Il teatro dell’assurdo in scena a Schio

Dal 24 al 29 luglio sono in programma al Lanificio Conte di Schio, questi sei appuntamenti con il Teatro dell’Assurdo, associazione fondata nel 2010 da Lucia de Angeli, Filippo Maglio e Vitaliano Trevisan, che si occupa della promozione lo sviluppo e dell’organizzazione di spettacoli teatrali.
In particolare durante le date scledensi presentano Suicide Parade – incontri drammatici a cura di Vitaliano Trevisan.
DOMANI: Anche oggi mi ammazzo 
Lo spettacolo ha inizio alle ore 21
Lanificio conte via XX settembre ingresso gratuito

Vetrine d’arte in città prima di tornare in campagna: un paio di vetrine…in via di chiusura?

Il rapporto di Vicenza con l’arte è strano, in queste settimane interessata da numerose iniziative, ma dove ho soprattutto trovato un partecipazione quasi casuale, ho cercato vie e zone dedicate esclusivamente all’arte o all’artigianato artistico, oltre a Corso Fogazzaro, ho avuto veramente tanta difficoltà a trovarle. Ma se la mia ricerca intende continuare, intanto vi parlo di una realtà in chiusura.
E’ l’arte in banca, presso l’Agenzia del Centro della Cassa di Risparmio del Veneto, le sue vetrine affacciano su contrà del Monte, zona di forte passaggio, e in questi anni si sono avvicendate numerose opere, che fanno parte del cospicuo patrimonio artistico del gruppo. Questa realtà sta per finire e non si sa se l’esposizione in corso sia effettivamente l’ultima! Le opere saranno spostate nel grande museo milanese in apertura in autunno, ma questo se da un lato arricchisce una città che certo non avrebbe bisogno di ulteriore ricchezza, fa morire un pezzo di Vicenza…in compenso i correntisti saranno informati sulle nuove offerte!
L’esposizione che fino al 31 agosto potete vedere in vetrina è una piccola raccolta delle opere di Valerio Adami, Corpi in ascolto. Il pittore bolognese, si forma dapprima a Milano con Achille Funi, adottando via via con gli anni uno stile che si muove in direzione della pop art americana in particolare della figura di Roy Lichtenstein. A differenza dell’autore americano che ingrandiva le immagini fino a vedere i pixel, Adami adotta stesure di colore piatto. Spetto le opere create da Adami non sono di immediata lettura, in quanto risultano una commistione di simboli ed elementi diversi e indistinguibili. Nelle opere presentate in queste vetrine la figura dell’uomo non ha l’aspetto tipicamente umano ma un uomo alieno.
Per Adami l’arte si potrebbe idealmente racchiudere in un acronimo
A = amore
R = ragione
T = tradizione
E = estasi

Allora prima che il sipario si chiuda, cercate attraverso il vostro sguardo di assemblare e smembrare nuovamente questi elementi in modo che un poco ci somiglino!