Il tempo nelle opere di Cristina Treppo e Silvano Tessarollo

Altra importante giornata all’insegna dell’arte per questa Vicenza che sprizza vitalità da tutti i pori! Il pomeriggio della città berica era interessata da due importanti eventi, l’apertura della stagione di Yvonne Arte Contemporanea e l’altrettanto straordinaria riapertura di AB23. Ma andiamo per ordine.
Ore 18.30…minuto più minuto meno, ci ritroviamo da Yvonne con Sospensione, la personale di Cristina Treppo e per la prima volta dopo il Premio Arte Laguna, l’artista giapponese Toru Takeuchi.
Sospensione, Interruzione e provvisorietà sono le parole che campeggiano sulla facciata della galleria, che simboleggiano l’opera di Cristina Treppo, un serie di lavori in cemento che creano un’affascinante natura morta monocromatica. Non solo i mattoncini o piastrelle con impressi motivi che derivano direttamente da tendaggi, copriletto, camicie da notte, elementi vivi e vissuti a cui Cristina Treppo dona nuova vita e li investe del compito di portare un messaggio di levità, di sospensione appunto. Ma anche motivi di boccette anche quelle interessate successivamente da un altro intervento da parte dell’artista  come l’uso di ossidi. Anche i cuscini, che istintivamente il nostro occhio percepisce morbido e confortevole. L’artista, oltre che essere introdotta dalla padrona di casa è presentata dal professore e collega d’Accademia Riccardo Caldura. Il professore, che conosce bene e segue tutte l’evoluzioni dell’opera di Cristina, danno la doppia sensazione di trasparenza trattenuta in una materia che possiede una gravità, un’opera giocata sul rovesciamento degli equilibri. La forma esposta è quella vuota del contenitore che l’ospitava.
Disponibile e felice di rispondere alle domande del pubblico Cristina Treppo non potrebbe mai rispondere alla seguente domanda Perché hai usato il cemento?
A legare ulteriormente le opere all’ambiente, sono le fotografie in bianco e nero a soggetto naturalistico, i lavori esposti sono state creati appositamente per questo spazio.
Al primo piano della galleria, troviamo le opere di Toru Takeuchi, artista di cui ho già fatto una premessa prima, propone sia un’istallazione che opere ad acquerello, tutto si lega alla levità e alla sospensione che caratterizzano le opere al piano terra.
Intorno all’istallazione si è creato un vero e proprio caso…..naturalmente quello che il giovane (cavoli siamo coetanei :P) artista giapponese ha proposto è un’illusione impacchettata con la meticolosità del Sol Levante…ma cercando e ricercando pensando ed essere per forza caduti nei tranelli, una persona era  in grado di risolvere! Nel caso specifico…ecco io sono caduta come al solito dal pero e per fortuna che la mia dolce metà dalla mente tecnica ha risolto l’arcano….con sollievo di molte persone presenti…io non posso…anzi non voglio dirvi nulla andate a visitare la mostra e pensateci da voi!
Quello che vi posso dire è che l’istallazione consiste in un classico tavolino da bar o ristorantino, sopra un altrettanto classico bicchiere di vetro colmo d’acqua e sopra a illuminare tutto una classicissima lampadina. Voi mi direte mazza ci voleva un artista giapponese…ma ecco l’illusione: il riflesso creato dal bicchiere e visibile sulla bianca tovaglia mostrava un curioso abitante e un movimento nell’acqua che non corrispondeva alla realtà infatti il liquido nel bicchiere era totalmente immobile…il suono creava altrettanta illusione e l’istinto portava gli spettatori presenti a guardarsi intorno in continuazione! Alle pareti le delicate opere ad acquerello, figurine fluttuanti in mondo bianco e latteo, quello del foglio di carta che vivevano un mondo tranquillo e pacifico fatte di piccoli gesti….anche in questi si percepisce la sospensione! Fino al 3 novembre 2012

Il tempo e tiranno e tocca muoversi e andare all’AB23 per la mostra di Silvano Tessarollo Se il grano non muore. La chiesetta ai margini del centro storico ospitava il site – specific dell’artista bassanese, un lento e continuo fluire del tempo. Al centro dell’abside uno schermo proiettava un fitto campo di mais, davanti a questo una pedata cosparsa di bella terra grassa e feconda con affondata all’interno una bicicletta da donna…che ha visto senz’altro tempi migliori! Intanto una fitta nebbiolina…ovvero acqua nebulizzata che cadeva sulla terra rendendola viva e palpitante. Il ritmo del giorno, il cambiamento della luce e il cambiamento del tempo agiva sulla bicicletta, così abbandonata…può essere il simbolo della ciclicità del tempo, la ragazza, la donna che ha abbandonato la bicicletta ai margini del grano l’ha fatto per vivere le altre stagioni della sua vita e a ricordarci ogni tanto questo è l’animarsi della bicicletta, infatti ogni tanto si accendeva il faretto e la ruota girava…facendomi ripensare alla simbologie mediavali della ruota della fortuna delle cattedrali o più semplicemente ai proverbi degli antichi…nessun bonu tempo e nessun malu tempu dura!!! E così arrivata la notte almeno abbiamo la certezza di vedere di nuovo il sole….certo se abitate in Europa e non al Polo Nord!
Ancora altra istallazione è un semplice muro di cemento (vedete come alla fine inconsapevolmente tutto torna!), semplice, pulito, regolare ma in certo punto del muro ecco una perdita….ecco dei gocciolamenti e solo il tempo lo logorerà e lo trasformerà!
La mostra è visibile fino al 28 ottobre  giovedì e venerdì 16-19 sabato e domenica 10.30 – 12.30 e 16 – 19. 

le sospensioni di Cristina Treppo

Le sospensioni di Toru Takeuchi

le formelle di Cristina Treppo all’ingresso della galleria

Se il grano non muore
L’oscurità si avvicina in attesa di una nuova alba

Il muro!
Il catalogo della mostra

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