il loro desiderio di emancipazione, ma rimangono solo tentativi! La protagonista Marta Cuscunà è stata nel 2009 l’attrice rivelazione del nuovo teatro italiano.

Appuntamento alle ore 21

Le Aurore di Danilo Martini

Nuovo appuntamento per una giornata delle donne dalle mille alternative, magari per i maschietti rimasti a casa!

Appuntamento con un altro pittore storico, Danilo Martini che dalle ore 18 dell’8 marzo, presso lo spazio al primo piano di Galla Caffè, presenta la nuova mostra dal titolo Aurore, a cura di Marica Rossi.

Da quello che si apprende nel vorticoso e fornitissimo mondo del web, sappiamo che Danilo Martini è un autore che si misura con numerose tecniche, acquerelli, disegno, acrilico, olio. Espone a mostre collettive e personali dalla fine degli anni ’60, e da quello che apprendiamo dalle varie critiche scritte dai critici vicentini e non solo è un paesaggista…vedremo!